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DOMENICA 11 LA PROFESSIONE PERPETUA DI TRE SUORE MINIME DEL SACRO CUORE

Domenica 11 settembre, presso la Chiesa di Parrocchiale di Poggio a Caiano, il Vescovo Fausto Tardelli ha celebrato la Santa Messa e presieduto il rito della Professione perpetua di tre suore minime del Sacro Cuore. Pubblichiamo di seguito il loro racconto di questo giorno di festa.

Conquistate dalla misericordia di Dio! Queste parole esprimono in sintesi la nostra esperienza di vita ed il cammino di fede che, domenica 11 Settembre 2016, ci ha portate ad emettere i nostri voti perpetui nella famiglia delle Suore Francescane Minime del Sacro Cuore.

La celebrazione della Santa Messa, durante la quale si è svolto il rito della Professione Perpetua, è avvenuta nella Chiesa Parrocchiale di Poggio a Caiano, (dove è nato ed ha sede il nostro Istituto, fondato dalla Beata Maria Margherita Caiani) ed è stata presieduta dal nostro Vescovo Mons. Fausto Tardelli insieme a molti sacerdoti e frati della provincia Toscana dei Frati Minori.

L’Omelia del Vescovo, totalmente centrata sulla liturgia della Parola, ha sottolineato con forza l’infinito amore misericordioso di Dio che si dimentica del peccato quando ritorniamo a lui con cuore sincero: “Il Padre si scorda tutto e sta alla porta ad aspettare il ritorno del figlio. Noi dobbiamo ogni giorno fermarci a guardare a questo amore, a contemplarlo…C’è oggi un’urgenza, quella di riscoprire questo amore nella nostra vita, di renderci sempre più consapevoli che ci ha amato fino a donarsi per noi sulla croce e, di conseguenza a lasciarci amare da lui continuamente.

Il vostro è un “sì” definitivo a questo amore, e vorrei darvi in particolare tre suggerimenti incarnati da Madre Caiani: ‘contemplate questo amore nel tabernacolo, un amore che è visibile nel suo Cuore che non si stanca di amare. Fate esperienza del suo amore per potere essere a vostra volta segno di questo amore con la vostra vita. Infine vorrei anche sottolineare la riparazione, ossia la capacità di rimediare, che stava tanto a cuore alla Madre, ma non siamo noi a riparare, noi con le nostre povere forze possiamo poco, dobbiamo però essere le sue mani, il suo volto, le sue gambe.

E quando nel vostro cammino farete l’esperienza della vostra poca forza, della vostra debolezza, sarà un momento di grazia perché lì scoprirete che è lui che vi sorregge nella vostra vocazione, nel vostro cammino: da soli non possiamo fare nulla, è lui che ci dà la forza, dovete solo affidarvi a Lui!”

È stato un momento molto bello e forte, espressione dell’universalità della Chiesa in quanto siamo tre sorelle provenienti da diverse realtà: Sr M. Nermin dall’Egitto, Sr M. Chiara da Viareggio (LU) e Sr M. Florida dallo Sri Lanka.

Pur venendo da contesti molto diversi, con differenti tradizioni e stili di vita, possiamo dire che identici sono gli ambiti nei quali è nata e si è consolidata la nostra vocazione.

Per tutte noi la famiglia ha avuto un ruolo fondamentale perché ha messo i primi semi che poi, con tempi e modalità diverse, sono giunti a maturazione, insieme alla Parrocchia che ci ha aiutate a crescere, aiutandoci a formarci come cristiane, a servizio dei fratelli.

È in questa realtà che ciascuna di noi ha avuto la grazia di scoprire la propria vocazione, di fare un serio cammino di discernimento ed anche di conoscere la figura di Madre Caiani ed il carisma che, attraverso le sue suore continua ad essere vivo e che per noi è stato fonte di attrazione!

Tra pochi giorni le due sorelle torneranno nei rispettivi paesi di provenienza ma insieme continueremo a svolgere il nostro servizio da “Minime” a servizio della Chiesa, sia negli ambiti di educazione dei bambini, sia nella pastorale parrocchiale e giovanile, collaborando sia con le varie Diocesi, sia con la famiglia dei Frati Francescani.

La gioia che abbiamo scoperto da quando abbiamo aperto il cuore all’amore di Dio è stata grande e ieri l’abbiamo vissuta in pienezza: consacrare la nostra vita all’Amore, secondo i consigli evangelici di castità, povertà, obbedienza, è un dono grande e prezioso che abbiamo ricevuto che, come tutti i doni, chiede solo di essere accolto perché possa portare frutto.

La vita consacrata ha in sé una bellezza ed una forza che merita di essere riscoperta, non è privazione ma cammino verso la libertà e la pienezza di vita che è garantita a chi mette in Dio le radici della propria vita.

Sr M. Nermin, Sr M. Chiara, Sr M. Florida

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