«Distanti ma vicini»: come pregare insieme nella Settimana Santa

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Ecco i sussidi per vivere in famiglia la domenica delle Palme e il Triduo Pasquale

La quarantena del corpo non è quarantena dello Spirito. In questo tempo è più necessario di sempre coltivare la vita interiore, imparare a vivere dal profondo. Per le famiglie è l’occasione di scoprire la bellezza di condividere la fede. Molti genitori si sentiranno inadeguati ma se supereranno l’imbarazzo di provare a guidare una preghiera in casa, di leggere il vangelo con i propri familiari, di parlare di Gesù ai figli, saranno abbondantemente ricompensati da gioie e doni inaspettati. Basta usare le parole del Vangelo, lasciare che le parole nascano dalla certezza che Dio ci ama e sarà Dio a guidare e a ispirare.

La Diocesi ha quindi pensato una serie di sussidi per vivere a casa la Pasqua.

Si tratta di una piccola liturgia da fare in famiglia per la domenica delle Palme, in cui attraverso un dialogo scritto tra genitori e bambini, si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Un secondo sussidio è una scheda sul significato della confessione, cos’è e come ci si prepara, per aiutare le persone a fare l’esame di coscienza e chiedere perdono a Dio; perdono che Dio concede a chi con sincerità si rivolge a Lui; in attesa di poterlo vivere di persona con un presbitero appena finita la quarantena.

Un terzo sussidio propone i salmi per pregare durante la settimana santa.

L’ultimo sussidio propone una serie di riflessioni e preghiere per il Triduo Pasquale che è il centro di tutto l’anno liturgico.

I quattro sussidi sono accompagnati dalle indicazioni pratiche per la Domenica delle Palme di “(D)istanti vicini”.

La speranza è che questi testi possano aiutare a fare Pasqua nei cuori.

Don Aldo, un prete anziano gravemente malato, in questi giorni, di fronte alla sofferenze di una signora che gli rimostrava al telefono il suo dispiacere per questa Pasqua vissuta a distanza, si è riscosso dal torpore dalla malattia e con gli occhi sgranati e luminosi di gioia le ha risposto: «ma non c’è più Pasqua più bella di questa!».

Ha ragione, perché questo è quello che possiamo vivere, perché così possiamo celebrare la Pasqua per quello che è, spogliati da ogni cosa in più; perché nelle restrizioni di oggi possiamo apprezzare più intensamente la bellezza della vita e delle cose; perché nella verità di se stessi e di Dio si può compiere quella conversione che ci porta all’unica cosa che veramente conta ed è importante: sapere che Dio ci ama e che non ci abbandonerà mai, non lo ha fatto con Gesù sulla croce, non lo farà per noi.
Buona Pasqua!

don Cristiano D’Angelo, vicario per la pastorale
Pistoia, 1 Aprile 2020

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