L’89 di Madre Caiani: una diocesi, un paese e non solo, nel racconto della sua beatificazione

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Pubblichiamo il contributo proposto da Mauro Banchini venerdì 3 maggio u.s. in occasione della presentazione del volume fotografico «Rievocando la beatificazione di Suor M. Margherita Caiani (1989-2019)». Un’occasione per ripercorrere un momento significativo della nostra diocesi, ricordare fatti e persone che hanno vissuto una stagione della chiesa pistoiese e alcune interessanti “spigolature” sulla figura della beata Margherita Caiani.


RIEVOCANDO LA BEATIFICAZIONE DI SUOR MARIA MARGHERITA CAIANI (1989-2019)

Poggio a Caiano, 3 maggio 2019 – Scuderie Medicee

 

Successero tante cose in quel 1989.

Al cinema tutti si fu affascinati da “Indiana Jones e l’ultima crociata”. In RAI nasceva “Blob”. Al governo si alternavano Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti. Al Quirinale stava Francesco Cossiga. La Chiesa era guidata da un papa polacco che voleva un’Europa larga: “dall’Atlantico agli Urali”.

Lo scudetto andò all’Inter. Sulle sue tv (con “Dallas” e “Dinasty”, “Colpo Grosso” e “Drive in”) Silvio Berlusconi cambiava l’Italia. Il telefono era fisso. I selfie si chiamavano “autoscatto”. I fax cassoni enormi. Il web sarebbe nato l’anno dopo.

88 italiani su 100 dissero si all’Unione Europea (ed è interessante ricordarlo oggi, alla vigilia di una nuova, difficile, elezione per il Parlamento Europeo). La storia andava veloce: a Danzica “Solidarnosc”, a Pechino gli studenti in piazza Tienanmen, a Berlino il crollo del muro, a Bucarest la fucilazione di Ceausescu.

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Al Poggio sindaco era Vanni Parretti. A fine maggio 1988 avevano votato più del 91% di poggesi. Vinse la dc seguita dal pci. 704 voti dettero al psi quei 3 seggi che facevano la differenza fra i 9 dc e gli 8 pci. I socialisti scelsero non Alessandro Cirri ma Silvano Gelli. Fu una svolta. Per la prima volta il Comune “bianco” divenne “rosso”. Toccò dunque a Vanni Parretti il compito di rappresentare la comunità alle cerimonie che qui stiamo ricordando.

La notizia ufficiale che suor Caiani sarebbe stata beatificata domenica 23 aprile 1989, arrivò a dicembre. Ma già qualcosa era trapelato. Il “processo” era iniziato 36 anni prima, nel 1952.

Sorsero due comitati. Quello diocesano, presieduto dal vescovo Scatizzi e guidato dal canonico Renato Gargini, si era riunito il 14 ottobre. Quello poggese partì il 12 dicembre: per il Comune ne facevano parte il sindaco, due assessori (Silvano Gelli e Paolo Boscolo) tre consiglieri (Alessandro Cirri, Ovidio Mori, Giuliano Moretti). Presiedeva don Franco Sgrilli, parroco di Bonistallo.

Domenica 11 dicembre, in tutte le chiese della diocesi era stato letto l’annuncio sulla beatificazione della “nostra conterranea”.

Fu mons. Benvenuto Matteucci, vescovo emerito di Pisa, a guidare, al Poggio il 23 febbraio, una riflessione per i sacerdoti e i religiosi diocesani. Autore di un testo sulla Caiani, uscito 20 anni prima e ristampato per l’occasione, Matteucci raccontò un episodio su come la madre testimoniava “il Signore povero”.

A una suora che si infilava i guanti, la Madre chiese amorevolmente: A che Ordine appartieni? E alla risposta: Alle minime del Sacro Cuore”, soggiunse: “Ebbene, allora levati i guanti”.

Durante la benedizione delle famiglie per la Pasqua 1989, tutti i parroci pistoiesi distribuirono un santino della Caiani con una sua frase. Furono “44 mila” le famiglie coinvolte. Durante la Settimana Santa ogni sera TVL programmò servizi filmati.

Un centinaio di genitori con figli iscritti alle scuole delle “Minime” si riunirono, il 2 marzo, nella cappella dell’Istituto per preparare l’iniziativa di due giorni dopo: portare ai genitori di otto scuole delle “Minime”, sparse in Italia, “un messaggio di amicizia e di pace”.

Il 10 marzo fu lanciato un concorso grafico, riservato ai poggesi under 14, su “Momenti e luoghi della vita della madre Caiani”. A fine aprile, nella media “Mazzei”, la mostra fu aperta dall’assessore Paolo Boscolo. Fra i cartelloni realizzati dai ragazzi anche la storia di un certo Gigi del Ronfio: un poggese, contemporaneo della Caiani, che, sul letto di morte, non voleva i sacramenti perché “ateo”. Nel tentativo di conversione fallì il cappellano. Ma non fallì suor Margherita. Che si fece ricevere dal Ronfio, trovò le parole giuste e lo fece morire “in pace con Dio”.

Sabato 11 marzo, a Pistoia, in Comune, su iniziativa dei genitori delle scuole cattoliche e con i saluti dei due sindaci (Marcello Bucci e Vanni Parretti), Margherita Caiani venne “letta” dal vescovo Scatizzi, dal presidente nazionale delle materne cattoliche (Giuseppe Totaro), dalla professoressa Laura Riani Gaiffi e dalla madre generale delle “Minime”, suor Maria Diletta Pacetti.

Il 17 marzo, negli studi di Tv Libera il vescovo Scatizzi, con Isabella Poli Totaro in una conferenza stampa, presentò ai giornalisti la figura e l’opera di madre Caiani.

Il 3 aprile al Poggio (teatro “Ambra”) venne Rosa Russo Jervolino. Era il ministro al “sociale”. Fu l’ex sindaco Pezzati a invitarla e lei definì suor Margherita “donna che ha anticipato i tempi, con grande forza profetica” sottolineando come “non possiamo che restare stupiti per la modernità del suo apostolato”.

Oltre a Sergio Pezzati e al pistoiese Tito Caselli, direttore diocesano di Caritas, parlò anche il sindaco Parretti con un paragone da lui stesso definito “arduo” rispetto al fatto che Madre Caiani, a suo parere, “aveva raccolto con spirito cattolico la sfida della rivoluzione francese”.

Pochi giorni dopo venne presentato il lavoro teatrale di Maura Del Serra, poetessa e drammaturga. Con il titolo “La Minima” veniva rappresentata “una donna umile e alta, così povera e tanto capace di rendere ricchi gli altri”. Il successivo 15 dicembre, il testo fu presentato anche a Pistoia, al “Baly” con l’appassionato intervento del famoso scrittore e giornalista, amico di Turoldo e Balducci, fra’ Nazareno Fabbretti.

Il 13 aprile, in cattedrale, il da poco scomparso prof. Vasco Gaiffi introdusse una riflessione su Madre Caiani, con letture e musiche eseguite da due giovani organisti giapponesi.

In quella primavera il Comune, con l’assessore Gelli, aveva deciso di pubblicare due libri. Uno su Filippo Mazzei. E l’altro, per la beatificazione, con i “diari di guerra” tenuti dalle “Minime” fra il primo luglio e il 10 settembre 1944: i giorni del fronte quando tanti poggesi, sfollati in Villa, vennero aiutati dalle “Minime”

Curati da Renzo Gradi, i diari vennero presentati, in Villa Medicea, il 15 aprile da Livio Labor, già presidente nazionale ACLI, e Wilma Gozzini. Tra la folla anche suor Maria Isabella Dominici una delle autrici del diario: nel 1944 aveva appena 24 anni.

I 25 alunni della quarta elementare del “Sacro Cuore”, con suor Annina, dettero alle stampe, anzi al ciclostilato, “Una storia tutta poggese”. Un fascicolo frutto di una scrittura collettiva, alla don Milani, con tanti disegni colorati. Un racconto sulla vita della Beata: dalla nascita alla vestizione.

C’è pure una poesia in vista del viaggio che anche quei 25 bambini si apprestavano a fare verso Roma. “A Marianna di Poggio a Caiano/ anche se nata nel secolo scorso/ volentieri darei la mia mano/ per passeggiare attaccando discorso … Si è fatta santa e per questa occasione/ tutto il paese si dà da fare/ non capita ogni giorno una beatificazione/ Addio a tutti, a Roma devo andare!”.

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Eccoci al 23 aprile. In quanti davvero si fosse, dal Poggio, non è chiaro. Chi parla, allora scriveva per la “La Nazione”. Il pezzo uscito il giorno dopo – inviato a Prato la domenica pomeriggio dalla sala stampa vaticana – titolava 6/7 mila “supporter” della Caiani.  Altre testate misero il tetto a 5 mila. Non tutti, ovvio, venivamo dal Poggio (allora abitato da non più di 8.500 persone). Tanti erano lì da altre zone d’Italia, dove prestavano servizio le “Minime”.

La cifra complessiva di 6/7 mila “tifosi” della Caiani presenti in piazza San Pietro è dunque credibile. Possiamo ritenere che fra i 3 e i 4 mila provenissero dalla diocesi di Pistoia. Arrivati con una trentina di pullman, un treno speciale e molte auto private.

Qualcuno ricorda ancora il forte ritardo del treno speciale, dovuto a un guasto. Chi si era affidato al treno, in piazza San Pietro giunse tardi. Meglio andò a chi, sui pullman, era partito nel cuore della notte. L’inizio era alle 9:30 ma bisognava occupare i posti almeno due ore prima.

Il sindaco era accompagnato da due assessori: Antonio Castellano e Giuliano Moretti. Il gonfalone era affidato a Giovanni Fallani e scortato da due nostri vigili: Loris Spinetti e Carlo Alberto Giusti.

Qualcuno aveva raggiunto Roma il giorno prima per un incontro svolto nell’auditorium dell’Antonianum. Su “Margherita Caiani: nell’amore per gli altri la via della santità” parlò l’ex sindaco Sergio Pezzati e la “Schola Puerorum” della Sistina eseguì brani musicali, compreso l’inno alla Beata.

Insieme a Margherita, Giovanni Paolo II beatificò altri 4 “servi di Dio”: gli spagnoli Martino di San Nicola e Melchiorre di Sant’Agostino (missionari in Giappone, bruciati vivi nel dicembre 1632), la polacca Maria di Gesù Buon Pastore (Francesca Siedliska), fondatrice di una congregazione (morta nel 1902 a Roma) e la francese Maria Caterina di Sant’Agostino (Catherine de Lonprè), morta missionaria in Canada nel 1668.

Il Santo Padre ricordò la Caiani impegnata “a servire i fratelli tra la gente umile della sua terra di Toscana”. Aggiunse che “volle occuparsi dei più bisognosi, degli ultimi: i bambini emarginati, i ragazzi della campagna, gli anziani, i soldati vittime della guerra ricoverati negli ospedali militari”. Evidenziò il messaggio lasciato “alle sue figlie spirituali”: “servire il prossimo con l’intento di riparare le offese fatte all’amore di Cristo”.

Fra i 12 concelebranti anche il vescovo Scatizzi. Sue le parole di rito al papa (“Oggi chiedo a Vostra Santità che sia proclamata beata”) che rispose con altre parole di rito (“Dichiariamo, con la nostra autorità apostolica, che la venerabile serva di Dio, Maria Margherita Caiani, d’ora in poi sia chiamata Beata”).

I canti erano eseguiti dalla “Schola” della Sistina. Alla processione offertoriale parteciparono – portando ampolline con acqua e vino, paramenti sacri, calice e pisside – suor Nazarena Irvinto, Anna Maria Tomaselli-Nepi e Francesco Inverni.

Alla Messa solenne, oltre ai concelebranti, presero parte anche 15 cardinali. Presenti, in piazza, diplomatici ed esponenti governativi di Spagna, Polonia, Francia e Italia.

La delegazione italiana era guidata dal ministro Giovanni Galloni, titolare della Pubblica Istruzione, cui non mancò una battuta, ai giornalisti, sulla attualità della proposta educativa delle scuole autonome.

Terminata la cerimonia, mons. Scatizzi guidò la delegazione ricevuta dal papa. Ne facevano parte, tra gli altri, il sindaco Parretti, il parroco don Fiorenzo Battistini, la madre generale Diletta Pacetti.

La cerimonia fu trasmessa in diretta da TVL. Nei giorni successivi la registrazione integrale e le varie interviste realizzate sul sagrato da Luigi Bardelli vennero riproposte in varie fasce di ascolto. Fra le persone intervistate anche Alice Mariti Poli: la signora guarita all’improvviso da una grave malattia dopo una apparizione di Madre Caiani.

Una cassetta VHS fu messa in vendita nell’edicola di “Taniello” e nel negozio “Coppini”. Il ricavato aiutò la costruzione di uno spazio sanitario in Sri Lanka. Fra i collaboratori in questo video: Sergio Coppini, Luciano Meoni, Renzo Gradi, Mauro Sernesi e Giuseppe Scandale di TV Prato.

Intuibile il clima – di festa – che si respirava fra i poggesi arrivati a Roma per la loro “Beata”. Tutti avevamo un foulard: bianco e azzurro, come i colori del Comune. Dopo una nottata di piogge e vento, il tempo aveva donato una bella mattinata di sole.

Non mancarono urla di gioia quando Margherita Caiani venne “chiamata”. Non mancò commozione quando la copertura del grande ritratto venne abbassata lasciando vedere la “nostra” madre.

L’orgoglio era visibile in tutti i poggesi, dimenticando per qualche ora perfino le forti divisioni politiche locali di quel periodo. E certo non mancò l’allegria, sia dentro il colonnato sia dopo quando i tanti si ritrovarono in gruppi più piccoli: il pranzo, qualche foto pomeridiana al Colosseo o altrove, il rientro al Poggio.

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Il programma proseguì al Poggio. Martedì 25 con una fiaccolata fino a Bonistallo; giovedì 27 con una conferenza all’Ambra; il venerdì 28, nella chiesa parrocchiale, con padre Rodolfo Cetoloni allora ministro provinciale dei Francescani. Sabato 29, nella chiesa delle suore, con il preside di Lettere alla Cattolica di Milano. E domenica 30, nel pomeriggio, Messa solenne presieduta dal mons. Scatizzi.

In giugno un altro appuntamento coinvolse il paese. Due rappresentazioni, in un teatro “Ambra” affollato, di “Una storia tutta da raccontare”: recital realizzato da genitori e alunni del “Sacro Cuore”. Un racconto sulla vita di Madre Caiani, sceneggiato da suor Giovanna Cheli e diretto da Massimo Mammoli. Venne interpretato da poggesi molti dei quali avrebbero poi proseguito a divertirsi e divertire con il vernacolo.

Impossibile riportare tutti i nomi. Cito le donne chiamate a interpretare due fasi di suor Caiani (l’infanzia e la fondazione del nuovo ordine): Flavia Nannicini e Paola Cuomo. A dare una mano, dietro le quinte, suor Salvatorica Serra, attuale madre generale. In scena anche 150 bambini. Applausi a scena aperta da una comunità unita ancora una volta nel nome della “sua” suora. Questo omaggio teatrale, con musiche di Giacomo Puccini da “Suor Angelica”, venne replicato a novembre.

Martedì 8 agosto suor Margherita fu festeggiata, per la prima volta da Beata, nel giorno della sua “nascita in cielo”. Tre giorni di cerimonie: grande partecipazione di popolo, fiaccolata fino a Bonistallo, proiezione del video con la cronaca del 23 aprile a Roma.

A tutti gli incontri non mancava mai – ed è giusto ricordarlo – mons. Ruggero Risaliti. Anche per lui, che aveva lasciato la parrocchia del Poggio per motivi anagrafici e viveva a Villa Magra, quello fu un anniversario tondo: aveva fatto il suo ingresso nel SS Rosario il 18 settembre 1949, 40 anni prima.

Non escludo di aver trascurato qualcosa. Certo sono molte le persone, e i fatti, ancora da citare. Non posso farlo. Mi piace chiudere con il concerto di Natale. Su input del Comune si svolse in Villa, proprio in onore della “Beata Caiani”.  Sabato 23 e domenica 24 dicembre i poggesi poterono ascoltare musiche di Bellini, Martini, Mozart, Tosti, Verdi.

Al pianoforte Maria Teresa Conti che accompagnava il baritono Giorgio Gatti, tornato a esibirsi al Poggio dopo un concerto tenuto cinque anni prima nel Festival delle Colline. Anche in questo caso l’incasso andò per il dispensario sanitario in Sri Lanka.

E a proposito di Sri Lanka come non pensare, in questi giorni, alla paura – ma anche al coraggio di una bella testimonianza – vissuta dalle nostre suore in quelle terre lontane dopo il sangue versato nelle chiese cristiane il giorno di Pasqua? Come non pensare alle altre presenze “Minime” in zone comunque a rischio (Palestina, Egitto, Brasile)? E come non tornare con la memoria alla splendida, coraggiosa testimonianza data in Cina dalle “Minime” fra il 1932 e il 1949?

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A fine anno la diocesi pubblicò il testo di Maura Del Serra. Pagine che evitano “le secche di un didattismo oleografico e devozionale” e che forse andrebbero riprese, magari in vista di un 8 agosto 1921 ormai vicino.

Suor Margherita, in questa rappresentazione, così parla di Dio. “Egli è tutto, creature mie: tutto, anche il vostro freddo, la vostra solitudine, il legno di questa panchina, la terra che ci si attacca alle scarpe e rifiorisce, è tutto in ogni cosa, eppure non c’è cosa creata che gli somigli … Dio è come la luce del sole, che abbraccia e penetra tutte le cose, ce le fa vedere, le fa vivere, nasce e tramonta con loro, eppure non è niente di quel che rivela”.

Mi sembrano le parole giuste, migliori, adeguate, per chiudere. Grazie.

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