Riabilitarsi alla vita attraverso il lavoro

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Il progetto “Grappoli 2019” proposto dalla Cooperativa in Cammino ha offerto esperienze lavorative a minorenni segnalati dalla magistratura e a detenuti a fine pena. Una proposta di riscatto che porta frutto.

Con il mese di ottobre  la Cooperativa In Cammino ha concluso il progetto “Grappoli 2019” che ha attivato percorsi di inclusione lavorativa nei sei mesi da aprile a ottobre 2019. Il progetto – illustrato dalla Cooperativa in un comunicato stampa- è stato possibile grazie al finanziamento della fondazione Caript sul Bando socialmente 2018, della Caritas diocesana e della Fondazione Un Raggio di luce.

Il progetto ha attivato delle esperienze lavorative vere e proprie nel settore della carpenteria in ferro e nell’orticultura ed è rivolto a ragazzi giovanissimi seguiti dal tribunale dei minorenni (nel laboratorio) e persone che sono nella fase finale-semiliberi, in arresti o detenzione domiciliare, in affidamento in prova di un loro percorso giudiziario (negli orti). Pur avendo caratteristiche e condizioni di età differenti, quanti seguono il progetto sono purtroppo accomunati da un modo negativo di pensare il lavoro, mirato esclusivamente a un riscontro economico, mistificando tutti quegli aspetti positivi che il lavoro porta con sé, primo fa tutti un effettivo inserimento sociale.

Quanti sono stati coinvolti nel progetto – si legge nel comunicato – «hanno svolto la loro attività sotto la guida di un istruttore che ha curato l’aspetto organizzativo e l’acquisizione di competenze specifiche in un contesto in cui si assumono le regole e i comportamenti richiesti dal normale mercato del lavoro». Un aspetto, quest’ultimo che resta determinante per la Cooperativa In Cammino, in quanto favorisce: «una situazione nella quale è possibile verificare, correggere, stimolare quegli atteggiamenti che stanno alla base di un effettivo inserimento lavorativo positivo e di andare a intervenire sulle mentalità che generano marginalità». Il progetto ha poi previsto un contributo economico di presenza per andare incontro alle legittime necessità delle persone inserite.

La cooperativa In Cammino ha effettuato 16 inserimenti della durata media di tre mesi nel laboratorio di carpenteria in ferro e 22 inserimenti della durata media di tre mesi negli orti che la Cooperativa ha in affitto nei pressi della sede in via Seiarcole.

Al termine del corso è stata senz’altro più facile la ricerca di un’occupazione stabile; «alcuni hanno trovato impiego in aziende del territorio, altri sono ancora alla ricerca di un’occupazione all’altezza delle necessità»; in ogni caso la cooperativa ha accompagnato diverse persone al loro fine pena, mettendole nella condizione di poter cercare un lavoro liberi dai condizionamenti e dai possibili preconcetti legati alla loro storia di detenzione. Le attività proposte nel progetto “Grappoli” – si legge nel comunicato – «sono da considerarsi una sorta di “palestra” nella quale migliorare le proprie capacità lavorative, ma anche misurarsi con sè stessi e attivare quelle risorse e attitudini che rendono capaci di collaborare, progettare, costruire insieme».

Consistente, infine, il numero di giovanissimi in carico al tribunale dei minorenni, per i quali un approccio concreto con un lavoro manuale ha costituito motivo di rinnovato interesse e di partecipazione tale da mutare il loro atteggiamento di fronte alla vita e alla società. «Cogliamo l’occasione – conclude  la Cooperativa in cammino – per ringraziare quanti, con il loro finanziamento, hanno reso possibile questo progetto».

info: https://www.incamminocooperativa.org/

red.

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