“Dare un’anima alla politica” – Incontro con Don Bruno Bignami a Pistoia

PISTOIA – Venerdì 30 maggio alle ore 17.45, presso la Casa dell’Anziano – Monteoliveto in Via E. Bindi, 16 a Pistoia, si terrà un importante incontro pubblico dedicato al libro Dare un’anima alla politica di Don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI. L’evento sarà un’occasione preziosa per riflettere sul valore dell’impegno politico alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, in un tempo segnato da sfide complesse e da un crescente bisogno di riferimenti etici nella vita pubblica.

Nel corso dell’incontro, Don Bignami dialogherà con i presenti, proponendo spunti e riflessioni tratti dal suo libro, che porta la prefazione del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI. Interverrà anche Don Cristiano D’Angelo, Vicario generale della Diocesi di Pistoia, mentre a moderare sarà Michael Cantarella, Direttore del settimanale diocesano La Vita.

L’iniziativa è promossa dalla Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Pistoia, in collaborazione con il Progetto Policoro, le Settimane Sociali dei Cattolici in Italia e la Fondazione Sant’Atto. Un appuntamento da non perdere per tutti coloro che credono in una politica capace di rimettere al centro la persona.




Il nuovo Papa: Prevost è Leone XIV

È Robert Prevost, con il nome di Leone XIV, il nuovo Papa. Nella serata di giovedì 8 maggio, memoria liturgica della Madonna di Pompei, è arrivata la decisione dei cardinali che hanno scelto come successore di Pietro il frate agostiniano già prefetto del dicastero dei vescovi, di origini statunitensi.

Le prime parole del nostro vescovo che ha condiviso «La grande gioia per  l’elezione del Santo Padre. Un’elezione rapida, un ulteriore evidente segno che la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo,  nonostante tutti i suoi acciacchi. Perchè il Signore ha detto ai suoi discepoli “voli siete il sale della terra, voi site la luce del mondo” e ha assicurato che le porte degli inferi non prevarranno mai contro la chiesa. A Papa Leone assicuriamo obbedienza e fedeltà, certi che ci guiderà saggiamente nel travaglio del nostro tempo. Invito tutte le parrocchie e tutti i dei fedeli delle diocesi di Pistoia e Pescia a elevare preghiere per il nostro nuovo Santo Padre».

Primo Papa agostiniano, è il secondo Pontefice americano, dopo Francesco, ma a differenza di Bergoglio, il 69enne statunitense Robert Francis Prevost è nato nel nord del continente ed è stato pastore nel sud dello stesso, prima di essere chiamato dal Predecessore alla guida del Dicastero per i vescovi e della Ponteficia Commissione per l’America Latina.

Il nuovo Vescovo di Roma ha scelto il nome di Leone XIV. Nasce il 14 settembre 1955 a Chicago, nell’Illinois, da Louis Marius Prevost, di origini francesi e italiane, e Mildred Martínez, di origini spagnole. Ha due fratelli, Louis Martín e John Joseph.
Trascorre l’infanzia e l’adolescenza negli Stati Uniti, studiando prima nel Seminario minore dei Padri Agostiniani e poi, alla Villanova University, in Pennsylvania, dove, nel 1977, consegue la laurea in Matematica e studia Filosofia. Il 1° settembre dello stesso anno a Saint Louis entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (Osa), nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio di Chicago, ed emette la prima professione il 2 settembre 1978. Il 29 agosto 1981 pronuncia i voti solenni.

Riceve la formazione presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia. E all’età di 27 anni viene inviato dai suoi superiori a Roma per studiare Diritto canonico alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum). Nell’Urbe viene ordinato sacerdote il 19 giugno 1982 nel Collegio agostiniano di Santa Monica da monsignor Jean Jadot, pro-presidente del Pontificio Consiglio per i Non Cristiani, oggi Dicastero per il Dialogo Interreligioso.

Prevost consegue la licenza nel 1984 e l’anno dopo, mentre prepara la tesi di dottorato viene mandato nella missione agostiniana di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986). È il 1987 quando discute la tesi dottorale su “Il ruolo del priore locale dell’Ordine di Sant’Agostino” ed è nominato direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Olympia Fields, in Illinois.

L’anno successivo raggiunge la missione di Trujillo, sempre in Perù, come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Nell’arco di undici anni ricopre gli incarichi di priore della comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998) e nell’arcidiocesi di Trujillo di vicario giudiziale (1989-1998) e professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario maggiore “San Carlos e San Marcelo”. Al contempo gli viene anche affidata la cura pastorale di Nostra Signora Madre della Chiesa, eretta successivamente parrocchia con il titolo di Santa Rita (1988-1999), nella periferia povera della città, ed è amministratore parrocchiale di Nostra Signora di Monserrat da 1992 al 1999.

Nel 1999 è eletto priore provinciale della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Chicago, e due anni e mezzo dopo, al Capitolo generale ordinario dell’Ordine di Sant’Agostino, i suoi confratelli lo scelgono come priore generale, confermandolo nel 2007 per un secondo mandato.

Nell’ottobre 2013 torna nella sua Provincia agostiniana, a Chicago, ed è direttore della Formazione nel convento di Sant’Agostino, primo consigliere e vicario provinciale; incarichi che ricopre fino a quando Papa Francesco lo nomina, il 3 novembre 2014, amministratore apostolico della diocesi peruviana di Chiclayo e al contempo vescovo titolare di Sufar. Il 7 novembre fa l’ingresso in diocesi, alla presenza del nunzio apostolico James Patrick Green, che lo ordina vescovo poco più di un mese dopo, il 12 dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, nella cattedrale di Santa Maria.

Il suo motto episcopale è “In Illo uno unum”, parole che sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127, per spiegare che “sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno”. Il 26 settembre 2015 dal Pontefice argentino è nominato vescovo di Chiclayo e nel marzo 2018 viene eletto secondo vicepresidente del Conferenza episcopale peruviana, all’interno della quale è anche membro del Consiglio economico e presidente della Commissione per la cultura e l’educazione.

Nel 2019 da Francesco è annoverato tra i membri della Congregazione per il Clero e l’anno successivo tra quelli della Congregazione per i Vescovi. Nello stesso 2020, il 15 aprile, arriva la nomina pontificia anche di amministratore apostolico della diocesi peruviana di Callao.

Il 30 gennaio 2023 il Papa lo chiama a Roma come prefetto del Dicastero per i Vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, promuovendolo arcivescovo. E nel Concistoro del 30 settembre dello stesso anno lo crea e pubblica cardinale, assegnandogli la diaconia di Santa Monica. Prevost ne prende possesso il 28 gennaio 2024 e come capo dicastero, partecipa agli ultimi viaggi apostolici di Papa Francesco e alla prima e alla seconda sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità, svoltesi a Roma rispettivamente dal 4 al 29 ottobre 2023 e dal 2 al 27 ottobre 2024. Un’esperienza nelle assise sinodali già maturata in passato come priore degli agostiniani e rappresentante dell’Unione dei superiori generali (Usg).

Nel frattempo, il 4 ottobre 2023 da Francesco è annoverato tra i membri dei Dicasteri per l’Evangelizzazione, Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari; per la Dottrina della Fede; per le Chiese Orientali; per il Clero; per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; per la Cultura e l’Educazione; per i Testi Legislativi; della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

Il 6 febbraio di quest’anno, dal Pontefice argentino è promosso all’ordine dei vescovi, ottenendo il Titolo della Chiesa suburbicaria di Albano.

Tre giorni dopo, il 9 febbraio, celebra in piazza San Pietro la Messa – presieduta da Bergoglio – per il Giubileo delle forze armate, secondo grande evento dell’Anno Santo della Speranza.

Durante l’ultimo ricovero del predecessore al Policlinico “Gemelli”, Prevost presiede, il 3 marzo, in piazza San Pietro, il rosario per la salute di Francesco.

 




Il Maggio a Valdibrana

Pubblichiamo di seguito il programma del Mese di maggio 2025 del Santuario della Madonna di Valdibrana. Ricordiamo che il Santuario di Valdibrana è una delle tre chiese giubilari della Diocesi di Pistoia, nella quale è possibile vivere – alle condizioni della Chiesa– il dono dell’indulgenza in occasione dell’anno santo 2025.

A partire dal 4 maggio cambia l’orario delle Messe a Valdibrana:
ore 8.00: al Santuario ogni giorno
ore 11.00: nell’Aula liturgica (Domenica)
ore 18.00: dal lunedì al venerdì al Santuario
ore 18.00: Sabato e Domenica nell’Aula liturgica

Confessioni

Ogni giorno eccetto la Domenica: ore 8.30-9.30 al Santuario

Prima e dopo la messa delle 18.00 presso il Santuario

Rosario

Ogni giorno alle 17.15 al Santuario (eccetto la Domenica alle 17.30 all’Aula liturgica).

Altri appuntamenti

Giovedì 1 maggio

ore 12.00 Messa al Santuario
ore 18.00 Messa al Santuario

Martedì 8 maggio | Festa solenne della Madonna di Valdibrana

ore 8.00: Messa al Santuario
ore 17.00: Solenne Concelebrazione presieduta da Mons. Fausto Tardelli all’Aula liturgica.
ore 19.30: cena fraterna
ore 21.30: Rosario animato dal gruppo Aquero presso il Santuario.

Sabato 31 maggio

ore 8.00: Messa al Santuario
ore 18.00: Celebrazione con l’Unitalsi e conclusione con la processione mariana.
ore 21.00: Rappresentazione di Silvia Budri sulla vita della Madonna con l’accompagnamento dell’arpa “Nel grembo di una donna” di Francesca Giordano. Segue il Rosario presieduto dal vescovo Fausto per il Giubileo delle famiglie.

Appuntamenti in Valdibrana

Ogni sabato di maggio (eccetto il 17 e 31 maggio) alle ore 19.00 Vespri animati dalle Fraternità Apostoliche di Gerusalemme presso l’Aula liturgica.
Ogni domenica di maggio dalle 15.30 alle 17.15: Seminario di vita nuova nello Spirito Santo.




L’impegno della Diocesi per la Parrocchia di Vicofaro

PISTOIA 25/4/25 – Apprendiamo  dalla stampa, con viva preoccupazione, dei contenuti di una lettera che sarebbe stata inviata dal Comitato dei residenti di Vicofaro al ministero dell’ interno.
Dispiace leggere quelle parole, che non danno conto del grado di impegno nella soluzione della vicenda che va ben oltre le forze di una diocesi o di una chiesa locale e che mette davanti a tutti un problema reale e concreto della società.
Lo stile adottato negli ultimi mesi dalla diocesi di Pistoia, in risposta alle sollecitazione giunte anche dalle istituzioni, è stato di operoso silenzio e lavoro, in una situazione oggettivamente complessa come quella del necessario e più volte auspicato ricollocamento delle presenze di migranti che ancora oggi sono all’interno dei locali parrocchiali di Vicofaro.

I NUMERI DEL LAVORO DELLA DIOCESI

Ad oggi la diocesi è riuscita a prendere in carico 25 migranti, oggi ospitati presso l’Hospitium Bianchi e ulteriori 8 ragazzi in un appartamento. Altre strutture sono in fase di allestimento per la messa a disposizione.
Lo sforzo profuso per allestire e gestire nel migliore dei modi i migranti, con le loro storie, le loro vulnerabilità, le condizioni di salute personali è davvero complesso e sta impegnando in modo totalizzante il personale Caritas e della diocesi, in collaborazione con Asl e in raccordo con la Prefettura; realtà, enti e istituzioni a cui va il più sentito ringraziamento.
Altri 15 migranti sono stati ricollocati presso Cas locali, con la collaborazione della prefettura, nella primissima fase di questa operazione. Altri stanno effettuando gli screening sanitari in attesa di essere inseriti nel sistema SAI.
Il ricollocamento dei migranti, sia quelli già in carico alla diocesi, sia quelli ancora attualmente presenti a Vicofaro, viene portato avanti attraverso passaggi e procedure complesse, sia legali che sanitarie, come ad esempio la verifica delle posizioni di ciascuno e l’idoneità a poter essere eventualmente presi in carico dai sistemi di accoglienza previsti dall’attuale normativa. È inoltre necessario sottolineare che molti dei presenti a Vicofaro sono persone fragili, spesso con problemi psichiatrici o di dipendenza, difficilmente gestibili da percorsi di volontariato, ma bisognosi di interventi specifici e non facilmente attivabili, soprattutto in questi numeri, in questo contesto.
In questa complessità il lavoro iniziato continua, nella ricerca di soluzioni giuste e rispettose di tutti.




Cresimandi in Cattedrale per dire «Sì» al Signore

Una festa di voci e colori in Cattedrale per la Giornata dei Cresimandi. Un appuntamento ormai tradizionale per la Chiesa di Pistoia che, domenica 6 aprile, ha visto il Duomo riempirsi di ragazze e ragazzi provenienti da tutta la diocesi. Ogni gruppo, accompagnato dal parroco e dai catechisti, si è preparato all’incontro lavorando sul brano del Vangelo in cui si racconta l’incontro tra Gesù e Zaccheo e realizzando uno striscione con il nome della parrocchia da sventolare fuori e dentro la Cattedrale.

La “Chiesa madre” della Diocesi, che molti – specialmente i ragazzi delle parrocchie più lontane dalla città – hanno potuto visitare per la prima volta, ha poi offerto a tutti un colpo d’occhio su una Chiesa  giovanissima e gioiosa. Una bella esperienza accompagnata dalla presenza del Vescovo che, in dialogo con i ragazzi, ha invitato tutti a cercare Gesù per trovare la risposta e il senso della propria vita.

«Cercare, trovare, cambiare», i tre verbi che monsignor Tardelli ha consegnato ai ragazzi anche attraverso un biglietto e un piccolo dono preparato dall’Ufficio Catechistico diocesano: una collanina col pendaglio a forma di albero, per non dimenticare l’episodio di Zaccheo e non perdere di vista l’incontro col Signore.




Fine vita: la nota dei vescovi toscani

Un intervento sulla proposta di legge regionale riguardo il “suicidio assistito”

 

I vescovi Toscani, riuniti a Livorno per il consueto incontro, ritengono opportuno offrire alcuni spunti al dibattito sulla proposta di legge regionale riguardante il cosiddetto “suicidio assistito” che presto verrà discussa in aula.

Di seguito la nota:

Siamo consapevoli che questa proposta di legge assume per molti un valore simbolico, nel senso che si chiede alla Regione Toscana di “forzare” la lentezza della macchina politica statale chiamata a dare riferimenti legislativi al tema – importantissimo – del fine vita.

Vorremmo in primo luogo invitare i consiglieri regionali e i dirigenti dei loro partiti a non fare di questo tema una questione di “schieramento” ma di farne un’occasione per una riflessione profonda sulle basi della propria concezione del progresso e della dignità della persona umana.

In questo può essere d’aiuto la lettura attenta del documento “Dignitas infinita” pubblicato recentemente dal Dicastero per la Dottrina della Fede, che esprime nel modo più attuale la visione che nasce dall’esperienza cristiana, offrendo un contributo significativo su questi temi di grande drammaticità.

L’altro elemento che può aiutare a fare una scelta legislativa è proprio la storia della nostra Regione. Nella cura delle persone in condizione di fragilità la Toscana è stata esempio per tutti: la nascita dei primi ospedali, dei primi orfanotrofi, delle associazioni dedicate alla cura dei malati e dei moribondi, come le Misericordie, e poi tutto il movimento del volontariato, sono un’eredità che continua viva. Ci sembra che in un momento di crisi del sistema sanitario regionale, più che alla redazione di “leggi simbolo”, i legislatori debbano dare la precedenza al progresso possibile anche nel presente quadro legislativo, in un rinnovato impegno riguardo alle cure palliative, alla valorizzazione di ogni sforzo di accompagnamento e di sostegno alla fragilità.

La vita umana è un valore assoluto, tutelato anche dalla Costituzione: non c’è un “diritto di morire” ma il diritto di essere curati e il Sistema sanitario esiste per migliorare le condizioni della vita e non per dare la morte.

Anche da parte nostra vogliamo affermare la necessità di leggi nazionali aggiornate e siamo disponibili al dialogo e all’approfondimento sul grande tema del fine vita, pronti ad ascoltare e ad apportare, per la passione per ogni persona umana che impariamo da Gesù Cristo e che viene offerta a tutti come contributo libero alla nostra società.

I Vescovi della Toscana

 

Livorno, 28 gennaio 2025




Scuola: il commento sul rapporto Ocse

Rapporto Ocse sulle competenze degli adulti: il commento dell’ufficio scuola della Diocesi di Pistoia. Baroncelli: «Preoccupano i dati, siamo di fronte a una vera emergenza. Necessario riflettere anche nei territori»

PISTOIA (13/12/2024)

Sono usciti in queste ore i risultati dell’Indagine PIAAC-OCSE sulle competenze degli adulti, ovvero gli strumenti culturali e professionali con cui gli adulti possono affrontare la vita quotidiana e inserirsi adeguatamente nel tessuto economico e sociale della comunità nella quale vivono.

Ma quale fotografia esce per il nostro sistema Paese? In tutti e tre i campi di competenze analizzati (dominio cognitivo della literacy, dominio cognitivo della numeracy, dominio cognitivo del adaptive problem solving), gli italiani tra i 16 e i 65 anni si sono collocati ampiamente (e gravemente) sotto la media Ocse. Rispetto alla scorsa edizione i risultati sono ulteriormente peggiorati. Come riportato dagli organi di stampa, in Italia 1 adulto su 3 ha competenze inadeguate e comprende solamente testi brevi. I laureati italiani, ancora troppo pochi in numero, hanno competenze inferiori ad un diplomato di altri paesi europei. Nelle competenze di literacy il punteggio medio degli adulti italiani è pari a 245 punti, contro una media OCSE di 260. Dopo l’Italia, in questo dominio di competenza, si trovano solamente Israele, Lituania, Polonia, Portogallo e Cile. Nelle competenze di numeracy il punteggio italiano è pari a 244 punti, rispetto ai 263 nella media OCSE. In questo caso l’Italia si colloca al quartultimo posto seguita soltanto da Polonia, Portogallo e Cile. Nelle competenze di problem solving adattivo la media italiana è di 231 punti, a fronte di una media OCSE di 251 punti. Per questo dominio, solo Lituania, Polonia e Cile conseguono punteggi più bassi del nostro Paese.

«Per le persone prive di livelli minimi di tali competenze – afferma a margine del rapporto Edoardo Baroncelli, direttore ufficio scuola diocesi di Pistoia – rimane una vita di marginalità e di esclusione che ha come unica soluzione di sopravvivenza quella dei percorsi assistenziali o dell’illegalità. Da ogni indagine nazionale o internazionale esce la fotografia di una situazione di grave emergenza, a cui però non segue un tempo di riflessione, di pensiero e di scelte».

«La nostra Diocesi – annota Baroncelli – ha provato a dare il suo piccolo contributo riflettendo ed avanzando alcune proposte e richiamando l’attenzione sul problema degli studenti ai quali, durante il loro percorso scolastico, viene permessa una frequenza passiva e deresponsabilizzata, priva di apprendimenti. La libertà di procedere senza apprendere, senza crescere e senza formarsi viene a volte confusa con la serenità. Il conto sta arrivando e a pagarlo purtroppo sono le ragazze ed i ragazzi. Non gli adulti che hanno determinato, o lasciato che si determinasse, tale situazione».

«In questo quadro desolante – conclude il direttore dell’Ufficio Scuola – rimangono incoraggianti le risonanze a questa riflessione arrivate, nell’incontro del 26 novembre scorso, dal Direttore Generale dell’Ufficio Regionale, dalla nostra Provveditore agli studi Prof.ssa Ilaria Baroni, dal Sindaco Alessandro Tomasi (che ha aperto assieme alla Diocesi un tavolo di riflessione e di azione) e dagli altri Sindaci del territorio, dal Presidente della Fondazione Caript Luca Gori, dalle amministrazioni provinciali e regionali. Un gruppo di persone che vuole, con tenace umiltà, provare a riflettere e ad agire. A loro va la nostra vibrante gratitudine».

 




Domenica 20 ottobre è la Giornata Mondiale Missionaria

Il Messaggio di Papa Francesco e l’invito a sostenere le Missione della Chiesa

 

L’Ufficio missionario diocesano vuole ricordare a tutti il carattere missionario del mese di ottobre per la Chiesa universale. La missione non è più vista come una sorta di dovere aggiunto, proprio di una cristianità compiuta, bensì come elemento di autoidentificazione. La Chiesa ha compreso di non essere se stessa senza essere missionaria. è il risultato più importante raggiunto con la riflessione conciliare, dove l’ad extra e l’ad intra della Chiesa hanno perso i loro carattere estrinseco e giustapposto, correlandosi in un tutt’uno.

don Timoteo Bushishi

“Un banchetto per tutte le genti”

Introduzione al tema di don Giuseppe Pizzoli, direttore generale Fondazione Missio

«Andate e invitate al banchetto tutti» (cfr. Mt 22,9) è il versetto dal quale trae spunto Papa Francesco per il messaggio in vista della Giornata Missionaria Mondiale che celebreremo quest’anno nella domenica 20 ottobre. Il Papa ci invita a rinnovare il dinamismo missionario di ogni battezzato e ci spinge nuovamente ad essere una “Chiesa in uscita” per rendere accessibile a tutti la possibilità di partecipare al grande banchetto per tutti i popoli annunciato dal profeta Isaia: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati» (Is 25,6).

La parabola che fa da sfondo al tema dell’ottobre missionario di quest’anno ci parla di un banchetto di nozze, imbandito dal re per suo figlio, a cui i primi invitati non partecipano. Il racconto evangelico prosegue, dunque, sottolineando che il re non rinuncia, ma invia di nuovo i suoi servi dicendo loro: «Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze» (v. 9). Nello sviluppo di questo racconto evangelico Papa Francesco mette in risalto tre aspetti della missione della Chiesa e dei suoi discepoli:

  1. “Andate e invitate!”. La missione come instancabile andare e invitare alla festa del Signore
  2. Al banchetto. La prospettiva escatologica ed eucaristica della missione di Cristo e della Chiesa
  3. “Tutti”. La missione universale dei discepoli di Cristo e la Chiesa tutta sinodale-missionaria

Essere missionari nella nostra realtà di oggi significa andare ai crocicchi delle strade del mondo di oggi, disponibili ad incontrare ogni tipo di persone e le più svariate situazioni di vita, per portare una parola di accoglienza, di solidarietà e di speranza; e «i discepoli-missionari lo fanno con gioia, magnanimità, benevolenza, frutto dello Spirito Santo in loro (cfr. Gal 5,22); senza forzatura, coercizione, proselitismo; sempre con vicinanza, compassione e tenerezza, che riflettono il modo di essere e di agire di Dio».

Tutti gli uomini hanno il diritto di sentirsi invitati all’incontro con il Signore che sogna e desidera per tutti una vita nella gioia e nella fraternità. È questo il “Regno di Dio” inaugurato da Gesù stesso e consegnato come profezia e come responsabilità alla comunità dei suoi discepoli. Papa Francesco esprime l’auspicio «Che tutti noi, battezzati, ci disponiamo ad andare di nuovo, ognuno secondo la propria condizione di vita, per avviare un nuovo movimento missionario, come agli albori del cristianesimo!».

Il mese missionario di quest’anno si pone alla vigilia del Giubileo ordinario del 2025 che avrà come tema la Speranza. E già questo ottobre missionario può essere vissuto come un preludio: «la preghiera quotidiana e particolarmente l’Eucaristia fanno di noi dei pellegrini-missionari della speranza, in cammino verso la vita senza fine in Dio, verso il banchetto nuziale preparato da Dio per tutti i suoi figli».

 

Al termine del suo messaggio, infine, il Papa rinnova l’invito a valorizzare la Giornata Missionaria Mondiale nel suo carattere universale: «raccomando a tutte le diocesi del mondo il servizio delle Pontificie Opere Missionarie, che costituiscono i mezzi primari “sia per infondere nei cattolici, fin dalla più tenera età, uno spirito veramente universale e missionario, sia per favorire una adeguata raccolta di sussidi a vantaggio di tutte le missioni e secondo le necessita di ciascuna” (Decr. Ad gentes, 38).

 

Per questo, le collette della Giornata Missionaria Mondiale in tutte le Chiese locali sono interamente destinate al Fondo universale di solidarietà che la Pontificia Opera della Propagazione della Fede poi distribuisce, a nome del Papa, per le necessità di tutte le missioni della Chiesa».

 

Sostieni la Missione: come donare

 




Il 23 e 24 agosto la festa di San Bartolomeo, il programma

San Bartolomeo, il festoso appuntamento nell’estate che scorre rapidamente verso settembre, torna come ogni anno a rendere più lieto lo scivolamento verso l’autunno dei più piccoli. Venerdì 23 e sabato 24 agosto, giorno di San Bartolomeo, sono in programma nei pressi dell’omonima chiesa tanti momenti dedicati a bambini e bambine di Pistoia e non solo.

Le celebrazioni religiose inizieranno giovedì 22 agosto con la SS Messa di San Charbel in programma alle ore 21.15.

 

PROGRAMMA. Venerdì 23 agosto, alle 17.30, i primi Vespri della festa e la benedizione dell’olio; alle ore 19.00 si prosegue con la celebrazione della Santa Messa e fino alle 24.00 è prevista la benedizione dei fedeli. Tutte le benedizioni, ricordiamo, dopo un momento di preghiera condivisa, sono personali.
Sabato 24 agosto, alle ore 8.00 la prima Santa Messa, alle 10 l’Eucaristia che sarà celebrata dal Vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli, con le benedizioni che proseguiranno fino alle ore 13.00.
Nel pomeriggio la ripresa delle benedizioni a partire dalle 15.30 fino alle ore 19.00, orario in cui sarà celebrata l’ultima Santa Messa della giornata; a seguire ultimo momento dedicato alle benedizioni con termine alle ore 24.00.
In caso di caldo intenso, le benedizioni si interromperanno alle ore 12.00 e riprenderanno alle ore 17.00.




Servizio tutela dei minori: la formazione in diocesi

Lunedì 23 settembre per tutto il giorno e lunedì 18 novembre pomeriggio si terranno in Diocesi, presso l’aula Magna del Seminario di Pistoia, due corsi di aggiornamento promossi dal Servizio Tutela Minori e Adulti fragili, da qualche tempo presente anche a Pistoia. Questi incontri sono rivolti a tutti coloro che operano a qualsiasi titolo, individuale o associato, all’interno delle comunità ecclesiali a Pistoia ed è molto importante la partecipazione di tutti, vista anche l’importanza che papa Francesco dedica a questo servizio (cfr. la sua Lettera al Popolo di Dio del 20 agosto 2018).

Gli incontri si svolgeranno rispettivamente lunedì 23 settembre, mattina  pomeriggio, con relatrice Suor Tosca Ferrante, madre Generale delle Suore Apostoline Paoline e verterà sugli abusi in generali e le loro conseguenze, toccando il tema della prevenzione e le buone pratiche.

Lunedì 18 novembre don Gianluca Marchetti, nominato recentemente Sottosegretario della Cei, parlerà invece delle implicanze e delle procedure canoniche conseguenti agli abusi. Due appuntamenti di assoluta importanza per la Diocesi, voluti fortemente dal Vescovo Fausto Tardelli.

Chiara Romagnani
Coordinatrice del Servizio Tutela Minori e adulti fragili