Tardelli: vicinanza al Papa dopo le dichiarazioni di Trump

In seguito alle recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che appaiono come un attacco mistificatorio e divisivo diretto alla figura di Papa Leone XIV, le diocesi di Pistoia e di Pescia esprimono profonda solidarietà e convinta vicinanza al Santo Padre, riconoscendone l’instancabile impegno pastorale a favore della pace e della dignità di ogni essere umano.

Il vescovo, monsignor Fausto Tardelli, invita i fedeli a manifestare con forza la propria vicinanza al Pontefice: «Trovo incomprensibile e inaccettabile che, in un contesto internazionale così drammatico, chi contribuisce ad alimentare tensioni e conflitti trovi il tempo e il modo di attaccare frontalmente chi, al contrario, opera instancabilmente per costruire percorsi di pace. Continuiamo a pregare incessantemente per il dono del perdono, del dialogo e di un amore autentico verso il mondo intero».

La Chiesa pistoiese e pesciatina rinnovano il proprio impegno nella preghiera e nell’azione concreta per la pace, sostenendo il magistero e l’opera del Santo Padre in questo tempo segnato da profonde tensioni globali.

 




Domenica 20 ottobre è la Giornata Mondiale Missionaria

Il Messaggio di Papa Francesco e l’invito a sostenere le Missione della Chiesa

 

L’Ufficio missionario diocesano vuole ricordare a tutti il carattere missionario del mese di ottobre per la Chiesa universale. La missione non è più vista come una sorta di dovere aggiunto, proprio di una cristianità compiuta, bensì come elemento di autoidentificazione. La Chiesa ha compreso di non essere se stessa senza essere missionaria. è il risultato più importante raggiunto con la riflessione conciliare, dove l’ad extra e l’ad intra della Chiesa hanno perso i loro carattere estrinseco e giustapposto, correlandosi in un tutt’uno.

don Timoteo Bushishi

“Un banchetto per tutte le genti”

Introduzione al tema di don Giuseppe Pizzoli, direttore generale Fondazione Missio

«Andate e invitate al banchetto tutti» (cfr. Mt 22,9) è il versetto dal quale trae spunto Papa Francesco per il messaggio in vista della Giornata Missionaria Mondiale che celebreremo quest’anno nella domenica 20 ottobre. Il Papa ci invita a rinnovare il dinamismo missionario di ogni battezzato e ci spinge nuovamente ad essere una “Chiesa in uscita” per rendere accessibile a tutti la possibilità di partecipare al grande banchetto per tutti i popoli annunciato dal profeta Isaia: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati» (Is 25,6).

La parabola che fa da sfondo al tema dell’ottobre missionario di quest’anno ci parla di un banchetto di nozze, imbandito dal re per suo figlio, a cui i primi invitati non partecipano. Il racconto evangelico prosegue, dunque, sottolineando che il re non rinuncia, ma invia di nuovo i suoi servi dicendo loro: «Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze» (v. 9). Nello sviluppo di questo racconto evangelico Papa Francesco mette in risalto tre aspetti della missione della Chiesa e dei suoi discepoli:

  1. “Andate e invitate!”. La missione come instancabile andare e invitare alla festa del Signore
  2. Al banchetto. La prospettiva escatologica ed eucaristica della missione di Cristo e della Chiesa
  3. “Tutti”. La missione universale dei discepoli di Cristo e la Chiesa tutta sinodale-missionaria

Essere missionari nella nostra realtà di oggi significa andare ai crocicchi delle strade del mondo di oggi, disponibili ad incontrare ogni tipo di persone e le più svariate situazioni di vita, per portare una parola di accoglienza, di solidarietà e di speranza; e «i discepoli-missionari lo fanno con gioia, magnanimità, benevolenza, frutto dello Spirito Santo in loro (cfr. Gal 5,22); senza forzatura, coercizione, proselitismo; sempre con vicinanza, compassione e tenerezza, che riflettono il modo di essere e di agire di Dio».

Tutti gli uomini hanno il diritto di sentirsi invitati all’incontro con il Signore che sogna e desidera per tutti una vita nella gioia e nella fraternità. È questo il “Regno di Dio” inaugurato da Gesù stesso e consegnato come profezia e come responsabilità alla comunità dei suoi discepoli. Papa Francesco esprime l’auspicio «Che tutti noi, battezzati, ci disponiamo ad andare di nuovo, ognuno secondo la propria condizione di vita, per avviare un nuovo movimento missionario, come agli albori del cristianesimo!».

Il mese missionario di quest’anno si pone alla vigilia del Giubileo ordinario del 2025 che avrà come tema la Speranza. E già questo ottobre missionario può essere vissuto come un preludio: «la preghiera quotidiana e particolarmente l’Eucaristia fanno di noi dei pellegrini-missionari della speranza, in cammino verso la vita senza fine in Dio, verso il banchetto nuziale preparato da Dio per tutti i suoi figli».

 

Al termine del suo messaggio, infine, il Papa rinnova l’invito a valorizzare la Giornata Missionaria Mondiale nel suo carattere universale: «raccomando a tutte le diocesi del mondo il servizio delle Pontificie Opere Missionarie, che costituiscono i mezzi primari “sia per infondere nei cattolici, fin dalla più tenera età, uno spirito veramente universale e missionario, sia per favorire una adeguata raccolta di sussidi a vantaggio di tutte le missioni e secondo le necessita di ciascuna” (Decr. Ad gentes, 38).

 

Per questo, le collette della Giornata Missionaria Mondiale in tutte le Chiese locali sono interamente destinate al Fondo universale di solidarietà che la Pontificia Opera della Propagazione della Fede poi distribuisce, a nome del Papa, per le necessità di tutte le missioni della Chiesa».

 

Sostieni la Missione: come donare

 




Terremoto Siria e Turchia: Domenica 26 la Colletta nazionale

Si terrà domenica 26 marzo la colletta nazionale promossa dalla Cei a sostegno delle popolazioni turche e siriane colpite dal sisma dello scorso 6 febbraio. Le offerte raccolte saranno destinate a Caritas Italiana che le impiegherà per sostenere progetti in favore delle popolazioni.

Nell’immediato i progetti riguardano principalmente l’assistenza umanitaria per fornire cibo, alloggio, beni di prima necessità con una particolare attenzione ai più vulnerabili come gli anziani, i minori, i malati, i disabili.

L’accoglienza richiede anche la messa a disposizione di mense per la fornitura di pasti, strutture per una assistenza sanitaria, spazi per l’accoglienza e l’animazione dei bambini. In prospettiva l’impegno sarà di restare accanto alle comunità colpite per un periodo medio-lungo anche dopo questa prima fase di emergenza.

Gli ambiti di impegno più importanti vanno dal supporto psicologico per far fronte ai traumi vissuti da tante persone, alla riparazione e la ricostruzione di abitazioni e di strutture socioeducative e comunitarie; importante, per l’immediato futuro, anche la riabilitazione e l’avvio di attività economiche a gestione familiare, di promozione dell’occupazione e dell’autoimpiego per dare una prospettiva economica alle popolazioni.

Il terremoto infatti ha colpito comunità e territori che erano già caratterizzate da gravi situazioni di povertà e vulnerabilità, sia in Turchia sia in Siria. Quindi, oltre a prendersi cura dei bisogni materiali, Caritas si organizza e promuoverà anche iniziative di inclusione sociale dei più vulnerabili e azioni di ricostruzione dei legami comunitari. 

Per maggiori info www.caritas.it

È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Terremoto Turchia-Siria 2023” tramite:

  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
  • Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
  • Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
  • UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U020 0805 2060 0001 1063 119

(D.C.)

La Documentazione Caritas sul Terremoto




Un libro per conoscere Rino Carlesi: vescovo in Brasile, amico dei poveri

Giovedì 16 marzo alle 21 nell’Aula Magna del Seminario la presentazione del volume curato da Nadia Vettori. Porterà i suoi saluti il vescovo Tardelli

 

Da decenni la Diocesi di Pistoia vive legami di fraternità e sostiene progetti missionari con la Diocesi di Balsas, in Brasile, nello stato del Maranhão, nel nordest del paese. Un legame cresciuto negli anni con la presenza di alcuni missionari pistoiesi, come Nadia Vettori e don Umberto Guidotti, ma avviato grazie al vescovo Rino Carlesi.

Rino Carlesi era nato a Montemurlo nel 1922, ultimo di undici figli. Dopo l’ingresso nel Seminario diocesano rimase affascinato dal carisma missionario al punto da inserirsi tra i padri Comboniani. Ordinato presbitero nel 1947 svolse i suoi primi anni di ministero in Portogallo, quindi dal 1951 in Brasile. Qui trascorse tutta la vita, organizzando la presenza comboniana nel paese con la fondazione di case di formazione e realtà missionarie, tra cui quella di Balsas. Di questa città divenne vescovo nel 1967, rimanendone pastore per trentadue anni. Un ministero speso con dedizione e umiltà, ma soprattutto con una grande attenzione ai poveri, ai malati, agli esclusi. Mons. Carlesi (in portoghese “dom” Carlesi) morì nel 1999 a Pistoia, dove era ritornato a seguito delle sue condizioni di salute.

La sua esperienza di missionario e di vescovo è ora ampiamente raccontata da un libro a cura di Nadia Vettori: “O Amor liberta, o egoismo escraviza” (L’amore libera, l’egoismo schiavizza). Dom Rino Carlesi, Pistoia 2022. Il libro è stato realizzato grazie al contributo della famiglia Carlesi e raccoglie un’ampia documentazione; un testo sulla storia dei comboniani in Brasile e della Diocesi di Balsas, testimonianze dalla Diocesi di Pistoia e alcune lettere inviate da don Rino ai familiari, a don Dino Lucchesi, al Centro missionario.  La prefazione è a cura del Vescovo Tardelli.

ll libro sarà presentato a cura della Diocesi di Pistoia giovedì 16 marzo alle 21 nell’Aula Magna del Seminario Vescovile. Porterà i saluti Mons. Fausto Tardelli e Mario Carlesi, nipote di Dom Rino. Interverranno: Nadia Vettori, curatrice del libro, Sandro Galardini, don Alessio Bartolini. Sarà l’occasione per custodire il legame con la diocesi di Balsas, conoscere la storia di Mons. Carlesi e di una pagina importante dell’impegno missionario della Chiesa di Pistoia.

Il libro può essere trovato in parrocchia a Masiano e presso la libreria San Jacopo, dove è disponibile ad offerta. Il ricavato sarà destinato alla Diocesi di Balsas.

 




Preghiera per la Pace in Ucraina

Mercoledì 14 una preghiera davanti al Santissimo Sacramento per invocare la fine del conflitto

Anche il Vescovo Tardelli rilancia l’iniziativa promossa delle Conferenze episcopali d’Europa per chiedere, nella preghiera, il dono della pace.

Aderendo all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), la Conferenza Episcopale Italiana partecipa al gesto comunitario di solidarietà per l’Ucraina con un momento di adorazione eucaristica che si terrà nel pomeriggio del 14 settembre.

Nelle parrocchie e nelle diocesi di tutta Italia, si invocherà il dono della pace per l’Ucraina, terra martoriata da una guerra che dura ormai da vari mesi. “In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della santa Croce, ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente. In modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio”, sono le parole della preghiera contenuta nel sussidio preparato per l’occasione dall’Ufficio Liturgico Nazionale.

Scarica il Sussidio di Preghiera




Preghiera per l’Ucraina. L’appello del Vescovo

Mobilitazione con il digiuno e la preghiera per la pace

Il vescovo Tardelli richiama la Chiesa di Pistoia alla preghiera per la pace in Ucraina con una lettera indirizzata a tutti i fedeli.

«Il drammatico momento che stiamo vivendo ci chiede un particolare impegno di preghiera e di digiuno. Ricordo pertanto l’invito del Santo Padre Francesco al digiuno il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima.

Oltre a questo, chiedo a chi può di unirsi alla preghiera che i giovani della pastorale giovanile hanno organizzato per sabato, 26 febbraio, nella chiesa di San Francesco a Pistoia, alle ore 21.

Inoltre, rivolgo un invito speciale – naturalmente chi può – a partecipare nelle ore che ritiene migliori e per il tempo che ha a disposizione, nella notte tra il 2 e il 3 marzo, all’Adorazione eucaristica che si tiene nella chiesa di San Bartolomeo a Pistoia. La chiesa rimarrà aperta tutta la notte.
Nei vicariati più lontani da Pistoia, i sacerdoti potranno proporre iniziative di preghiera analoghe.

Preghiamo però anche personalmente e in famiglia, spontaneamente come si sa e si riesce a fare oppure con la recita di tutto o in parte del Santo Rosario oppure con quanto è proposto dalla Liturgia delle ore».

Anche Papa Francesco invita la Chiesa intera a mobilitarsi in digiuno e preghiera per la guerra in Ucraina.

«Gesù ci ha insegnato – afferma Francesco – che alla insensatezza diabolica della violenza, si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno. La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra».




Veglia missionaria a Poggio a Caiano

Il vescovo Tardelli presiede la preghiera per la Giornata Missionaria Mondiale

«Eccomi, manda me. Tessitori di fraternità». Questo è il tema della 94ª Giornata Missionaria Mondiale che in diocesi sarà celebrata con una veglia di preghiera, organizzata come ogni anno a cura del Centro Missionario. L’appuntamento per la veglia, presieduta da Mons. Fausto Tardelli, è venerdì 16 ottobre alle 21 presso la parrocchia di Poggio a Caiano. Invitiamo a partecipare, soprattutto i giovani, per rendere più bella e partecipata questa veglia di preghiera che rappresenta, per la nostra Diocesi, il momento culminante del mese di ottobre dedicato alla Missio ad Gentes.

In questa occasione, nell’ambito delle celebrazioni dell’anno giubilare per il centenario della nascita (8 agosto 2021), sarà ricordata la Beata Madre Maria Margherita Caiani, Fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Minime Suore del Sacro Cuore. Domenica 18 il ricordo della Giornata Missionaria Mondiale è accompagnato da una raccolta di offerte.

Il Centro Missionario Diocesano, invita ad essere generosi in questo giorno speciale perché se è vero la pandemia del Covid–19 ha colpito duramente la nostra nazione, sia da punto di vista sanitario che da quello economico e sociale, non possiamo dimenticare che in modo ancora più drammatico ha colpito i paesi più poveri dove la popolazione manca di tutto dal cibo, alla scuola, al lavoro alla sanità a causa delle devastazioni causate dai cambiamenti climatici, ma soprattutto dalle guerre e dal terrorismo che vengono portate avanti, anzi alimentate, dal traffico delle armi prodotte nei paesi occidentali, Italia compresa. Questo complesso di situazioni viene messo in evidenza dai migranti, nei confronti dei quali, come cristiani, abbiamo il dovere di essere accoglienti, così come ci esorta a fare continuamente Papa Francesco, anche con l’ultima enciclica intitolata Fratelli tutti. Non possiamo che rifiutare quelle ideologie fondate sull’odio che vedono in questi “poveri cristi” un pericolo per la nostra civiltà.

CMD




Rapporto Arpat: la preoccupazione della diocesi

«Evitare allarmismi, ma la situazione è seria. Indirizzare il dibattito su soluzioni concrete per ridurre l’impatto ambientale, anche attraverso la creazione di marchi».

PISTOIA – 21/07/2020 A seguito dell’ultimo rapporto Arpat sulla situazione delle acque in provincia di Pistoia si sono nuovamente riaccesi i riflettori sui problemi di inquinamento nel settore “green”, in particolare con la massiccia presenza dell’erbicida Glifosate nelle acque superficiali.

Preoccupano in particolare le note del rapporto: «È possibile affermare che il superamento degli Standard di Qualità ha interessato un significativo gruppo di corpi idrici, per i quali sussiste un concreto rischio di non raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale. Si fa presente che diversi obiettivi non raggiunti sono stati già oggetto di proroga, con scadenza prevista per il 2021».

L’ultimo monito dell’Arpat preoccupa anche la Chiesa di Pistoia, negli ultimi anni sempre attenta alle dinamiche sociali ed economiche e sui relativi risvolti sociali e i loro impatto sul futuro.

Quella del vivaismo è una realtà fondamentale, strettamente legata a Pistoia e al territorio della piana. Questa realtà imprenditoriale, radicata da oltre un secolo, nonostante la crisi economica degli ultimi anni, ancor più quella recente, continua a garantire lavoro e dignità a migliaia di famiglie, rappresentando un importante volano di sviluppo ed esprimendo alti valori di professionalità e competenze insieme ad una indiscussa capacità imprenditoriale, ha permesso l’espandersi del comparto del verde fino a raggiunge ben 56 Paesi del mondo.

L’industria del verde ha plasmato il paesaggio con un innegabile e significativo impatto sull’ambiente per l’utilizzo massiccio di risorse quali acqua e terra, come evidenziano da tempo gli annuali rapporti di ARPAT. Non meno preoccupanti sono i dati relativi all’inquinamento da sostanze chimiche del suolo e delle acque, sia superficiali che di falda, che fanno temere ricadute pesanti e prolungate nel tempo. Probabilmente un prezzo davvero alto in termini ecologici.

Il richiamo alla finitezza delle risorse naturali presente nell’Enciclica “Laudato si” torna insieme all’invito già rivolto da mons. Tardelli ai vivaisti: guardare in faccia la realtà evitando le tentazioni di sfruttare tutto quanto il Creato mette a disposizione. Un richiamo alla responsabilità di ognuno e di ciascuno a riflettere sui limiti alla presunzione manipolatrice dell’uomo e alla salvaguardia delle risorse in particolare le generazioni future.

Fuori da allarmismi, occorre riflettere ed agire prima che sia troppo tardi.

Su questo punto vogliamo condividere alcuni auspici per stimolare il dibattito e indirizzarlo verso soluzioni da perseguire sulla via della sostenibilità. In primo luogo, come già affermato dal vescovo in molte occasioni, è ormai urgente che si creino sinergie importanti fra le aziende per investire maggiormente in ricerca e sviluppo, in particolare per la creazione di strumenti, finanche veri e propri marchi di filiera, che certifichino i prodotti pistoiesi come “Water Bio”. Inoltre, per fronteggiare la drammatica crisi dei “piccoli” vivaisti, specialmente in questo contesto di crisi generale, la Chiesa di Pistoia e il suo vescovo chiedono ai tavoli di lavoro, alle categorie tutte, alle istituzioni e agli istituti di credito, di ideare strumenti ad hoc per l’aiuto alle microimprese del settore green, senza alcun dubbio le più colpite oggi e le più in difficoltà nel trovare risorse idonee da investire nella ricerca e nello sviluppo di processi e prodotti con minor impatto ambientale.




Un incontro di approfondimento sul “decreto sicurezza”

La diocesi, con la Caritas diocesana, propone un tavolo di confronto dove istituzioni, chiesa e mondo della cooperazione e del volontariato si interrogheranno sui problemi e proporranno delle soluzioni operative sul futuro del sistema di accoglienza.

PISTOIA – Quali sono gli elementi innovativi del “decreto sicurezza”? Come cambia il sistema dell’accoglienza? Quali conseguenze e quali risposte potranno essere date dal mondo dell’associazionismo e del volontariato? Quali conseguenze avrà sul territorio e quale potrà essere il ruolo della Chiesa?

A queste e altre domande verrà data risposta all’incontro “Dopo il Decreto Sicurezza”, come cambia il sistema di accoglienza con la Legge 132/2018, che avrà luogo sabato 2 marzo alle ore 10 presso sala conferenza del convento San Domenico, Piazza San Domenico 1, a Pistoia.

L’incontro, promosso dalla diocesi di Pistoia, da Caritas e dall’ufficio Migrantes, è un’occasione di riflessione importante per le realtà impegnate nel complesso sistema di accoglienza, per fare luce sulle dinamiche e sugli effetti scaturiti dall’approvazione della legge 132/2018 – il cd “Decreto Sicurezza” – che modifica in maniera sostanziale le attuali procedure legate all’accoglienza dei migranti.

Aprirà la mattinata di lavori Francesca Biondi Dal Monte, ricercatrice della Scuola Superiore Sant’Anna, che spiegherà le principali novità e conseguenze introdotte dalla decreto. A seguire avrà luogo un tavolo di confronto operativo a cui prenderanno parte il vescovo Tardelli; Vittorio Bugli, assessore regionale con delega all’immigrazione, rappresentanti della Caritas diocesana, del mondo associativo e del volontariato che si occupa di accoglienza e di supporto ai servizi di integrazione dei migranti.

L’incontro sarà moderato da Luigi Vicinanza, direttore del quotidiano “il Tirreno” che sarà anche media partner dell’evento.

(comunicato ucs)

Locandina (pdf)

Comunicato Stampa (.doc)




In Brasile per leggere il mondo con occhi nuovi

Maximilien Baldi, seminarista della nostra diocesi, racconta la sua esperienza missionaria a Salvador de Bahia e nella regione del Minas Gerais

 

Il 18 di luglio scorso sono sbarcato assieme a Luca (seminarista di Firenze) a Salvador terza città più grande del Brasile e capitale dello stato della Bahia situato nel nord est. Abbiamo iniziato la nostra esperienza vivendo nella parrocchia di Nossa Senhora da Piedade a Massaranduba (quartiere di Salvador), qui dal 2007 è presente una missione della diocesi di Firenze e attualmente vi sono due sacerdoti: don Marco Paglicci e don Paolo Sbolci. Vivere con loro a stretto contatto per circa tre settimane è stato un dono prezioso in cui il Signore, come Padre buono, mi ha mostrato quanto l’uomo da Lui creato sia meraviglioso ai suoi occhi.

La situazione in Massaranduba, e un po’ di tutta Salvador, ad oggi presenta una realtà molto difficile, fatta di povertà materiale che si lega con la mancanza di istruzione, sanità e molto altro. Ad esempio la mancanza di lavoro, che purtroppo porta i giovani a compiere scelte sbagliate e il bisogno di avere il necessario per vivere li porta molto spesso a scontrarsi con “l’opportunità” di fare soldi in maniera facile e di entrare nel tunnel terribile della droga, in cui lo spaccio e l’uso personale fanno sì che questi ragazzi perdano ogni regola o limite imposto dal buon senso. Si scatena così una violenza inaudita che poi si ripercuote sempre sui più deboli, come donne, bambini e ragazzi.

In questo clima, tuttavia, ho potuto scorgere bagliori di luce inimmaginabili anche dove le tenebre apparivano più fitte, segni tangibili e potentissimi della presenza di Dio; ho visto con i miei occhi fiori sbocciati nel deserto. Il lavoro quotidiano di questi due padri ne è un esempio, la loro attività pastorale è esattamente la stessa che compie ogni giorno un parroco qui da noi come ad esempio andare a trovare le vedove, i malati, gli anziani nelle case di riposo, e poi la messa, il catechismo e tanto altro. L’unica differenza, ma non da poco, sono le condizioni in cui si trovano a svolgere le loro attività pastorali, poiché l’approccio alle persone è completamente diverso. Lì tutti sono “credenti”, ma non tutti sono cattolici, anzi, vi è un miscuglio incredibile di chiese protestanti o di sette ad ogni angolo della strada e ciò porta confusione nella popolazione anche sulla propria identità religiosa. Un altro esempio è il Candoblè, religione di origine africana portata ai tempi della schiavitù: il risultato è un intreccio afrobrasiliano -ai nostri occhi quasi incomprensibile- che riprende anche il culto dei nostri santi come altri aspetti della cultura cattolica.

Nell’accompagnare i padri nelle varie realtà della parrocchia ripenso con grande commozione alla visita agli anziani nelle case di riposo. In particolare ricordo che una di esse aveva una grande stanza completamente piena di letti e condizioni igieniche tutt’altro che accettabili. In quel momento se solo avessi potuto li avrei portati via tutti da quel posto, come avrei fatto la stessa cosa nei tantissimi incontri avvenuti nelle case dei parrocchiani; purtroppo la realtà mi diceva chiaramente che non era possibile. Tante sono state le scene di dolore e sofferenza che istintivamente non riuscivo ad accettare, eppure in quel momento ho capito che è vero che io non posso cambiare il mondo, ho compreso però, che un mare è veramente un insieme di tantissime gocce e questo pensiero mi ha immediatamente permesso di guardare alla realtà che mi circondava con uno sguardo diverso, anzi redento! Ho capito che il Signore mi invitava a guardare a tutte le realtà che mi circondavano con questo sguardo nuovo, intriso di vita proprio dove davanti a me c’era la morte, di gioia dove c’era dolore e di speranza dove c’era disperazione. Mi spronava a guardare tutte le realtà in questo modo, sia in Brasile così come a Pistoia, proprio come Egli volle far vedere al suo amato san Francesco.

Ho visto progetti meravigliosi che danno speranza ai piccoli; il progetto guidato dal professor Mauro Barsi che si chiama Agata Smeralda ne è un esempio lampante, perché un’adozione a distanza che per noi sembra una sciocchezza (1 euro al giorno) a loro cambia la vita: i bambini possono studiare, ricevere un educazione, mangiare in modo decente e anche giocare. Sì, giocare, perché per loro giocare a casa è pericoloso e hanno paura della violenza che li circonda. Ho visto altri progetti che hanno dell’incredibile, ad esempio uno nello stato del Minas Gerais (1400km più a sud) che si chiama APAC ed è un progetto cristiano di reintegrazione sociale per detenuti, in parole povere un carcere senza polizia. Il presidente di questa associazione mi ha detto una frase che non dimenticherò mai: «questo progetto è sgorgato direttamente dal cuore ferito di Gesù Cristo». In queste carceri ho visto persone che sono letteralmente risorte, pienamente consapevoli dei loro errori e scontano la loro pena con grande coscienza, anzi, riescono ad amarla perché comprendono che proprio da lì Cristo entra nella loro storia.

Ho conosciuto tantissime persone sante, missionarie e tutte con un unico comune denominatore; una passione smisurata per il Signore Gesù che si riversa come un fiume sull’uomo come creatura del suo Dio e lo ama come un fratello vero. Da loro ho compreso che l’altro è una parte di me ed io non posso far finta di niente, siamo legati tutti da un filo invisibile, l’amore del Padre che ci ha donato il Suo Unico Figlio perché avessimo la vita in pienezza ed abbondanza e non come l’uomo crede, ma come Dio sogna per ognuno di noi.

Con questa esperienza torno nella mia Pistoia col cuore spalancato, ricolmo di gioia e gratitudine per l’esperienza compiuta e con un desiderio immenso di poter amare tutto ciò che mi circonda. Ho compreso che per me non esiste Brasile o Italia: sono chiamato ad amare qui, adesso, in seminario, in parrocchia e ovunque io vada, perché c’è un solo luogo in cui c’è la vera giustizia, equità e si chiama Gesù. Noi, chiamati a far parte del suo corpo che è la nostra Chiesa Cattolica, abbiamo in ogni istante l’opportunità di amare gli altri come Lui per primo ci ama, possiamo imparare ad essere dono per il prossimo se mettiamo da parte i nostri egoismi e se sbagliamo è sempre ‘adesso’ il momento giusto per perdonare e ricominciare. Se ognuno di noi non dona tutto l’amore di cui è capace, quello che ci circonda sarà senz’altro un mondo più povero.

Maximilien Baldi