L’omelia del Vescovo per il nuovo Anno Pastorale

Domenica 1 ottobre la celebrazione nella Cattedrale ha segnato l’inizio del nuovo Anno Pastorale e della seconda sessione del Sinodo

Il cammino sinodale di quest’anno che ci condurrà alla conclusione dell’evento sinodale vuole essere un cammino di conversione. Si tratta proprio di conversione. E’ una cosa seria“.

Queste le parole che il Vescovo di Pistoia, Mons. Fausto Tardelli, ha scelto nella prima parte della sua omelia in occasione della celebrazione della messa per l’avvio del nuovo Anno Pastorale svoltasi domenica 1 ottobre 2023.
Tanti i riferimenti al cammino che, nel prossimo futuro, coinvolgerà non solo i gruppi sinodali, ma le intere parrocchie della Chiesa di Pistoia per indagare e individuare le risposte alle “attese di Vangelo” individuate nel Libro Sinodale.

La seconda sessione nella quale stiamo entrando appieno, permetterà ora di individuare le risposte, i cambiamenti, gli impegni, i cammini di conversione che quelle sfide ci richiedono. Quest’anno il Signore ci offre un’occasione storica per riformare la nostra vita personale e quella della nostra chiesa locale. E’ uno sforzo di discernimento che ancora una volta è necessario affidare alla grazia dello Spirito Santo che custodisce il segreto di ogni ecclesiale discernimento“.

QUI è possibile leggere il testo integrale dell’omelia di Mons. Tardelli.




Veglia di Pentecoste: l’invito del Vescovo ai sinodali

Quest’anno la Veglia si svolgerà nella chiesa di San Francesco sabato 27 maggio alle 21. Sono chiamati a partecipare soprattutto i padri e le madri sinodali e i fedeli del vicariato di città

Sabato 27 maggio alle 21 presso la Chiesa di San Francesco a Pistoia il vescovo Tardelli presiede la Veglia di Pentecoste. Un momento importante che si intreccia profondamente al cammino sinodale della Chiesa di Pistoia. Proprio in occasione della messa della Veglia dello scorso anno, ad inizio giugno 2022, venne infatti consegnata la Lettera Pastorale Convocati dallo Spirito che segnò, di fatto, l’inizio del lungo percorso di avvicinamento al Sinodo e fu il primo atto di formazione per moderatori e segretari per questo storico appuntamento della Chiesa di Pistoia.

Nell’ultimo incontro dei Circoli minori lo scorso 17 maggio il Vescovo ha ricordato il legame tra Pentecoste e Sinodo nel suo saluto in diretta streaming ai gruppi dei Circoli minori riuniti. «Guidati dallo Spirito – ha sottolineato Tardelli – entriamo dentro le esigenze del Vangelo di oggi, che la nostra comunità ci richiede e che cerchiamo di individuare insieme. Dobbiamo renderci conto delle nostre responsabilità nell’essere testimoni di quanto scritto nel Vangelo in questi tempi così complessi ».

«Continuiamo ad invocare lo Spirito Santo – ha aggiunto il Vescovo di Pistoia – continuiamo a pregarlo, continuiamo a chiedere la sua luce per guidare i nostri passi. Per questo è importante l’invito a vivere insieme, come sinodali ma più in generale come comunità, la Veglia di Pentecoste che si svolgerà nella chiesa di San Francesco il prossimo sabato per celebrare assieme l’Eucarestia, per chiamare a noi ancora una volta, tutti insieme, e con forza, la guida dello Spirito Santo per tracciare il nostro cammino».

«Invochiamo con fiducia la presenza dello Spirito – ha concluso Tardelli nel suo invito diretto ai sinodali, ma aprendo ed estendendo il suo appello a tutta la comunità pistoiese – perchè possa essere sempre on noi, facendolo trasparire anche nella stesura del documento che verrà poi presentato al termine di questa fase di confronto».

 




Pasqua 2023: gli auguri del Vescovo

Il videomessaggio alla Diocesi di Monsignor Tardelli

È Pasqua. Mi domando cosa voglia dire formulare degli auguri in questo tempo della storia. Cosa significhi ridirsi “buona Pasqua” in un mondo così toccato da tante crisi e segnato dal male. Un’altra Pasqua con la guerra alle nostre porte, dopo quella dello scorso anno, e con difficoltà sociali ed economiche che pressano il nostro Paese ed il nostro territorio.

Il tempo di Pasqua è però tempo di speranza. Il momento in cui possiamo ridirci la notizia più bella e straordinaria che l’uomo possa ricevere: Gesù Cristo è risorto. Ha vinto la morte. Ha vinto ogni cattiveria dell’uomo. Ha sconfitto il male che rovina l’uomo. Certo, bisogna credere in Lui, osservare i suoi comandamenti, perché soltanto così la nostra vita diventa veramente felice. Auguro, allora, una buona Pasqua.

A tutti, credenti e non credenti, perché possiamo camminare insieme nella luce del bene. Mi auguro che tutti possano fare l’esperienza di sentirsi amati, in modo pieno e completo, da un Dio che cerca ognuno di noi. Se Cristo è risorto possiamo non aver più paura di niente e, abbandonata ogni paura, impegnarci nel bene, provare a creare una vita nuova, un mondo nuovo, una società nuova.

Buona Pasqua a tutti.

+ Fausto Tardelli, vescovo

 

Qui il testo integrale dell’omelia per la solennità di Pasqua di Risurrezione

 




Tardelli: «Anche di te Dio ha bisogno ora»

Il Signore e il mondo «vorrebbero trovare in noi non dei supereroi, ma persone che credono a ciò che proclamano, che insegnano ciò che credono e vivono ciò che insegnano»

Nell’apertura della sua omelia per la “Messa Crismale, celebrata mercoledì 5 aprile alle 21 in Cattedrale, il vescovo Tardelli ha sottolineato la ricchezza di una liturgia che raccoglie tutto il presbiterio attorno al vescovo, con i diaconi e i laici dove «per la consacrazione si comunica concretamente la misericordia divina che raggiunge ogni uomo per santificarlo e renderlo sacrificio di lode ». Una ricchezza che ricorda «una verità alquanto paradossale ma che davvero ci scuote e ci commuove: Dio ha bisogno di noi».

«È una affermazione che ha dell’incredibile – ha spiegato il vescovo Tardelli — ma che esprime un fatto: Dio ha “voluto” aver bisogno di noi, dandoci così un segno mirabile del suo straordinario amore. Come nell’economia sacramentale la Grazia divina passa attraverso i segni del pane, del vino e dell’olio, e lo vediamo specialmente stasera, così Dio si serve di noi, si vuol servire di noi». «Gesù ha costituito la Chiesa come suo corpo. Attorno a sè ha radunato uomini e donne come suoi discepoli e amici. Ha chiesto loro di compiere i suoi gesti in sua memoria; ha dato loro un’effusione speciale dello Spirito per consacrarli e abilitarli ad agire in nome suo. (…) Dio, dunque, si è per così dire affidato alle nostre povere mani e ci chiede con insistenza, ci ripete accoratamente: Io ho bisogno di te. Ho bisogno di voi, insieme. Ho bisogno delle tue mani, del tuo cuore della tua testa. Ho bisogno della tua voce, del tuo tempo, di tutto di te. Ho bisogno che siate una cosa sola, perché il mondo creda. Ne ho un bisogno assoluto, urgente».

Una verità che è motivo «del nostro impegno e della nostra gioia, nostro onore e nostro vanto. Questa consapevolezza è anche ciò che guida i lavori sinodali e da senso all’impegno per essere una Chiesa sinodale». «Ma non ce lo dice soltanto il Signore. Ci implorano — ha aggiunto il Vescovo — anche i ragazzi, i giovani, gli uomini e le donne del nostro tempo. Ci implorano coloro che soffrono nel corpo e nello spirito e attendono speranza: i poveri, gli ultimi della terra, gli scartati del mondo, quelli che non trovano più un significato alla loro vita e sono disperati, che sono soli e sconsolati, che sono vittime innocenti e scandalizzati dalle ingiustizie e dalle cattiverie del mondo. Quelli che vivono nel peccato, lontano da Dio, gli indifferenti, i criminali, i senza Dio».

«Se Dio ha voluto aver bisogno di noi, noi, la nostra parte, per piccola che sia, dobbiamo cercare di farla nel migliore dei modi». «Il Signore innanzitutto e poi gli uomini e le donne del mondo– ha concluso -, vorrebbero trovare in noi non dei supereroi ma persone che credono a ciò che proclamano, che insegnano ciò che credono e vivono ciò che insegnano. Persone vere e sincere, che comunicano Gesù Cristo con tutta la propria umanità toccata dalla Grazia e resa veicolo di amore autentico. Persone che sanno trasmettere il messaggio della salvezza, annunciando con gioia la verità sulla vita e sul suo destino».




Settimana Santa 2023: le celebrazioni con il Vescovo

Luoghi e orari delle celebrazioni della Domenica di Passione e della Settimana Santa con monsignor Tardelli in Cattedrale e non solo

Domenica 2 aprile la Chiesa celebra la Domenica delle Palme, giorno solenne che inaugura la Settimana Santa. Come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica ogni celebrazione liturgica e in modo particolare la Settimana Santa «non soltanto ricorda gli eventi che hanno operato la nostra salvezza; essa li attualizza, li rende presenti. Il Mistero pasquale di Cristo viene celebrato, non ripetuto. Sono le celebrazioni che si ripetono. In ciascuna di esse ha luogo l’effusione dello Spirito Santo che attualizza l’unico Mistero».

Ripercorrere la Passione di Gesù e la sua Resurrezione è un’occasione da non perdere per lasciarsi coinvolgere dalla suggestioni dei riti della Settimana Santa, ma soprattutto per permettere al Signore di guarirci e aprire alla speranza la nostra esistenza. 

Le celebrazioni con il vescovo avviano sabato 1 aprile, quando alle 17.30 nella chiesa di Sant’Ignazio, monsignor Tardelli celebrerà la Benedizione dell’olivo e avvierà la processione fino alla Cattedrale di San Zeno dove sarà concelebrata la Messa. In quel giorno tutte le altre celebrazioni liturgiche del centro storico sono sospese.

Il vescovo presiederà in Cattedrale la Messa crismale con la benedizione degli olii santi mercoledì 5 aprile alle 21. In Duomo per il triduo pasquale il vescovo presiederà giovedì alle 18.00 la Messa in Coena Domini con la lavanda dei piedì, venerdì alle 21 la liturgia della Passione e sabato alle 22 la Veglia pasquale.

Domenica 9 aprile, Pasqua di Resurrezione il Vescovo presiede alle 11.00 la Messa Pontificale in Cattedrale con al termine la benedizione apostolica e annessa indulgenza plenaria.

Quest’anno, in occasione dei riti della Settimana santa il vescovo si sposterà anche nelle altre chiese del Centro Storico: Domenica delle Palme il Vescovo presiede la Messa che partirà da San Giovanni Fuorcivitas alle 11 e si concluderà in San Paolo; Giovedì santo celebrerà la Messa alle 21 in San Bartolomeo presso la Fraternità apostolica di Gerusalemme e venerdì alle 15.30 sarà di nuovo in san Paolo per la celebrazione della Passione.

 




L’apertura solenne del Sinodo Diocesano

Sabato 25 marzo la Celebrazione in Cattedrale con il Vescovo Tardelli e i Sinodali.

La cronaca di una serata memorabile con alcuni passaggi dell’omelia e della relazione del Vicario Generale don Cristiano D’Angelo

 

È l’ora di alzarsi: per la Chiesa di Pistoia si apre ufficialmente un nuovo capitolo, una tappa che chiede di fare i conti con la propria identità di Chiesa locale, radicata in una storia e in un territorio, ma dentro un “cambiamento d’epoca” che invita alla missione. «Con il Sinodo diocesano – ha infatti affermato il vescovo Tardelli nell’omelia – Dio ci dice di alzarci, di risorgere a vita nuova, di intraprendere con coraggio la vita nella testimonianza del suo amore».

In tanti si sono “alzati” e ritrovati insieme in occasione della Messa di Apertura di sabato 25 marzo: i quasi 400 sinodali, il Presbiterio quasi al completo, numerosi fedeli dalle parrocchie e dal mondo delle aggregazioni laicali, insieme alla presenza dei sindaci del territorio e di altre autorità civili e militari. Una celebrazione del respiro corale, con momenti di grande intensità.

La liturgia è avviata in Battistero, da dove – al canto delle litanie – si è snodato processionalmente il corteo formato dai sinodali e seguito dai presbiteri, i canonici e il Vescovo Tardelli. La Messa ha seguito la liturgia della V domenica di Quaresima con la proclamazione del Vangelo di Giovanni e l’episodio della Resurrezione di Lazzaro. A partire da quel brano e concentrandosi sul grido con cui Gesù richiama alla vita l’amico dal sepolcro, Monsignor Tardelli ha commentato: «Il grido di Gesù, carissimi amici e fratelli, questa sera è rivolto a ciascuno di noi e alla nostra Chiesa. Gesù ci vede bisognosi di salvezza. Bisognosi di uscire fuori dalle nostre paure e chiusure».

Il Sinodo – ha poi aggiunto – «è un dono d’amore innanzitutto perché ci riunisce insieme, noi così tante volte dispersi e frantumati; perchè ci fa essere un corpo solo che voi sinodali ben rappresentate, investiti stasera dal soffio dello Spirito, per vivere giorni indimenticabili di unità e di speranza»; «un dono d’amore» perché insegna ad essere una Chiesa «che cammina insieme e insieme testimonia l’amore del Signore»,  perché «invita a guardare avanti, verso gli altri, verso tutti gli uomini e le donne del nostro tempo e dei nostri territori, ai quali siamo inviati come debitori di amore e come testimoni che rispondono alle attese di Vangelo presenti nel cuore di tutti e della società».

Al centro del presbiterio un grande leggio su cui era aperto l’Evangeliario ha manifestato a tutti la centralità del Vangelo e il riferimento imprescindibile alla Parola di Dio. Al termine dell’Omelia del Vescovo i padri e le madri sinodali hanno pronunciato insieme la professione di fede che accompagna l’impegno di assumersi responsabilmente il proprio «ufficio di Sinodale» nell’adesione alle verità della Fede e al Magistero della Chiesa. Ognuno dei sinodali ha quindi firmato personalmente, toccando con una mano il libro dei Vangeli in segno di giuramento solenne, un grande foglio steso sull’altare. Uno dopo l’altro, in una lunga ma intensa processione, i sinodali hanno posto il proprio nome nella storia del XX Sinodo diocesano della Chiesa di Pistoia; per ultimo ha firmato il Vescovo Tardelli.

La Messa è quindi proseguita con la liturgia eucaristica. Al termine è intervenuto il Vicario Generale don Cristiano D’Angelo che ha rivolto al vescovo e ai presenti la sua Relazione in apertura del Sinodo.

«Perché facciamo un Sinodo?. Senza dubbio – ha affermato il Vicario Generale — perché il magistero di Papa Francesco ha rimesso al centro della Chiesa la questione della sinodalità». «Rimettere al centro della Chiesa la sinodalità – ha spiegato – è riaffermare il sacerdozio battesimale dei credenti, la realtà del popolo di Dio che, animato dallo Spirito, è tutto insieme chiamato a cercare di capire cosa ci chiede oggi Dio, a discernere quali sono “i segni dei tempi”, cioè le esperienze umane, gli eventi, fuori e dentro la Chiesa, attraverso i quali Egli ci parla e ci invita a conversione».

«Invitandoci a domandarci quali sono “le attese di Vangelo” di oggi, — ha spiegato don D’Angelo – il nostro vescovo Fausto ha voluto porci in uno stato di ascolto, invitarci all’attenzione, per riconoscere tra i bisogni e le attese del nostro tempo quelle che hanno bisogno della buona notizia dell’amore, della speranza della risurrezione, della giustizia, della pace, della fraternità, cioè di quelli che sono i valori evangelici e che noi crediamo essere un balsamo per l’animo, un lievito di bene per la società, un farmaco di giustizia per il mondo. Non è scontato questo invito. Si ricordino le parole del Signore: “Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?” (Lc 12,56)».

Don Cristiano D’Angelo ha anche brevemente illustrato i prossimi passaggi del Sinodo e le principali tematiche contenute nell’Instrumentum laboris «emerse nel lavoro dei gruppi sinodali che saranno oggetto del Sinodo a partire dalla prima Assemblea generale di venerdì 14 Aprile a Valdibrana». «Nella seconda sessione del Sinodo, quella dell’anno prossimo, — ha spiegato — avremo modo di tradurre la fecondità dell’ascolto nel coraggio di nuove scelte pastorali»; «il frutto del Sinodo sarà offerto alla fine delle due sessioni sinodali al Vescovo per un ulteriore e decisivo discernimento evangelico che il Vescovo è chiamato ad operare in forza del carisma apostolico che gli è affidato, garanzia della evangelicità e cattolicità della Chiesa».

Prima della Benedizione finale tutti i sinodali hanno recitato insieme la preghiera “Adsumus”, la preghiera che i padri conciliari proclamavano ad ogni sessione del Concilio Vaticano II, che tradotta suona “siamo qui davanti”: un “eccoci” rivolto a Dio ma anche a tutta la Chiesa di Pistoia per invocare il dono dello Spirito all’aprirsi del cammino sinodale.

Ugo Feraci





Indicazioni del vescovo per vivere la Quaresima

I suggerimenti per camminare insieme verso la solennità di Pasqua

Con l’inizio del tempo di Quaresima il vescovo Tardelli ha segnalato alla Diocesi alcune indicazioni per vivere con intensità questo tempo forte dell’anno liturgico e prepararsi in modo adeguato alle feste pasquali. Un tempo di grazia che sarà reso ancora più speciale dall’apertura del Sinodo diocesano il prossimo 25 marzo.

Il Sinodo ci invita a ricordare che siamo “Sospinti dallo Spirito per testimoniare a tutti la gioia del Vangelo”: un impegno che richiede una partecipazione corale da parte di tutta quanta la Chiesa locale in tutte le sue articolazioni. Per questa ragione il vescovo Tardelli invita tutti, in primo luogo, ad «ascoltare, meditare e pregare attentamente le letture della parola di Dio che ogni domenica ci vengono proposte», ma anche a «leggere e riflettere sul messaggio di Papa Francesco per la Quaresima dal titolo “Ascesi quaresimale, itinerario sinodale”».

Uno sguardo particolare è rivolto alla guerra in Ucraina ad un anno dall’inizio dei combattimenti. Il vescovo pertanto, invita a «pregare personalmente e organizzare in parrocchia veglie comunitarie per la pace in Ucraina e nel mondo».

Il cammino Quaresimale ricorda a tutti, accanto alla priorità della preghiera, il precetto del digiuno e dell’astinenza. In tal senso il vescovo raccomanda di «adottare qualche forma di penitenza personale ogni venerdì di Quaresima, non solo alimentare. Per le persone in salute, non anziane o non troppo giovani, nel giorno di venerdì si è invitati a non mangiare carne e cibi costosi, accontentandosi di pasti di magro, frugali e semplici. Sempre le stesse persone sono invitate il venerdì santo a digiunare, cioè a consumare un solo pasto frugale nella giornata».

Preghiera e digiuno si accompagnano alla carità. Per questo il vescovo richiama tutti a «compiere gesti di carità verso il prossimo, seguendo le indicazioni classiche delle sette opere di misericordia corporali e delle sette opere di misericordia spirituali», ma anche a «contribuire economicamente alle opere missionarie, in particolare ad una borsa di studio per un sacerdote brasiliano, della Diocesi di Balsas, dove è stato vescovo il nostro concittadino Mons. Rino Carlesi e dove ha svolto il suo servizio missionario per molti anni la nostra Nadia Vettori».

Mons. Tardelli chiede inoltre di «aggiungere a tutte le preghiere dei fedeli delle Messe dei sabati sera e domeniche della Quaresima due intenzioni: una per la fine della guerra, l’altra per il Sinodo. Al termine di ogni celebrazione eucaristica, dei sabati e delle domeniche di Quaresima, dopo il postcommunio — conclude il vescovo — si reciti tutti insieme la preghiera per il Sinodo Diocesano».




Il messaggio di Natale del Vescovo Tardelli

Nelle parole di Monsignor Tardelli un invito alla riscoperta dalla gioia

Sono belle le feste di Natale. C’è chi brontola e si arrabbia, chi le critica ed è scontento. Si può dire tutto il male che si vuole delle luci, degli addobbi, degli auguri che sanno di ipocrisia. Però, nel fondo di noi stessi, le feste di Natale ci piacciono, non ci lasciano indifferenti. E il motivo è molto semplice: il buon Dio ci ha fatto per la gioia, per la felicità, per lo star bene insieme, per volerci bene, per la vitalità della vita. E le feste di Natale, almeno per un attimo, ci rivelano questa nostra vocazione profonda, radicata in tutte le fibre del nostro essere. Solo che poi, basta un attimo e il nostro io presuntuoso e superbo riprende il sopravvento; la paura di essere defraudati di qualcosa ci rende ostili, il dio denaro che ci permette di fare ciò che si vuole in realtà ci fa schiavi e odiosi. La società diventa allora una giungla ed è la guerra di tutti contro tutti.

Perché non sia questo il destino del mondo, nacque un bambino tanti secoli fa a Betlemme di Giudea che per i cristiani è Dio stesso venuto a restituirci la gioia di vivere. Anche per chi non crede, celebrare la nascita di un bambino è un inno alla vita e un invito a stringersi insieme per accogliere chi ha bisogno di tutto.

Ecco allora il mio messaggio per il Natale: viviamo intensamente e con entusiasmo la festa, tutti, condividendo la gioia; ma facciamo in modo di costruirla ogni giorno questa festa che sia il trionfo della vita nell’amore donato e ricevuto.

Fausto Tardelli, vescovo

 

(foto di Mariangela Montanari)




Un cammino di libertà con Mansueto Bianchi

Venerdì 4 novembre in Cattedrale a Pistoia alle 17 la presentazione del volume “Testimoni di libertà. Il cammino dell’Esodo”: una nuova pubblicazione per rivivere le catechesi proposte ai giovani dal vescovo Bianchi. Alle 18 la messa in suffragio presieduta dal vescovo Fausto Tardelli.

 

PISTOIA 29/10/2022. Il prossimo 4 novembre la Chiesa di Pistoia ricorda il vescovo Mansueto Bianchi nel giorno del suo compleanno. Quest’anno la ricorrenza è accompagnata dal dono di una nuova pubblicazione che raccoglie la trascrizione delle sue catechesi ai giovani sul libro dell’Esodo. Il volume, intitolato “Testimoni di libertà. Il cammino dell’Esodo”, è l’ultimo volume di una “trilogia” che ripropone le parole pronunciate dal vescovo Bianchi in occasioni dei cicli della “Scuola della Parola”, una serie di incontri organizzata dall’ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Pistoia in cui il vescovo Bianchi guidava i giovani a cogliere la bellezza e la profondità della Parola di Dio.

Ancora una volta questo terzo volume offre la possibilità di confrontarsi direttamente con le parole del vescovo Bianchi e di ritrovare la freschezza di quella esperienza. Il testo, che  riporta fedelmente le catechesi pronunciate per l’edizione della Scuola della Parola dell’anno pastorale 2009/2010 dedicate al libro dell’Esodo, permette di cogliere pienamente il suo talento di esegeta, capace di parlare a tutti e far sentire attualissime anche le parole dell’Antico Testamento. «Il libro dell’Esodo — spiegava il vescovo Mansueto nella prima catechesi — è tutto raccolto attorno ad una parola sola che non è soltanto una parola, diventa un grido. Questa parola-grido è: libertà (…). Questo libro dell’Esodo libererà la nostra categoria di libertà da tanti aspetti, abbagli e caricature della libertà stessa. Un libro che ci aiuterà a diventare liberi».

«Spero — scrive il vescovo Fausto Tardelli nella prefazione — che la lettura di queste pagine risuoni forte nel cuore di chi, da giovane, le ascoltò, ma infiammi anche il cuore di tutti gli altri lettori attingendo ad una genuina fonte di acqua fresca e ristoratrice».

Venerdì 4, la presentazione avrà luogo in Cattedrale alle 17 e sarà poi seguita dalla celebrazione della Messa in suffragio presieduta dal vescovo Fausto Tardelli. Per l’occasione sarà possibile acquistare “Testimoni di libertà”, poi in vendita presso la libreria San Jacopo di Pistoia (via Puccini, 34).

Il volume si aggiunge alle altre due pubblicazioni dedicate alle trascrizioni della Scuola della Parola: segue infatti quelle dedicate al Vangelo di Matteo pronunciate nell’anno pastorale 2010/2011 (Matteo la storia di uno sguardo, Ed. San Jacopo, Pistoia 2019), e quelle su Giovanni risalenti al 2008/2009 (Volti incontro a Gesù. Il Vangelo di Giovanni, Ed. San Jacopo, Pistoia 2020).

Mons. Mansueto Bianchi era nato a Santa Maria in Colle (Lucca) nel 1949. Ordinato presbitero il 29 giugno 1974, ha frequentato la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la licenza in teologia biblica. È stato vicedirettore del Seminario di Lucca e insegnante in Sacra Scrittura, assistente diocesano unitario di Azione cattolica, delegato per l’apostolato dei laici e direttore dello studio teologico interdiocesano.

Eletto alla sede vescovile di Volterra il 18 marzo 2000, viene ordinato vescovo il 3 maggio 2000, per poi essere trasferito a Pistoia il 4 novembre 2006. Papa Francesco lo nomina Assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana il 5 Aprile 2014. È morto a Roma il 3 agosto 2016.

Mansueto Bianchi, Testimoni di libertà. Il Cammino dell’Esodo, Edizioni San Jacopo, Pistoia 2022, pp. 202, euro 7.

 




Alla ricerca della gioia del Vangelo

La lettera del vescovo per l’anno pastorale 2022/2023

Tardelli: «Ecco perché siamo in viaggio per il Sinodo diocesano. Non per fare discorsi o perdere tempo, ma per ritrovare l’Evangelii gaudium, cioè la gioia che ci renda testimoni di speranza»

 

Il Vescovo Tardelli consegna alla Diocesi la sua nuova lettera pastorale intitolata “Alla ricerca della gioia del Vangelo”. Il riferimento evidente, pur nella traduzione italiana, è al documento programmatico di papa Francesco, l’Evangelii gaudium, dove sono espressi i punti chiavi del pontificato: dall’esigenza di riscoprirsi =Chiesa missionaria evangelizzatrice, naturalmente “in uscita”, alla “gioia evangelizzatrice”, al “non lasciamoci rubare la speranza!”.

Ritrovare la gioia del Vangelo, ricorda il vescovo Tardelli, è la finalità stessa del sinodo diocesano che la Chiesa di Pistoia sta elaborando attraverso il lavoro nelle parrocchie. «Ecco perché, carissimi, — scrive il vescovo Tardelli —siamo in viaggio per il Sinodo diocesano. Non per fare discorsi o perdere tempo ma per ritrovare l’Evangelii gaudium, cioè la gioia del Vangelo, che ci coinvolga pienamente e ci renda umili testimoni e messaggeri di speranza. Vogliamo metterci in ascolto di quello che lo Spirito Santo dice alla nostra Chiesa in questo contesto sociale locale e del mondo.

Vogliamo cogliere – come ci ha insegnato il concilio nella Gaudium et spes – «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce » che sono prima di tutto dentro di noi come uomini e donne del mondo e insieme nel cuore dei fratelli e delle sorelle – dei poveri soprattutto – che ci stanno accanto, di questa nostra umanità, del mondo intero. Si tratta di assumere lo sguardo di Gesù sull’umanità, come ci viene riferito nel vangelo, quando guardando la folla che lo seguiva, ne ebbe compassione perché erano come pecore che non hanno pastore (Mc 6,30-34)».

L a lettera del vescovo Tardelli si articola in 5 punti: il primo propone una lettura del momento presente, il secondo esprime le finalità del Sinodo, sottolineando l’esigenza di recuperare la gioia del Vangelo e la natura missionaria della Chiesa. Negli altri il vescovo indica tre aspetti su cui insistere come Chiesa locale:

1. la necessità di sentirsi una “cosa sola”, una sola famiglia;

2. l’invito alla preghiera e a riscoprirne la forza;

3. l’importanza dell’ascolto attraverso la creazione di gruppi sinodali ed esperienze di ascolto dei “lontani”.

La lettera è disponibile sul sito diocesano e alla libreria San Jacopo di Pistoia (via Puccini, 34 – orario: mar-ven 9-13; 16-19.30; sab 9-13).