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DOMENICA 29 GENNAIO IN CATTEDRALE LA GIORNATA DEI MINISTERI

In attesa della Giornata dei Ministeri che si svolgerà il 29 gennaio prossimo in Cattedrale dove si riuniranno per un momento di riflessione e preghiera tutti i Lettori Istituiti, gli Accoliti e i Ministri Straordinari della Comunione della Diocesi, parliamo di questo importante evento ecclesiale con il diacono Federico Coppini.

Qual è il significato di questa giornata?

Ogni momento che vede come luogo di preghiera ed incontro la chiesa Cattedrale ha sempre un altissimo significato.

Realizza e concretizza l’idea di Chiesa locale riunita attorno al Signore Gesù.

L’incontro del 29 gennaio avrà un significato più marcato perché radunerà la molteplicità e varietà dei Ministeri presenti nella Chiesa pistoiese.

Lo stesso fondamento della ministerialità ecclesiale è di natura cristologica. E’ Cristo infatti il criterio, la norma, il modello che determina la pluralità dei ministeri nella Chiesa. A tale proposito è chiaro quanto leggiamo nella Costituzione Dogmatica sulla Chiesa “Lumen Gentium”:

I laici, radunati nel Popolo di Dio e costituiti nell’unico Corpo di Cristo sotto un solo capo, chiunque essi siano, sono chiamati come membri vivi a contribuire con tutte le loro forze, ricevute dalla bontà del Creatore e dalla grazia del Redentore, all’incremento della Chiesa e alla sua continua ascesa nella santità (LG 3).

È l’essere membra dell'”unico Corpo di Cristo” che fa dei laici dei ministri, dei servi, così come era servo Cristo stesso. Pertanto la ministerialità laicale si fonda sull’inserimento dei fedeli nel mistero di Cristo attuato nel sacramento del battesimo e della confermazione dai quali deriva la partecipazione di ogni battezzato al ministero profetico, sacerdotale e regale di Cristo. Uno quindi è il ministero ed è di Cristo. Diverse sono le partecipazioni e le collaborazioni a questo unico ministero e una di queste è costituita dalla ministerialità laicale.

Quanto è significativo il ruolo dei diversi ministeri nella chiesa?

Il Concilio Vaticano II ha riversato sulla Chiesa una nuova e abbondante luce, così da porne in risalto bellezze e ricchezze che da tempo erano rimaste in ombra, inosservate, trascurate. La ministerialità laicale è da inserire tra queste stupende realtà ecclesiali che, grazie al Concilio, hanno riacquistato il proprio significato e ruolo ecclesiale. La chiesa ha riscoperto quindi i ministeri laicali che sono tantissimi.

I ministeri laicali non derivano dall’Ordine Sacro, né come origine né come esercizio, ma dal Battesimo. In forza di questo sacramento i laici sono abilitati ad esercitare nella chiesa la loro ministerialità. Vi sono dei ministeri istituiti e dei ministeri di fatto che hanno arricchito la chiesa e ridato ai laici il loro posto nella sua edificazione. Ecco quindi un “ruolo” che possiamo cogliere nella ministerialità laicale: ricordare al Popolo di Dio che la Chiesa non è una “società perfetta” ma un “mistero di comunione di vita divina”. All’interno di una Chiesa concepita come mistero di comunione i doni di ciascun fedele devono circolare per l’edificazione dell’intera comunità. Pertanto il laico, a pieno titolo, a motivo dei sacramenti del battesimo e della confermazione che ha ricevuti, deve essere cooperatore della comunione e partecipe della missione della Chiesa. I Ministeri sono essi stessi segno di comunione

Non c’è Ministero senza comunione. È la comunione che domanda, dà energia e giustifica il fiorire dei ministeri, i quali non hanno senso al di fuori della comunità, perché ogni Ministero, di qualsiasi natura, ha come fine immediato la realizzazione della salvezza della comunità.

Nella Chiesa “non tutti devono fare tutto, ma tutti hanno qualcosa da fare” In questa coralità armonizzata di ministeri, la Chiesa offre l’immagine di una comunità che, in tutte le sue esperienze, si costruisce con l’apporto di tutti. (Eucaristia, Comunione e Comunità n.31)

Un’altra “funzione” dobbiamo cogliere, secondo me importante, nell’esistenza dei Ministeri: la Chiesa è animata, oggi come nel corso dei secoli, dallo Spirito Santo. La vitalità dei singoli cristiani e della Chiesa è assicurata dalla costante presenza dello Spirito che distribuisce doni e carismi e suscita disponibilità all’annuncio, alla missione e al servizio. La stessa ministerialità è posta in essere dall’azione dello Spirito. Quando si parla di ministeri si deve sempre tener conto del fatto che ci si trova di fronte a “carismi”, ovvero ad autentici doni di Dio. Dunque non si tratta di semplici capacità umane, né di scelte umane.

L’istituzione di un Ministero diventa quindi il momento ecclesiale di riconoscimento di tale carisma. Ciò significa che dietro il servizio ministeriale c’è Dio che chiama e la Chiesa che, nel nome di Dio e da lui guidata attraverso lo Spirito, riconosce tale vocazione e abilità all’espletamento di tale Ministero.

Possiamo ancora dire che i servizi della comunità non nascono esclusivamente da necessità di organizzazione pastorale e liturgica ma dal soffio dello Spirito e dalla fedeltà al vangelo di Cristo.

Il rapporto ministero-carisma mette in evidenza l’azione dello Spirito e la gratuità del dono ricevuto. Ogni carisma, pertanto, va posto a servizio poiché è donato per la crescita e l’utilità di tutti i fratelli. Lo Spirito non consegna i suoi doni perché li si custodiscano egoisticamente, ma perché generosamente vengano posti a servizio della comunità ecclesiale.

Chi riceve un Ministero ecclesiale è quindi un “vocato” da Dio per mezzo della Chiesa, non un “battitore libero” ma un servo di Cristo e del suo Corpo Mistico.

Il rapporto ministero-vocazione pone in risalto la caratteristica dialogica dell’azione di Dio verso l’uomo, ma anche il primato dell’iniziativa divina. La vocazione di ogni battezzato è una chiamata alla comunione con Dio e con i fratelli che trova la sua espressione e concretizzazione nel servizio che diventa testimonianza.

È necessario proporre un impegno formativo teso a rendere i laici più consapevoli della loro identità per far comprendere come potrebbero svolgere un servizio secondo i propri carismi?

L’impegno in questo senso è duplice.

Da un lato occorre formare i laici affinché non ignorino i segni che, oltre le attitudini e le competenze, permettono di riconoscere la chiamata che il Signore rivolge loro affinché mettano vita e carismi a servizio della comunità. Occorre che nelle Comunità cristiane si diano opportunità per far crescere nei laici quei semi di Carità e di Fede, di compartecipazione e collaborazione all’edificazione della Chiesa, che sono requisiti essenziali perché si manifesti e si giustifichi la domanda di un Ministero.

Dall’altro occorre stimolare i Parroci e le Comunità perché facciano opera di discernimento e propongano ai laici l’istituzione ministeriale come testimonianza di una Chiesa aperta all’opera dello Spirito Santo, che si serve di tutti per la realizzazione del Regno di Dio già in questo mondo. Anche il discernimento è azione dello Spirito Santo che agisce tramite la Chiesa e coloro che ne sono costituiti guide. Si tratta del compito del pastore che conosce, guida e separa le sue pecore. Il discernimento ministeriale è essenzialmente ascolto dello Spirito e lettura attenta dei segni dei tempi, non è assegnazione di ruoli o di insignificanti titoli onorifici.

Per le modalità di formazione permanente dei Ministri Straordinari o Istituiti già con esperienza o di recente o futuro “mandato” è necessario far riferimento alla pubblicazione “Norme Diocesane per i Ministeri” (ed. Diocesi di Pistoia – il Seme 3 – 8 dicembre 1995).

Comunque, l’Ufficio Liturgico propone come opportunità di formazione per i Ministri Straordinari della Comunione di quelle Zone o Parrocchie i cui Responsabili desiderassero usufruire di questo servizio “al centro Diocesi”, i quattro incontri del Corso di Introduzione alla Liturgia del 7-14-21-28 febbraio 2017 (dalle 20,45 alle 22,15 presso il Seminario Vescovile, in Via Puccini PT) tenuti da Don Luca Carlesi (Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano) in ambito al Programma della Scuola Diocesana di Formazione Teologica A.A. 2016/2017.

L’Ufficio Liturgico Diocesano, qualora ve ne fosse la necessità, resta a disposizione dei Vicariati e delle Parrocchie, per organizzare incontri formativi per i Ministri più dislocati nelle varie zone della Diocesi.

Ma cosa significa in pratica essere Lettore, Accolito, Ministro Straordinario? Ciascuno di noi potrebbe esserlo e dare un aiuto nel servizio alla Chiesa?

Il culmine della conversione teologica sui ministeri attuata dal Concilio Vaticano II, per cui il concetto di ministerialità viene svincolato dall’ambito esclusivamente clericale per essere applicato anche ad ogni battezzato, è la pubblicazione di due motu proprio: Ministeria quaedam (1972), sui ministeri nella Chiesa latina e Ad pascendum, sul diaconato. Specialmente il primo dei due documenti apre definitivamente la strada alla ministerialità laicale e sancisce il mantenimento di due ministeri istiuiti: il Lettorato e l’Accolitato.

Il Ministero del Lettorato è quel particolare ufficio che ha come riferimento il libro della Parola; è quindi destinato al servizio della proclamazione. Infatti il compito del Lettore è quello di proclamare la parola di Dio nell’assemblea liturgica, di curare la preparazione dei fedeli alla comprensione della Parola di Dio e di educare nella fede i fanciulli e gli adulti. Ministero perciò di annunciatore, di educatore alla vita sacramentale, di evangelizzatore a chi non conosce o misconosce il Vangelo. Compito del Lettore è anche quello di curare la preparazione degli altri Fedeli, i quali per incarico temporaneo, sono chiamati a leggere la Sacra Scrittura nelle azioni liturgiche. Quella del Lettore non è quindi una funzione meramente rituale che si esaurisce nella proclamazione della parola durante la liturgia, suo compito permanente nella pastorale parrocchiale è l’animazione della catechesi e l’organizzazione dell’attività di evangelizzazione.

Il Ministero dell’Accolitato ha come punto di riferimento l’altare e quindi l’aiuto nell’amministrazione del Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo e di conseguenza della carità.

L’ufficio liturgico dell’Accolito è di aiutare il presbitero e il diacono nelle azioni liturgiche; di distribuire o di esporre, come ministro straordinario, l’eucaristia. Di conseguenza deve curare con impegno il servizio all’altare e farsi educatore di chiunque nella comunità presta il suo servizio nelle azioni liturgiche.

Anche nel caso dell’Accolito è importante la relazione tra dimensione celebrativa e vita, perciò in questo caso il suo compito non potrà esaurirsi nel momento liturgico, ma egli sarà chiamato a preparare questo momento attraverso una continua attività pastorale, soprattutto di animazione e formazione ad un senso più pieno e vero della liturgia e ad una testimonianza sempre più autentica della carità.

Possono essere istituiti Lettori o Accoliti soltanto uomini di età non inferiore ai 25 anni.

C’è poi il Ministero Straordinario della Comunione.

Il Ministero Straordinario della Comunione è un incarico “straordinario”, non permanente, concesso in relazione a particolari e vere necessità di situazioni, di tempi e di persone. Ministro Straordinario della Comunione può essere tanto uomo quanto donna (laico/a o Religioso/a). Riceve la facoltà di “comunicarsi direttamente, distribuire la Comunione ai fedeli, portarla ai malati e agli anziani, recarla come Viatico ai moribondi”.

Portare Gesù ad un malato significa mettere Cristo al centro della vita, significa riconoscere il primato dell’Eucarestia su ogni attività sia spirituale che materiale.

Portare Gesù significa prima di tutto adorarlo e nutrirsi di lui come Egli stesso ci ha insegnato.

Il Ministro Straordinario è quindi uno strumento nelle mani del Signore, che, attraverso il Vescovo che lo manda, accetta umilmente e consapevolmente di partecipare al mistero dell’Eucarestia. Gesù, dal momento dell’incarnazione in poi, ha deciso di mettersi “nelle mani degli uomini”, e attraverso l’Eucarestia, lo fa ogni giorno.

Il gesto apparentemente semplice di prendere la Particola e riporla nella teca è ogni volta ripetere al Signore “Mio Dio, io credo, spero, adoro e Ti amo” e poi umilmente “eccomi”.

Il malato, che pure è il destinatario del servizio del Ministro Straordinario della Comunione, diventa quasi coprotagonista, perché il protagonista non può essere che il Signore, che ama tutti, che vuole raggiungere tutti e che ha trasmesso anche in noi lo stesso desiderio, la stessa ansia di portarlo a chi più ha bisogno di Lui, di permettergli di visitare le nostre case, i nostri Ospedali i luoghi dove e presente la sofferenza come faceva quando era uomo tra noi.

Per il legame che li congiunge al mondo della malattia e della sofferenza questi Ministri sono invitati a vivere ogni anno con particolare riguardo la Giornata del Malato che quest’anno in Diocesi si celebrerà domenica 29 gennaio.

I ministeri del Lettorato, dell’Accolitato e della Comunione non esauriscono la ricchezza ministeriale della Chiesa ma ne sono una espressione particolare. Accanto a questi ministeri si collocano i ministeri di fatto, ministeri che non hanno una forma ufficiale di riconoscimento ecclesiale, ma che costituiscono, nella prassi pastorale, consistenti e costanti servizi alla Chiesa. Tanti sono, quindi, i ministeri di fatto quanti i servizi che si svolgono all’interno della comunità. È la varietà dei doni dello Spirito che suscita questa grande ricchezza di ministeri ma che tanto ancora attende di essere valutata, privilegiata e posta a favore della crescita della comunità ecclesiale.

E per finire la situazione della Chiesa che è in Pistoia…

Dagli elenchi in possesso della Commissione per il Diaconato Permanente ed i Ministeri risulta che nella nostra Diocesi sono presenti 27 Accoliti, 15 Lettori Istituiti e quasi 400 Ministri Straordinari dell’Eucaristia.

L’Ufficio Liturgico Diocesano invita i Parroci ed i Superiori degli Ordini Religiosi che non avessero ancora provveduto a fornire al più presto la documentazione necessaria per il rinnovo del mandato triennale dei Ministri Straordinari della Comunione (scaduto per tutti il 31/12/2016), così come richiesto nella comunicazione a tutti inviata il 30 dicembre 2016. 

Programma:

DOMENICA 29 GENNAIO 2017

presso la Basilica Cattedrale di San Zeno (Piazza del Duomo – Pistoia)

 

ore 15.30 –    ritrovo in Cattedrale

ore 16.00 –    Liturgia della Parola ed intervento del Vescovo rivolto ai Ministri

                      Momento di Adorazione Eucaristica

ore 17.00 –    comunicazioni liturgico/pastorali

ore 17.30 –    termine dell’incontro.

Daniela Raspollini

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