Diventare insegnanti di religione cattolica (=IDRC)

Per diventare IdRC due requisiti sono necessari:

  1. Verifica del possesso di un titolo di qualificazione adeguato (titolo di studio)
  2. Il possesso dell’idoneità all’insegnamento di RC rilasciato dall’Ordinario Diocesano della Diocesi locale.

E
anche un percorso con alcuni passaggi:

  1. Colloquio motivazionale orientativo con il Direttore dell’Ufficio
  2. Dopo il conseguimento del titolo professionale, la Prova di Accertamento delle Competenze (P.A.C.).
  3. Avviamento
    all’insegnamento (tutoraggio)
  4. Esperienza
    di supplenza.




Tabelle pubbliche di precedenza degli I.d.R.

Sono disponibili le T.P.P. per gli anni scolastici 2019-2022.

Scarica qui il file in formato pdf




Un progetto scolastico per superare la globalizzazione dell’indifferenza

L’impegno dell’Ufficio Scuola diocesano e Caritas Pistoia per far riflettere le nuove generazioni sulle nuove povertà, le migrazioni, lo stato sociale

Dal 2015 l’Ufficio Scuola diocesano (Servizio per l’I.R.C.) e Caritas Pistoia collaborano con gli Istituti superiori nella formazione degli studenti all’interno della Diocesi di Pistoia.

Nel corso degli ultimi anni gli sviluppi e le radicali trasformazioni all’interno del nostro contesto sociale hanno portato alla necessità di aprire una riflessione con le nuove generazioni, con la finalità di educarle a leggere con attenzione e spirito critico l’ambiente circostante. Per questa ragione agli insegnanti sono stati proposti alcuni percorsi da presentare ai ragazzi con tematiche estremamente attuali come le nuove povertà, l’intercultura, le nuove migrazioni e infine una riflessione sullo stato sociale, verso una prospettiva di welfare generativo.

Gli incontri in classe, realizzati e condotti da due operatori sociali, hanno sia avuto il metodo della lezione frontale sia quello più interattivo di dialogo con i ragazzi, anche grazie all’uso di proiezioni di filmati, diapositive e testimonianze.

L’oggetto di studio, come detto, ha interessato diversi ambiti; il primo dei quali ha riguardato la presentazione e la sensibilizzazione verso la tematica delle nuove povertà, in particolare attraverso l’illustrazione del metodo Caritas, volto alla promozione umana delle persone in difficoltà, e la presentazione delle opere segno attive sul territorio.

In secondo luogo la riflessione ha riguardato il fenomeno storico, culturale e politico delle migrazioni; da un lato attraverso la conoscenza delle rotte migratorie che vanno dall’Africa al Mar Mediterraneo, dall’altra verso la prospettiva dell’intercultura come scambio e non solo scontro nei confronti di tutto ciò che è diverso da noi.

Infine l’analisi sullo stato sociale, specialmente quello italiano, ha portato alla necessità di una nuova visione di welfare, verso un’ottica generativa in cui la persona prima di tutto è portatrice di risorse che può mettere a disposizione nella propria comunità.

Tutte queste riflessioni sono state stimolate e portate avanti durante l’anno scolastico dai vari insegnanti, che hanno visto in questo progetto il possibile punto di partenza verso un pensiero che stimoli il ragazzo ad essere ancora più consapevole e protagonista dei propri spazi e di conseguenza dell’intera comunità.




Un “sentiero di bambini colorati” …per ritrovare la scuola che vogliamo

Ho sorriso ieri, quando ho accolto l’invito di partecipazione all’evento, dal nome già suggestivo Il sentiero dei bambini colorati, organizzato dalla Fism provinciale con la collaborazione del CSI. Trecento bambini con le loro famiglie, provenienti dalle scuole cattoliche di tutta la nostra Diocesi (ad alcune anche da fuori diocesi) hanno attraversato il centro della nostra città per un momento di festa e di ritrovo. Alla loro vista non si poteva che allargare un sorriso nel cuore di chiunque.

Voglio porgere un vivo ringraziamento agli organizzatori, a tutti coloro che hanno dato una mano (dal servizio d’ordine alle merende, dall’animazione all’allestimento) all’ottima riuscita dell’evento.

Cosa ci univa? Che ruolo ha oggi la scuola cattolica? Come aiutarla a mantenersi o a ritrovare se stessa? Come valorizzarne le specificità e i molti punti di forza? Come sostenerne la fragilità? Domande significative che l’incontro di ieri ha in qualche modo riportato all’attenzione dell’Ufficio per la Pastorale dell’Educazione della Scuola e dell’Università e che non intendiamo eludere.

Sicuramente al centro di tutti quei passi colorati c’era un’idea forte ma non pretenziosa di scuola, di famiglia, di insegnamento. Questa idea va oggi colta di nuovo e ridetta ad alta voce, con forza. La giornata di ieri è una delle tante belle notizie che riguardano la Scuola e che rischiano di non fare rumore. I media (salvo rarissime ed isolate eccezioni) si interessano di scuola, di insegnanti, di rapporto con le famiglie solo in negativo. Voglio a questo proposito ringraziare l’emittente TVL per lo spazio dato a questo sorriso collettivo nel cuore della città.

L’importanza di quei passi non può essere trascurata: erano il suono della voglia che la scuola sia comunità educante.

Abbiamo idee precise sulla scuola, sul rapporto con gli studenti e con le loro famiglie, sul compito e i doveri degli insegnanti e dei dirigenti. È il tempo di ridirle queste idee. Con lo stile che ci ha insegnato il grande Paolo VI. “La Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio.” (Ecclesiam Suam, 67)

Grazie davvero quindi agli organizzatori. E un augurio alla città: che essa riconosca il tempo in cui è stata visitata.

Edoardo Baroncelli

Direttore dell’Ufficio per la Pastorale dell’Educazione, della Scuola, dell’Università




Il nostro impegno di IdR

“Il nostro impegno di IdR …”

 L’ATTUALITÀ DEL PENSIERO DEL PAPA SULL’EDUCAZIONE

Continua la riflessione del direttore Armando Bartolini sull’attualità del pensiero del papa sull’educazione.

Il nostro impegno di IdR (3) (Scarica file .pdf)




Lettera ai genitori per la scelta dell’insegnamento di religione cattolica

Novità in vista per l’insegnamento della religione cattolica.

Da quest’anno infatti, i genitori che intendono far frequentare l’ora di insegnamento della religione cattolica ai propri figli dovranno farlo on-line. Una scelta riservata a chi per l’anno scolastico 2019-2020 si iscrive alla classe 1ˆ di ogni ogni scuola, dalla primaria alla secondaria.

L’Ufficio Scuola Diocesano, Servizio per l’IRC e la Commissione scuola diocesana hanno indirizzato una lettera ai genitori, per guidarli nella conoscenza di questa nuova modalità, ma anche per ricordare a tutti il valore dell’Insegnamento della Religione cattolica.

La lettera sgombra il campo da pregiudizi e luoghi comuni e intende proporre con chiarezza il valore di questo insegnamento.

L’insegnamento della religione cattolica – ricorda l’Ufficio Scuola – è una disciplina scolastica vera e propria; un’opportunità culturale ed educativa preziosa, che aiuta i ragazzi a scoprire le radici della nostra storia e identità e a rispondere alle grandi domande di significato e di senso che tutti – donne e uomini appartenenti ad ogni popolo, cultura e religione – portiamo nel cuore: “Chi sono io? Che senso ha la vita? Perché esiste la morte? Come affrontare la vita?”

Il contento multi religioso in cui viviamo – si legge ancora nella lettera – assume un aspetto del tutto rilevante nella vita di ogni giorno, investe le pratiche quotidiane del buon vivere, gli orientamenti di pensiero, le relazioni. Durante l’ora di Religione Cattolica si conoscono anche le altre culture e Religioni, per educare i nostri ragazzi a confrontarsi, dialogare e rispettare ogni persona.

Insomma, un testo che invitiamo a leggere con attenzione e meditare, per chi ha a cuore la formazione delle nuove generazioni.

Scarica la lettera in pdf : Lettera ai genitori 2019

(red)

 

 




Messaggio dei Vescovi italiani in vista della scelta di avvalersi o meno dell’IRC

Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana




auguri di Natale

Il Servizio diocesano per l’Insegnamento della religione cattolica rivolge i propri auguri a tutti i suoi insegnanti.

Scarica gli auguri: Natale-2018 (pdf)




Insieme per amore della scuola. La gratitudine degli insegnanti al vescovo

Sono le 17 del 23 novembre. Affollata di persone, la sala del seminario. Il vescovo Fausto incontra gli insegnanti della diocesi.

È un fatto nuovo. E profuma di nuovo, di quel nuovo che “sa di buono” e di bello, anche la “lettera agli insegnanti della diocesi di Pistoia” che il Vescovo ha promulgato, elaborata con l’Ufficio per la Pastorale dell’Educazione e della Scuola, all’inizio del corrente anno scolastico. Una novità di cui c’era e c’è grande bisogno.

Le parole del Vescovo sono semplici, dirette, franche, fendono il freddo di questo piovoso pomeriggio novembrino con una doppia lama calda che penetra subito il cuore con queste due frasi: «Cari insegnanti, io vi ammiro. Grazie per quello che fate».

È il messaggio già scritto nella Lettera, e Mons.Tardelli lo ribadisce: «Ammiro l’impegno con cui vi adoperate con senso di responsabilità e amore per i ragazzi, i nostri tesori più grandi. Ma non vorrei che la mia iniziativa vi apparisse come una indebita invasione di campo». Gli risponde, tra gli altri, un dirigente, con intense e spontanee parole, che faccio mie: non solo non ci infastidisce, ma noi desideriamo questa “invasione di campo”; abbiamo bisogno di avere chi si interessi, con noi, della scuola e dei nostri ragazzi, mentre molti, troppi, preferiscono “guardare dagli spalti” la partita che si gioca nel terreno del nostro bel lavoro, e criticarne gli schemi, puntare solo il dito, attribuire responsabilità. Seguono altri interventi, gli insegnanti hanno voglia di ringraziare, per questa porta aperta dalla chiesa pistoiese al dialogo sul loro lavoro, e di condividere le loro esperienze: quello che ne emerge è un clima bellissimo di scambio autentico e libero, di arricchimento reciproco e dialogo, su un “comune denominatore” che ci coinvolge tutti: l’amore per la scuola, il pensarla e volerla comunità educante, capace di «aprire la persona a costruirsi come soggetto, come singolarità unica e irripetibile» come si legge nella Lettera, con insegnanti desiderosi di «portare i giovani alle radici e nel cuore dei problemi della nostra società e dei nostri giorni fornendo loro gli strumenti per chiavi di lettura libere e personali, per tracciati forti di riflessione capaci di scendere in profondità».

Il pomeriggio scorre veloce, in questo dialogare pieno di gratitudine. La gratitudine di ricevere la certezza, con la lettera del Vescovo prima, con questo incontro poi, che non siamo soli, mentre svolgiamo il nostro lavoro nella scuola, che il nostro Vescovo prega per noi e ci sostiene, ci cammina accanto in questo mestiere bellissimo, affascinante, ma faticoso, di insegnanti. Abbiamo bisogno di non essere soli. Di camminare insieme ad altri che condividano o semplicemente capiscano le nostre fatiche e le nostre gioie. Di chi ci ricordi a quale bellezza siamo chiamati a volgere lo sguardo per poterla indicare anche ai nostri ragazzi. Di vedere nello sguardo di chi ci cammina a fianco su quali orizzonti vasti far spaziare la mente e dilatare il cuore quando dovessimo esser troppo stanchi per rammentarcelo da soli. Perciò un grazie sentito al nostro Vescovo per aver creato questa preziosa occasione, che è solo l’inizio di un dialogo che resta aperto, e cerca e vuole altre occasioni ancora per viversi. Chiunque ami la scuola, abbia a cuore il prezioso lavoro dell’insegnamento, non può restare indifferente. La Chiesa e la Scuola hanno bisogno di volti in cui riconoscersi entrambe.

Prof.ssa Francesca Vannucci

Ufficio per la pastorale della Scuola, dell’Educazione, dell’Università




“Il nostro impegno di IdR alla luce della proposta educativa di Papa Francesco”

Come vi ho preannunciato nell’incontro del 23 novembre, è mia intenzione fare con voi un percorso di approfondimento sul tema dell’educazione. Ma non saremo soli, il percorso è quello tracciato da Papa Francesco attraverso i suoi numerosi interventi specifici su questo tema e più in generale, sulla scuola.

Periodicamente inserirò alcune riflessioni.

IL NOSTRO IMPEGNO DI IDR. (1)doc

Il nostro impegno di IdR. (2)docx