
Lo scorso 7 ottobre, presso Villa Rospigliosi di Candeglia, il Vescovo Augusto ha incontrato i Dirigenti scolastici delle scuole presenti nella Diocesi di Pistoia, assieme al Dirigente dell’Ufficio XI Ambito Territoriale di Pistoia e Prato, dott.ssa Ilaria Baroni. Il Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, impossibilitato per precedenti impegni a partecipare, ha inviato il suo saluto.
Fin da subito, anche il colpo d’occhio alla sala, ai gruppetti che conversavano con il caffè prima dell’inizio, alla grande tavola della cena, dava subito una sensazione positiva e il clima bello, partecipato, come è stato sottolineato da tutti i presenti. Ma al di là delle parole di cortesia istituzionale, anch’esse importanti, la pioggia di ringraziamenti ricevuti dall’Ufficio scuola nei giorni successivi hanno sottolineato il grande significato dell’incontro e il piacevolissimo clima di confronto amichevole e collaborativo. (prosegue dopo le foto)
L’incontro è iniziato nel dialogo e nel confronto. Tutti i Dirigenti scolastici si sono presentati e hanno descritto le linee principali delle scuole a loro affidate. Sono emerse analisi lucide e proposte. Un caleidoscopio di temi e questioni legati insieme da una vibrante passione per la scuola e per i ragazzi. La sfida educativa; le conseguenze dell’assenza o della fragilità della famiglia; la sofferenza silenziosa di tanti studenti a causa dell’assenza del tessuto familiare come viceversa delle grandi aspettative familiari che su di esse vengono riversate (ipo protezione e iper protezione); la scuola che sembrerebbe dover provvedere a tutto, dover compensare ogni situazione, dover educare a qualsiasi cosa (educazione civica, affettiva, sessuale, alimentare, stradale, alla salute e via elencando) e che invece non può fare tutto, non è e non può essere la sola casa dell’educare; l’arretramento degli apprendimenti, argomento che ormai sembra non essere più all’attenzione della scuola, ed il conto di questo lo pagheranno i nostri ragazzi. Da un lato la dispersione scolastica esplicita e gli elevatissimi dati sull’abbandono inducono a porre l’accento, legittimamente, sulla necessità di un ambiente scuola che si ponga come prioritario obiettivo quello di risultare accogliente, se non addirittura confortevole, scivolando, in alcuni casi e situazioni, a non considerare rilevante il tema dell’apprendimento. Dall’altro lato la crescente mancata acquisizione di competenze e di contenuti, registrata con preoccupazione come fenomeno in forte aumento da tutti gli indicatori, richiederebbe viceversa di insistere sulla serietà della scuola, sulla efficacia della formazione, rischiando vetuste rigidità. In realtà nessuna di queste due dimensioni può permettersi di oscurare l’altra. Occorre curare entrambi gli obiettivi e con la stessa attenzione per essere, e poterci chiamare, scuola.
Tante diverse sensibilità e specificità si sono confrontate, ma si percepiva forte l’idea di sentirsi uniti da un denominatore comune, da una idea di scuola condivisa. Qualcuno ha sottolineato l’importanza essenziale di momenti di confronto come quello del 7 ottobre e la Diocesi di Pistoia è lieta di offrire alla Scuola questo servizio importante: luogo di incontro e di confronto, di sintesi e di proposta, di sostegno reciproco e di proposta. In questo senso Mons. Vescovo ha proposto ai dirigenti di rendere l’incontro un appuntamento annuale fisso, per camminare insieme e per guardare insieme verso lo stesso orizzonte: la crescita piena e felice dei nostri ragazzi. Sentiamo come Chiesa questo compito e questo dono: essere spazio di relazionalità e di progettualità condivisa. Uniti da un obiettivo e un metodo, ben descritto dall’apostolo Paolo: non vogliamo fare da padroni nella vita dei nostri ragazzi, ma essere collaboratori della loro gioia.
Non ci siamo trovati solo per guardare in faccia gli aspetti più critici della realtà, ma anche per vedere il tanto che nonostante tutto la scuola ancora riesce a fare e ad essere. Ponte attraversabile che consente a generazioni di ragazzi di raggiungere il loro futuro, come fu per noi. Scuola e Chiesa sono unite nella necessità che entrambe vedono di un patto educativo globale. Papa Leone ha rilanciato la necessità di collaborare a costruirlo, aggiungendo alle 7 priorità individuate da Papa Francesco 3 orizzonti indispensabili. Educare all’interiorità, educare ad un uso umano del digitale, educare alla pace disarmata e disarmante. Anche in questo come Chiesa possiamo dare un contributo determinante: l’attenzione non solo ai (giustissimi) aspetti di cura psicologica, non solo ai sintomi, quindi, ma anche alla radice vera del vuoto: la mancanza di educazione alla vite interiore, come ha ribadito il Papa. Vuoto sentito e avvertito interiormente dai ragazzi, ma rappresenta e deriva dalla totale assenza nel territorio di proposte significative pensate per i ragazzi ed organizzate in un disegno educativo. Il nostro contributo più urgente, come Chiesa, è anche quello di aiutare le istituzioni e le persone che le rappresentano a superare residue rigidità ideologiche e comprendere le dimensioni reali dell’emergenza e del vuoto educativo che abbiamo costruito. L’educazione non può essere considerata un percorso di addestramento dell’individuo alla vita pubblica, ma deve tornare ad essere pensata per ciò che essa è davvero: un processo nel quale ciascuna persona possa sviluppare le proprie attitudini profonde, la propria vocazione, e con ciò contribuire alla vocazione e allo sviluppo della propria comunità.
Scuola e Chiesa sono unite anche normativamente ed informalmente, negli IRC, strumento prezioso ed indispensabile perché la scuola possa essere se stessa e capace di portare avanti il proprio compito. Da un lato la missione della scuola è la formazione integrale della persona; dall’altro è evidente che nell’ambito educativo si gioca una delle sfide più rilevanti e decisive per il futuro dell’umanità. In entrambe queste linee di azione (formazione di alto valore culturale e sensibilità educativa) gli insegnanti di Religione sono una risorsa indispensabile e spesso per tantissime alunne e tantissimi alunni sono veri e propri salvagenti educativi.
Nel suo intervento poi il Vescovo ha condiviso con i presenti l’intenzione della Diocesi di riprendere il progetto sulla povertà educativa, pensato per i ragazzi oggetto di sanzioni disciplinari o che attraversano momenti di particolari bisogni educativi. «Sappiamo che non ci sono bacchette magiche – ha detto il Vescovo – ma provare a condurli e accompagnarli a vivere esperienze positive e ri-generative può essere una strada da tentare tutti insieme. So che già da tempo riflettete insieme al nostro ufficio su questo. Vogliamo riprendere il cammino.»
La serata si è conclusa con una splendida cena vissuta in un clima conviviale e significativo, amichevole e rispettoso. E con la sensazione di aver vissuto un momento di altissimo significato simbolico e progettuale, il primo incontro in Diocesi di Pistoia del Vescovo con i Dirigenti e il Provveditore.
Tra i moltissimi messaggi di ringraziamenti uno, in particolare, per il ruolo ricoperto, va riportato:
«Gentilissimo Direttore,
A titolo personale e a nome di tutti i dirigenti scolastici della diocesi, mi permetto di ringraziarLa per l’evento che si è svolto ieri sera a Villa Rospigliosi.
Le chiedo anche di rappresentare queste mie parole a S. Ecc. il Vescovo di Pistoia, Mons. Augusto Mascagna che all’inizio del suo mandato nel territorio, ha avuto la gentilezza e sensibilità di accogliere i presidi della diocesi in una giornata dedicata all’ascolto e alla progettazione per il futuro.
Infatti, dopo uno spazio di confronto, in cui tutti i dirigenti hanno potuto presentare al vescovo le caratteristiche e le criticità delle proprie scuole, attraverso il suo prezioso contributo, si è potuto riprendere il progetto sulle povertà educative già presentato nel convegno sul medesimo tema del 2024 stabilendo le linee guida per la fattiva realizzazione.
Mi permetto di sottolineare il grande valore dell’incontro, sia nel segno di una rinnovata attenzione del Vescovo di Pistoia e Pescia alle scuole del suo territorio, sia nella direttiva di una progettazione condivisa per il contrasto alla dispersione scolastica esplicita ed implicita.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Ilaria Baroni
Dirigente Ufficio XI Ambito Territoriale Prato e Pistoia»















