chiusure estive

L’Archivio diocesano/vescovile e la Biblioteca Leoniana sono chiusi dal 26 luglio e riapriranno il 6 settembre




Precisazione su nota relativa al DDL Zan

PISTOIA – 09/07/2021. Apprendiamo dalla stampa che in queste ore è uscita una nota di alcune associazioni che, in maniera del tutto arbitraria, è stata presentata come posizione ufficiale della Diocesi, senza peraltro aver avuto alcuno scambio con gli uffici, con i vicari o col vescovo.

Intendiamo perciò precisare che l’iniziativa di raccolta firme a favore del DDL Zan presentata nella nota è iniziativa del tutto autonoma di alcune associazioni e movimenti.

La Diocesi – pur comprendendo le motivazioni che spingono la politica a un ampio dibattito sulla tutela e lotta a ogni tipo di discriminazione – in linea con Conferenza episcopale italiana, riconosce criticità nell’impianto della legge, sul quale rimangono molti dubbi.

 




Servizio Civile in Caritas: domande fino al 28 maggio

C’è tempo fino al 28 maggio per iscriversi al bando per il servizio civile della Regione Toscana. Tra i  progetti segnalati c’è anche quello della Caritas diocesana di Pistoia che prevede un servizio presso i centri Caritas diocesani, tra cui la mensa, il centro Mimmo, il centro di ascolto. Un’opportunità per sostenere chi ha più bisogno e crescere in competenze e in umanità.

La durata del servizio civile regionale è di dodici mesi e prevede un impegno settimanale di 25 ore distribuite in 5 giorni di servizio. Le iscrizioni si presentano online al seguente link dove occorre selezionare la “diocesi di Pistoia” ( https://servizi.toscana.it/sis/DASC ). Per ricevere maggiori informazioni sulla compilazione delle domande è possibile scaricare l’allegato in coda all’articolo, oppure contattare l’Help Desk della Regione Toscana (helpsis@regione.toscana.it- 800558080 dal lunedì al sabato 8-18).

A chi svolge il servizio civile regionale spetta un assegno di natura non retributiva analogo a quello previsto per il servizio civile nazionale (attualmente 433,80 euro netti al mese), diminuito o aumentato fino ad un massimo del 20% in ragione del diverso impegno settimanale richiesto. La Regione garantisce ai soggetti impiegati nei progetti la copertura.

Chi può presentare la domanda?

Per iscriversi è necessario essere regolarmente residente, domiciliato o soggiornante in Toscana; avere un’età compresa fra diciotto e ventinove anni; risultare disoccupato o inattivo ed essere in possesso di idoneità fisica. Non possono accedere quanti hanno riportato condanna penale anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo. Tutti i requisiti, ad eccezione del limite di età, devono essere mantenuti sino al termine del servizio. Possono partecipare coloro che stanno frequentando un qualunque corso di studi.

Per info sul progetto: caritas@diocesipistoia.it

 

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA DOMANDA ON LINE




Tragedia di Montemurlo. Le parole del vescovo

Mons. Fausto Tardelli è intervenuto lunedì 4 sulla tragedia sul lavoro accaduta ad Oste di Montemurlo nella quale ha perso la vita una giovane mamma.
Il vescovo si trovava a Montemurlo per la festa patronale della Santa Croce. A questa ha fatto riferimento nella sua omelia: «Nel 2021 non si può morire così sul posto di lavoro. È un dramma che ci deve inquietare. La festa di oggi è della croce e nel mistero della croce si riassumono le sofferenze degli uomini di ogni tempo, ma quello della croce è anche un messaggio di speranza. Viviamo la festa con dolore ma con la speranza nel cuore e con la volontà ferma di migliorare le cose – ha detto Monsignor Tardelli – Non voglio fare processi a nessuno ma qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di questa tragedia».
(Pistoia, 04/05/2021)



La pillola abortiva e l’illusione del falso progresso

La Consulta diocesana delle aggregazioni laicali interviene sulla campagna pro aborto farmacologico che tappezza le città

 

Un manifesto in questi giorni, in questo tempo pasquale durante il quale i cristiani celebrano la resurrezione e la vita, pubblicizza l’aborto farmacologico. Un’iniziativa promossa dall’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti con la quale hanno tappezzato le principali città d’Italia e anche Pistoia. Un’evidente provocazione presentata come una “scoperta scientifica meravigliosa” a favore della donna. In questi tempi si invoca la tutela dell’ambiente, degli animali, il rispetto di tutte le forme di vita, ed è cresciuta anche l’attenzione alla salute dell’umanità, messa in pericolo dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del cibo per opera dell’uomo stesso. Quindi perché sostanze chimiche che, come un veleno, hanno la capacità di uccidere un embrione possono essere reclamizzate come un farmaco sicuro e da assumere senza problemi? Non si tratta piuttosto di una falsificazione della realtà e di un messaggio fuorviante e menzognero soprattutto per le giovani donne?

Giuseppe Noia, docente di Medicina dell’età prenatale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore dell’Unità operativa perinatale del Policlinico Gemelli afferma che la pillola Ru486 «non è né sicura, né indolore, né semplice da usare». Allo stesso modo, i progressi medici scientifici legati alle nuove tecnologie mettono in evidenza il meraviglioso – questo sì che è meraviglioso – processo di sviluppo della vita umana e la relazione tra madre e figlio che inizia fin dal grembo materno. «Ancora una volta – sottolinea il professor Noia – non si vuole vedere il grande miracolo della relazione tra madre e figlio che si instaura fin dai primi istanti, dimostrato dalla scienza e testimoniato dalla sofferenza di tante donne dopo un aborto spontaneo a 7-8 settimane di gestazione. Ne ho seguite più di 400 e tutte mi hanno confidato un profondo dolore incompreso dagli altri».

Una mamma aiutata dal Movimento per la Vita racconta come la sua scelta iniziale di abortire fosse determinata dall’angoscia per una situazione familiare precaria e racconta: «i fatti della vita possono anche portarci alla disperazione, ma bisogna cercare aiuto e non rimanere chiusi in una stanza come volevo fare io! Grazie a chi mi ha voluto bene, sono riuscita a fare la scelta che già dentro di me era scritta». La scelta della vita. Non serve avere una fede religiosa per capire ciò che la ragione e il buon senso possono vedere con evidenza: che giudicare l’aborto -a prescindere dalla metodica con la quale esso sia compiuto – una conquista è una grande mistificazione della realtà.

L’aborto farmacologico consiste nella somministrazione di una pillola, la Ru 486, che provoca la morte del nascituro e, con ulteriori farmaci, ne avviene l’espulsione: un processo che talvolta «può durare fino a due settimane – afferma ancora Noia – mentre il British Medical Journal riferisce che nel 56 % dei casi in età gestazionale elevata la donna subisce l’esperienza devastante di vedere l’embrione espulso con tutto il sacchetto gestazionale ». Un’esperienza del genere come non può non avere effetti negativi sulla salute della donna?

In conclusione, propagandare l’aborto come un progresso non può che essere frutto di un modo di pensare del tutto ideologizzato, «che l’aborto sia un diritto e una conquista – scrive il nostro vescovo* – per questi è una verità incontrovertibile, non negoziabile, una tetragona sicurezza dogmatica » dalla cui posizione ci dissociamo proprio in nome della scienza e della ragione, nonché della fede, che percepisce la vita un grande dono di Dio. «Io credo – continua – che anche uno spirito laico autenticamente tale, pur non credente, dovrebbe essere abitato dal dubbio; dovrebbe porsi delle domande e giungere per lo meno a dire che l’aborto è comunque sempre un dramma che andrebbe evitato e che migliore sarebbe una società dove non ci fosse più».

Consulta delle aggregazioni laicali

 

* Il riferimento è alla rubrica del vescovo In punta di penna sul settimanale “La Vita”: del 18 aprile 2021.




Morti sul lavoro. Il Vescovo Tardelli: «La sicurezza e la dignità al primo posto»

Il Vescovo di Pistoia, Mons. Fausto Tardelli, esprime la sua vicinanza alla famiglia del giovane di 22 anni morto sul lavoro a Montale e riporta l’attenzione sul drammatico e attuale tema delle morti sul lavoro:

«In un momento come questo di difficoltà sanitaria e sociale, le morti sul lavoro diventano una tragedia nella tragedia. La sicurezza sul posto di lavoro deve essere garantita ovunque per tutelare la vita di chi fa tanti sacrifici per poter sostenere se stesso o la propria famiglia.

Quanto successo a Montale, ma negli ultimi giorni anche a Montecatini ed a Castelfranco di Sotto, non può passare sotto silenzio ed essere trascurato solo perché sono in corso altre emergenze. Esprimo la mia vicinanza e quella di tutta la comunità che rappresento alle famiglie coinvolte da questi lutti».

Pistoia, 03/02/2021




Zona Rossa: le indicazioni dei vescovi toscani

La zona rossa non ferma la vita delle comunità cristiane

Dopo la riunione di lunedì 16 novembre, all’indomani dell’inasprimento delle norme di sicurezza, i vescovi toscani si sono confrontati in videoconferenza per offrire indicazioni comuni alle chiese oggi presentate in un comunicato.

Nel messaggio in primo luogo un pensiero a quanti soffrono a causa della pandemia o ne patiscono le conseguenze (nel corpo, nello spirito e per le conseguenze economiche della crisi), a partire dal card. Gualtiero Bassetti, presidente Cei, ma anche per quanti si preoccupano della salute pubblica.

Il passaggio alla zona rossa — precisa il comunicato — lascia sostanzialmente invariato il quadro di provvedimenti già in atto nelle comunità della regione, di cui segnala, peraltro, l’attenta e responsabile applicazione. Le messe non si fermano e in chiesa è possibile recarsi pur muniti di autocertificazione.

Particolare attenzione è comunque chiesta per la celebrazione delle esequie come per le prime comunioni e cresime che possono essere comunque celebrate. I padrini che risiedessero in comuni diversi da quello in cui saranno amministrate le cresime potranno spostarsi muniti di autocertificazione. Altrimenti si dà dispensa dalla loro presenza. Incontri o momenti comunitari vanno evitati in ottemperanza ai divieti di assembramento promulgati dal Governo. Laddove possibile tutto si svolga in remoto, altrimenti si valorizzino le «Celebrazioni eucaristiche, anche infrasettimanali, destinate specificamente ai ragazzi e alle loro famiglie». Il catechismo non chiude, dunque, ma si trasforma in modalità in modalità che consentano di evitare la diffusione del virus.

Un ultimo invito è rivolto ai giovani, perché si impegnino nelle opere di volontariato che fronteggiano l’emergenza, e agli anziani, perché usino prudenza, nelle uscite e nei contatti. Con prudenza si porti loro la comunione eucaristica.
Poi due varie: i ringraziamenti al Papa e le felicitazioni per l’elezione al cardinalato di Mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena; il riferimento al nuovo messale che entrerà in uso nella prima domenica di Avvento.

 

Assemblea del 16 novembre 2020

Comunicato finale dei lavori

A seguito del passaggio della Toscana da “zona arancione” a “zona rossa”, nel contesto delle disposizioni governative per far fronte all’epidemia di Covid-19, come Pastori delle Chiese toscane ci siamo confrontati, in videoconferenza, per condividere alcuni orientamenti a riguardo della vita pastorale delle nostre comunità.

Il nostro pensiero si è rivolto anzitutto a quanti soffrono a causa della pandemia e a quanti ne subiscono le conseguenze nella vita sociale: i malati anzitutto – e fra loro un sentimento di fraterna vicinanza lo abbiamo rinnovato al card. Gualtiero Bassetti, come pure ai confratelli Vescovi e ai tanti sacerdoti colpiti dal virus –; i nuovi poveri generati dalla pandemia e coloro che da essa sono stati gettati in ulteriore miseria; i lavoratori, gli imprenditori e gli operatori del commercio per i quali la pandemia ha aperto preoccupanti scenari futuri sul piano economico e sociale. Esprimiamo poi viva gratitudine a quanti nella sanità e nei servizi sociali si prendono cura con capacità e premura di chi soffre, ai tanti volontari che con la loro generosità rafforzano la tenuta del tessuto sociale, a quanti nelle istituzioni hanno la responsabilità delle scelte per il bene comune, agli uomini e alle donne dei nostri territori che in larga maggioranza condividono con diligenza e partecipazione le misure prese per contrastare la diffusione del morbo.

Un ruolo prezioso in questa emergenza viene svolto anche dalle comunità cristiane, che noi Vescovi ringraziamo per l’attenzione e l’impegno con cui applicano le misure che sono state richieste per tenere aperti i luoghi di culto e svolgervi i riti liturgici comunitari, continuano ad animare le attività formative, di incontro e di condivisione della vita comunitaria, promuovono una solerte ed efficace azione caritativa.

Le disposizioni connesse con l’introduzione della “zona rossa” (DPCM del 3 novembre 2020) lasciano invariato quanto già disposto circa l’accesso alle chiese e le celebrazioni liturgiche comunitarie, a cominciare dalle Sante Messe, secondo quanto previsto dal Protocollo CEI-Governo del 7 maggio 2020, integrato dalle successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. Vogliamo cogliere in questa decisione un riconoscimento per come le misure di contenimento della pandemia sono state applicate fedelmente dalle nostre comunità. Al tempo stesso la sentiamo come un invito a una rafforzata responsabilità. Accesso alle chiese e celebrazioni liturgiche, come è noto, sono connesse all’applicazione di alcune precise disposizioni (autocertificazione, distanziamento, uso della mascherina, igienizzazione delle mani, sanificazione degli ambienti, ecc.) e, al tempo stesso, a un atteggiamento generale di prudenza. Raccomandiamo fortemente un’attenta vigilanza sul rispetto di tali disposizioni, invitando ad accoglierle come espressione di vera carità verso i fratelli.

Particolare attenzione va riservata ad alcune celebrazioni. Anzitutto le Esequie, i cui riti vanno vissuti in modo ordinato, rispettando il distanziamento ed evitando i contatti personali, in specie prima e dopo la celebrazione. È bene che non manchi la consolazione della preghiera al momento del distacco da un defunto, ma tutto deve avvenire in modo da salvaguardare la salute dei presenti e la dignità del rito.

Raccomandiamo attenzione a Prime Comunioni e Cresime, la cui celebrazione in questa situazione di particolare emergenza va mantenuta solo con il consenso dei genitori dei ragazzi, per piccoli gruppi ed evitando forme di festa che comportino assembramenti. Un particolare problema si pone per quanto concerne la presenza di padrini, qualora residenti o domiciliati in altro Comune. Il padrino potrà predisporre l’autocertificazione per motivi di necessità in considerazione del ruolo che deve svolgere. Qualora ciò non sia possibile o ritenuto opportuno, la Cresima potrà svolgersi senza la presenza del padrino (CIC, can. 892), ovvero il cresimando potrà essere accompagnato alla crismazione da un testimone in rappresentanza del padrino.

L’attività formativa e le modalità di condivisione del cammino comunitario, in specie quelle degli organismi di partecipazione, sono espressioni importanti della vita delle comunità. In questi ambiti occorre esercitare la massima prudenza, evitando per quanto possibile occasioni di assembramento che potrebbero risultare pericolose. L’Istituto Superiore di Sanità ha recentemente sollecitato a evitare le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. In tal senso si esortano le comunità ad avvalersi per quanto possibile di modalità on-line con cui assicurare il cammino formativo di giovani e adulti, le varie forme di vita associativa, le modalità con cui partecipare a definire il cammino delle comunità.

A riguardo della catechesi dell’iniziazione cristiana di fanciulli e ragazzi, ricordiamo che essa costituisce un itinerario in cui confluiscono la trasmissione di conoscenze circa la fede, l’educazione alla preghiera, esperienze di vita e di comunione. Appare difficile comporre tutto questo nella situazione attuale e, soprattutto dove le strutture non lo consentono, si dovrà accettare di trasferire molto nelle modalità di contatto a distanza permesse dalle nuove tecnologie. Non si chiude quindi il cammino catechistico ma lo si faccia in modalità che consentano di evitare la diffusione del virus. Si suggerisce inoltre di valorizzare Celebrazioni eucaristiche, anche infrasettimanali, destinate specificamente ai ragazzi e alle loro famiglie.

Il Vangelo in questi mesi ha potuto mostrare il suo splendore nei gesti di carità con cui nelle nostre comunità si è venuti incontro al crescente disagio. A questo hanno contribuito anche non pochi giovani che si sono aggiunti ai volontari di vecchia data. Rinnoviamo l’appello ai giovani perché continuino e allarghino questo impegno nel volontariato. A tutti chiediamo di trovare le forme più adatte perché la fraternità dei cristiani continui a generare umana condivisione, intercettando le forme nuove che il disagio va assumendo.

Da ultimo, ma non ultimo, il nostro pensiero va agli anziani, particolarmente colpiti dal Covid-19, ai quali tanto debbono le nostre comunità e l’intera società. Nessuno di loro deve sentirsi solo e lasciato da parte. Possono seguire la vita liturgica con i mezzi di comunicazione sociale; accettino, come segno di attenzione nei loro confronti, la prudenza dei parroci nel visitarli e nel portare loro la Comunione sacramentale. Tutti comprendano la delicatezza del momento e quanto sia importante per loro essere protetti. Vogliamo farlo con l’affetto e la preghiera che meritano le loro vite a cui vogliamo bene.

Chiudiamo questa comunicazione condividendo con le nostre comunità la gioia per la decisione di Papa Francesco di nominare tra i prossimi Cardinali Mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena. Ci rallegriamo con lui e lo accompagniamo con l’augurio e la preghiera.

Si avvicina il tempo dell’Avvento. Sia per tutti un cammino che prepari all’incontro con il Signore Gesù. Egli è sempre presente nella storia, sicuro riferimento in ogni avversità. Con la prima domenica di Avvento in tutte le chiese della Toscana si inizierà a usare la terza edizione del Messale Romano, occasione preziosa per rimotivare le nostre assemblee a curare la fedeltà alle norme, la forma comunitaria, la dignità e bellezza delle Celebrazioni eucaristiche, in cui il Signore si fa vicino. Vieni, Signore Gesù!

Firenze, 16 novembre 2020

I Vescovi delle Chiese della Toscana

 




Don Vannelli muore in un tragico incidente

Grave lutto in Diocesi

Nella notte di Domenica 18 ottobre, alle ore 21 circa, in un tragico incidente automobilistico è morto don Piero Vannelli (83 anni), parroco di San Biagio in Cascheri a Pistoia.
Nell’incidente è stata coinvolta un’altra automobile, il cui conducente è morto sul colpo. Altri due i feriti.

La Diocesi accompagna con la preghiera entrambe le vittime e i due feriti coinvolti in questa terribile circostanza ed esprime un sincero messaggio di condoglianze a familiari, amici e conoscenti.

Le esequie di Don Piero Vannelli saranno celebrate lunedì 26 alle 10 nella chiesa di San Biagio in Cascheri.
Sarà possibile dare un estremo saluto a don Vannelli a partire da sabato in tarda mattinata nella vecchia chiesa di San Biagio.
Causa Covid, la partecipazione sia dei sacerdoti che dei fedeli dovrà essere molto limitata e sottoposta alle regole sanitarie di questo momento. Si consiglia pertanto di valutare la possibilità di restare a casa e di unirsi spiritualmente alle esequie.

«Sono profondamente addolorato – riferisce il Vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli — per la scomparsa di don Piero, un uomo buono e mite, di cui ho potuto apprezzare le qualità umane e sacerdotali. Ai parrocchiani rivolgo il mio più sentito cordoglio e la mia paterna vicinanza. Una preghiera particolare, poi, per l’altra vittima dell’incidente e quanti vi sono rimasti coinvolti».

La Chiesa di Pistoia è in lutto per la perdita di questo sacerdote, molto conosciuto e apprezzato.
Nato il 28 maggio 1937 a Pistoia don Piero si era formato presso il Seminario vescovile di Pistoia ed era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1962. Il suo primo incarico fu quello di cappellano presso la parrocchia di San Bartolomeo, dove prestò servizio per due anni, dal 1962 al 1964; successivamente è stato parroco a Pianosinatico dal 1964 al 1967, quindi a Sarripoli dal 1967 al 1974, poi a Canapale dal 1974 al 1982. In quell’anno fu spostato presso la parrocchia di San Biagio in Cascheri dove svolgeva tuttora servizio. Accanto all’ufficio di Parroco don Piero ha svolto anche l’insegnamento della religione cattolica nella scuola media. Dal 2011 era assistente ecclesiastico dei Coltivatori diretti. Tra gli altri incarichi è stato anche amministratore del Seminario Vescovile e direttore dell’Ufficio Pellegrinaggi diocesano.

(comunicato UCS)




Chiusa temporaneamente al culto la chiesa parrocchiale di Vicofaro

PISTOIA – In data odierna – giovedì 15 ottobre – monsignor Tardelli ha disposto la temporanea chiusura al culto della Chiesa di Santa Maria Maggiore in Vicofaro.

«Vista l’ordinanza del Sindaco di Pistoia n. 956 del 14 ottobre 2020, con la quale si ordina di impedire l’accesso ai locali e alle pertinenze esterne della Parrocchia di Santa Maria Maggiore in Vicofaro, a motivo di profilassi contro la diffusione della malattia infettiva Covid-19 – afferma il vescovo nel testo della disposizione – nell’intento di tutelare la salute pubblica, collaborando con le autorità sanitarie preposte; col presente atto dispongo la chiusura al culto della Chiesa parrocchiale di S.Maria Maggiore in Vicofaro, fino a cessazione dell’emergenza dichiarata dalle competenti autorità».

I parroci vicini si presteranno con piena disponibilità alle richieste dei parrocchiani di Vicofaro.

«Colgo questa dolorosa occasione – prosegue il vescovo – per invitare tutti a comprendere che ora non è il momento delle critiche o delle recriminazioni. A puntare il dito non si risolve niente. Ora è il momento di unirci tutti per risolvere al meglio questa nuova emergenza che si va a purtroppo a sovrapporre a quello che era sembrato finalmente un promettente avvio di soluzione condivisa della questione dei migranti accolti a Vicofaro. Cosa che si spera possa essere ripresa quanto prima».




Episodio razzista. Nota stampa della Diocesi

Episodio razzista Pistoia, la diocesi: «Fatto da non sottovalutare, non abbassare la guardia. Pistoia è una città accogliente e dal cuore grande».

PISTOIA – In merito al fatto di cronaca a sfondo razziale denunciato da Filcams Cgil e dalle Rsu del negozio Unicoop di Pistoia, la Diocesi esprime dispiacere per l’episodio che richiama l’attenzione sul latente clima di razzismo e xenofobia che si respira negli ultimi anni nel paese. Un episodio certamente isolato e al tempo stesso da non sottovalutare, avvenuto in un contesto di accoglienza diffusa da parte di una città e un territorio che invece hanno grande cuore. Il prossimo autunno porterà inevitabilmente con sé molte preoccupazioni, dovute agli effetti, economici, sanitari, psicologici del Covid-19, che ancora attanaglia le nostre vite. In questo quadro sarà quanto mai facile cercare dei capri espiatori nei più deboli e fragili. Teniamo dunque alta la guardia, in gioco c’è la nostra umanità.

(25 agosto 2020)

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