IL “DRAMMA” DI SCOPRIRSI FRATELLI

Al Museo Diocesano Palazzo Rospigliosi la presentazione del racconto “Lo Sconosciuto” di Irène Némirovsky. Seguirà visita guidata al Museo

PISTOIA – «Io, dalla morte di quel tedesco, tutte le notti faccio lo tesso sogno: rivedo quella cantina nera, con la botola semiaperta, e so che il tedesco la solleverà per sgozzarmi. Mi dibatto, sono il più forte, uccido il tedesco; poi, quando è morto, lo prendo fra le mie braccia, lo spoglio e lo corico sul letto di mamma, il grande letto rosa dove ti avevo messo dopo la scarlattina, quando eri piccolo; poi mi chino, guardo e non so più chi sto vedendo: se te o lui..».

L’orrore della guerra manifesta il dramma più antico: quando si uccide qualcuno al fronte, senza saperlo si uccide un fratello. Irène Némirovsky lo descrive limpidamente in un breve racconto pubblicato da EDB dal titolo “Lo Sconociuto” (Lo sconosciuto, collana ‘Lampi d’autore’, EDB, Bologna 2018).

Il racconto sarà presentato martedì 24 aprile, alle ore 21 presso la saletta conferenze del Museo Diocesano Palazzo Rospigliosi, in Ripa del Sale.

Saranno presenti Roberto Alessandrini, direttore editoriale Marietti1820 e Caporedattore EDB e Giovanni Ibba che ha curato la traduzione italiana. Gli interventi saranno accompagnati dalla lettura di alcuni brani del racconto. Al termine della presentazione sarà possibile effettuare una visita guidata gratuita presso le sale del Museo Diocesano – Palazzo Rospigliosi. L’appuntamento del 24 aprile è anche l’occasione per apprezzare e far conoscere le opere esposte nelle sale del museo diocesano.

Roberto Alessandrini, docente di Antropologia all’Istituto superiore universitario di scienze psicopedagogiche e sociali affiliato all’Università pontificia salesiana di Roma ha al suo attivo numerosi titoli di storia e cultura delle religioni.

Giovanni Ibba è docente di religione presso le scuole superiori di Pistoia, insegnante di ebraico presso la Facoltà Teologica di Firenze e di discipline bibliche presso l’istituto superiore di Scienze Religiose della Toscana.

“Lo Sconosciuto” è parte di un più ampio romanzo dal titolo “Suite Francese” dedicato all’invasione tedesca in Francia del 1940 che era rimasto dimenticato in una valigia per oltre cinquant’anni. Il manoscritto, riscoperto fortuitamente dalle figlie della scrittrice e pubblicato postumo ha consegnato nuova e giustificata fama all’autrice. Irène Némirovsky (1903-1942), nata in Ucraina, di religione ebraica, convertita al cristianesimo nel 1939, è morta ad Auschwitz nel 1942.

Il racconto di Irène Némirovsky è seguito, nell’edizione EDB, da una nota di lettura di Jean-Louis Ska, gesuita belga, professore del Pontificio Istituto Biblico di Roma e considerato tra i maggiori esegeti contemporanei. Lo studioso conduce il lettore dentro la struttura letteraria del racconto ma si apre anche a considerazioni più ampie sul dramma della guerra: «in ogni battaglia, in ogni combattimento, un Caino uccide suo fratello Abele. Gli uomini sono fratelli e sono le circostanze o i discorsi ideologici che li trasformano in nemici».

Un’occasione per riflettere e ricordare alla vigilia del 25 aprile.




ANTONIO PAOLUCCI PER IL RITORNO DELLA VISITAZIONE IN SAN GIOVANNI

Venerdì 27 aprile lectio magistralis del noto storico dell’arte sul patrimonio artistico diocesano

PISTOIA – La Visitazione è tornata a casa. Dopo il grande successo dell’esposizione nella chiesa di San Leone, il capolavoro di Luca della Robbia ritrova posto nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia. Un rientro accompagnato da una novità significativa: la Visitazione sarà infatti collocata in una diversa posizione, più rispettosa della documentazione antica, in linea con quella attestata prima dello smontaggio dovuto al secondo conflitto mondiale.

Il ritorno del gruppo di Della Robbia sarà accompagnato dalla presenza e dalle parole dello storico dell’arte Antonio Paolucci. Volto notissimo, anche ai meno esperti, Paolucci ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi: studioso del Rinascimento, soprintendente, ministro dei Beni Culturali, direttore dei Musei Vaticani, senza mai perdere le qualità del fine conoscitore e del grande divulgatore. I suoi contributi appaiono sulle principali riviste d’arte e su importanti quotidiani, tra cui il mensile di Avvenire “Luoghi dell’Infinito” di cui è collaboratore da tanti anni.

Venerdì 27 aprile, alle ore 17, in San Giovanni Fuorcivitas Antonio Paolucci offrirà una relazione sul patrimonio artistico della Diocesi di Pistoia. Un intervento che guiderà i presenti alla scoperta di tesori, forse ancora sconosciuti ai più, presenti nel territorio diocesano. Il suo intervento sarà preceduto da un’introduzione della Dott.ssa Maria Cristina Masdea, funzionario della Soprintendenza, già curatrice dell’esposizione in San Leone. Porterà i suoi saluti il vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli. La partecipazione è aperta all’intera cittadinanza.

LA VISITAZIONE

Il gruppo della Visitazione fu realizzato da Luca della Robbia intorno al 1445 per l’altare della Compagnia della Visitazione nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas di Pistoia ed è una delle prime opere in terracotta invetriata, tecnica di cui Luca è considerato l’inventore. L’artista per primo applicò alla scultura in terracotta una copertura in smalto stannifero che rendeva la superficie lucida e resistente, iniziando una produzione di grande successo. Il gruppo raffigura l’incontro tra Maria e Elisabetta, come è narrato nel Vangelo di Luca (Lc 1, 39-45). Maria, dopo aver ricevuto dall’angelo l’annuncio del concepimento di Gesù, va a trovare la cugina Elisabetta che, nonostante l’infertilità e l’età avanzata, è al sesto mese di gravidanza. Appena Elisabetta sente il saluto di Maria, il bambino che ha in grembo (Giovanni il Battista), sussulta di gioia. Maria risponde innalzando a Dio un canto di lode, il Magnificat.




IL CAPRICCIO DI DIO: UN NUOVO LIBRO DI EDI NATALI

Venerdì 20 aprile la presentazione del nuovo volume di Edi Natali dedicato all’opera del pensatore russo Lev Šestov.

«Può esservi forse qualcosa di comune fra Atene e Gerusalemme?» Tertulliano (115-230 d.C. circa), l’apologeta cristiano, poneva retoricamente il quesito. La risposta l’aveva già proposta qualche rigo prima contestando alla filosofia di aver offerto con la sua «saggezza mondana» forza e consistenza alle dottrine degli eretici. Da lì in poi la dialettica tra Atene e Gerusalemme è diventata un “topos” filosofico sulla relazione tra ragione e fede che ha attraversato secoli di filosofia e teologia. Edi Natali ha recentemente affrontato un capitolo poco noto di questa dialettica dedicando un volume (Il capriccio di Dio. Una ragione in bilico tra Atene e Gerusalemme, Assisi, Cittadella, 2017) all’opera del pensatore russo Lev Šestov.

Venerdì 20 aprile 2018 alle ore 21.00, nell’aula magna del Seminario di Pistoia, il Centro Culturale “J. Maritain” di Pistoia ha organizzato la presentazione del volume, introdotto da una relazione della prof.ssa Francesca Ricci.

Natalino Valentini, filosofo e grande esperto del pensiero filosofico e religioso russo del XX secolo ha dedicato un’appassionata introduzione al lavoro di Edi Natali che proponiamo di seguito.
«La cultura italiana ha avuto il privilegio nel corso degli ultimi decenni di poter accedere a gran parte dell’opera filosofica e spirituale di Lev Šestov, eppure, al pari e più ancora di quanto accaduto per la maggioranza dei pensatori religiosi russi del XX secolo, la recezione di essa è apparsa sostanzialmente marginale, nonostante la sua rilevanza teoretica e spirituale. Si potrebbe osservare che il vigore teoretico e provocatorio del suo pensiero è risultato inversamente proporzionale alla sua recettività e assimilazione, non certo per la complessità o astrusità di esso, che viceversa si distingue per chiarezza espositiva e fascinazione argomentativa, bensì soprattutto per la sua irresistibile e tormentata inquietudine.

Il pensiero di Šestov è rimasto ai margini del confronto filosofico e teologico italiano del dopoguerra perché è un pensiero scomodo, pungente, erratico, inafferrabile, che non si lascia facilmente ricondurre entro schemi o indirizzi consolidati; esso si configura come radicale messa in questione dei modelli tradizionali, cardinandone soprattutto le rassicuranti evidenze logiche dell’arrogante raziocinio. Anche per queste ragioni il presente studio di Edi Natali merita una particolare attenzione, poiché costituisce un generoso invito alla lettura dell’opera del pensatore russo, una preziosa occasione per tornare a ripensare questa eredità teoretica e spirituale nella sua sorgiva potenza che si accresce e ruota fondamentalmente attorno a un unico nucleo incandescente, ‘l’apoteosi dell’infondatezza filosofica’, come è stata acutamente definito da Sergej Bulgakov. Dunque un pensiero che si aggira incessantemente attorno al dilemmatico rapporto tra ragione e fede, al senso destinale del Revelatum per l’umana esistenza.

L’Autrice indaga con acutezza ermeneutica e vigore argomentativo alcuni snodi decisivi dell’opera di Šestov, ripercorrendone quei sentieri vertiginosi che si inoltrano lungo la linea di confine, sul crinale tra Atene e Gerusalemme, oltrepassando gli schemi interpretativi dominanti e quelle diffidenze istintive verso questo genere di argomentazione. Ella si lascia interpellare radicalmente dalle domande scomode e ribollenti di Šestov, inseguendolo nella sua sofferta lotta agonica contro la presunzione dell’evidenza logica, alla ricerca di quella libertà assoluta, non necessitata da schemi e formule logiche, fino a scorgere il senso ultimo di quel capriccio di Dio, posto a garanzia della libertà assoluta di Dio, contro cui si infrange ogni necessità o sistema di conoscenza.

 




LA STORIA DEL TEMPIO

Un volume a cura dell’architetto Simone Martini e della giovane studiosa Giulia Anabasi raccoglie la storia della Chiesa e della magione di San Giovanni Decollato

Sarà presentato venerdì 6 aprile un volume interamente dedicato alla Chiesa del Tempio, nota anche come di san Giovanni decollato. Il testo (Lo spedale, la chiesa e la magione di San Giovanni gerosolimitano, dal XI al XXI secolo, Gli Ori, Pistoia 2018), finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia,è curato dall’architetto Simone Martini e dalla giovane laureanda in storia dell’arte Giulia Anabasi. L’architetto Martini ha curato i lavori di restauro al complesso del Tempio, Giulia Anabasi (classe 1991) ha invece approfondito la storia di questo importante e antichissimo luogo di fede e carità.

La presentazione del volume avrà luogo alle ore 17.00 a Pistoia presso il Palazzo de’ Rossi (via de’ Rossi, 26). L’introduzione è affidata a Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Caript, seguirà la presentazione di Maria Cristina Masdea, funzionaria della Soprintendenza e l’intervento di Mons. Antonio Costantino Pietrocola, Cappellano conventuale ad honorem dell’Ordine di Malta. L’Ordine ha infatti amministrato e officiato per secoli la chiesa di San Giovanni Decollato. Saranno presente gli autori e il vescovo di Pistoia Monsignor Fausto Tardelli porterà i saluti ai presenti.

La riapertura al culto della chiesa di San Giovanni Decollato, dopo una campagna di restauro conclusa nel luglio 2017, è stato uno degli eventi più significativi di Pistoia Capitale della Cultura in Italia. L’intervento di recupero, promosso dalla Diocesi di Pistoia, è stato l’occasione per indagare un complesso architettonico sino a oggi poco conosciuto. Si trattava, in origine, di uno degli spedali più antichi della città, fondato dalla famiglia dei conti Guidi nel XI secolo, su un punto nevralgico: a ridosso della seconda cinta muraria e presso importanti assi viari come la Via Regis.

Dopo vari passaggi di proprietà il complesso entra tra i beni dell’Ordine dei Cavalieri Spedalieri di Gerusalemme, dal 1530 Cavalieri di Malta, sotto il Priorato del San Sepolcro di Pisa. Dal 1600, il complesso, inizia ad accrescersi e modificarsi, soprattutto nella sua veste artistica, di cui oggi ammiriamo l’aspetto creato dalla grande campagna di riallestimento eseguita tra il 1711 e il 1726, voluta dal Gran Priore Fra’ Tommaso del Bene.

Il Tempio ha mantenuto nei secoli la sua originale vocazione di accoglienza, grazie anche alle attività dell’associazione del Patronato del Tempio e, oggi, della Caritas. Grazie al restauro e a questa pubblicazione si vuol restituire un pezzo di storia importante alla città di Pistoia, una storia per troppo tempo celata.

A seguito della pubblicazione del volume saranno organizzate anche delle visite guidate al complesso del Tempio.

La partecipazione è gratuita e prevede una durata di circa 2 ore. Le visite, a cura di Giulia Anabasi e l’associazione Mirabilia, inizieranno alle 10.30 con ritrovo in Via San Pietro nn. 32-36 nei seguenti giorni: Sabato 7 aprile; Sabato 14 aprile; Sabato 21 aprile; Sabato 28 aprile; Sabato 5 maggio.

Per prenotazioni: 338 3133212 (Massimo 30 persone fino a esaurimento posti)




PENSARE LA CITTÀ TRA TEOLOGIA E FILOSOFIA

Sabato 17 marzo la presentazione del ciclo di conferenze “le città filosofiche” e un momento di riflessione civica

Cos’è la città? Come costruire o immaginare quella ideale? Lo scorso anno, per l’evento Pistoia città della cultura 2017, presso la Biblioteca san Giorgio si è svolto un ciclo di conferenze che ha tracciato alcune tappe fondamentali della storia del pensiero sulla città. Del ciclo sono stati pubblicati gli atti con il titolo “La città tra idealità e realtà” a cura di Edi Natali, Petite plaisance, Pistoia 2017. Il testo sarà presentato sabato 17 febbraio alle ore 11.00 presso l’aula magna del Seminario Vescovile di Pistoia (via Puccini, 36 – Pistoia). Saranno presenti alcuni autori, tra cui il vescovo Tardelli e le autorità civili.

Recuperiamo dal settimanale “La Vita” del 11 marzo 2018 la seguente intervista a Edi Natali.

Edi Natali, curatrice degli atti ci presenta ci racconta la storia di questo lavoro.
Come nasce questo testo e perché iI tema della città?
Il testo raccoglie gli atti di un ciclo di conferenze, tenute alla Biblioteca San Giorgio da studiosi sul tema della città, come riflessione in onore di Pistoia Toscana capitale della cultura 2017. Questo ciclo di incontri si svolge nei mesi di gennaio febbraio da diversi anni, vedendo coinvolti numerosi studiosi che si sono occupati di questioni filosofiche e teologiche di attualità.

Nel libro ogni articolo è seguito da brani antologici. Ci puoi dire il perché di questa scelta?
Gli articoli, pur avendo un carattere scientifico, cercano di rendere il linguaggio filosofico-teologico fruibile anche a chi non è specialista del settore. L’utilizzo di brani antologici ha lo scopo di avvicinare il lettore agli autori affrontati nei diversi articoli.

Quali sono I temi affrontati nel libro?
Si va dai progetti della tradizione utopistica classica (Moro, Campanella Bacone) ai testi della distopia (classica quale Orwell o Houellebecq…), alla società aperta di Popper, alla Firenze di Giorgio La Pira; dal concetto di secolarizzazione di Cox alla Gerusalemme Celeste dell’Apocalisse. All’interno, un prezioso contributo riguarda la città digitale.

Quali sono i rischi di questa città digitale?
Il mondo digitale è una risorsa e, come tutte le risorse, la loro bontà dipende dall’uso che l’uomo ne fa. Certo è che vi sono aspetti su cui occorre riflettere, come ad esempio sul fatto che Google non è uguale per tutti: la medesima pagina aperta da me o da te può dare risultati diversi. Il rischio più grande è quello di trovare su internet quello che uno vuole trovare, col rischio di chiudersi, di non aprirsi ad un pensiero alternativo. Altro grande rischio è schiacciare le relazioni su rapporti virtuali e non più reali e concreti, fatti di incontri.

Qual è il tuo ideale di città?
Una città come luogo di relazioni umane, di opportunità, di cooperazione. Uno spazio in cui possa nascere una comunità che ‘resista’ a tutto ciò che è violenza e diventi luogo di accoglienza, in cui l’uomo eserciti la sua caratteristica primaria, la libertà, non nel dominio degli altri ma nel più totale rispetto.

Di che cosa avrebbe bisogno Pistoia?
Pistoia è una città ricca di potenzialità, sia umane che non, ma assai poco sfruttate. Il suo peggior difetto, a mio parere, è la mancanza di coordinamento tra le varie forze e di collaborazione tra esse ad un progetto unitario, a cui ogni ognuno possa offrire il proprio servizio. Il rischio di una città piccola è che siano ricorrenti gli stessi nomi, perdendo in creatività, lasciando fuori molte voci che potrebbero contribuire positivamente alla nostra comunità cittadina.

Daniela Raspollini




FEDE, RELIGIONE E RELIGIONI OGGI: UNA CONVERSAZIONE TRA MARCO VANNINI E ROBERTO CELADA BALLANTI

Sabato 17 marzo il Centro culturale “J. Maritain” propone una conversazione tra Marco Vannini e Roberto Celada Ballanti

Il prossimo incontro del Centro Culturale Maritain è dedicato alla presentazione del volume “Il muro del paradiso” di Marco Vannini e Roberto Celada Ballanti. Entrambi gli autori saranno presenti per una conversazione che riproporrà i temi del libro. L’incontro, che avrà luogo nell’aula magna del Seminario alle ore 17, sarà moderato da Beatrice Iacopini.

Nel loro “Il muro del Paradiso. Dialoghi sulla religione nel terzo millennio” (Lorenzo de’Medici Press, Firenze 2017), Roberto Celada Ballanti, docente di filosofia della religione e del dialogo interreligioso e Marco Vannini, filosofo e studioso di mistica, epigoni degli antichi filosofi che nel tempo dell’otium discutevano amichevolmente le grandi questioni della vita, conversano sul destino della religione e della fede nell’immobile calura estiva di un giardino versiliese: due percorsi di ricerca, due visioni del mondo che si incontrano e si intrecciano, ricchi di dense suggestioni ispirate ad una schiera di autori classici e contemporanei, capaci di affascinare il lettore e stimolarlo ad interrogarsi e approfondire.

I due filosofi, a partire ciascuno dalla propria storia intellettuale, convergono su un punto centrale: che l’elemento religioso, la tensione verso l’Assoluto, è qualcosa non solo di connaturato ma di essenziale nell’uomo; è orizzonte di senso per l’esistenza e denominatore comune dell’umanità. Ispirato il primo dalla luminosa tradizione umanistica di Cusano, Erasmo, Bruno, l’altro dall’amore per la grecità e per quella mistica che in occidente ne ha salvato e tramandato l’essenza, entrambi si fanno araldi di una tradizione alta, in cui filosofare è soprattutto indagare Dio e l’anima, e attingere a ciò che è universale, che appartiene a tutti gli uomini al di là delle connotazioni culturali specifiche.

Percorrere una via del genere oggi può essere arduo, ma denota la presa in carico di un serio compito etico, in tempi in cui una lettura superficiale degli eventi ha gioco facile nel proporre il fatto religioso piuttosto come elemento retrogrado che divide e suscita guerre e oppressioni; in tempi in cui è diffusa e comune la sensazione che nessun orizzonte di senso contenga e illumini il nostro essere nel mondo.

Nel dialogo che il Centro Maritain propone, si alterneranno letture dal testo e interventi dei due autori, in cui avranno occasione di emergere la filosofia profonda e spiazzante di Marco Vannini – una vita dedicata alla traduzione e allo studio di mistici quali Meister Eckhart, Margherita Porete, Enrico Suso, Giovanni Taulero – e l’originale lettura del fenomeno religioso e di nuovi orizzonti di dialogo tra le religioni di Roberto Celada Ballanti.

Beatrice Iacopini




LA MOSTRA DELLA VISITAZIONE CHIUDERÀ DOMENICA 8 APRILE

Il capolavoro robbiano tornerà in San Giovanni Fuorcivitas

PISTOIA – La mostra della “Visitazione” di Luca della Robbia nella chiesa di San Leone chiuderà definitivamente i battenti il prossimo 8 aprile. Dopo nove mesi e un successo senza precedenti volge al termine l’esposizione divenuta l’icona dell’anno di Pistoia capitale della cultura italiana, che tra gli oltre 200.000 visitatori ha ospitato anche il presidente della Repubblica Mattarella.

Al termine della mostra il gruppo Robbiano tornerà nella sua collocazione originaria all’interno della chiesa di San Giovanni Fuorcivitas.




L’INTELLIGENZA PIENA È «SPIRITUALE». UN INTERVENTO DI ANDREA VACCARO

Riprendiamo da Avvenire del 20/2/2018 un articolo di Andrea Vaccaro. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 
La premurosa misurazione delle capacità cognitive dei bimbi in difficoltà con la scuola da parte dello psicologo Alfred Binet, nei primi del Novecento, potrebbe segnare l’inizio di una ‘storia dell’intelligenza’ dell’età moderna. A tale metodo, infatti, intorno agli anni ’40, David Wechsler s’ispirò per la costruzione delle prime versioni del cosiddetto test del ‘QI’ (quoziente intellettivo), basato fondamentalmente su quesiti di natura logico- matematica. Quando comparve sulla scena l’intelligenza artificiale che presto, proprio sul piano dell’esecuzione di regole e calcoli, prese a umiliare gli umani, si cominciò a congetturare che l’intelligenza non fosse propriamente o esclusivamente, soluzione di problemi di segni. Howard Gardner coniò l’espressione «intelligenza multipla» e individuò ben sette tipi specifici di intelligenza, che poi estese al numero di otto e mezzo (quella accettata solo a metà riguarda proprio l’oggetto di questo articolo).

Daniel Goleman, con un’opzione poi assai diffusa, contrappose più schematicamente all’intelligenza logica, specifica dell’emisfero sinistro del cervello, l’intelligenza emotiva, lobo destro. E cosa accadrebbe, si è poi chiesto, qualora potessimo pensare nella sinergia dei due lobi? La risposta di oggi, piuttosto sorprendente e beneaugurante, suona: si accenderebbe l’intelligenza spirituale, un superprocesso di pensiero che, come spiega Richard Griffiths, è correlato alla sincronizzazione emisferica e all’attivazione dell’intero cervello.

Così, da qualche anno, si assiste a un fitto e intricato indagare sulla possibilità di una tale intelligenza che tutti ormai convengono nel denominare ‘spirituale’, con una scelta degna d’interesse. Il territorio vergine ha attirato già diversi esploratori. Cindy Wigglesworth in SQ21 (Armenia 2015) ne ha disposto una mappa in quattro quadranti e 21 abilità. Robert Emmons in Spirituality&Intelligence ne ha identificato le quattro componenti: senso della trascendenza, senso del sacro, stati di coscienza profondi e uso pratico della spiritualità. Danah Zohar ne ha esposto, in Spiritual Quotient, i 12 principi; ha riportato, in Spiritual Capital , la crisi economica dei nostri tempi a una più grave crisi spirituale e ha elaborato un test di misurazione, il ‘SIQ’, capostipite di una discreta serie di succedanei.

Anche Stephen Covey, l’ideatore del ‘principio 10/90’ – per cui la nostra vita è composta per un 10% da eventi e per un 90% dalla nostra rielaborazione interiore degli eventi stessi – aveva elogiato l’intelligenza spirituale quale «guida» che dirige tutte le altre intelligenze verso la felicità. Victor Selman in Spiritual Intelligence/ Quotient propone un confronto chiarificante: i computer hanno un ‘QI’ altissimo perché seguono le regole senza errori; gli animali hanno un ‘QE’ (quoziente d’intelligenza emotiva) elevatissimo perché hanno uno speciale senso della situazione; gli umani sono inferiori in entrambi i quozienti, ma sono anche gli unici in grado di farsi domande sulle regole e immaginare situazioni differenti. Computer e animali si muovono benissimo all’interno del gioco; gli umani, grazie all’intelligenza spirituale, possono oltrepassare le delimitazioni e praticare un ‘gioco infinito’. Yosi Amram, dell’Istituto di psicologia transpersonale di Palo Alto, ha coinvolto nell’indagine 71 maestri di diverse tradizioni spirituali (monaci buddisti e cristiani, yogi, sciamani…) riscontrando una convergenza di contenuto oltre le aspettative e giungendo a ratificare ciò che è indicato dal titolo della ricerca: Le sette dimensioni dell’intelligenza spirituale. Esse sono: ascolto della coscienza, senso del sacro, sentimento di gratitudine e commozione, ricerca del senso degli eventi, elaborazione /accettazione del negativo, senso di fiducioso abbandono, auto-direzionalità. In questo modo, Amram ha offerto le linee per una ‘teoria dell’intelligenza spirituale fondata ecumenicamente’. Colui che è capace di praticare l’insieme di queste dimensioni può dirsi un Einstein della spiritualità.

In pressoché tutti gli studi, poi, torna, come elemento qualificante, l’espressione bigger picture, la percezione di essere inscritti in un disegno più ampio, in cui tutto è collegato e ciò che accade a una parte risuona organicamente, nel bene e nel male, in tutto il resto. Poi sono sopraggiunti gli studi neurologici del fenomeno, gli immancabili corsi di intelligenza spirituale e leadership, i rapporti tra ‘IS’ e benessere psicofisico, lo spiritual coaching … E tornano alla mente anche lontani preconizzatori come quell’Eucherio di Lione, padre della Chiesa, che aveva incentrato le sue formule d’intelligenza spirituale sulla capacità di scoprire i sensi molteplici custoditi nelle sacre Scritture. Perché ogni volta che scaturisce un significato in qualunque ambito, là è un soffio dello Spirito. Una volta scongiurato il rischio di naturalizzare lo spirituale, ovvero di voler riportare a terra ciò che dal basso si eleva (e ci eleva), la nuova area di ricerca può aprire orizzonti e stimolare riflessioni. Specie se, come precisa Francesc Torralba nel suo Inteligencia Espiritual , essa è volta, in un’epoca di ‘anemia spirituale’ come la nostra, a stimolare le nuove generazioni con un’educazione integrale, attenta a cogliere tutte le sfumature e i rimandi dell’esistenza.

Andrea Vaccaro




IL NUOVO VOLTO DEL PALAZZO VESCOVILE: SABATO 3 MARZO LA PRESENTAZIONE DEI RESTAURI

Sabato 3 marzo alle ore 10 si svolgerà presso l’aula magna del Seminario di Pistoia la presentazione dei restauri del palazzo vescovile.

I lavori, a cura dell’architetto Alessandro Suppressa, hanno restituito un rinnovato splendore al palazzo e consegnato un nuovo volto all’intera via Puccini. Il restauro ha permesso di riproporre l’antica coloritura verde chiaro e, soprattutto, ha consolidato una situazione architettonica particolarmente grave dal punto di vista conservativo e statico. Gli interventi sono stati realizzati dalla Ditta IRES .

Di seguito il programma dell’evento:

Saluti e introduzione

S. E. Mons. Fausto Tardelli
Vescovo di Pistoia

Interventi

Arch. Alessandro Suppressa
Direttore dei lavori
Arch. Priscilla Braccesi
Progetto di restauro
Arch. Valerio Tesi
Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio




BIBBIA E LETTERATURA: IL NUOVO CORSO ALL’UNIVERSITÀ DEL TEMPO LIBERO DI PISTOIA

Per il secondo anno consecutivo, l’Università del tempo libero di Pistoia propone un corso su “Bibbia e letteratura”. Il corso, che mira a favorire nel lettore il confronto tra testo biblico e testo letterario, muove dallo straordinario impatto, rilevato da uno dei massimi critici letterari del Novecento, E. Auerbach, che la narrazione evangelica, con il suo rivoluzionario modo di rappresentare la realtà, ha avuto sulla letteratura occidentale. Per Auerbach in effetti “quello che descrivono gli Evangeli e gli Atti degli Apostoli (…) è innegabilmente l’origine di un movimento profondo, lo sviluppo di forze storiche”, dove il coinvolgimento “in gran numero” di “qualunque” persona è da lui giudicato “cosa essenzialissima”. Attraverso i contenuti proposti su poesia, narrativa e teatro, il corso mira poi ad evidenziare la capacità dell’Antico e del Nuovo Testamento tanto di stimolare l’interesse dei lettori, quanto di “generare altri testi o altre opere” (C. Theobald).

Il corso, aperto a tutti, sarà tenuto dal Prof. David Pratesi e da don Vincenzo Arnone.

Docente presso l’ITCS Pacini di Pistoia, David Pratesi ha insegnato Lingua e Traduzione Inglese nelle Facoltà di Lingue delle Università della Tuscia e di Bologna.

Don Vincenzo Arnone, parroco-scrittore di Montebonello-Pontassieve (FI), ha al suo attivo opere di saggistica, narrativa, poesia e teatro. È anche direttore della rivista di letteratura “Sulle tracce del frontespizio”.
Riportiamo qui sotto le informazioni relative a sede, svolgimento, contenuti del corso ed iscrizioni:

Giovedì 15 Febbraio – BIBBIA E LETTERATURA – “(…) fu la storia di Cristo, con la sua spregiudicata mescolanza di realtà quotidiana e d’altissima e sublime tragedia, a sopraffare le antiche leggi stilistiche(E. Auerbach). (Prof. Pratesi).
Giovedì 22 Febbraio – BIBBIA E POESIA – La bellezza della preghiera, la verità della poesia. (Prof. Pratesi).
Giovedì 01 Marzo – BIBBIA E NARRATIVA – I volti di Gesù nella narrativa (Don V. Arnone).
Giovedì 08 Marzo – BIBBIA E TEATRO – Giobbe o la tortura degli amici (F. Hadjadj). (Prof. Pratesi).

Le lezioni si terranno alle ore 17,00 presso la sede dell’Università (Centro di Monteoliveto, Via E. Bindi, 16, Pistoia). Le iscrizioni si ricevono presso la segreteria della stessa, tel 0573 976186. La segreteria è aperta la mattina dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 12,00 e (solo nei giorni di lezione) il pomeriggio dalle 16,00 alle 18,00.
Per info:qui

David Pratesi