Nasce la Cooperativa San Jacopo, tra Housing sociale e nuovi progetti
Nuovo statuto e nuovo nome per la cooperativa incardinata nella diocesi di Pistoia: emergenza casa, cultura e patrimonio al servizio delle fragilità nell’idea della prima cooperativa di comunità “diocesana”
Una nuova identità, una visione più ampia, un ruolo rinnovato nella comunità. Nasce ufficialmente la Cooperativa San Jacopo – Società cooperativa, evoluzione della Cooperativa Amicizia 2000, protagonista negli ultimi anni di importanti progetti di housing sociale nel territorio pistoiese, in rete con fondazione Caript e comune di Pistoia.
Il cambio di nome segna l’avvio di una nuova fase: non solo continuità con il lavoro svolto, ma un deciso ampliamento delle attività e degli obiettivi, per rispondere in modo più efficace alle trasformazioni sociali in atto.
Dalla casa al territorio: una cooperativa che cambia e guarda al futuro
Nata per realizzare e gestire interventi di edilizia sociale, la cooperativa ha contribuito alla messa a disposizione di alloggi a canone calmierato, rispondendo a un bisogno abitativo concreto e crescente.
Oggi, conclusa quella fase, il nuovo statuto apre a un modello più dinamico: una cooperativa di produzione e lavoro capace di operare in ambiti diversi ma interconnessi – dal sociale alla cultura, dal turismo alla gestione del patrimonio – mantenendo al centro il principio della mutualità e del servizio alla comunità.
Tra le principali aree future di intervento:
- housing sociale e nuove forme dell’abitare
- servizi socio-sanitari e supporto alle fragilità
- valorizzazione dei beni culturali ed ecclesiastici
- attività turistiche e culturali
- gestione e riattivazione del patrimonio immobiliare
- progettazione e gestione di iniziative sociali finanziate
Una risposta ai nuovi bisogni: casa, solitudine, fragilità
La nascita della Cooperativa San Jacopo si inserisce in un contesto segnato da nuove sfide: l’emergenza abitativa, l’aumento delle solitudini, la fragilità delle famiglie, il bisogno di servizi di prossimità e di comunità. Allo stesso tempo, emerge con forza la necessità di ripensare il patrimonio immobiliare – in particolare quello ecclesiastico – non come risorsa statica, ma come strumento vivo, da rimettere a disposizione della collettività per generare inclusione, accoglienza e opportunità.
In questo percorso, centrale è il ruolo della Chiesa locale, non solo come soggetto promotore, ma come realtà chiamata a reinterpretare il proprio impegno nel mondo contemporaneo.
Le fragilità sociali, le nuove povertà, le difficoltà abitative e relazionali non sono più solo emergenze, ma diventano nuovi orizzonti delle opere di carità: ambiti nei quali è necessario sviluppare una presenza attiva, strutturata e capace di incidere concretamente nella vita delle persone. La cooperativa si pone così come uno strumento operativo per tradurre questa visione in azioni, progetti e servizi.
«La scelta di richiamarsi a San Jacopo non è semplicemente un nuovo nome: è una scelta di visione, di legame alla città e alla comunità diocesana – afferma il presidente della cooperativa Michael Cantarella -. Veniamo da anni complessi, in cui, grazie a un lavoro corale, nel recuperare un progetto e ricostruire una cooperativa, abbiamo aperto una nuova strada. Viviamo un tempo in cui le fragilità non sono più ai margini: sono dentro la vita quotidiana delle persone. La difficoltà di trovare casa, la solitudine che attraversa tutte le età, la fatica delle famiglie, le nuove povertà: tutto questo ci interpella in modo diretto.
Per questo crediamo che le opere di carità oggi debbano cambiare forma. Non solo risposta all’emergenza, ma presenza stabile, organizzata, capace di generare opportunità, relazioni e dignità.
La Chiesa ha un patrimonio enorme – non solo immobiliare, ma umano, culturale e spirituale – che oggi è chiamato a rimettersi in gioco. Non possiamo limitarci a custodirlo: dobbiamo metterlo a disposizione, farlo vivere, aprirlo alle collaborazioni istituzionali e alle progettualità. Vogliamo essere uno strumento concreto, capace di stare dentro i problemi reali delle persone e di costruire risposte insieme al territorio. Non un soggetto chiuso, ma una realtà aperta, che lavora in rete e che prova a immaginare il futuro partendo dalle fragilità di oggi».
Uno strumento per costruire comunità
La Cooperativa San Jacopo si propone come piattaforma di collaborazione tra istituzioni, enti ecclesiastici, terzo settore e realtà locali, con l’obiettivo di attivare progettualità condivise e generare impatto sociale duraturo.
Una nuova fase che unisce esperienza e innovazione, con uno sguardo chiaro: costruire comunità più inclusive, solidali e sostenibili.
Importante comunicazione del Vescovo Tardelli lunedì 20 aprile, ore 12.00
Mons. Fausto Tardelli ha convocato il clero, i religiosi e le religiose, i consigli pastorali, i responsabili ed il personale di Curia delle diocesi di Pistoia e Pescia per le ore 12 di domani, lunedì 20 aprile, presso il Palazzo Vescovile di Pistoia
Tardelli: vicinanza al Papa dopo le dichiarazioni di Trump
In seguito alle recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che appaiono come un attacco mistificatorio e divisivo diretto alla figura di Papa Leone XIV, le diocesi di Pistoia e di Pescia esprimono profonda solidarietà e convinta vicinanza al Santo Padre, riconoscendone l’instancabile impegno pastorale a favore della pace e della dignità di ogni essere umano.
Il vescovo, monsignor Fausto Tardelli, invita i fedeli a manifestare con forza la propria vicinanza al Pontefice: «Trovo incomprensibile e inaccettabile che, in un contesto internazionale così drammatico, chi contribuisce ad alimentare tensioni e conflitti trovi il tempo e il modo di attaccare frontalmente chi, al contrario, opera instancabilmente per costruire percorsi di pace. Continuiamo a pregare incessantemente per il dono del perdono, del dialogo e di un amore autentico verso il mondo intero».
La Chiesa pistoiese e pesciatina rinnovano il proprio impegno nella preghiera e nell’azione concreta per la pace, sostenendo il magistero e l’opera del Santo Padre in questo tempo segnato da profonde tensioni globali.
“Speranza in Azione” dal 22 gennaio gli incontri
Al via il percorso delle diocesi di Pistoia e Prato, con il supporto dell’Istituto Sophia di Loppiano e BCC Alta Toscana, con 6 incontri per avvicinare la cittadinanza all’impegno per il bene comune
Dopo la forte esortazione scaturita dalla Settimana Sociale di Trieste del 2024 le Diocesi di Pistoia e Prato, con il fattivo sostegno della Banca di Credito Cooperativo Alta Toscana, presentano “Speranza in Azione”, percorso di approfondimento per rinnovare e dare slancio ad un dibattito politico assente per il nostro territorio, per sollecitare giovani e meno giovani, amministratori e cittadini, impegnati o meno nel governo delle realtà locali, ad un approfondimento su cosa sia – oggi – il bene comune.
Con questo intento giovedì 22 gennaio 2026 prenderà il via – in collaborazione con l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, coordinatrice la prof.ssa Daniela Ropelato – il percorso che si articolerà su 6 incontri a cadenza mensile per “abitare da protagonisti il tempo nuovo” e confrontarsi su temi quali democrazia e partecipazione, pace, ecologia integrale, comunicazione e mediazione, digitale e reale, con una introduzione di esperti e approfondimento in modalità laboratoriale.
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«Le nuove generazioni – evidenzia il Vescovo di Pistoia e Pescia, mons. Fausto Tardelli – si trovano di fronte a un contesto non tra i più entusiasmanti, che le allontana spesso dall’impegno sociale e politico. Questa azione è una goccia nel mare, ma il mare stesso è formato da gocce. L’iniziativa riprende una pratica formativa che fino a poco meno di 40 anni fa era attiva in moltissime diocesi, ovviamente riadattandola al presente. Ritessendo quel filo interrotto, cerchiamo di agire con maggiore consapevolezza per il raggiungimento del bene comune. Una ripresa dell’impegno politico che deve interessare in primo luogo i cattolici, affinché ci siano persone che continuino a riflettere e a impegnarsi: un messaggio che arriva forte anche da papa Leone XIV.»
«Quello che proponiamo – sottolinea il Vescovo di Prato, mons. Giovanni Nerbini – vuol essere uno stimolo affinché i laici possano scegliere con responsabilità di mettersi in gioco a livello sociale e politico: c’è bisogno di dare corpo e anima a questo impegno. I cattolici in politica sono stati protagonisti di stagioni importanti, crediamo sia fondamentale che continuino a dare il loro contributo per la ricerca del bene comune nella società. Siamo felici di poter offrire questa proposta e di farlo a livello interdiocesano. Per la Chiesa di Prato si tratta di una nuova ed ennesima iniziativa che si inserisce nel solco di un lavoro di coinvolgimento dei laici sulle tematiche emerse alle Settimane sociali di Trieste e Taranto».

«Si tratta di sottrarre il concetto di fraternità alla mera sfera privata – spiega la prof.ssa Daniela Ropelato, docente di Scienza politica – per elevarlo a categoria politica e principio giuridico. Per questo abbiamo collaborato volentieri alla costruzione del percorso inter-diocesano ‘Speranza in azione’, dando attenzione alla dimensione dialogica del programma e al radicamento nel contesto territoriale, per sostenere l’azione trasformativa delle comunità. In un tempo segnato da polarizzazioni e disuguaglianze strutturali, da una profonda crisi della rappresentanza e crescente sfiducia nelle istituzioni, è responsabilità anche delle Istituzioni accademiche cooperare alla formazione all’impegno civile, per consolidare un nuovo legame sociale. Il contributo dell’Istituto Universitario Sophia all’iniziativa intende interrogare in profondità gli attuali modelli di sviluppo, governance e partecipazione democratica».
«Banca Alta Toscana – evidenzia il Presidente della BCC Alta Toscana, Alberto Vasco Banci – è nata nella Sacrestia della Parrocchia di S. Michele Arcangelo di Vignole nel 1904. Il primo Presidente è stato Don Dario Flori detto “Sbarra” e nel primo Consiglio di Amministrazione era sindaco revisore Don Orazio Ceccarelli, che fu promotore della fondazione di molte Casse Rurali in quegli anni. Tutte banche nate alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, come la nostra. Rispetto a 120 anni fa i tempi sono cambiati: le banche Cooperative cattoliche negli ultimi anni hanno affrontato un grande processo di concentrazione e devono ottemperare ai requisiti richiesti dalla BCE tramite la capogruppo ICCREA. Ciò nonostante, il CDA non dimentica certo le proprie radici e pensa al futuro: è stato immediatamente favorevole a collaborare con le diocesi di Pistoia e Prato in questo progetto denominato “Speranza in Azione”, con la concessione dell’Auditorium della Banca e finanziando questa iniziativa tesa a formare i giovani sui principi fondanti delle nostre banche cooperative. Sia il nostro Auditorium che il nostro Forum da 700 posti sono sempre stati a disposizione per le necessità di scuole, associazioni e amministrazioni locali. A maggior ragione questa volta siamo ben contenti di poter collaborare con le Diocesi di Pistoia e Prato, che riporteranno l’attenzione sui valori comuni al nostro movimento».
Il percorso di Speranza in Azione si articolerà nei primi sei mesi del 2026 spostandosi alternativamente nella sede di Quarrata della BCC Alta Toscana (in via IV Novembre, 108) e nei locali della parrocchia pratese di Vergaio (via di Vergaio 14, Prato), con inizio sempre alle ore 20.45 (e termine alle 22.45).
La prima lezione sarà giovedì 22 gennaio (BCC Alta Toscana – Quarrata) con titolo “Speranza in azione”, che vedrà come relatori Daniela Ropelato e Marco Brusati.
Giovedì 19 febbraio (Parrocchia di Vergaio) la seconda lezione con titolo “Democrazia e partecipazione” con Sebastiano Nerozzi e Marco Luppi.
“Pace, cardine della civiltà” è invece l’argomento della terza lezione (Quarrata) con Don Bruno Bignami e Patrizia Giunti prevista per giovedì 12 marzo.
Ritorno a Vergaio con la quarta lezione, in calendario giovedì 16 aprile, dedicata all’”Ecologia integrale” con gli interventi di Sergio Barbaro e Paolo Cancelli.
A Quarrata giovedì 14 maggio sarà invece il turno di “Comunicazione e mediazione” con Michele Zanzucchi e Roberto Catalano. Conclusione in programma giovedì 11 giugno, a Vergaio, con “Digitale e reale” che vedrà come relatori Marco Sanchioni e Valentina Gaudiano.
“Il filo spezzato”: povertà, relazioni e responsabilità collettiva nel territorio di Pistoia e Pescia
Presentato a Pescia l’annuale report delle Caritas di Pistoia e Pescia sul tema della povertà. Il vescovo Tardelli: «I Centri di Ascolto Caritas sono spazi di umanità, luoghi di incontro e di amicizia, dove la solidarietà non è un discorso astratto ma ha la concretezza di occhi che si incrociano, di mani che si stringono, di cuori che si aprono alla speranza».
Pescia,13/12/2025 – Nel primo semestre del 2025 le Caritas diocesane di Pistoia e Pescia hanno incontrato 2.694 persone, con un aumento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Dietro questi numeri non ci sono soltanto difficoltà economiche, ma storie di isolamento, fragilità e legami interrotti. È una povertà sempre più complessa, che non si esaurisce nella mancanza di reddito ma incide profondamente sulle relazioni e sulla dignità delle persone.
Il Dossier 2025 sulle Povertà e le Risorse, presentato oggi a Pescia alla presenza del vescovo e delle istituzioni delle due diocesi, intitolato “Il Filo Spezzato”, restituisce il quadro di una povertà che si allarga e tende a cronicizzarsi.
Accanto a chi vive situazioni di disagio da molti anni, cresce il numero di persone che si rivolge per la prima volta ai servizi Caritas: il 18,3% degli accessi nel 2025 è un primo contatto, percentuale che sale al 31,4% considerando gli ultimi 18 mesi. Allo stesso tempo, oltre il 45% delle persone è conosciuto da Caritas da più di cinque anni e quasi il 29% da oltre dieci, segno di percorsi di uscita dalla povertà sempre più difficili. I Centri di Ascolto continuano a essere il cuore dell’azione caritativa. Sono luoghi in cui si incontrano persone e nuclei familiari italiani e stranieri, in proporzioni ormai simili, e dove l’aiuto non si riduce alla risposta a un bisogno materiale. Qui l’ascolto, il dialogo e la relazione diventano strumenti fondamentali per accompagnare chi vive situazioni di fragilità.
Le parole del Vescovo Tardelli
In questo contesto si colloca la riflessione del Vescovo di Pistoia e di Pescia, mons. Fausto Tardelli, che sottolinea il valore umano e spirituale dell’esperienza dei Centri di Ascolto:
«I Centri di Ascolto delle Caritas diocesane di Pistoia e Pescia continuano, anno dopo anno, a rilevare e ad accompagnare le situazioni di bisogno presenti nel nostro territorio. Si tratta di persone e nuclei familiari italiani — poco più della metà degli accessi — e stranieri, che complessivamente, nell’anno monitorato, sono stati oltre 2.600.
Con tutte queste persone abbiamo cercato prima di tutto di dialogare e accogliere, riconoscendole non solo come portatrici di bisogni, ma come uomini e donne capaci anche di dare, di arricchire chi le incontra con il proprio vissuto e la propria storia. I Centri di Ascolto Caritas sono spazi di umanità, luoghi di incontro e di amicizia, dove la solidarietà non è un discorso astratto ma ha la concretezza di occhi che si incrociano, di mani che si stringono, di cuori che si aprono alla speranza. Questo è il poco che possiamo fare come Chiesa di fronte a problemi enormi come quello delle povertà. Eppure siamo convinti che sia anche molto, perché ha lo spessore denso e bello dell’umanità. Il nostro desiderio, la nostra preghiera e anche il nostro appello è che queste situazioni di disagio — principalmente economiche, ma che portano con sé a cascata problemi abitativi, lavorativi, sanitari, educativi e di solitudine — possano essere superate. Perché ciò accada occorre, oltre all’impegno quotidiano e fraterno di molti, non solo dei volontari, anche quello dei parlamenti e dei governi. Eliminare la povertà e le sue cause dovrebbe essere un obiettivo politico molto chiaro per tutti. Sui modi per raggiungerlo si può discutere, ma l’obiettivo non può essere messo in discussione. Una società sana non deve ammettere sacche di povertà al suo interno. Il Dossier di quest’anno si colloca nel contesto della prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV, “Dilexit te”, dedicata all’amore verso i poveri. Il servizio delle Chiese locali attraverso le Caritas non è semplice filantropia. È una testimonianza di fede. Come ricorda il Papa, esiste un forte nesso tra l’amore di Cristo e la chiamata a farci vicini ai poveri: è un cammino di santificazione, perché nel riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi».
I bisogni e le fragilità
I bisogni principali rilevati dal Dossier riguardano:
- problemi economici (64,4%),
- difficoltà abitative (8,2%),
- disoccupazione e precarietà lavorativa (7,8%),
- problemi di salute (5,7%).
Oltre la metà delle persone vive in affitto, spesso con canoni non sostenibili. Cresce inoltre la povertà lavorativa, che coinvolge anche chi ha un’occupazione. La disoccupazione colpisce in modo particolare le donne, quasi il 70% delle quali risulta senza lavoro o inattiva.
Scarica il dossier qui.
La dichiarazione dei direttori Caritas
Su questo quadro interviene anche Marcello Suppressa, direttore della Caritas diocesana di Pistoia: «La povertà oggi non è solo la mancanza di un pasto caldo o di un lavoro. È, prima di tutto, un filo spezzato. È una condizione spesso silenziosa che isola, genera vergogna e nega la dignità intrinseca della persona, creata a immagine di Dio. Con questo Dossier vogliamo accendere i riflettori su questo abisso relazionale, invitando la comunità a farsi prossima e a ricucire insieme questi legami vitali. La Caritas non è nient’altro che un’artigiana del sociale: il nostro obiettivo finale non è solo assistere, ma ricostruire la comunità. “Il Filo Spezzato” ci ricorda che la lotta alla povertà è una battaglia per l’umanità stessa. Ricucire quel filo significa ridare speranza, dignità e futuro. In un momento in cui la città di Pistoia si prepara a eleggere il nuovo sindaco, chiediamo alla politica, che ha il potere e il dovere di trasformare l’indifferenza in azione, di farsi carico di questi fili spezzati che minacciano la coesione delle nostre città. Ci aspettiamo che i candidati pongano i temi affrontati nel Dossier al centro dei loro programmi e si impegnino a dare risposte concrete e coraggiose».
«Il Dossier sulle povertà non è un semplice insieme di numeri o statistiche – afferma Cristina Brizzi, direttrice Caritas di Pescia – ma il modo con cui le nostre Chiese locali consegnano alla comunità una parola viva sulla realtà dei poveri. Dietro ogni dato c’è una storia, un volto, una domanda di ascolto e di relazione. I poveri non sono soltanto il tema di cui ci occupiamo: sono il luogo in cui Dio continua a farsi vicino, qui e oggi, nelle nostre città e nei nostri paesi. Questo Dossier è una chiamata rivolta a tutti: Chiesa, istituzioni civili e comunità locali. Non per rassegnarci all’esistenza della povertà, ma per lasciarci interrogare. Nei poveri – come ci ricorda il Papa nell’esortazione apostolica Dilexi te – Dio ha ancora qualcosa da dirci. Se sapremo ascoltare, non vedremo solo problemi da risolvere, ma fratelli e sorelle da incontrare, e una Chiesa che, proprio a partire da loro, può diventare più umana e più fedele al Vangelo».
Il Dossier “Il Filo Spezzato” si propone così non solo come una fotografia delle povertà presenti sul territorio, ma come un invito alla responsabilità collettiva. Ricucire i legami spezzati significa ridare dignità, speranza e futuro alle persone.
- Presentazione rapporto Caritas 2025
- Presentazione rapporto Caritas 2025
- Presentazione rapporto Caritas 2025
- “Il filo spezzato”
- Presentazione rapporto Caritas 2025
Dossier Caritas 2025: un’occasione per riflettere sulle nuove povertà
Sabato 13 dicembre la presentazione dei dati aggregati delle diocesi di Pistoia e Pescia sugli accessi alle Caritas e le urgenze dei territori
PISTOIA – Come ogni anno in prossimità del Natale le Caritas della Diocesi di Pistoia e la Diocesi di Pescia invitano la stampa e la cittadinanza alla presentazione del Dossier delle povertà e delle risorse – Anno 2025, ovvero un momento di riflessione dedicato all’analisi delle fragilità sociali del territorio e alle risposte messe in campo dalle realtà ecclesiali. L’incontro, che si terrà alla presenza del Vescovo Fausto Tardelli e delle principali istituzioni del territorio, rappresenta un’occasione significativa per approfondire i dati raccolti e promuovere un dialogo costruttivo sulle sfide e sulle opportunità emergenti.
L’evento si svolgerà sabato 13 dicembre 2025 alle ore 10, presso la Parrocchia di Santa Lucia, in via Santi Lucia e Allucio 6, Uzzano (PT).
Nel corso della mattinata saranno illustrati i principali elementi emersi dal dossier, con particolare attenzione ai nuovi bisogni rilevati, alle situazioni di vulnerabilità in crescita e alle risorse attivate dalle comunità parrocchiali, dai volontari e dai servizi ecclesiali. Sarà inoltre offerto uno sguardo sulle prospettive future e sulle azioni prioritarie per rafforzare la rete di sostegno locale.
«I centri di ascolto di Caritas sono spazi di umanità, luoghi di incontro e di amicizia – afferma il Vescovo Fausto Tardelli – dove la solidarietà non è un discorso ma ha la concretezza di occhi che si incrociano di mani che si stringono, di cuori che si aprono alla speranza. Questo è il poco che possiamo fare come Chiesa, di fronte a problemi davvero grossi come quello delle povertà. Però siamo convinti che sia tanto, perché ha lo spessore denso e bello dell’umanità. Certo – prosegue Tardelli – il nostro desiderio, la nostra preghiera ma anche il nostro appello è che a queste situazioni di disagio che sono principalmente di ordine economico ma che portano con sé a cascata necessità abitative, di lavoro, di salute, di istruzione e anche di solitudine, possano essere superate. Perché ciò accada occorre, oltre all’impegno quotidiano e fraterno di molti e non solo dei volontari, quello dei parlamenti e dei governi.
Il dossier di quest’anno – conclude – si colloca nel contesto della prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV “Dilexit te” dedicata proprio ai poveri, all’amore verso i poveri. Il servizio delle chiese locali attraverso le Caritas non è semplice filantropia. Vorrei che fosse chiaro e non sfuggisse la testimonianza di fede che esso offre. Come dice Papa Leone, esiste un “forte nesso tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri: è un cammino di santificazione, perché nel «richiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi».
L’appuntamento è per sabato 13 dicembre 2025 alle ore 10, presso la Parrocchia di Santa Lucia, in via Santi Lucia e Allucio 6, Uzzano (PT).
Consegna onorificenze pontificie
Si informa che sabato 22 novembre, alle ore 10,30, nel palazzo Vescovile di Pistoia ha luogo la consegna delle onorificenze pontificie.
Ecco i nomi dei beneficiari delle onorificenze:
- la sig.ra Lucia Cecchi – Dama dell’Ordine di San Gregorio Magno
- il sig. Tommaso Di Niso – Commendatore dell’Ordine di San Silvestro Papa
- la sig.ra Elisabetta Fedi – Dama dell’Ordine di San Gregorio Magno
- il sig. Luca Gori – Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno
- il sig. Marco Meucci – – Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno
- il sig. Lorenzo Zogheri – Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno
- il sig. Alessio Venturi – Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno
- il sig. Paolo Vitali – Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno.
Dopo vent’anni, la Diocesi di Pistoia accoglie quattro nuovi diaconi permanenti. Un servizio prezioso per la Chiesa
PISTOIA – 21/11/2025 Domenica prossima, 23 novembre, Solennità di Cristo Re, la Cattedrale di San Zeno tornerà a vivere un momento di grazia che mancava da molto tempo a Pistoia: l’ordinazione di quattro diaconi permanenti.
A celebrare il rito, alle ore 18, sarà il Vescovo di Pistoia e Pescia, Monsignor Fausto Tardelli, che ha annunciato la ripresa di questo cammino vocazionale con le nomine di Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gian Marco Marianelli.
“Questo evento di grazia – sottolinea Tardelli – è particolarmente significativo perché sono ormai 20 anni che nella nostra diocesi non vengono ordinati diaconi permanenti. La lunga sospensione è stata motivata dalla necessità di una verifica che ha riguardato tutte le diocesi toscane. Ora, finalmente, riprendiamo, per la misericordia di Dio, le ordinazioni di uomini sposati, celibi o vedovi che il Signore ha chiamato al servizio del vangelo e del popolo di Dio nell’Ordine sacro del Diaconato”.
Il diaconato permanente, ripristinato dopo il Concilio Vaticano II, può essere conferito a uomini sposati, celibi o vedovi, che scelgono di vivere una vocazione di servizio stabile, a fianco dei sacerdoti e in comunione con il vescovo. La Conferenza Episcopale toscana ha redatto, esattamente otto anni fa nel novembre 2017, l’ultimo documento sul diaconato permanente con titolo «Custodi nel servizio della Chiesa. Orientamenti e norme per il diaconato permanente nelle chiese toscane». Il testo evidenzia il carisma proprio dei diaconato e sottolinea come ogni candidatura dovrà fiorire all’interno di una comunità cristiana. Una valutazione speciale sarà poi riservata alla famiglia qualora il candidato sia coniugato. L’età minima per accedere alla formazione è per i coniugati di 31 anni; 21 per i celibi. Un capitolo importante riguarda la formazione, che come per il clero, non si esaurisce con l’ordinazione, ma è inserita in un cammino di formazione permanente. In merito si richiede un percorso di tre anni escluso l’anno propedeutico. La formazione al diaconato prevede infatti, un anno propedeutico dedicato al discernimento e alla formazione di base, così come richiesto anche a chi acceda al seminario in vista dell’ordinazione sacerdotale.
“Il diacono – evidenzia Tardelli – come ha ricordato Papa Francesco in più occasioni, è ‘il custode del servizio nella Chiesa’, colui che richiama tutti i battezzati a vivere la fede nella forma concreta della carità, nella liturgia e nella vita quotidiana. Dire ‘diacono’ vuol dire ‘servitore’: il suo carisma è la disponibilità, la prossimità, la cura dei più piccoli”.
Quattro nuovi diaconi per la Chiesa pistoiese
Domenica 23 novembre, alle ore 18 in Cattedrale la celebrazione con il rito di ordinazione presieduta da monsignor Tardelli. La nota del Vescovo alla Diocesi
Veramente con grande gioia annuncio alla diocesi di Pistoia che domenica 23 novembre, Solennità di Cristo Re, ultima domenica dell’anno liturgico, nella Cattedrale di San Zeno, alle ore 18 ordinerò 4 diaconi permanenti.
Sono Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gianmarco Marianelli. Questo evento di grazia è particolarmente significativo perché sono ormai 20 anni che nella nostra diocesi non vengono ordinati diaconi permanenti. La lunga sospensione è stata motivata dalla necessità di una verifica che ha riguardato tutte le diocesi toscane.
Ora, finalmente, riprendiamo, per la misericordia di Dio, le ordinazioni di uomini sposati, celibi o vedovi che il Signore ha chiamato al servizio del Vangelo e del popolo di Dio nell’Ordine sacro del Diaconato.
Come sappiamo, il Sacramento dell’Ordine si distingue in tre gradi: il diaconato, appunto, il presbiterato e l’episcopato. Papa Francesco si è rivolto in passato ai diaconi permanenti con queste parole che chiarificano quale sia il posto del diacono nella chiesa: “Voi avete un carisma chiaro nella Chiesa: il servizio. Questa è la parola chiave per capire il vostro carisma. (…) il diacono è il custode del servizio nella Chiesa … e il suo contributo consiste nel ricordare a tutti noi che la fede nelle sue diverse espressioni – la liturgia comunitaria, la preghiera personale, le diverse forme di carità – e nei suoi vari stati di vita – laicale, clericale, familiare – possiede un’essenziale dimensione di servizio.” Dire “diacono” dunque vuol dire “servitore”.
Carissimi tutti, con questa mia notificazione invito a pregare per questi prossimi diaconi permanenti, per le loro famiglie e per le comunità a cui saranno inviati. Invito inoltre a ringraziare il Signore per questo dono da conoscere e apprezzare sempre di più, rendendosi disponibili perché il Signore continua a chiamare anche altri a questo servizio.
Chiedo inoltre ai presbiteri e ai diaconi, come ad ogni altro fedele, nella misura del possibile, di partecipare al rito di Ordinazione.
Benediciamo il Signore!
+ Fausto Tardelli, vescovo
Pistoia, 11 novembre 2025




