Salvare l’antica Pieve di Sant’Andrea

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Al via un percorso di progettazione e valorizzazione di una delle più antiche chiese della città. Obiettivo: salvare il complesso e tutelare il pulpito di Giovanni Pisano.

PISTOIA – La chiesa di Sant’Andrea è uno dei luoghi più significativi della città di Pistoia, mèta di migliaia di turisti che ogni giorno visitano i suoi straordinari tesori d’arte sacra, primo fra tutti, il pulpito di Giovanni Pisano, capolavoro dell’arte gotica conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un tesoro “fragile”, bisognoso di cure e soprattutto di una vigilanza continua, a tutela di opere d’arte che ogni giorno rischiano di essere irrimediabilmente danneggiate.

Un’esigenza che ha condotto la parrocchia a prevedere un contributo d’ingresso per i turisti, secondo una modalità  già attiva in molte chiese “monumentali” delle diocesi italiane e toscane, come il complesso monumentale di Piazza dei Miracoli a Pisa (Battistero, Cattedrale, Campanile e Camposanto), la Cattedrale di Siena o della più vicina Lucca, da decenni attiva in molte chiese di Firenze. Una scelta difficile ma necessaria per garantire la custodia e la conservazione dei capolavori dell’antica pieve pistoiese.

Il progetto prevede l’accesso libero durante l’orario delle celebrazioni, lasciando l’opportunità, per chi volesse sostare in preghiera nei giorni feriali o negli orari al di fuori delle funzioni, di fermarsi nella compagnia del SS. Crocifisso adiacente l’ingresso principale alla Chiesa; un ambiente raccolto,  tutto da scoprire, in cui sarà collocato il SS. Sacramento. Dal pagamento del biglietto saranno poi esentati i cittadini di Pistoia.

«La chiesa di Sant’Andrea e i tesori in essa contenuti sono un patrimonio di tutta la comunità pistoiese – spiega don Luca Carlesi, responsabile della parrocchia e arciprete della cattedrale –. Purtroppo la chiesa, il campanile e la canonica hanno bisogno urgente di importanti lavori di manutenzione e le casse della parrocchia, pur contando sugli aiuti della diocesi, non ce la fanno a coprire le spese necessarie. Inoltre – aggiunge Carlesi – negli ultimi tempi la chiesa è stata continuamente oggetto di atti vandalici, furti, scorribande e veri e propri atti osceni.

Le telecamere di videosorveglianza infatti documentano un progressivo peggioramento della situazione e un aumento dei rischi per la chiesa. Le immagini parlano di gravissimi rischi sia per le opere d’arte, in particolare il pulpito, ma anche di una necessaria tutela della sacralità del luogo. Nel prossimo futuro si rende quindi necessario e improcrastinabile attivare un servizio di custodia, promozione e vigilanza».

Il progetto, attualmente in fase di ultimazione, dovrebbe prendere il via prossimamente, quando sarà  illustrato ai cittadini e alle stampa.

La chiesa di Sant’Andrea risale all’alto medioevo, quando era collocata appena fuori dalla prima cerchia di mura. Fin da allora è indicata come ‘pieve’, cioè dotata di fonte battesimale, e ricordata come «seconda per dignità soltanto alla Cattedrale».

All’interno si trova il celebre pulpito di Giovanni Pisano, firmato e datato 1301: capolavoro di scultura e micro-architettura. Un’opera conosciuta, apprezzata e studiata in tutto il mondo, ma che risente di problemi statici che e necessita di monitoraggi studi continui, ultimamente sovvenzionati dai benefattori di “Friends of Florence”.

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