«Non siano terre di nessuno, ma comunità di dignità e speranza»: la Diocesi di Pistoia rilancia l’allarme sul lavoro nella Piana

La Diocesi di Pistoia rilancia la propria preoccupazione per l’evoluzione sempre più inquietante che sta coinvolgendo una parte sostanziosa del tessuto produttivo e la realtà socio-economica della piana pistoiese-pratese. Sotto la superficie di un distretto produttivo in passato florido, si è estesa una nebbia caratterizzata da situazioni di illegalità, caporalato e lavoro povero per migliaia di persone, spesso invisibili agli occhi della società civile.

“Quanto si verifica nella piana tra Pistoia, Prato e Firenze – ha sottolineato il Vescovo di Pescia e Pistoia, Mons. Augusto Mascagna – ci colpisce e coinvolge direttamente sia la nostra coscienza che come parte delle nostre comunità. Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte a quello che le analisi definiscono, con espressione dolorosa ma drammaticamente reale, “terre di nessuno”. Le parole del profeta Osea, proposte nella Liturgia odierna, suonano come un ammonimento sempre attuale: «Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bontà; dissodatevi un campo nuovo, perché è tempo di cercare il Signore, finché egli venga e diffonda su di voi la giustizia» (Os 10,12). L’iniquità nei confronti di chi lavora e di chi è più debole non resterà impunita. L’invito a ricercare il Signore resta per chi crede un punto fermo generativo per il bene comune, ma anche un invito, per tutti, ad agire secondo principi di equità e rispetto della dignità e dei diritti del prossimo”.

“La dinamica vede ormai, da troppi anni, operare aziende che aprono e chiudono repentinamente per eludere i controlli – rilancia la direttrice dell’Ufficio Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi di Pistoia, Selma Ferrali – calpestando i diritti umani più elementari e utilizzando la violenza fisica su chi osa rivendicare i propri diritti, casi – questi ultimi – che sempre più frequentemente possiamo leggere sulle cronache locali e regionali, come avvenuto anche negli ultimi giorni a Seano. Non meno preoccupante è come il fenomeno si stia allargando ai territori limitrofi. I casi registrati a Quarrata, Agliana e Montale, tutti con le stesse modalità,  sono il sintomo di una grave patologia che richiede una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni con interventi non  solo repressivi ma ancorati a ristabilire dignità e legalità al lavoro. Come Chiesa non possiamo tacere e, chiamati a confrontarci con il mondo del lavoro e i suoi mutamenti spesso repentini, affermiamo che la cultura del valore della dignità umana, del  lavoro serio, onesto  e giustamente retribuito – in ogni ambito – non possa essere oggetto di negoziazione”.