S. E. Mons. Augusto Mascagna

Monsignor Augusto Mascagna è nato a Caprarola (VT) IL 12 marzo 1964. Dopo una formazione iniziale presso il Seminario minore, nel 1983 è entrato a far parte del Pontificio Seminario Romano. È stato ordinato sacerdote nel 1989. Ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Rientrato in Diocesi è stato nominato viceparroco della Cattedrale di Santa Maria Maggiore e parroco di San Benedetto a Civita Castellana, per 11 anni è stato parroco della Parrocchia Regina Pacis di Anguillara, ha poi svolto il suo servizio pastorale come parroco nella Parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio di Rignano Flaminio. Dal 2023 ha assunto l’incarico di parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.

In diocesi Mons. Mascagna ha svolto anche altri servizi pastorali, lavorando, fino ad oggi, nella Pastorale Giovanile, Vocazionale e Familiare diocesana. Tra gli incarichi diocesani ha svolto il servizio di segretario del Consiglio Presbiterale, referente diocesano del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia, delegato episcopale per la causa di beatificazione del servo di Dio don Pier Luigi Quatrini.

Mons. Mascagna ha anche lavorato come Direttore spirituale dei seminaristi ospiti del Centro Vocazionale; è stato Professore di Teologia Fondamentale presso I’Istituto Faleritano di Scienze Religiose (1992-2007) e Professore di Teologia Dogmatica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Trocchi” di Civita Castellana (2007-2015).

Il giorno 20 aprile 2026 è stato nominato dal Santo Padre Leone, Vescovo delle Diocesi di Pistoia Pescia unite nella sua persona. L'ordinazione episcopale e l'ingresso a Pistoia sono stati celebrati domenica 21 giugno 2026 nella memoria liturgica di Sant'Atto.

Lo stemma episcopale

Lo stemma episcopale di Mons. Augusto Mascagna, vescovo di Pescia e Pistoia, si presenta come una sintesi simbolica profonda di fede, territorio e missione pastorale, unificata dal motto latino “Surrexit Christus Spes Mea

Richiama al tempo stesso la sua storia, i suoi valori spirituali e il suo programma pastorale, e le sedi affidate alla sua guida pastorale. Quanto alle sedi diocesane nelle quali egli è posto come Vescovo, un semplice ma chiaro riferimento è offerto dagli smalti di cui è costituito l’inquartato sul quale sono collocate le diverse figure. Infatti l’alternanza del rosso e dell’argento si trova nello stemma della città di Pistoia che è costituito da un semplice “scaccato” d’argento e di rosso. L’argento costituisce anche lo smalto sul quale campeggia il delfino rosso dello stemma civico di Pescia. Dal punto di vista più strettamente simbolico-teologico il rosso richiama la Passione del Signore, e al contempo l’amore e la testimonianza cristiana che arriva fino al martirio

Nel primo quarto campeggia una croce gigliata terminante in forma di ancora, simbolo della Croce di Cristo da cui sgorga la speranza della salvezza. L’ancora richiama la speranza cristiana fondata nel Signore risorto, mentre l’oro indica la preziosità della fede e la gloria della vita eterna.

Nel secondo quarto è raffigurata la bisaccia di San Giacomo Maggiore, patrono di Pistoia, ornata dalla conchiglia del pellegrino. Essa rappresenta il cammino della Chiesa, pellegrina nella storia, sostenuta da Cristo Pane di Vita, e richiama anche la tradizione jacobea del territorio e la testimonianza del Servo di Dio don Pier Luigi Quatrini.

Nel terzo quarto trovano posto i frutti della terra: una palma, un giglio e tre nocciole. La palma richiama la vocazione vivaistica pistoiese e il giusto che fiorisce nella fedeltà a Dio; il giglio rimanda alla tradizione florovivaistica di Pescia e alla fiducia nella Provvidenza; le nocciole evocano le origini viterbesi del vescovo e segnatamente al suo paese natale, Caprarola. Inoltre, circondate idealmente dai due rami, in numero di tre, le nocciole richiamano sinteticamente le tre virtù teologali, fede, speranza e carità che, richiamate anche altrove nello stemma, costituiscono il centro attorno a cui si struttura la vita intera del credente.

Nel quarto quarto una stella d’oro a otto punte, posta davanti a un libro aperto d’argento, rappresenta Cristo Risorto, luce della nuova creazione, e insieme Maria, primizia dell’umanità redenta. Il libro aperto indica la pienezza della Rivelazione in Cristo e la Parola che illumina la storia.

Il tutto è raccolto nel motto “Surrexit Christus Spes Mea” (“Cristo è risorto, mia speranza”), che esprime il cuore del ministero episcopale di Mons. Mascagna: annunciare che la speranza cristiana ha il volto vivo del Signore risorto, fonte di fede, carità e vita nuova per ogni uomo.