LA TERRA SANTA: IERI-OGGI. MONS. PIZZABALLA AD AGLIANA IN RICORDO DI ALBERTO GORI PATRIARCA DI GERUSALEMME

image_pdfimage_print

Terra Santa ieri e oggi: un incontro ad Agliana in ricordo di Mons. Alberto Gori, custode di Terra Santa e Patriarca Latino di Gerusalemme.

Al cinema teatro Moderno intervengono Mons. Pierbattista Pizzaballa, oggi amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme e fino allo scorso anno Custode di Terra Santa.

Presenti il vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli e il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni, frate minore francescano, attivo in numerosi progetti di solidarietà per la Terra Santa e il medio oriente. Modera Mauro Banchini.

La serata, organizzata dall’Associazione Amici della Terra Santa di Pistoia, fa luce su un personaggio chiave della storia del medio Oriente, in anni assai complessi e decisivi per Israele e la Palestina, cioè tra gli anni quaranta e il 1970.

Paolo Pieraccini, storico, esperto di Terra Santa, traccia il profilo di Mons Gori, frate minore, custode capace di grande diplomazia, specialmente durante il conflitto arabo-israeliano e vicende storiche straordinarie: il Concilio Vaticano II, il pellegrinaggio di Paolo VI in Terra Santa -il primo di un papa- la guerra dei sei giorni, il settembre nero 1970. Ne emerge una personalità con grande capacità di discernimento e di giudizio tra parti spesso in conflitto.

Mons. Pizzaballa fa luce sulla situazione attuale in terra santa. «Il medio oriente non è più lo stesso dopo la guerra in Siria. Non sappiamo ancora cosa sarà». Tante le parti in gioco, il conflitto tra sciiti e sunniti, Israele e Palestina. «Si va verso il settarismo tribale, etnico, religioso». In questo contesto «i cristiani sono in difficoltà. Proprio perché trasversali».

Mons. Pizzaballa, che è chiamato a guidare le regioni dipendenti dal Patriarcato Latino di Gerusalemme, si trova ad operare in una realtà grande e variegata: Giordania, Cipro, Israele, Libano e «in una fase di transizione, in cui è assente una grande politica capace di portare la pace».

«Profughi, confini, Gerusalemme; questi i grandi problemi di Israele, dai tempi di Mons. Gori fino ad oggi».
«Oggi però ci sono anche aspetti positivi. Le relazioni tra comunità cristiane sono diverse. Le famiglie vivono insieme. I restauri a Betlemme e al Santo Sepolcro dicono anche questo. Si lavora insieme nelle scuole». I cristiani diminuiscono ma imparano a vivere insieme.

«Tanti cristiani se ne vanno. Ma vedo anche determinazione a restare. È il momento dei piccoli gesti di pace. Tantissimi giovani con tante attività e molto volontariato». E poi ci sono «piccoli gesti di pace tra cristiani, musulmani ed ebrei. Che vanno contro l’opinione comune. Gemellaggi, incontri. Non tutto è perduto». «La sfida dei prossimi anni sarà quella del dialogo interreligioso. A partire dalla comune umanità. Le scuole cristiane sono luoghi di incontro importantissimi».

«Nel Medio Oriente, tra i cristiani, c’è ancora tanto bene. Ad esempio desiderio di leggere insieme la Parola di Dio. Di custodire la speranza anche nella persecuzione. Di educare nella tragedia umanitaria di Gaza». Raggi di luce che fanno sperare per la rinascita della Terra Santa.

(redazione)

PISTOIA – «La via migliore per assicurare la pace del paese e i diritti di ciascuna parte sarebbe, a nostro avviso, quella di mettere la Palestina sotto il mandato di una Potenza indicata dall’ONU. Qualora la divisione non si potesse evitare, insistere perché Gerusalemme con il suo hinterland (retroterra) venga internazionalizzata senza ritardo e siano assicurati il libero accesso e la libertà di culto nei vari Santuari disseminati in Giudea, Galilea, e i diritti religiosi alla Chiesa cattolica».

Con queste parole mons. Alberto Gori, nativo di Agliana (diocesi di Pistoia) allora Custode di Terra Santa, presentava a Pio XII la situazione in Palestina a pochi mesi della nascita dello stato d’Israele. Era il 1948, l’alba di settant’anni di conflitti la cui dinamica ancora oggi gioca un ruolo fondamentale nell’intero scacchiere geopolitico del Medio Oriente.

Della bella (e quasi sconosciuta) figura di mons. Gori si parlerà il prossimo giovedì 22 febbraio ad Agliana in una serata dedicata all’analisi della situazione della Terra Santa e dei cristiani in medio oriente.
Sarà ospite d’onore della serata mons. Pierbattista Pizzaballa, oggi amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme e fino allo scorso anno Custode di Terra Santa. Sarà presente il vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli e il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni, frate minore francescano, attivo in numerosi progetti di solidarietà per la Terra Santa e il medio oriente.

L’iniziativa, patrocinata dalla Diocesi di Pistoia e dalla Regione Toscana, è stata organizzata dell’associazione pistoiese “Insieme per la Terra Santa” fondata da mons. Cesare Tognelli e presieduta da Franco Niccolai con l’obiettivo di favorire contatti, anche attraverso pellegrinaggi, fra Pistoia e il Vicino Oriente.

La serata si aprirà con la Santa Messa celebrata nella parrocchia di san Piero a Agliana (Piazza Gramsci) presieduta da Mons. Pizzaballa e concelebrata dai vescovi Tardelli e Cetoloni.

Alle ore 21 (presso il Teatro Cinema “Moderno”, Piazza Anna Magnani 1) avrà luogo la conferenza con gli interventi di mons. Pizzaballa e dello storico Paolo Pieraccini, studioso della figura di mons. Gori.

Per 12 anni Mons. Alberto Gori fu Custode di Terra Santa e per i successivi 21 fu Patriarca latino di Gerusalemme, ricoprendo dunque importanti incarichi ecclesiali dal 1937 al 1970. Alla sua morte, il 25 novembre 1970, fu sepolto nella cattedrale di Gerusalemme.
Era nato il 9 febbraio 1889 ad Agliana (Pistoia) e vestì l’abito di Francesco nel settembre 1907, all’età di 18 anni. Dopo aver prestato servizio militare da sacerdote nella prima guerra mondiale, il suo nome divenne strettamente legato alla Terra Santa da quando (era l’8 febbraio 1919) fu inviato a Gerusalemme a servizio della Custodia francescana.

(comunicato)

I commenti sono chiusi .