«Una scuola con le persone al centro»

di Valentina Brachi

Un incontro denso di significati e un punto di partenza per riflettere sul rapporto tra scuola e Chiesa. Venerdì 15 ottobre scorso, si è svolto nell’aula Magna del seminario vescovile di Pistoia l’incontro “Educare infinito presente” organizzato dall’ufficio scuola Diocesano presieduto dal vescovo Fausto Tardelli e monsignor Mariano Crociata.

Il dibattito e la riflessione sul contesto scolastico odierno ha fatto da cornice al ragionamento sulle molteplici sfide educative a cui sono chiamati gli insegnanti di ogni ordine e grado. «La scuola è una realtà che non può essere dimenticata dalla Chiesa» – ha ricordato monsignor Tardelli -. La scuola è un grande pettine che passa nella realtà, trova tanti nodi e li può superare solo se ne ha piena consapevolezza». «Come ufficio scuola la strada da intraprendere è il bisogno di essere comunità, vivere con la consapevolezza di essere insegnanti speciali, un dono» ha indicato Edoardo Baroncelli, direttore del servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica e dell’Ufficio Pastorale scolastica della Diocesi di Pistoia.

La riflessione del vescovo Crociata è stata incentrata sul recente documento della CEI “Educare, infinito presente”. «Non si può parlare di scuola senza conoscerla – ricorda il Presule -. La Chiesa si pone al servizio della scuola. Ha a cuore la scuola, la promuove e la sostiene. La Chiesa non promuove se stessa nella scuola, ma la scuola nel suo valore e ne riconosce la pluralità, che è un valore di tutti, a partire dai suoi protagonisti: alunni, insegnanti, personale scolastico». «Vivere la scuola attraverso l’incontro come esperienza di arricchimento di se stessi – ha continuato Crociata – è un impegno della scuola a tenere al centro le persone, a coltivare la dimensione comunitaria. La Chiesa vive dentro la scuola poiché vi operano persone credenti che possono generare il futuro e rigenerare il presente».

«Importante inoltre – ha ricordato il vescovo di Latina -, il rapporto di affezione tra insegnanti, alunni e cultura. Solo un contesto di relazione capace di coltivare interesse è in grado di far pervenire gli studenti a un inserimento positivo nel reale. Compito del docente è unire competenza professionale e relazione, raggiungere il cuore dello studente per “attivarlo” e aprirlo alla società. A maggior ragione, i docenti di religione cattolica sono chiamati ad animare una fede appassionata».

 




Le iniziative per l’ottobre missionario

Il mese di ottobre è dedicato alle Missioni. La Veglia di quest’anno si svolgerà nella chiesa di San Benedetto giovedì 14 alle 21 e sarà presieduta dal vescovo Fausto Tardelli

di Daniela Raspollini

Ogni anno la Chiesa di Pistoia dedica alle Missioni una Veglia di preghiera organizzata a cura del Centro missionario. L’edizione 2021 si svolgerà giovedì 14 ottobre alle 21 presso la parrocchia di San Benedetto. La Veglia, presieduta dal vescovo Fausto Tardelli, rappresenta il momento culminante del mese che, da 95 anni, è interamente dedicato alla missio ad gentes.

Come afferma papa Francesco nel suo messaggio per la Veglia di quest’anno: «Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20). Tutto ciò che abbiamo ricevuto, tutto ciò che il Signore ci ha via via elargito, ce lo ha donato perché lo mettiamo in gioco e lo doniamo gratuitamente agli altri. Come gli apostoli che hanno visto, ascoltato e toccato la salvezza di Gesù (cfr 1Gv 1,1-4), così noi oggi possiamo toccare la carne sofferente e gloriosa di Cristo nella storia di ogni giorno e trovare il coraggio di condividere con tutti un destino di speranza, quella nota indubitabile che nasce dal saperci accompagnati dal Signore. Come cristiani — prosegue il Papa — non possiamo tenere il Signore per noi stessi: la missione evangelizzatrice della Chiesa esprime la sua valenza integrale e pubblica nella trasformazione del mondo e nella custodia del creato». Le parole di papa Francesco, sulla scia delle sue encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti sono, come sempre, impegnative. «Non abbiamo scuse — spiega Lucia Fedi, del Centro missionario diocesano —, tanto più se facciamo memoria dei missio- nari, annunciatori del Vangelo ma anche promotori di una vita nuova che valorizza la dignità e le potenzialità che il Signore ha donato a ciascun essere umano, doni che necessariamente devono essere messi al servizio di tutti».

La Giornata mondiale missionaria sarà invece celebrata domenica 24 ottobre attorno al tema: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato (At 4,20). Testimoni e profeti”. «Il Centro missionario diocesano — prosegue Lucia Fedi —, invita i fedeli ad essere generosi in questo giorno speciale perché se è vero la pandemia del Covid- 19 ha colpito duramente la nostra nazione, dobbiamo però avere coscienza che si sta aprendo uno scenario di speranza, sia dal punto di vista economico che sanitario e sociale.

Non è dunque possibile dimenticare che la pandemia ha colpito in modo ancora più drammatico i paesi più poveri dove la popolazione manca di tutto: di lavoro, di cibo, di acqua, ma anche di istruzione, assistenza sanitaria e vaccini. Non possiamo fare a meno di registrare le tragiche conseguenze delle devastazioni causate dai cambiamenti climatici, dallo sfruttamento insensato del suolo e dei beni minerari, ma soprattutto dalle guerre e dal terrorismo che vengono portati avanti, anzi alimentati, dagli interessi economici e dal traffico delle armi prodotte nei paesi occidentali, Italia compresa. Non è lecito quindi lamentarsi se da noi arrivano tanti migranti, nei confronti dei quali, come cristiani, abbiamo il dovere di essere accoglienti ed aiutarli ad integrarsi. “Dio è amore” ci ricorda San Giovanni apostolo».

(ottobre 2021)




La storia e il culto di San Giuseppe

Accanto a Maria Vergine è umile e silenziosa figura che accompagna e protegge Gesù e la Chiesa Anche in diocesi non mancano tracce del suo premuroso patrocinio

Venerdì 19 marzo, per la solennità di San Giuseppe il vescovo Tardelli celebrerà alle ore 18 la santa Messa in Cattedrale. La messa sarà offerta in suffragio di don Italo Taddei, a un mese di distanza dalla sua morte.

di Maria Valbonesi

L’8 dicembre 1870 – circa tre mesi dopo la breccia di Porta Pia – Pio IX proclamò san Giuseppe patrono della Chiesa cattolica, fissandone al 19 di marzo la solenne ricorrenza festiva. In uno dei momenti più critici della sua storia, la custodia della Chiesa veniva così affidata a colui che era stato il paterno custode di Gesù – per quanto tempo è impossibile dire, certo fin dopo il dodicesimo anno di età. Infatti i Vangeli sinottici ricordano per l’ultima volta Giuseppe nelle parole che Maria rivolge a Gesù dopo averlo finalmente ritrovato a Gerusalemme fra i dottori del Tempio: «Ecco, tuo padre ed io ti cercavamo, stando in gran pena».

«Tuo padre ed io»: sembrano una cosa sola, mentre invece sono separati dall’abisso del più profondo mistero – l’Incarnazione del Verbo – e tuttavia legati insieme alla custodia del Verbo Incarnato. Ma è possibile per Giuseppe vivere in una simile contraddizione? È possibile, perché Giuseppe «era un uomo giusto», che quando seppe che la sua promessa sposa aspettava un bambino, non volendo «esporla a infamia, decise di licenziarla segretamente»; e, proprio perché giusto, era anche un uomo capace di sognare i sogni di Dio, in seguito ai quali prima «prese con sé la sua sposa», poi «prese di notte il bambino e sua madre e fuggì in Egitto», infine, dopo la morte di Erode, li ricondusse in Israele – sempre senza far parte del loro mistero eppure essendo ad esso indispensabile. Così procedette sul filo impercettibile dove esclusione e presenza coincidevano senza toccarsi; e così, santo nella sua “giustizia”, lo troviamo raffigurato infinite volte insieme a Maria e Gesù: perché la Madre può stare sola col Figlio – ma senza Giuseppe non ci sarebbe la Famiglia, che è simbolo e modello di tutte le famiglie cristiane.

Ora poi, davanti alla minaccia di tante forze – e debolezze – disgregatrici, esterne e interne, si carica di significato il fatto che alla festa di San Giuseppe sia stata associata quella non del Padre – che è un Altro – ma del Babbo. E in questo senso familiarmente paterno san Giuseppe è stato anche proclamato patrono, dal granduca Cosimo III, della Toscana; da Leone XIII e da Pio XII, dei lavoratori; e da Francesco di questo 2021, perché «il mondo ha bisogno di padri».

Quanto si è detto finora a proposito della iconografia di san Giuseppe non toglie che se ne trovino immagini singole e che ci siano chiese e oratori, Ordini e Opere (come le suore giuseppine o la Pia Unione del Transito di san Giuseppe) a lui intitolati e miracoli a lui attribuiti. Per esempio, agli inizi dell’ 800, mentre tutti i monasteri di clausura della montagna pistoiese venivano – per la seconda volta, dopo Scipione de’ Ricci – arbitrariamente soppressi dal governo napoleonico, di fronte a questa sacrilega violenza le monache di Lizzano presentarono una formale richiesta di soccorso, firmata da ciascuna di loro, alla miracolosa immagine di san Giuseppe che tenevano in chiesa. Ed è comunque un fatto che, senza alcun motivo apparente, fra tutte le monache della montagna soltanto a quelle di Lizzano il governo napoleonico permise di restare nella clausura del loro monastero.

(dal settimanale diocesano La Vita, del 14/03/2021)

 

Per vivere l’anno santo dedicato a San Giuseppe

Fino all’8 dicembre 2021, grazie allo speciale Anno di San Giuseppe indetto da Papa Francesco, i fedeli di ogni parte del mondo potranno ricevere l’indulgenza plenaria.
Confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre sono le consuete condizioni richieste per lucrare l’indulgenza, in vista della quale la Penitenzieria apostolica – nel decreto che accompagna la lettera apostolica “Patris Corde” – ha disposto modalità precise.

Si concede l’indulgenza plenaria, nel dettaglio:

  • a quanti mediteranno per almeno 30 minuti la preghiera del Padre Nostro, oppure prenderanno parte a un ritiro spirituale di almeno una giornata che preveda una meditazione su San Giuseppe;
  • a coloro i quali, sull’esempio di San Giuseppe, compiranno un’opera di misericordia corporale o spirituale;
  • a quanti reciteranno il Rosario, nelle famiglie e tra fidanzati;
  • a “chiunque affiderà quotidianamente la propria attività alla protezione di San Giuseppe e ogni fedele che invocherà con preghiere l’intercessione dell’Artigiano di Nazareth, affinché chi è in cerca di lavoro possa trovare un’occupazione e il lavoro di tutti sia più dignitoso”;
  • ai fedeli che reciteranno le Litanie a San Giuseppe (per la tradizione latina), oppure l’Akathistos a San Giuseppe, per intero o almeno qualche sua parte (per la tradizione bizantina), oppure qualche altra preghiera a San Giuseppe, propria alle altre tradizioni liturgiche, “a favore della Chiesa perseguitata ad intra e ad extra e per il sollievo di tutti i cristiani che patiscono ogni forma di persecuzione”. (fonte Sir)



Dalla Cet un vocabolario per ricostruire il futuro

Umiltà, disinteresse e beatitudine. Le parole chiave del Papa raccolte negli atti dedicati alla giornata di studi promossa della Conferenza episcopale toscana

Tra i tavoli della mensa Caritas di Firenze alla SS. Annunziata, proprio lì dove papa Francesco si trovò a mangiare gomito a gomito con i poveri, giovedì 17 dicembre è stato presentato il volume Umiltà, disinteresse, beatitudine. Un vocabolario per ricostruire il futuro (Edizioni Toscana Oggi, 148 pagine, euro 14,90) curato dalla rete degli uffici delle comunicazioni sociali della Toscana.

Un libro — ha ricordato l’arcivescovo di Firenze e presidente della conferenza episcopale toscana Cardinale Betori — , realizzato “in obbedienza” al Papa, quando nel suo discorso al convegno ecclesiale di Firenze del 2015 aveva invitato a meditare il contenuto della sua esortazione pastorale Evangelii gaudium «per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni». «Il volume – ha ricordato don Alessandro Andreini – raccoglie i discorsi, le riflessioni e anche le sintesi dei tavoli di lavoro della giornata di approfondimento e condivisione che si era svolta a Firenze il 23 novembre 2019, realizzata alla presenza di circa 150 delegati e a partire da un vasto lavoro fatto sul territorio».

Anche dalla Diocesi di Pistoia erano infatti intervenuti una decina di delegati distribuiti nei diversi tavoli di lavoro. Il volume è incentrato sulle parole chiave del discorso del Papa tenuto a Firenze, rilette e rilanciate dalla relazione del teologo gesuita Christoph Theobald, ma comprende anche gli interventi del presidente del Parlamento europeo David Sassoli e gli approfondimenti di Basilio Petrà e Adriano Fabris. Le riflessioni del convegno su umiltà, disinteresse e beatitudine, ha ricordato dom Matteo Ferrari dell’eremo di Camaldoli, acquistano oggi un nuova forza e propongono stimoli utili e concreti.

Alla presentazione è intervenuto anche monsignor Riccardo Fontana, delegato episcopale Cet per la cultura e le comunicazioni sociali, che ricordando il compleanno del Papa ha suggerito di fare del volume un piccolo dono per il Santo Padre. (U.F.)




In famiglia verso il Natale

Un sussidio per vivere insieme l’Avvento

L’ufficio pastorale con la famiglia della Diocesi di Pistoia ha realizzato un sussidio per l’Avvento dedicato alle famiglie. All’interno si trovano i vangeli delle domeniche di Avvento, della Festa dell’Immacolata e del Natale corredati da commenti di don Roberto Breschi. Per ogni Domenica è poi presente un racconto per bambini, un disegno da colorare  e il racconto  delle apparizioni  mariane  ai bambini più conosciute.

Il libretto «In famiglia verso il Natale» presenta una bella copertina di Grazia Sgrilli.

Il sussidio vuole accompagnare giorno dopo giorno le famiglie, con la speranza di aiutarle a confrontarsi con le cose di Dio, ma
anche su quelle davvero importanti per la vita in un tempo così complicato. Il libretto è disponibile gratuitamente presso la libreria San Jacopo (via Puccini, 34) e scaricabile dal sito della Diocesi.




Mansueto racconta “i volti” del Vangelo di Giovanni

In uscita il 4 novembre, data di nascita del vescovo Bianchi, le catechesi ai giovani di un grande predicatore. Con l’acquisto del libro è anche possibile scaricare audio e video degli incontri.

Il 4 novembre Mansueto Bianchi avrebbe compiuto 71 anni. Quattro anni dopo la sua morte resta ancora vivo in Diocesi il ricordo e l’affetto di molti. Il carisma del vescovo Mansueto, indimenticato esegeta e “servo” della Parola è oggi ben illustrato da un nuovo libro pubblicato dalla Diocesi di Pistoia.

La pubblicazione, intitolata Volti incontro a Gesù. Il Vangelo di Giovanni (Edizioni San Jacopo, pp. 184, euro 7) segue il volume dedicato al Vangelo di Matteo (Matteo, la storia di uno sguardo, Edizioni San Jacopo) edito appena un anno fa. Questo nuovo libro, riporta la trascrizione di un’altra stagione della Scuola della Parola e riporta il titolo scelto dal vescovo Bianchi per le catechesi ai giovani proposte nell’anno pastorale 2008- 2009.

Il volume propone dieci capitoli dedicati a diversi personaggi del Vangelo di Giovanni: da Nicodemo alla Samaritana, da Lazzaro a Giuda, dalla Madonna a San Pietro. Una carrellata di volti che Mansueto Bianchi ha saputo tratteggiare in profondità ma anche con grande facilità di ascolto e oggi di lettura. «Quei volti — esordiva il vescovo Mansueto — sono i nostri, quei volti siamo noi, ritrovati, ripercorsi, riconfigurati attraverso alcuni personaggi di un Vangelo nuovo (….) forse, se così si può dire, il più bello dei Vangeli, il Vangelo di Giovanni».

«Nelle parole del vescovo — riporta la breve prefazione al testo — si percepiva la solennità e l’affabilità di chi annuncia una Verità che ti oltrepassa; e ti coinvolge; e ti rimette in cammino verso un di più ed un oltre, che sperimentavamo non essere miraggio ma promessa di compimento».

Questo nuovo libro è impreziosito dalla possibilità di scaricare gli audio e i video di quelle catechesi. Gli incontri infatti furono in quell’anno tutti registrati e trasmessi in televisione dall’emittente Tvl. In terza di copertina saranno disponibili le istruzioni per scaricare in files formato mp3 ed mp4 con un codice personalizzato.

«Il contenuto di queste pagine — scrive nell’Introduzione il Vescovo Fausto Tardelli, amico di una vita di Mansueto — è veramente ricco, prezioso, gustoso, nutriente. Penso che farà un gran bene a tutti coloro che le leggeranno. È come una fonte di acqua fresca che zampilla e disseta».

Mercoledì 4 novembre alle 21 il libro sarà presentato in diretta streaming sul canale YouTube diocesano e per l’occasione sarà anche riproposto il video di una catechesi di Mansueto. Da Mercoledì Volti incontro a Gesù sarà comunque in vendita alla Libreria San Jacopo di Pistoia (via Puccini, 36).




Lutto in Diocesi: è morto don Carlo Goffredi

Giovedì 29 ottobre, è morto don Carlo Goffredi, già parroco di Sant’Alessio e Germinaia. Da qualche giorno si trovava in Ospedale per le conseguenze di un infarto e per un quadro clinico già compromesso da altre patologie.

Un nuovo lutto che addolora la Diocesi ma che invitiamo a vivere alla luce della fede in Cristo risorto. Esprimiamo il più sincero cordoglio alla famiglia, ai fedeli che ha accompagnato in questi anni, come ad amici e conoscenti che hanno potuto apprezzare le sue qualità, il suo impegno e la sua fedeltà al Vangelo.

Dal primo pomeriggio di venerdì 30 sarà esposto nella chiesa di Sant’Alessio, dove saranno anche celebrate le esequie, presiedute dal vescovo Tardelli, sabato 31 alle ore 10.

Don Carlo Goffredi era nato il 9 dicembre 1942 a Villa d’Adige, presso Rovigo. Formatosi nel Seminario Diocesano era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1967. Prete novello fu vicario alla Ferruccia, poi cappellano a Montemurlo tra il 1968 il 1970. Successivamente è stato parroco di Saturnana fino al 1977, anno in cui ricevette l’incarico di parroco per la parrocchia di Sant’Alessio, dove ha svolto il suo ministero sacerdotale per oltre quarant’anni. In questo ultimo anno, per l’aggravarsi delle sue condizioni, era stato ospitato in Seminario a Pistoia.

Recentemente era tornato nella Casa di Accoglienza il Granello di Senape, da lui fondata a Collegigliato per l’accoglienza per minori con disagio. Don Carlo aveva anche desiderato spendere il proprio ministero in missione in Brasile, ma a causa delle sue condizioni di salute dovette rinunciare a questo progetto.




Un aiuto contro la crisi, il rendiconto dei fondi 8×1000

 

Ispirato agli indirizzi dettati dalla Conferenza Episcopale Italiana, a seguito anche delle recenti modifiche introdotte, il criterio della assegnazione e successiva erogazione dei fondi Irpef 8 per mille ha tenuto conto dei progetti, della situazione economica delle singole parrocchie e delle varie realtà diocesane. I fondi CEI costituiscono la fonte economica più significativa per il cammino della Chiesa locale e la realizzazione di molti progetti. Ogni anno le richieste aumentano e purtroppo non è stato possibile accoglierle tutte. Nella distribuzione si è tenuto presente ove possibile il criterio dell’alternanza, così da farne beneficiare anche quelle realtà che nel passato non ne hanno usufruito.

In questo esercizio finanziario sono state accreditate alla Diocesi di Pistoia le seguenti somme:

  • per il culto e la pastorale € 634.554,17;

  • per la carità € 611.687,82.

Per quanto riguarda il capitolo Carità, si è privilegiato il criterio progettuale, secondo un percorso intrapreso già da anni ma sempre maggiormente attuato e potenziato. In particolare, visto il momento storico contingente, ci siamo indirizzati maggiormente verso quelle realtà che intervengono a sostegno delle famiglie e dei singoli individui per fronteggiare il perdurare della dura crisi economica. Il numero di interventi in favore dei bisognosi, sia in diocesi che nelle realtà locali parrocchiali ha evidenziato ancora una volta l’aumento delle situazioni di difficoltà, come testimonia il dossier Caritas presentato lo scorso dicembre, mettendo in evidenza l’importanza di questi fondi otto per mille, senza i quali non sarebbe possibile arrivare in aiuto di così tante persone e realtà. Particolare attenzione, quindi, è stata rivolta a tutte quelle attività che gravitano intorno la Caritas diocesana in concomitanza con il progressivo impoverimento delle famiglie: Centro Caritas, mensa dei poveri, centro distribuzione vestiario, fondi di solidarietà, centri di ascolto zonali. Rilevante è anche il sostegno alle associazioni, sulla base di progetti futuri o in fase di realizzazione indirizzati al recupero degli ex detenuti; ai centri aiuto alla vita; al sostegno per le persone diversamente abili o con difficoltà di inserimento sociale; all’assistenza degli extracomunitari. Sono stati finanziati inoltre doposcuola e progetti rivolti alla tutela della persona: dai minori, alle ragazze madri e alle famiglie in genere, fino al recupero delle donne vittime della tratta. È importante l’impegno nei confronti dell’accoglienza agli immigrati, alcuni ospitati in strutture di proprietà diocesana, realizzato con il coordinamento della Caritas diocesana. Nel capitolo Culto e pastorale, parte del contributo è assegnata ai centri diocesani, parte alle attività pastorali e culturali sempre con eventi di assoluto rilievo; una quota è stata assegnata ad enti collegati con la Diocesi ed una parte alle parrocchie, con particolare attenzione a quelle con problemi economici e/o di piccola dimensione che non riescono più ad avere i mezzi necessari nemmeno per la gestione ordinaria. Confermato il graduale aumento delle Parrocchie che non riescono, nel corso dell’anno solare, a reperire le risorse per la normale gestione ordinaria. In aumento anche i casi di Parrocchie, dove il contributo è servito a fare fronte a situazioni di emergenza, su interventi di manutenzione straordinaria e in tutte quelle situazioni in cui la Parrocchia stessa è impegnata, suo malgrado, in spese che superano le fonti di entrata e quindi necessitano di aiuti anche per la gestione ordinaria. Tutto questo quale segno della vicinanza e della sollecitudine della Chiesa Diocesana. Continua l’erogazione di un contributo annuale a sostegno di un progetto missionario pluriennale nella Diocesi di Balsas, che è stata assistita per molti anni da missionari diocesani. Un contributo è stato assegnato anche alla curia diocesana per il funzionamento degli apparati amministrativi e dei locali ove il Vescovo abita, esercita la sua attività di ascolto del clero, dei bisognosi, delle autorità e dove operano gli addetti amministrativi preposti al funzionamento della Curia stessa. Purtroppo, al momento della stesura di questa relazione, non possiamo esimerci dal segnalare come l’emergenza COVID-19, abbia inasprito le condizioni di disagio e di marginalità già in essere. L’ulteriore impoverimento di famiglie e aziende del territorio, e del tessuto sociale in genere, avrà, nei tempi a venire, ripercussioni economiche e pastorali anche sulle parrocchie della nostra Diocesi.

Vi siamo grati quindi per l’erogazione dei Fondi CEI straordinari che, seppur non risolutivi, sono un importante segno per le realtà del territorio e la chiesa locale.

L’economo diocesano

Elisabetta Fedi




Una Bibbia da leggere con i più piccoli

La Libreria Editrice Vaticana rende disponibile il testo sacro illustrato e adattato per i bambini

Si può parlare in questa primavera così surreale di dono?

La riflessione certo non sarà immediata ma sì, si può. Per la mia famiglia il dono di queste settimane è il tempo: dono così prezioso che nessuno si arrischia a chiederlo, ad esempio, come regalo speciale per il compleanno. Invece, dagli inizi di marzo del tempo gratuito si è riversato nelle nostre vite. All’inizio era così inaspettato che ci domandavamo come impiegarlo e così ci siamo ritrovati a fare pulizie straordinarie, a sverniciare porte e persiane, a fare pane, pizza e dolci ed ogni sorta di prelibatezze (spesso mi sono sentita dire: «Mamma ho tanta fame perchè adesso mi cucini sempre le cose che mi piacciono…»). E questo perchè senza “fare” non sappiamo più vivere, non “fare” nulla è quasi tempo sprecato. Stare fermi, seduti, sdraiati sul letto e poter leggere insieme senza guardare l’orologio, senza dire «sì, ti leggo una storia ma la più corta del libro perchè devi dormire», raccontare storie, guardare le immagini e scoprire dettagli che tuo figlio ha visto fin dal primo istante ma che non ha mai avuto quel tempo in più per indicarti.

Leggere ti fa “viaggiare” anche se sei sul divano di casa tua. Molte iniziative di video–letture o libri gratuiti sono state proposte per le famiglie e per i bambini e, tra queste, l’idea della Libreria Editrice Vaticana di pubblicare online La mia prima Bibbia illustrata, pensata per i piccoli mi è sembrata una delle più interessanti. Cosa vi è di più prezioso da dare ai bambini se non il racconto della nostra salvezza?

Leggere le storie della Bibbia porta lontano nel tempo e nello spazio e, nello stesso istante, conduce al centro del cuore di ogni uomo, là dove risiede quella verità che la nostra vita frenetica spesso soffoca e mette da parte. «Mamma? mi racconti la storia di quel gigante che è stato vinto da quel bambino …come si chiamava?»; «Mamma mi racconti una parabola?»; «Mamma mi leggi la storia di quando Gesù ha fatto scendere quell’uomo dall’albero?»; «Mamma perchè Gesù faceva il falegname?»; «Mamma, ma i ladroni erano buoni o cattivi?». E noi grandi …sappiamo le risposte?

Irene Ginanni, Ufficio pastorale con la Famiglia

Scarica “La Bibbia illustrata per i bambini” (pdf)

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Comunicazione dell’Asl relativa la situazione di Vicofaro

PISTOIA – 11/04/2020 –  Nella giornata di ieri, venerdì 10 aprile, la diocesi di Pistoia ha ricevuto una comunicazione dell’Asl relativa alla situazione igienico sanitaria della parrocchia di Vicofaro.  La notificazione segnala una serie di criticità e alcune procedure da
attivare per mettere rapidamente in sicurezza sanitaria la struttura e tutelare le persone accolte dai rischi di contagio Covid-19.  La diocesi, come più volte sottolineato dallo stesso Vescovo, vuole
attenersi a quanto le attuali norme igienico – sanitarie richiedono, per il  bene stesso dei migranti ospitati e dei cittadini in genere.  Si tratta, tra l’altro, di proseguire e velocizzare il percorso già iniziato con il trasferimento dei migranti dalla parrocchia anche in altre strutture, percorso condiviso al tavolo di lavoro e, a livello istituzionale, in particolare con la prefettura di Pistoia. Tutelare la salute e la dignità dei migranti attualmente ospitati in parrocchia e realizzare una accoglienza piena, bella e condivisa è sempre stato e resta l’unico intento di tutto il
percorso fin qui fatto che la diocesi e gli enti collaboratori intendono portare avanti.

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