In ricordo di Suor Giovanna Teresa del monastero della Visitazione

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Venerdì 17 agosto scorso, si è spenta suor Giovanna Teresa Bevilacqua. Il generoso cuore dell’anziana superiora del Monastero della Visitazione di Pistoia, si è arreso nella Casa di Cura Barbantini di Lucca dove era ricoverata da tempo.

Era nata a San Pietro a Vico di Lucca. Nella sua terra natale ebbe modo di forgiare e consolidare la sua indiscutibile vocazione allo stato religioso. Sin da ragazzina, infatti, appariva ben chiara ed evidente la sua inclinazione a seguire Gesù nella Chiesa.
Dopo aver maturato una esperienza comunitaria religiosa, nel 1959, fece il suo ingresso nel secolare Monastero della Visitazione di Pistoia, dove le venne affidata l’infermeria per curare e sollevare le sofferenze fisiche delle monache inferme, pur sempre consapevole della importante missione alla quale era stata scelta e chiamata.
Era la metà degli anni ‘70 del secolo scorso, quando venne eletta superiora per la prima volta. E in questo ruolo, mai ambito e nè ricercato, è stata riconfermata fino ai nostri giorni con i dovuti intervalli previsti dalle costituzioni dell’Ordine visitandino. Durante i suoi superiorati, mantenne inalterato pure il servizio all’infermeria monastica e per un po’ di tempo si occupò anche della formazione delle novizie.

È nella veste di madre, dolce, mite e premurosa, che si riflette, soprattutto, la sua personalità poliedrica. Si prodigava con particolare sensibilità e impegno autentico alle esigenze dell’intero cenobio claustrale e anche a chi aveva modo di incontrarla, al di là della grata, mostrava sempre ascolto, comprensione e un cuore aperto e disponibile.
La sua missione si è sempre concentrata nella preghiera e nell’amore al prossimo. Non potremo mai dimenticare la sua intelligenza vivace, il suo amore alla Chiesa, e, in particolar modo, al glorioso Ordine della Visitazione di Santa Maria, del quale conosceva quasi a memoria tutta la storia. La madre Giovanna Teresa era ben voluta da tutti. Tutti ne parlavamo con accenti di profonda stima e di affetto sincero. A Gesù aveva donato tutta se stessa, e mai nella sua fede granitica notammo un cenno di perplessità o di oscillazione.

I funerali si sono svolti lunedì pomeriggio, 20 agosto scorso, alle ore 16.00, nella chiesetta del Monastero della Visitazione di Pistoia quasi incapace di accogliere i numerosi presenti.
Ha presieduto l’Eucaristia il cappellano del monastero stesso, don Roberto Breschi, cancelliere vescovile, che ha sostituito il vescovo impossibilitato a parteciparvi. Con don Breschi ha concelebrato don Pier Luigi Biagioni della Fraternità Apostolica di Gerusalemme.
Nell’omelia il celebrante, prendendo spunto dal brano del Vangelo di Matteo, ha richiamato l’attenzione dei fedeli sulla parabola delle dieci vergini paragonandole alla nostra cara madre Giovanna Teresa che sempre ha mantenuto accesa la sua lampada in attesa dell’arrivo dello sposo.
Il servizio liturgico è stato curato dagli accoliti Graziano Borelli e Roberto Natali, mentre Alessio Tagliafierro ha coordinato i canti liturgici accompagnati dal suono dell’organo.
Era presente la madre federale con le rispettive superiori dei Monasteri della Visitazione di Lucca e di san Pancrazio (Lucca).
Al termine, la salma è stata tumulata nel cimitero di Massa e Cozzile in diocesi di Pescia, luogo da cui, nel lontano 26 febbraio 1737, partirono le tre religiose visitandine alla volta di Pistoia dove fondarono il Monastero della Visitazione.

Carlo Pellegrini

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