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“IL MIO GESÙ”: UNO SPETTACOLO DA NON PERDERE AL TEATRO MANZONI

Domenica 13 Marzo alle ore 21.00, presso il Teatro Manzoni di Pistoia va in scena “Il Mio Gesù”: un’opera musicale di Beppe Dati sulla figura di Gesù Cristo.

Il famoso paroliere e compositore toscano Beppe Dati (sono suoi i testi di grandi classici della musica leggera italiana interpretati da Guccini, Mia Martini, Marco Masini..) si è impegnato in un’opera musicale dal titolo “Il mio Gesù”: un lavoro pop-rock che mette in scena la figura di Gesù Cristo come uomo tra gli uomini.
Toglietevi dalla testa un musical sullo stile Jesus Christ Superstar, “Il Mio Gesù” è un’opera di grande profondità in formato oratoriale in cui i testi hanno un ruolo significativo. Per poter realizzare “Il mio Gesù” Beppe Dati ha attinto ai ricordi dell’infanzia: ai canti, alle preghiere che era solito ascoltare tra le donne della sua famiglia. Ma il lavoro prende quota con un’indagine di ricostruzione e documentazione storica sulla vita di Gesù, traendo spunti, oltre che dai Vangeli, da alcuni importanti testi della letteratura moderna quali i “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov e soprattutto “La storia di Cristo” di Giovanni Papini. Abbiamo chiesto a Beppe Dati di presentarci questo suo lavoro.

Come nasce l’idea dello spettacolo “Il mio Gesù”?
L’opera scaturisce da una provocazione di Giuliano Maffei, mio amico da sempre e presidente della Fondazione Stella Maris, il quale, dopo aver ascoltato un brano di mia composizione -una sorta di dialogo tra Gesù e Pilato- mi ha proposto di scrivere un’intera opera su Gesù Cristo. La prima stesura era già stata completata all’inizio del 2014, ma non comprendeva la scena della rdi Cristo. Giuliano allora mi invitò a concludere il musical e tentò di superare le mie reticenze, ricordandomi la dedica che mi aveva scritto ne La Storia di Cristo di Papini -regalatomi proprio da lui – portava la data 19 marzo 2013: quel giorno era il mio onomastico, ma anche il giorno di Pasqua. Con questo lavoro ho provato a raccontare il Gesù storico anche ai non credenti, calandolo però nella vita di tutti i giorni.

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C’è un brano evangelico che ti interessa particolarmente?
Alcuni personaggi, come Pilato, si avvicinano molto alla mia esperienza di vita, rappresentano le mie contraddizioni interiori. In ogni brano, però, ho cercato di mettere tutto me stesso.
Tra le tante riletture teatrali sulla figura di Gesù ce n’è qualcuna a cui si è ispirato?
Indubbiamente – anche se il protagonista non è Gesù – Cirano! (Beppe Dati è l’autore del famoso brano dedicato a Cirano cantato da Guccini. http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=44934 )

Pensi che a Gesù piacesse cantare?
Ma sì! A Gesù piaceva cantare, stare in compagnia e bere vino. Il Vangelo di Giovanni fa iniziare la sua vita pubblica con le Nozze di Cana… Ho tante curiosità sulla vita di Gesù, mi colpisce il suo grande amore per la madre. Poco, però, sappiamo del suo rapporto con Giuseppe. Chissà com’è stata la sua vita da adolescente.

Come si può parlare ai giovani di Gesù?
Penso alla Via Crucis, che è una pratica forte, “micidiale”. Forse bisogna riaccendere questa passione, tornare alle origini della predicazione.

Come si conclude l’opera?
L’opera termina con un momento toccante. La “ninna-nanna” della Vergine “Miriam” cantata al figlio ormai defunto e con il coro delle donne che recitano: “Oh figlio, Oh figlio, Oh figlio”, ispirato alla lauda di Iacopone da Todi “Donna de Paradiso” (il celebre: “figlio, figlio o amoroso giglio”). In ogni verso c’è un Gesù che risorge tra i reietti della società, un Gesù che è vivo nella gente che vive per strada, nei giovani disperati.

Che cosa ci possiamo aspettare Domenica 13?
Quest’opera non è il solito spettacolo cattolico: è un momento in cui si può riflettere sulla nostra vita, sul fardello di essere uomini. Il mio rammarico è che sarebbe utile diffondere questo lavoro ulteriormente in più sedi e città, perché in ogni caso scuote gli animi e porta un messaggio di pace e fratellanza.

Voglio invitare i non credenti a cogliere l’occasione a lasciarsi “sfidare” dalla storia di Gesù. Invito anche i credenti perché è una storia che riguarda tutti; perché non parlarne Insieme? Gesù è l’assetato, il prigioniero, lo straniero, il nudo, il malato, il moribondo. Gesù è con gli oppressi, i poveri. È quel Gesù che troviamo nella vita di ogni giorno.

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“Il mio Gesù” andrà in scena al Teatro Manzoni con il sostegno dalla Curia Vescovile di Pistoia e del Lions Club di Pistoia. Abbiamo chiesto a Marcello Paris, noto giornalista e presidente del Lions Club di Pistoia di presentarci questo spettacolo.

Perché un’associazione laica come il Lions Club ha deciso di sostenere questo evento? Quale messaggio vuole trasmettere questo spettacolo?

Questa rappresentazione è un anche un “pezzo” d’arte e come tale non può avere caratterizzazioni nel senso religioso per cui anche un’associazione a carattere laico si può fare veicolo di diffusione. Il messaggio vuole essere di fratellanza per credenti e non per il valore dei vangeli anche sotto l’aspetto storico. Dunque un messaggio di comunione attraverso l’arte.

Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con la Curia vescovile di Pistoia: come è nata questa collaborazione?
Il Vescovo aveva visto lo spettacolo, non ancora rodato, a San Miniato durante la Rassegna di Arte drammatica che ogni estate vi si svolge. Arrivato a Pistoia Monsignor Tardelli, dopo avere saputo che i Lions lo avevano già allestito a Firenze, ha chiesto al nostro club di riproporlo al teatro Bolognini. La richiesta ha trovato la nostra entusiastica accoglienza però si poneva il problema dei costi che anche anche riempiendo il teatro non sarebbero stati coperti per cui è stato scelto il Teatro Manzoni chiedendo però al Vescovo che si impegnasse con l’Amministrazione comunale per avere il Teatro Manzoni senza oneri.
Perché questo potesse avvenire c’era bisogno di abbinarci un’opera di benefica.

La vita di Gesù è fonte di continua ispirazione. A suo avviso cosa può suggerire all’uomo di oggi?
Soprattutto può suggerire, come detto sopra, la fratellanza fra i popoli, la bontà, l’accoglienza e la tolleranza senza, naturalmente, stravolgere la convivenza interna. In altre sintetiche parole: la Pace.

Lo spettacolo è andato in scena in diverse città toscane. Come ha reagito il pubblico?
Il nome di Beppe Dati, l’autore, per chi segue la musica è una garanzia, ma c’è anche chi non lo conosce. A questo ha posto rimedio il richiamo dei lions che hanno sempre fatto opera di divulgazione.
Gli spettatori si sono sempre dichiarati entusiasti per il racconto e la bravura degli interpreti, cantanti e attori.

Il ricavato della serata sarà versato in opere di beneficenza. Che cosa intendete sostenere?
Il Lions club Pistoia per tre anni gestisce il “Campo Toscana Disabili” e “Campo Solidarietà” (una realtà distrettuale dei lions che ogni anno ospita gratuitamente una quindicina di ragazzi e ragazze di varie parti del mondo). Abbiamo deciso, d’accordo con il Vescovo, di inserirvi la raccolta fondi per questo service (Service è l’attività di servizio dei lions verso la comunità locale e internazionale) al fine di coinvolgere, oltre agli amanti del genere, anche molti club della Toscana.

Daniela Raspollini

Prevendita:
Biglietteria Teatro Manzoni
0573 991609 – 0573 27112
(orario: dal martedì al giovedì: 16-19;
venerdì e sabato: 11-13 e 16-19)
Online su:
www.teatridipistoia.it – www.boxol.it
www.boxofficetoscana.it
Info e prenotazioni: 339/1904203

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