Verso l’Ordinazione di Mons. Mascagna, le prime tappe a Pistoia: il Santuario di Valdibrana e la Cittadella della Carità
È Iniziata con una preghiera di affidamento a Maria nel Santuario della Madonna di Valdibrana la giornata di Ordinazione Episcopale e Ingresso a Pistoia di Monsignor Augusto Mascagna. Dopo una preghiera nel santuario mariano, il Vescovo eletto si è fermato a riflettere sulla figura di Maria, affidando a Lei la sua Ordinazione e Ministero Episcopale nelle Chiese di Pescia e di Pistoia.
“Una figura semplice – ha sottolineato Mons. Mascagna – una presenza che non si ferma all’esteriorità, ma una presenza che chissà quante volte ha fatto riflettere chi si è soffermato in questa grotta. E allora questo mistero chiama a riflettere sulla quotidianità della vita di Gesù. Alla vita di Nazareth, dove Gesù cresceva, si fortificava e nella quotidianità di ogni giorno insieme a Maria, insieme a Giuseppe, insieme alla sua storia. In questa quotidianità Dio si stava creando spazi. Preghiamo per noi, fratelli, per convincere i nostri tempi di preparazione e di quotidianità agli eventi importanti in cui riusciamo a intercettare la grazia di Dio e di Gesù che bussa alle nostre porte”.
Successivamente Monsignor Mascagna si è recato alla Cittadella della Carità a Pistoia, centro nevralgico delle attività della Caritas diocesano, luogo di accoglienza, ascolto e mensa di coloro che hanno quotidianamente bisogno di aiuto.
“La presenza oggi qui alla Cittadella della Carità è stata proprio un’immersione, un mettere le mani dentro questa povertà di vario genere – ha evidenziato Mons. Mascagna – Il volto della carità è sempre nuovo perché i bisogni sono sempre nuovi: l’emergenza sanitaria, l’emergenza di stare accanto alle persone che smarriscono la testa, che che non si ritrovano più, che sono depresse. E stare vicino a queste nuove forme di povertà la vedo veramente come una grande genialità”. Nella vicina chiesa della Santissima Annunziata a chiusura della mattinata è svolta la Liturgia della Parola con il rito della lavanda dei piedi, con una riflessione di Mons. Mascagna intorno alla figura di don Tonino Bello sul servizio e carità di un vescovo nei confronti della propria Chiesa.
“Sia il profumo di Santità a guidarci – conclude Mons. Mascagna – L’ombra del Vangelo, che verrà posizionato sulla mia testa durante la Celebrazione, possa seguirmi. Con l’anello prometterò, come gli sposi, di amare e onorare le chiese di Pescia e Pistoia. Con il bastone mi prenderò cura come i pastori di tutto il gregge. Aiutaci Padre, aiuta i sacerdoti, donandoci spirito di santità e di servizio. Passiamo dalle parole ai fatti, come Nostro Signore fece con la lavanda dei piedi”.
L’abbraccio e il saluto al vescovo Fausto
Nella solennità della Santissima Trinità, il saluto e il ringraziamento a Monsignor Tardelli per il suo servizio alla Chiesa di Pistoia
Domenica 31 maggio, Solennità della Santissima Trinità, il Vescovo Tardelli ha celebrato la Messa di saluto e ringraziamento alla Diocesi di Pistoia. Una liturgia carica di emozione nel ricordo grato di dodici anni spesi al servizio del popolo di Dio, in mezzo a gioie, fatiche e anche sofferenze.
Il vescovo Tardelli, come ha precisato nell’omelia, dal mese di giugno risiederà, in qualità di emerito, nella diocesi di Lucca, presso la canonica di una piccola chiesa di cui è stato parroco per alcuni anni. Nell’omelia pronunciata per l’occasione ha assicurato una costante preghiera per tutti: «Vi ho voluto e vi voglio bene e prego il Signore per ciascuno di voi perché possiate essere felici, seguendo Lui fino in fondo e realizzando così la vocazione che Lui vi ha dato.
State certi che pregherò ogni giorno per questo, proprio perché siate felici; pregherò per voi, per questa mia cara Chiesa di Pistoia, per il vescovo Augusto che vi guiderà con sapienza e amore nei cammini del tempo che ci aspetta e al quale, con gioia, consegno il bastone del pastore di questa chiesa che anch’io, dodici anni fa ho ricevuto».
Infine anche un messaggio paterno, a metà tra l’augurio e la raccomandazione: «Amate il Signore, seguitelo con tutto il cuore, lasciatevi guidare dallo Spirito Santo che opera potente dal di dentro di ciascuno di voi. Volate in alto, “sulle ali dello Spirito”. Siate sempre gioiosi e pazienti, non cedete mai al lamento, perché il Signore vi ha colmato di doni che vi danno forza e consolazione. Come ha detto San Paolo: “Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi”. Vogliatevi bene, venitevi incontro, state uniti.
E siate coraggiosi testimoni del Vangelo, di quella misericordia che si fa attenta ai bisogni degli altri e si mette a servire, senza far rumore e senza aspettarsi niente in cambio».
Al termine della celebrazione il vicario generale don Cristiano D’Angelo ha rivolto un saluto a nome della Diocesi nel quale ha ripercorso alcuni tra i passaggi più significativi dell’episcopato del vescovo Tardelli. Tra i lasciti più significativi il Vicario ha ricordato l’esercizio della sinodalità: «un’idea, una pratica, un’esperienza, la sinodalità, ancora imperfetta, che può a tratti, sembrare non aver cambiato nulla, ma che ci ha insegnato ad ascoltarci, a metterci in discussione, a cercare insieme la Volontà di Dio, a sentirsi tutti discepoli e nessuno maestro, a riscoprirci Chiesa tutta, laici, presbiteri e consacrati, chiamata a vivere e annunciare insieme il Vangelo». Poi, accanto al tema della sinodalità, don Cristiano ha indicato il rilancio del culto iacobeo e dei cammini: «l’idea del cammino e del pellegrinaggio connessi al culto jacobeo, ci lasciano in eredità un’importante acquisizione spirituale, quella che la vita e la fede sono un cammino (At 9,2)» e, infine, il riferimento alla misericordia e alla speranza, alla luce dei giubilei che hanno scandito il suo episcopato: quello della misericordia, quello ordinario del 2025 dedicato alla speranza, quello del centenario francescano a otto secoli dal suo transito.
«Questi anni vissuti tra noi – ha concluso – sono stati una semina di questi e molti altri doni. Questo non significa che lei sia stato un vescovo perfetto, che non abbia mai sbagliato, che a volte non ci abbia fatto faticare o dissentire e talora anche discutere. E gli anni che lei ha vissuto tra noi hanno visto anche momenti difficili nel mondo e nella Chiesa, universale e locale. Ma la perfezione a cui ci richiama l’apostolo Paolo quando scrive “tendete alla perfezione” (2Cor 13,11), non è quella di chi non sbaglia mai o di chi non ha difetti, ma quella delle reti rotte da riannodare dopo ogni pesca (Mc 1,19). Per questo e per molto altro, colmi di gratitudine, grazie vescovo Fausto!».
Prima della benedizione solenne il Vescovo ha quindi espresso i suoi ringraziamenti alla Diocesi nel desiderio di rivolgere un grande, ultimo, abbraccio a tutta la Chiesa di Pistoia.
La prima intervista ufficiale al nuovo pastore delle diocesi di Pistoia e Pescia
Prima intervista al nuovo vescovo eletto delle diocesi di Pistoia e Pescia, don Augusto Mascagna.
L’intervista, realizzata dagli Uffici di Comunicazione Sociale delle diocesi di Pistoia e Pescia, è stata curata da don Ugo Feraci in collaborazione con l’emittente TVL.
Nel corso dell’intervista don Mascagna racconta la sua vocazione, il suo servizio pastorale, i tratti della sua missione pastorale a contatto diretto con la gente e i giovani, del suo punto di vista sulla Chiesa oggi.
Don Mascagna parla anche di sé, della sua emozione per la nomina e il nuovo incarico, delle fatiche personali e del desiderio di donarsi alle sorelle e ai fratelli di Pistoia e Pescia.
Mons. Augusto Mascagna è stato nominato vescovo delle diocesi di Pistoia e di Pescia
Le due Chiese sorelle si confermano così unite sotto la guida di un unico pastore
Nel messaggio del nuovo vescovo il saluto alle comunità, il desiderio di «camminare insieme», e di «confermare la fede di un popolo e testimoniarla con la vita», ma «mai da solo».
Il Santo Padre ha nominato Vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia mons. Augusto Mascagna, presbitero della diocesi di Civita Castellana (regione ecclesiastica del Lazio). Nato nel 1964 a Caprarola (VT), mons. Mascagna è stato ordinato sacerdote nel 1989. Attualmente ricopre nella sua diocesi l’incarico di Vicario episcopale per la pastorale ed è parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.
L’annuncio è stato dato da S.E. Mons. Fausto Tardelli che, nella giornata di oggi, lunedì 20 aprile, ha convocato le comunità diocesane di Pistoia e Pescia presso il Palazzo Vescovile di Pistoia.
La data dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso nelle rispettive diocesi di mons. Mascagna è ancora in fase di definizione e sarà comunicata prossimamente non appena stabilita.
Nel frattempo, mons. Fausto Tardelli è stato nominato Amministratore Apostolico delle Chiese di Pescia e Pistoia e continuerà quindi normalmente il suo servizio fino all’ingresso del nuovo vescovo. A partire dal 20 aprile decadono dall’incarico i vicari generali, i vicari episcopali, i consigli presbiterali e pastorali. Restano invece in carica il Cancelliere vescovile, il Collegio dei Consultori, l’Economo e il Consiglio diocesano per gli affari economici, al fine di garantire un ordinato e lineare passaggio di consegne tra i due vescovi. I due vicari generali, mons. Cristiano D’Angelo e mons. Alberto Tampellini, pur decadendo dal loro ufficio, per le facoltà attribuite all’Amministratore Apostolico, sono stati nominati delegati ad omnia.
Fino al giorno dell’ingresso del nuovo vescovo, mons. Tardelli continuerà a essere ricordato nella Preghiera eucaristica durante la celebrazione della Messa, mentre nelle preghiere dei fedeli si aggiungerà la seguente intenzione dedicata al successore: «Guarda con amore il tuo servo Augusto, che hai scelto come Vescovo per le chiese di Pistoia e di Pescia: rivestilo della sapienza e della carità degli apostoli per guidare il tuo popolo nel cammino della salvezza. Preghiamo».
Note biografiche del Vescovo eletto
Monsignor Augusto Mascagna è nato a Caprarola (VT) IL 12 marzo 1964. Dopo una formazione iniziale presso il Seminario minore, nel 1983 è entrato a far parte del Pontificio Seminario Romano. È stato ordinato sacerdote nel 1989. Ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Rientrato in Diocesi è stato nominato viceparroco della Cattedrale di Santa Maria Maggiore e parroco di San Benedetto a Civita Castellana, per 11 anni è stato parroco della Parrocchia Regina Pacis di Anguillara, ha poi svolto il suo servizio pastorale come parroco nella Parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio di Rignano Flaminio. Dal 2023 ha assunto l’incarico di parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.
In diocesi Mons. Mascagna ha svolto anche altri servizi pastorali, lavorando, fino ad oggi, nella Pastorale Giovanile, Vocazionale e Familiare diocesana. Tra gli incarichi diocesani ha svolto il servizio di segretario del Consiglio Presbiterale, referente diocesano del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia, è Delegato Episcopale per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio don Pier Luigi Quatrini.
Mons. Mascagna ha anche lavorato come Direttore spirituale dei seminaristi ospiti del Centro Vocazionale; è stato Professore di Teologia Fondamentale presso I’Istituto Faleritano di Scienze Religiose (1992-2007) e Professore di Teologia Dogmatica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Trocchi” di Civita Castellana (2007-2015).
Il saluto di Mons. Augusto Mascagna
«Carissime comunità cristiane della diocesi di Pistoia e della diocesi di Pescia,
Surrexit Christus, spes mea: è risorto Cristo, speranza mia. È l’augurio più bello che desidero rivolgervi nel salutarvi per la prima volta come vostro Vescovo.
Potete immaginare come ho vissuto questi ultimi giorni: «con tremore e gioia grande», come le donne che corsero al sepolcro, lo trovarono vuoto e sperimentarono insieme la paura di una tragedia e la gioia per qualcosa di inatteso che apriva strade nuove. Sono stati giorni in cui ho sentito davvero «il vento dello Spirito abbattersi impetuoso», la vita prendere fuoco e il terremoto di un cambiamento profondo, di una novità mai entrata nei miei progetti.
Ho avvertito la mia indegnità, le mie incapacità, le mie debolezze. E anche la tentazione di dire: «Signore, allontanati da me, che sono un peccatore» …ma un peccatore perdonato! Poi ho guardato alla mia vita e mi sono reso conto di aver sempre detto di sì alle proposte che il Signore mi ha fatto attraverso i miei superiori e le persone che ho cercato di servire.
«Signore, sulla tua parola getterò le mie reti», perché da quando ho conosciuto Te la mia vita è cresciuta nella profondità delle relazioni, nell’intensità delle emozioni e in quella “vita in abbondanza” che solo Tu sai donare.
Eccomi dunque a voi, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, comunità ricche di storia, di arte e di persone che amano il Signore; comunità che testimoniano la carità di Dio in mezzo ai più poveri e ai più deboli; comunità ricche di cultura e aperte ad accogliere l’uomo di oggi. Egli mi manda in mezzo a voi e io desidero camminare con voi: per le strade delle città e dei piccoli centri, nelle pianure assolate, tra i vivai e i fiori, dove nascono creature della natura capaci di rendere più bella la vita.
Voglio camminare con voi sulle colline e sui centri delle zone di montagna che abbracciano le nostre diocesi, per lodare il Signore con san Francesco: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre Terra, che produce diversi frutti, con coloriti fiori et l’erba».
Dai 60 metri di Pistoia e di Pescia fino ai 2300 metri delle cime dell’Abetone, sull’Appennino, dalla valle dei fiori e dei vivai all’Arno che lambisce la nostra diocesi, tutto parla di bellezza e della bontà del Creatore.
Desidero camminare con le donne e gli uomini di buona volontà, con i giovani, i ragazzi e le famiglie, con un ricordo speciale per gli ammalati, i poveri, gli immigrati e i fragili delle nostre diocesi. Desidero camminare con i miei fratelli preti… già mi sento uno di voi, con i religiosi e le religiose presenti in diocesi e, con un affetto speciale, con i seminaristi, nostro futuro.
Camminiamo insieme, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, con il Signore. Con il mio ministero e con la vostra vicinanza di fratelli e sorelle, cercheremo di riconoscerlo per seguirlo.
Due diocesi, come i due di Emmaus, incontrati proprio nella domenica appena trascorsa: anche loro erano in due e il Signore fece ardere il loro cuore. Due diocesi come i due apostoli, Giovanni e Pietro, che corrono al sepolcro il mattino di Pasqua e «videro e credettero». Gli stessi due che, sul lago di Tiberiade, dopo la pesca miracolosa — gettate le reti dalla parte destra — lo riconoscono: «È il Signore!», e Pietro si getta in acqua per raggiungerlo subito.
E ancora, gli stessi due alla fine del Vangelo di Giovanni: uno chiamato a «confermare la fede dei fratelli e pascere il gregge» fino al martirio; l’altro a continuare a seguire, testimoniare e scrivere ciò che riguarda Cristo.
Questo è il ministero del vescovo: confermare la fede di un popolo e testimoniarla con la vita. Ma mai da solo, perché «ci si salva insieme, si giunge insieme a Dio; non si arriva a Dio l’uno senza l’altro» (C. Péguy). Questo è il desiderio del cuore di Dio, il vostro e anche il mio, indegno suo servo, chiamato al ministero episcopale.
Christus spes mea: Cristo è la mia e la nostra speranza. Dal cielo il Signore ci benedica attraverso Maria, venerata a Pistoia come Madonna di Valdibrana e Madonna dell’Umiltà, e a Pescia come Madonna della Fontenuova, insieme ai santi protettori: san Giacomo il Maggiore, sant’Allucio e i santi vescovi Atto e Franchi. Nell’attesa di incontrarci, vi benedico.
Civita Castellana, 20 aprile 2026
+ don Augusto, Vescovo
Le parole del vescovo mons. Fausto Tardelli
In una nota a margine della comunicazione il vescovo Tardelli ha illustrato il cammino di unità e anche il cambiamento di mentalità che sarà chiesto alle due chiese sorelle di Pistoia e Pescia «da oggi – afferma il vescovo- inizia una seconda fase della unione “in persona episcopi”. Molto è da fare e anche da inventare. Questa seconda fase, dovrà necessariamente coinvolgere pienamente anche la diocesi di Pistoia perché il nuovo vescovo, il vescovo Augusto, verrà come vescovo ugualmente di Pistoia e di Pescia. Nella lettera che ha voluto inviare alle due diocesi, questo è già molto chiaro: si tratta di fare un cammino a due. Non sarà più dunque il vescovo di Pistoia che si occupa anche di Pescia. No, lui sarà ugualmente vescovo di Pistoia e Pescia. E questo è un cambiamento anche psicologico e di mentalità da acquisire che ha poi dei risvolti pratici importanti. Richiederà una progettazione pastorale comune con impegni e – magari anche qualche sacrificio – da una parte e dall’altra. Sarà soprattutto uno scambio di doni, di carismi e anche di preoccupazioni. Sarà un sostenersi a vicenda sulla strada del Signore».
Un invito alla comunione ecclesiale e alla collaborazione che diventa segna in un contesto lacerato da contese e discordie: «E’ la testimonianza – conclude mons. Tardelli, rivolgendosi in particolare ai presbiteri e ai diaconi – che il Signore ci sta chiedendo di dare, proprio nel preciso contesto storico in cui siamo. Il Santo Padre lo ha capito e sta marciando avanti a noi esattamente in questa direzione».
Diretta Streaming
Importante comunicazione del Vescovo Tardelli lunedì 20 aprile, ore 12.00
Mons. Fausto Tardelli ha convocato il clero, i religiosi e le religiose, i consigli pastorali, i responsabili ed il personale di Curia delle diocesi di Pistoia e Pescia per le ore 12 di domani, lunedì 20 aprile, presso il Palazzo Vescovile di Pistoia
Tardelli: vicinanza al Papa dopo le dichiarazioni di Trump
In seguito alle recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che appaiono come un attacco mistificatorio e divisivo diretto alla figura di Papa Leone XIV, le diocesi di Pistoia e di Pescia esprimono profonda solidarietà e convinta vicinanza al Santo Padre, riconoscendone l’instancabile impegno pastorale a favore della pace e della dignità di ogni essere umano.
Il vescovo, monsignor Fausto Tardelli, invita i fedeli a manifestare con forza la propria vicinanza al Pontefice: «Trovo incomprensibile e inaccettabile che, in un contesto internazionale così drammatico, chi contribuisce ad alimentare tensioni e conflitti trovi il tempo e il modo di attaccare frontalmente chi, al contrario, opera instancabilmente per costruire percorsi di pace. Continuiamo a pregare incessantemente per il dono del perdono, del dialogo e di un amore autentico verso il mondo intero».
La Chiesa pistoiese e pesciatina rinnovano il proprio impegno nella preghiera e nell’azione concreta per la pace, sostenendo il magistero e l’opera del Santo Padre in questo tempo segnato da profonde tensioni globali.
Veglia di preghiera sabato 11 aprile: le Chiese aderiscono all’invito del Papa
Nel giorno di Pasqua, Papa Leone XIV ha chiesto di far «udire il grido di pace che sgorga dal cuore», invitando «tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile».
Le Chiese in Italia aderiscono al pressante appello del Pontefice a implorare dal Cristo Risorto il dono della riconciliazione. «Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente – come ci ha ricordato il Papa – “nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”.
Per questo, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro ‘no’ alla guerra, non abituiamoci all’orrore», afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
Il Vescovo Tardelli invita i fedeli a seguire la preghiera del Papa in diretta alle 18 e raccomanda parrocchie e realtà ecclesiali a promuovere un incontro di preghiera per la pace.
Pasqua, vescovo Tardelli: la forza della speranza
Il messaggio di auguri del vescovo di Pistoia e di Pescia
Nonostante tutto, il mio ciliegio si è voluto vestire a festa.
È fiorito, quantunque sia ormai piuttosto vecchio e malandato; anche se la stagione ferisce ancora con lame taglienti di gelo. Lo guardo e lo ammiro. Ammiro la forza silenziosa di questo ciliegio che, tra poco, come se non bastasse, dopo la bellezza dei fiori, offrirà i suoi buoni frutti, molti agli uccelli del cielo ma anche a noi, suoi vicini di casa.
È una parabola quella del mio ciliegio? Direi proprio di si. È un racconto senza parole, ma concreto, visibile. Racconta speranza, amore, ostinata forza del bene, oltre tutto ciò che contrasta e si oppone. E perché no? Ci racconta anche di Colui che – umiliato e appeso ad una croce – è risorto, sconfiggendo la morte e aprendo gli spazi umani a prospettive bellissime di pace e di gioia.
Questi nostri tempi sono davvero sciagurati perché dominati dall’odio, dalla violenza e dalla guerra. Ci angosciano, ci lasciano interdetti. Come ci turba profondamente la passione di Cristo narrata dagli evangelisti se appena l’ascoltiamo con un po’ di attenzione. Allora come oggi, si tratta di una terribile storia di morte. E sentiamo forte la voglia di gridare a squarciagola che non ne vogliamo più sapere, urlando no alla guerra, no alla legge del più forte, no agli interessi economici sopra la giustizia e la verità, no all’uccisione di vittime innocenti, bambini, anziani, donne. Eppure, sentiamo ugualmente che queste grida che a volte riempiono le nostre piazze non bastano. Anzi, servono a poco se non si capisce che il seme del rancore, della rabbia contro l’altro, della gelosia e della ritorsione e della vendetta, ce lo portiamo dentro tutti e sempre riaffiora, maligno e distruttore, dal profondo di noi stessi, pronto ad esplodere nella banalità dei giorni quotidiani.
Guardiamoci dentro allora con coraggio, prima ancora di gridare o mentre giustamente gridiamo. Riconosciamo di aver bisogno di un buon medico, di un Salvatore a cui affidarci totalmente. Non c’è davvero altra strada che quella di credere in Colui che ha detto: “Io sono la risurrezione e la vita”; in Colui che ha detto “vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la da il mondo, io la do a voi”.
Quando capiremo che solo affidandoci con tutto il cuore a Lui possiamo trovare la nostra individuale salvezza e quella del mondo? Quando riusciremo finalmente a fiorire e a dare buoni frutti, nonostante tutto, come il mio ciliegio che, imperterrito, continua silenziosamente a raccontarci la speranza della vita?
+ Fausto Tardelli, Vescovo di Pistoia e di Pescia
Il Vangelo secondo Matteo. Lettura integrale a più voci
Quattro incontri per ascoltare il Vangelo come non hai mai fatto. Una proposta della Diocesi per l’evento Pistoia Capitale italiana del libro
In occasione dell’evento Pistoia Capitale Italiana del libro la Diocesi di Pistoia propone un ciclo di quattro incontri dedicati alla lettura integrale del Vangelo secondo Matteo.
L’iniziativa si propone di far conoscere un testo fondamentale della cultura universale, ispiratore, attraverso due millenni di storia, di artisti, letterati, intellettuali, semplici donne e uomini. Un testo che non sempre è apprezzato nella sua interezza, talora soltanto saccheggiato di citazioni o episodi. Gli incontri, che intendono offrire primariamente un’occasione di ascolto e un invito alla lettura del testo biblico, sono proposti nelle chiese che custodiscono i pulpiti monumentali della città, luoghi privilegiati della proclamazione e della “visualizzazione” della parola. Dal pulpito di Guido da Como in San Bartolomeo a quello di Fra’ Guglielmo in San Giovanni Fuorcivitas, dal capolavoro di Giovanni Pisano in Sant’Andrea fino al pulpito di Giorgio Vasari in Cattedrale, le parole del Vangelo si fanno immagine, invitano alla contemplazione, agganciano la vita.
Ogni appuntamento sarà preceduto da una breve introduzione. Nella lettura si alterneranno lettori segnalati dalla Diocesi e da realtà associative presenti in città nel desiderio di coinvolgere diverse espressioni della vita cristiana, culturale e sociale. Accompagneranno l’ascolto anche alcuni intermezzi musicali.
Il primo appuntamento, martedì 3 marzo nella chiesa di San Bartolomeo, sarà accompagnato dall’introduzione di Giovanni Ibba, biblista, docente di Ebraico e di Scienze Bibliche presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana; martedì 10 marzo l’incontro è previsto in San Giovanni Fuorcivitas, dove la lettura sarà preceduta da un intervento di don Cristiano D’Angelo, docente di Esegesi biblica alla Facoltà Teologica di Firenze; martedì 17 marzo l’incontro si svolgerà nella chiesa di Sant’Andrea e sarà introdotto da Beatrice Iacopini, docente di religione e studiosa di mistica; l’ultimo appuntamento, martedì 24 marzo è previsto nella Cattedrale di San Zeno. Tutti gli incontri sono alle ore 21.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la parrocchia del Centro Storico di Pistoia, la Fraternità apostolica di Gerusalemme, le rettorie di San Giovanni Fuorcivitas e Sant’Andrea, il Capitolo della Cattedrale e l’associazione Anteas Pistoia. L’ingresso è libero.
Ti insegno a leggere la Parola di Dio
Quattro incontri organizzati dall’Ufficio Liturgico dedicati a chi vorrebbe proclamare la Parola di Dio
L’ufficio liturgico diocesano propone un mini corso di quattro incontri dedicati a quanti intendono proclamare la Parola di Dio. Questa nuova edizione del corso, che rappresenta un importante momento di formazione, avrà luogo presso l’aula magna del Seminario vescovile di Pistoia (via Puccini, 36. L’accesso con la macchina al parcheggio del Seminario è da Via Bindi 16, angolo Viale Petrocchi).
Il corso è pensato per quanti hanno il desiderio di leggere durante la liturgia, ma non è una scorciatoia per arrivare al ministero del Lettorato, per il quale è richiesto, come per gli aspiranti Accoliti, il triennio della scuola diocesana di teologia e relativo superamento degli esami.
Gli incontri si svolgeranno a partire dalle ore 21.00 nelle seguenti date: mercoledì 4 marzo 2026, mercoledì 11 marzo 2026, mercoledì 18 marzo 2026, mercoledì 25 marzo 2026.