Domenica 14 aprile la prima “Giornata Mondiale dei bambini”

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L’incontro diocesano raccoglie un’iniziativa promossa da papa Francesco. In Cattedrale i piccoli al centro per ”custodire il futuro”

Domenica 14 aprile alle 15.30 i bambini fanno festa con il vescovo Fausto Tardelli nella Cattedrale di Pistoia. L’iniziativa segue la proposta di Papa Francesco che ha indetto, esattamente l’8 dicembre scorso, una Giornata Mondiale dei Bambini (Gmb) per il giorno 25/26 Maggio a Roma. Nell’invito, arrivato alle diocesi, si offriva una serie di modalità per celebrare tale giornata, una di esse era quella di creare un evento diocesano, strada che l’Ufficio catechistico ha ritenuto più praticabile e coinvolgente domenica 14. Una data che è pastoralmente conciliabile con la celebrazione delle prime comunioni e che è collocata nel cuore del tempo pasquale che tanto si intona con la gioia che i nostri bambini sprigionano.

Il senso di questo incontro, rivolto ai bambini che hanno avviato il loro percorso catechistico, dai 7
anni ai 10, è certamente quello di mettere al centro dell’attenzione i piccoli del nostro tempo, ai quali dovremo consegnare il futuro. Fermarsi alla presenza dei bambini, sostare con loro in atteggiamento di festa e di riconoscenza per il dono della vita fa riflettere tutti e porre la domanda di come sarà il nostro e il loro domani. L’interrogativo è fortissimo guardando ai venti di guerra che ci stanno investendo, in Europa e nel vicinissimo Medio Oriente. L’incontro ha per questo un titolo emblematico: “insieme ai bambini per custodire il futuro”.

Al centro del nostro incontro metteremo l’icona evangelica di Gesù che abbraccia i bambini e li benedice; anche la Chiesa di Pistoia compie questo gesto per dare un segnale di forte speranza e di fiducia nel futuro e nello stesso tempo fare un atto di fede nell’amore di Dio che si prende cura delle sue creature.

A questo appuntamento si arriva preparati grazie ad una scheda di lavoro che l’Ufficio Catechistico ha consegnato ai vari gruppi di catechismo. In essa si trova l’invito alla festa, la lettura dei versetti evangelici che raccontano l’amore di Gesù per i bambini e il coraggio di fare di loro un esempio da seguire. Su questo episodio i bambini avranno modo di sostare esprimendo attraverso dei gesti mimati e un breve dialogo i sentimenti dei personaggi del racconto. I preparativi non finiscono qui: ai ragazzi è chiesto di scrivere una preghiera spontanea che esprima riconoscenza e richiesta di aiuto che poi dovranno portare come dono da scambiarsi alla nostra festa. La consegneranno all’inizio dell’incontro per poi pescarne una alla fine.

Il gesto di Gesù è quindi quello del Vescovo e dobbiamo comprenderlo bene, perché se al tempo di Gesù i bambini erano tenuti ai margini della società (anche i discepoli li volevano allontanare dal loro Maestro) oggi sappiamo che è la situazione è molto diversa.

I nostri bambini hanno tutto, spesso sono esasperatamente al centro del mondo, ma sono frequentemente soli e via via che crescono sono sempre più sotto pressione per le attese di prestazione che la nostra cultura inculca, in più il loro futuro è molto incerto. E quindi c’è bisogno dello stesso abbraccio, della stessa trasmissione di calore e di forza. C’è bisogno del coraggio di Gesù che pensò con il suo gesto di cambiare rotta a una mentalità povera di umanità e tenerezza.

Suor Giovanna Cheli (ufficio catechistico diocesano)