Decifrare le sfide del presente

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Le votazioni dei sinodali e le modifiche emerse nell’ultima assemblea generale straordinaria

Martedì 20 giugno i sinodali si sono ritrovati nell’aula liturgica di Valdibrana per l’assemblea generale straordinaria chiamata a ultimare la votazione delle proposizioni e delle modifiche al testo emerso dai Circoli minori.

Dopo la lettura del Vangelo che riportava il brano di Giovanni della vite e dei tralci, il Vescovo ha proposto una breve riflessione introduttiva. «Il Vangelo – ha ricordato — è una persona: Gesù Cristo. Egli è la nostra speranza, il nostro salvatore; la sua linfa vitale ci fa essere tutti membra del suo stesso corpo. Staccati dalla sua vite non c’è più Chiesa. Il cammino sinodale che nella sua prima sessione sta muovendo al termine, è un percorso di consolidamento del nostro attaccamento alla vite buona, perché possiamo portare buoni frutti, come singoli, comunità parrocchiali, Chiesa diocesana. Il Sinodo è un’occasione unica per vivere il nostro attaccamento al Signore che è il senso della nostra esistenza».

Il Vescovo ha poi voluto congratularsi con i sinodali per il lavoro svolto e, allo stesso tempo ammonirli sul valore e la serietà della votazione. Don Cristiano D’Angelo, il Vicario generale, riassumendo le modalità del voto ha subito introdotto i lavori e la votazione delle singole proposizioni. I sinodali hanno quindi passato in rassegna le proposizione rimaste fuori dalla votazione di giovedì 15 giugno (dalle 6 alla 9: la Donna. Dono e corresponsabilità; Le attese dei giovani e degli anziani: ascolto, cura e intergenerazionalità, Le attese dei migranti, L’attesa di una Chiesa “nuova”) e i paragrafi dell’introduzione al testo ( Una memoria riconoscente).

Le proposizioni erano accompagnate da 15 “modi”, proposti da 12 sinodali equamente ripartiti tra uomini (6) e donne (6). Come per i modi discussi giovedì 15 giugno, la maggior parte dei promotori era costituita da laici: soltanto 2 le proposte suggerite dai presbiteri, 2 quelle suggerite da una religiosa; segno del desiderio di partecipazione e dell’attenzione che il laicato ha dedicato ai lavori del Sinodo. Resta il fatto che il numero dei promotori dei “modi”, tenendo conto dell’ampiezza dell’assise non è stato molto ampio.

Tra i modi si rilevano posizione più inclini all’apertura verso il ruolo e il protagonismo della donna o attente all’inclusività verso realtà “imperfette”, altre più desiderose di ribadire i caratteri “propri” della Chiesa cattolica (l’Eucarestia, il matrimonio indissolubile tra uomo e donna) e la difesa della dottrina sociale (la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale). Il ruolo del laicato è emerso nelle richieste legate al protagonismo degli sposi, nel ruolo dei movimenti e delle aggregazioni laicali, nell’impegno per l’accompagnamento delle coppie come per la pastorale giovanile, in una testimonianza attiva e attenta alla lettura di una società complessa, segnata da fenomeni drammatici e violata da sistemi di potere iniqui.

La modalità delle votazione ha richiesto alla segreteria del Sinodo un complesso lavoro organizzativo su cui ha forse pesato la novità dell’esperienza sinodale. Le votazioni chiedevano il raggiungimento del quorum dei due terzi dell’assemblea per accogliere le proposizioni e i “modi” nel testo definitivo. I “modi” passati soltanto a maggioranza relativa dopo una prima votazione sotto il quorum dei due terzi non entreranno nel testo definitivo, ma saranno aggiunti in calce al documento finale, per evidenziare comunque l’orientamento dell’assemblea.

Il criterio invocato per le votazioni è stato quello della convergenza, l’invito cioè a convogliare il proprio voto verso una soluzione improntata alla comunione e all’intesa aldilà di ogni particolarismo o pretesa.

Anche martedì 20 il lavoro è stato lungo e impegnativo. L’assemblea ha svolto il proprio compito con attenzione, pur manifestando una certa, inevitabile stanchezza, nella seconda parte della serata. Prima di congedare tutti il vescovo ha ricordato all’assemblea l’appuntamento per l’ultima votazione, che ha accompagnato l’Eucarestia di sabato 24 giugno, quando il voto dei sinodali ha ratificato il testo uscito dalle ultime due assemblee generali.

«Le proposizioni – ha spiega in conclusione il vescovo – illustrano le sfide che la Chiesa di Pistoia è chiamata ad affrontare, propongono una lettura sapienziale dei segni dei tempi. La seconda sessione inviterà a formulare delle concrete proposte pastorali. Da ottobre riprenderà quindi una consultazione per individuare le risposte su larga scala».

 

Così il voto nell’ultima consultazione

Nelle votazioni di martedì 20 l’assemblea è stata chiamata a concludere la discussione delle ultime 4 proposizioni (6-9) e a decidere se accogliere i paragrafi dell’introduzione.

Proposizione 6. La Donna. Dono e corresponsabilità

I lavori sono avviati con la proposizione 6 e l’intervento di don Diego Pancaldo che ha illustrato la sua proposta riguardante l’ultimo parte del paragrafo 6.1, dedicato al diaconato femminile, sostenendo che tale argomento esula dalle facoltà decisionali del Sinodo diocesano. Il modo è stato accolto alla seconda votazione, quando è stato superato il quorum dei due terzi dei presenti. È quindi seguito l’intervento congiunto di Alessandro Galardini e Michela Cinquilli, promotori di un nuovo “modo” che armonizzava le proposte di modifica per il paragrafo 6.1 ( Corresponsabilità) già presentate separatamente, ed era orientato a sottolineare con maggiore decisione il ruolo della donna nella vita delle Comunità cristiane alla luce del magistero del Concilio. La proposta non è stata accolta.

Proposizione 7. Le attese dei giovani e degli anziani

Circa la proposizione 7 il primo paragrafo (Il mondo giovanile e i suoi orizzonti) è stato accolto nella sua interezza, il secondo (I giovani e il tempo libero) vedeva una proposta di Laura Dabizzi per ribadire l’esigenza di proporre ai giovani una testimonianza attenta alla verità della fede e percorsi educativi che vadano alla “sostanza delle cose”. Il modo non è accolto. Il paragrafo 7.3 (Gli anziani, i giovani e l’intergenerazionalità) è stato votato in larga maggioranza.

Proposizione 8. Le attese dei Migranti.

La proposizione 8, dedicata alle “attese dei Migranti” vedeva una sola proposta di modifica relativa allo spostamento di un paragrafo, dalla proposizione numero 1 alla numero 8. L’intento, chiarito da Galardini, era quello di approfondire le cause che determinano le migrazioni, così da esprimerne la complessità. La proposta è stata accolta con maggioranza relativa.

Proposizione 9. L’attesa di una Chiesa “nuova”

Nella proposizione n. 9, sono confluite diverse proposte di modifica. Il paragrafo 9.1 (Una Chiesa in ascolto e accogliente) vedeva due modi con integrazioni. Il primo, a cura di Piero Pierattini e Paola Brachi proponeva di inserire un paragrafo per sottolineare l’esigenza di una più vera e viva presenza dei presbiteri nella vita della Chiesa. Il modo è stato accolto a maggioranza relativa. L’altra proposta, accolta pienamente, era a cura di Mauro Banchini e Mariangela Maraviglia i quali proponevano di inserire un riferimento alla testimonianza che scaturisce dal patrimonio culturale della Chiesa locale. Il paragrafo successivo (9.2. Una Chiesa laboratorio di fraternità e comunità) non prevedeva “modi” ed è stato approvato dall’assemblea. Il punto successivo (9.3. Il ruolo dei laici) ha visto le proposte di Andrea Mattonelli, Laura Dabizzi e Luca Biagini.

Mattonelli e Dabizzi proponevano due integrazioni, mentre Biagini intendeva sostituire l’intero paragrafo con un brano del documento I laici dopo il Concilio. Dichiarazione finale della 3° Assemblea dei Vescovi Italiani (1968), che il promotore riteneva non ancora compreso e accolto. Dabizzi proponeva di inserire una frase relativa all’impegno per la tutela della vita e della famiglia e Mattonelli un paragrafo in cui ribadire la necessaria conoscenza, teorica e kerigmatica, da parte del laicato della Dottrina sociale della Chiesa. Il voto dell’assemblea ha escluso il modo proposto da Biagini. Quello di Dabizzi è accolto in seconda votazione a maggioranza relativa, quello di Mattonelli superava i due terzi del quorum.

Nel paragrafo 9.3 un nuovo modo portato avanti da Dabizzi chiedeva di valorizzare la testimonianza e la formazione del laicato. La proposta è stata accolta con la maggioranza dei due terzi.

Nel paragrafo 9.4 (Una Chiesa ministeriale) Alessandro Gori proponeva un’integrazione legata all’inserimento nelle parrocchie di figure specializzate nella formazione dei giovani (il modo non è stato accolto).

Laura Pozzi proponeva di integrare la proposizione con un nuovo paragrafo dedicato alla valorizzazione dell’Eucarestia, perchè lo stesso cammino sinodale chiede di essere sostenuto e illuminato dall’Eucarestia. Il modo è stato accolto.

In ultima battuta i sinodali hanno votato anche l’introduzione al testo, per la quale erano state presentate tre proposte di modifica, tutte e tre respinte dai presenti.

ugo feraci

(Pubblicato sul settimanale “La Vita Pistoia Sette” inserto di Avvenire del 25 giugno 2023)