IRC, ovvero dipingere di senso la vita

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Condividiamo una riflessione del direttore Ufficio Scuola della Diocesi di Pistoia, Edoardo Baroncelli, alla luce dell’incontro formativo con don Luigi Maria Epicoco dello scorso 13 febbraio

Il compito dell’insegnante è non fermarsi alla superficie, ma riempire di senso capace di cambiare lo sguardo dei nostri ragazzi ed aprirli alla speranza.  L’incontro con don Luigi Maria Epicoco, tappa del cammino di formazione per gli insegnanti di Religione della Diocesi, ha lasciato un segno forte nel cuore di tutti.

Don Luigi ha raccontato anche alcune esperienze da lui maturate negli anni in cui ha svolto il compito di insegnante di Religione esortando tutti a non sentirsi irrilevanti, ma a percepire l’importanza di quanto ciascuno può fare. È spesso merito degli IRC se le nostre scuole sono ancora luoghi dove i ragazzi vengono ascoltati, accolti, aiutati a intercettare le domande decisive della vita. È spesso proprio grazie a loro se la scuola sa farsi compagna di strada, capace di sostenere e rialzare, indicando cieli nuovi e terre più pulite, fuori e dentro il cuore dei nostri giovani.

Una scuola “capace di arancione”, come ha detto don Luigi citando una sua esperienza di insegnante in riferimento all’affresco di Francesco da Montereale presente nel coro delle monache della chiesa della Beata Antonia, che ritrae la crocifissione su uno sfondo splendidamente arancione. Così che non si capisce se è tramonto o alba, se è la fine o l’inizio di qualcosa di nuovo. «Prof. sto camminando sulla spiaggia da solo e sto guardando il mare. Vedo il sole che sta tramontando. E mi domando se tutto questo dolore significa per noi che questo tutto sta finendo o tutto sta iniziando». Questo è il compito di un insegnante di religione (e non): dipingere di arancione il fondale della vita dei nostri studenti, cioè di qualcosa che può dare senso alla vita e all’esperienza.