«Auguri ai cercatori di vita». Una lettera per i ragazzi del Catechismo

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Cari ragazzi, Gesù è davvero risorto, buona Pasqua!

Che cosa vuol dire questo augurio? Avete il diritto a fare questa domanda. Provo a rispondere non con un discorso che chiarisce tutti i dubbi, ma con l’invito a risorgere anche noi, non solo da questo tempo un po’ buio e dall’isolamento di questi giorni, ma dentro il nostro cuore. Sì, impariamo a sentire nel profondo del nostro cuore l’amore che fa vivere tutte le cose e soprattutto la gioia di vivere e di essere vivi.

Non ci poteva essere periodo più adatto per comprendere cosa significhi risorgere! Ci mancano gli amici, ci manca poter giocare alla lotta, darci uno spintone, rincorrerci, salutarci con un abbraccio o una pacca sulle spalle e quel vuoto svela in modo potente il valore di tutte queste piccole cose nascoste in ogni incontro. Oggi, sappiamo molto meglio di ieri cosa significa avere degli amici continua il messaggio. Questa consapevolezza già una bella resurrezione, una rinascita.

Tornando a Gesù, la sua resurrezione è un invito a tutti i noi a farne già da ora esperienza, preparando la piena manifestazione del senso della nostra vita, di cui temiamo sempre la fine mentre, stoltamente, ne cogliamo così poco il fine. Gesù, fece esperienza della morte e poi perseguendo il fine della sua vita, l’amore e l’amare fino alla fine, sperimentò anche la vittoria sulla morte, cioè la sua resurrezione. Essa fu come una fioritura imponente di tutto quello che era stato seminato nel tempo: alcune cose finirono altre no, e tutti le poterono vedere con chiarezza. L’amore di Gesù era vivo, forte, presente, persona che parlava e mangiava con quei poveri discepoli che stentavano a credere ai loro occhi.

La Resurrezione di Gesù rivela tutto il progetto della nostra vita: siamo fatti per non morire mai; la morte è solo una porta, oltre la quale tutto giunge a pienezza. Anche noi come i discepoli ci sentiamo scaldare il cuore, anzi lo sentiamo esplodere, perchè l’amico che credevamo perduto più vivo che mai e dopo questa scoperta, viene voglia è proprio come fecero loro di riavvolgere il nastro, tornare in Galilea (noi alla nostra vita quotidiana) e ricominciare tutto da capo.

Dopo la rivelazione di questi giorni non perderemo tempo a rincorrere cose morte, saremo invece cercatori di persone da amare e di vita da vivere.

L’amico Gesù Risorto ci precede in Galilea, in quel quotidiano che ci manca tanto.

Auguri a tutti di resurrezione!

Sr. Giovanna Cheli, ufficio catechistico diocesano

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