Una diocesi unita sulle orme di San Francesco

image_pdfimage_print

Ad Assisi lo storico pellegrinaggio regionale della diocesi Toscane. Le esperienze e le testimonianze dei fedeli

C’era anche una folta rappresentanza della chiesa di Pistoia, guidata dal vescovo Tardelli, tra le tante che hanno affollato le basiliche di Assisi in occasione del pellegrinaggio regionale sulla tomba di San Francesco dello scorso 4 ottobre. Una giornata storica, che ha visto la partecipazione delle delegazioni di tutte le diocesi della Toscana e una nutrita rappresentanza delle comunità civili, tutti, per un giorno, stretti attorno all’insegnamento del poverello di Assisi.

Abbiamo raccolto alcune testimonianze tra i pellegrini presenti ad Assisi provenienti dalla nostra diocesi.

Parrocchia del Sacro Cuore di Serravalle

In onore del santo patrono d’Italia, Francesco, il giorno 4 ottobre 2019, la Toscana è arrivata ad Assisi per offrire in dono l’olio che alimenta la lampada votiva, affinchè arda presso la tomba del Santo Poverello. Noi della comunità parrocchiale di Serravalle Pistoiese, insieme alla diocesi di Pistoia, abbiamo partecipato a questo pellegrinaggio.
Alla presenza delle più alte cariche dello Stato, insieme ad una folla numerosissima di pellegrini devoti al Santo Francesco, nella Basilica Superiore è stata celebrata dall’arcivescovo di Firenze il cardinale Giuseppe Betori, e concelebrata da tutti i vescovi della Toscana, la santa messa con l’accensione della lampada. È stata una cerimonia molto suggestiva, in una cornice -quella della basilica- dove la bellezza delle opere raffigurate e la sacralità del luogo, hanno fatto sì che i pellegrini e noi tutti, ci siamo trovati immersi in una preghiera condivisa. C’era silenzio, si vedeva gente che con gli occhi chiusi, che pregava e assaporava la pace che quel luogo sa dare. Un paesaggio bellissimo, una pace e un profumo di fiori, fanno di Assisi un luogo di preghiera e di rinnovamento cristiano. Proprio qui noi tutti, abbiamo chiesto a San Francesco di insegnarci a rimanere davanti al Crocifisso, a lasciarci guardare da lui, a lasciarci perdonare dal suo amore. «Con Francesco il Vangelo divenne come più luminoso, attraverso di lui la Persona di Gesù sembrò riprendere vita e risuscitò nel cuore di molti che lo avevano dimenticato».

Anna Maria Abbatantuoni

Parrocchia di San Francesco di Bonistallo

«Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno, con amore e umiltà potrà custodirlo
Se con fede ti saprai vivere umilmente, più felice tu sarai anche senza niente». Faccio tesoro delle strofe di questo meraviglioso canto per elogiare la meraviglia del mio pellegrinaggio ad Assisi che ho avuto l’opportunità di condividere con il mio parroco don Cristiano e un gruppo di parrocchiani.
Venerdì 4 ottobre siamo partiti da Poggio a Caiano e ci siamo diretti ad Assisi, dove alle ore 10 del mattino si teneva la santa messa nella Basilica superiore intitolata a san Francesco. Per immergerci totalmente nella spiritualità della giornata, don Cristiano già in autobus ci ha parlato di questa figura straordinaria che è stata San Francesco.
Francesco era un ragazzo come tanti, come uno di noi con il comune desiderio di fama, ricchezza e divertimento ma dopo tanta fatica nel voler realizzare questo sogno fu un’altro il sogno vero che lo spinse a desiderare una ricchezza immateriale e infinita. Francesco abbandonò tutti i suoi idoli e i suoi sogni mondani e si mise al servizio di Dio cambiando la sua vita per sempre.
San Damiano con la sua frase «va’ e ripara la mia casa», ha cambiato per sempre la vita del giovane.
La prima tappa della giornata fu la visita alla Basilica superiore e inferiore con la consueta sosta alla Tomba del Santo che si trova nella cripta sottostante. Il sentimento che ho provato inginocchiandomi è stato quello di un’abbraccio pieno di amore, forza e sostegno: un accumularsi di sensazioni delle quali mi nutro sempre tanto volentieri.
Dopo pranzo la visita alla basilica di Santa Chiara, raggiunta attraversando i numerosi vialetti di Assisi che fanno respirare continuamente aria di santità. L’idea di camminare là dove ha camminato Francesco ha destato in me tanta curiosità e senso di protezione. Meraviglioso il crocefisso di San Damiano davanti al quale Francesco compose il cantico delle creature. Per ultima tappa, ma non certo la meno importante, la magnifica Santa Maria degli angeli con la piccola Porziuncola: una chiesa dentro un’altra chiesa …che emozione! Ci sono stata due o tre volte, ma ogni volta resto sempre tanto affascinata da tutto ciò che mi circonda. Quello che l’ha resa tanto nota nel mondo è sicuramente il privilegio dell’indulgenza o perdono d’Assisi. Ogni volta che varco questa porta, ritrovo tranquillità e pace. Alle 18 siamo ripartiti con il cuore pieno di speranza: quella speranza che puoi ricevere solo in questi luoghi e soprattutto nei luoghi in cui puoi fare silenzio in te stessa e puoi riscoprire la serenità spesso offuscata dalla vita mondana. Assisi è l’esempio eclatante di silenzio e di spiritualità, un abbraccio particolare va a tutti i componenti del gruppo ma in particolare a don Cristiano senza il quale niente sarebbe stato possibile.
Carlotta Cipriani

Vicariato della Bure Bassa

Il giorno 4 ottobre, festività di San Francesco, in molti abbiamo partecipato alla cerimonia di consegna dell’olio, dono della Regione Toscana, che alimenterà per l’anno 2019/2020 la lampada alla tomba di San Francesco. Il viaggio a mezzo pullman, ha avuto inizio alle ore 6.00 con i migliori auspici, con l’incontro delle comunità di Montemurlo, Chiesina e di San Piero Agliana sotto la guida di don Paolo e di don Gianni. La giornata, caratterizzata da un sole stupendo e da un cielo terso e azzurro, ci ha permesso di seguire sul mega schermo, posto sul prato antistante l’ingresso della basilica superiore, l’intera funzione religiosa, presenziata da monsignor Betori, coadiuvato dai vescovi e presbiteri delle diocesi toscane. Nell’omelia, Betori ha ricordato il cammino di conversione di Francesco, il suo amore per Cristo e per gli ultimi.
La nostra comunità di San Piero Agliana, ci trova impegnati nella ricerca del bene comune prestando attenzione agli ultimi e ai piccoli, che si esprime attraverso un centro di ascolto caritas, una scuola d’italiano per stranieri, un dopo scuola per ragazzi in aiuto al disagio scolastico, una casa accoglienza per donne con bambini, una bottega del mercato equo e solidale con l’intento di richiamare l’attenzione verso il lavoro di piccole comunità agricole ed artigianali allo scopo di dare loro dignità e giusto guadagno. E che dire dell’amore di San Francesco per la sacralità del creato. L’attenzione alla biodiversità e alla salvaguardia dello stesso, più volte sollecitata da papa Francesco, ci trova impegnati nella catechesi giovanile attraverso l’insegnamento, con la collaborazione delle famiglie, di scelte e consumi etici, volti a produrre meno rifiuti, spreco d’acqua, rispetto degli ambienti scolastici, sportivi e altro ancora. La giornata, conclusasi in un clima gioioso, non ha escluso in ognuno di noi riflessioni e condivisione dell’esperienza vissuta.

I commenti sono chiusi .