
Oltre 1,29 milioni di euro destinati a carità e pastorale, con interventi a sostegno di famiglie in difficoltà, accoglienza dei migranti, attività della Caritas e aiuti alle parrocchie più fragili. Un aiuto prezioso che non costa niente ma reso possibile grazie alla tua firma
Si rende noto il rendiconto relativo all’erogazione delle somme attribuite alla Diocesi di Pistoia dalla Conferenza Episcopale Italiana, ai sensi dell’art. 47 della Legge n. 222/1985, per l’anno 2025.
Il rendiconto annuale dell’8xmille relativo al 2025 illustra come la Diocesi di Pistoia ha impiegato i fondi ricevuti dalla Conferenza Episcopale Italiana, provenienti dalle scelte dei contribuenti che hanno destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica. Le risorse sono state utilizzate per sostenere le attività di culto e pastorale, gli interventi di carità e solidarietà e il funzionamento delle strutture diocesane.
Le somme assegnate sono state così ripartite: Culto e Pastorale: 652.500,43 e Carità: 620.882,50. A tali importi si sono aggiunti gli interessi maturati sui rispettivi capitoli: 7.499,57 per il capitolo Culto e Pastorale e 14.117,50 per il capitolo Carità. Gli importi complessivamente disponibili sono quindi risultati pari a: 660.000,00 per il capitolo Culto e Pastorale e 635.000,00 per il capitolo Carità.
Nel capitolo Carità anche nel 2025 si conferma l’orientamento progettuale adottato negli ultimi anni, privilegiando iniziative che sostengano concretamente famiglie e persone in difficoltà nel fronteggiare le sfide quotidiane. Le attività finanziate hanno consentito di rispondere alle numerose richieste di aiuto, confermando quanto emerge dal dossier annuale della Caritas diocesana: il bisogno di S assistenza rimane elevato e senza il contributo dell’8xmille molte situazioni di emergenza non avrebbero potuto ricevere un adeguato sostegno. Una parte significativa delle risorse è stata destinata ad associazioni e realtà impegnate nell’assistenza delle persone più vulnerabili, sostenendo, tra gli altri: percorsi di reinserimento sociale per ex detenuti; progetti rivolti a persone con disabilità o con difficoltà di integrazione e servizi di accoglienza e sostegno per cittadini stranieri.
L’economa della Diocesi, la dott.ssa Elisabetta Fedi, spiega: «Nel corso del 2025 si è rivelato particolarmente impegnativo, anche dal punto di vista economico, garantire l’accoglienza degli immigrati ospitati nelle strutture della Diocesi. Oltre 100 persone sono state accolte nelle strutture coordinate direttamente dalla Caritas diocesana, mentre circa 120 sono state ospitate e seguite nelle strutture diocesane affidate alla Fondazione Sant’Atto. Le attività tradizionalmente curate dalla Caritas hanno continuato a ricevere particolare attenzione: la mensa dei poveri, i centri di distribuzione del vestiario, gli empori solidali e i centri di ascolto, sia diocesani sia zonali. È inoltre proseguito il servizio di assistenza sanitaria, psicologica e legale per le persone che ne hanno avuto necessità. Sono stati sostenuti anche progetti dedicati alla tutela della dignità della persona, con particolare attenzione ai minori, alle ragazze madri e alle donne vittime della tratta. Sul fronte del sostegno alle famiglie sono state destinate risorse significative per contribuire al pagamento delle utenze domestiche, degli affitti e delle spese sanitarie e farmaceutiche, sempre più difficili da sostenere. Un contributo determinante al raggiungimento di questi obiettivi è stato garantito dal sostegno economico della Fondazione Caript e dalle numerose donazioni di privati a favore dei progetti solidali della Caritas diocesana».
Per quanto riguarda il capitolo Culto e Pastorale, una parte delle risorse è stata destinata: al funzionamento e alla gestione della Curia diocesana e del Palazzo Vescovile; alla manutenzione e al sostegno delle strutture diocesane e all’organizzazione di attività pastorali, formative e culturali.
In conclusione, la dott.ssa Elisabetta Fedi ha richiamato l’attenzione sulle crescenti difficoltà economiche che interessano numerose parrocchie della diocesi: «Ulteriori risorse sono state destinate agli enti diocesani e alle parrocchie in maggiore difficoltà, con particolare attenzione a quelle situate nelle aree economicamente più fragili o meno popolate. L’attuale situazione economica ha determinato un aumento del numero delle parrocchie che faticano a sostenere perfino le ordinarie spese di gestione, a causa del continuo calo delle entrate e della diminuzione delle offerte dei fedeli».
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