Custodi della fede in una coscienza pura

Custodi della fede in una coscienza pura

Domenica 23 novembre ordinati i quattro nuovi diaconi pistoiesi

“Diceva Papa Leone XIV° ai vescovi italiani qualche giorno fa: “Guardare a Gesù è la prima cosa a cui anche noi siamo chiamati”. Con queste parole Monsignor Fausto Tardelli, Vescovo di Pistoia e Pescia, ha iniziato l’omelia della celebrazione che ha visto l’ordinamento di quattro nuovi diaconi permanenti. Domenica 23 novembre, nella Cattedrale di San Zeno a Pistoia, hanno ricevuto l’importante ministero Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gian Marco Marianelli, chiamati al servizio del vangelo e del popolo di Dio.

“Nella festa di Cristo Re – ha proseguito Mons. Tardelli – vogliamo e dobbiamo innanzitutto esprimere il desiderio concreto ed efficace che Egli, con la sua regalità d’amore, regni nella nostra vita personale e in quella delle nostre comunità, perché traspaia con evidenza davanti al mondo che siamo di Cristo, a lui apparteniamo e che in Lui, per lui e con Lui cerchiamo di vivere la nostra vita. La festa di Cristo re ha però indubitabilmente anche un messaggio sociale e, se inteso in senso ampio, addirittura politico. Il riconoscimento di Cristo come Re universale fa sì che il cristiano nel mondo non possa mai essere un “allineato”, rimanendo invece sostanzialmente un rivoluzionario rispetto agli assetti del mondo. Affermare la regalità di Cristo significa, infatti, ridimensionare radicalmente ogni pretesa superiorità di potestà umane, regni o imperi terreni. Nessun potere di questo mondo, nessun re o imperatore, nessun parlamento o governo potrà mai prendere il posto di Cristo Re e potrà mai pretendere obbedienza assoluta dai propri sudditi o cittadini. La causa principale del martirio di tanti cristiani lungo i secoli fino ad oggi, sta proprio qui: nell’impossibilità radicale per un discepolo di Cristo di riconoscere a qualsiasi autorità umana il potere assoluto sugli uomini che compete soltanto a Cristo Re”.

“In questo quadro di riferimento – ha ripreso il Vescovo – si inserisce quest’oggi anche l’Ordinazione diaconale di quattro nostri fratelli accompagnati dalle loro spose e familiari, chiamati in modo speciale al servizio di Cristo Re. Divenuti ministri dell’altare, annunzieranno il Vangelo, prepareranno ciò che è necessario per il sacrificio eucaristico, distribuiranno ai fedeli il sacramento del corpo e del sangue del Signore. Inoltre, secondo la missione a loro conferita, avranno il compito di esortare e istruire nella dottrina di Cristo i fedeli e quanti sono alla ricerca della fede, guidare le preghiere, amministrare il Battesimo, assistere e benedire il Matrimonio, portare il Viatico ai moribondi, presiedere il rito delle Esequie”.

“Questi compiti – ha ripreso il Vescovo – esigono una dedizione totale, perché il popolo di Dio li riconosca veri discepoli del Cristo, che non è venuto per essere servito, ma per servire. E voi, figli carissimi, Giuseppe, Gianmarco, Marco e Franco, candidati al diaconato, il Signore vi ha dato l’esempio, perché come egli ha fatto così facciate anche voi. Come ministri di Gesù Cristo che in mezzo ai discepoli si mostrò come un servo, siate sempre pronti e disponibile per compiere la volontà di Dio e servire con gioia e generosità il Signore e i fratelli. Ricordate sempre che nessuno può servire a due padroni e, mettendo la vostra vita a servizio del Signore, rifiutate gli idoli di ogni impurità e dell’avarizia, che rendono schiavi gli uomini”.

“Poiché vi accostate liberamente all’ordine del diaconato – ha concluso Monsignor Tardelli – seguendo l’esempio dei diaconi scelti dagli Apostoli al ministero della carità, siate degni della stima del popolo di Dio, pieno di Spirito Santo e di sapienza. Custodite il mistero della fede in una coscienza pura, manifestate con le opere la parola di Dio che predicate, perché il popolo cristiano, animato dallo Spirito Santo, diventi una oblazione pura, gradita a Dio. E quando andrete incontro al Signore nell’ultimo giorno, ciascuno di voi possa udire da Lui: ‘Vieni, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore’”.




Quattro nuovi diaconi per la Chiesa pistoiese

Domenica 23 novembre, alle ore 18 in Cattedrale la celebrazione con il rito di ordinazione presieduta da monsignor Tardelli. La nota del Vescovo alla Diocesi

 

Veramente con grande gioia annuncio alla diocesi di Pistoia che domenica 23 novembre, Solennità di Cristo Re, ultima domenica dell’anno liturgico, nella Cattedrale di San Zeno, alle ore 18 ordinerò 4 diaconi permanenti.

Sono Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gianmarco Marianelli. Questo evento di grazia è particolarmente significativo perché sono ormai 20 anni che nella nostra diocesi non vengono ordinati diaconi permanenti. La lunga sospensione è stata motivata dalla necessità di una verifica che ha riguardato tutte le diocesi toscane.

Ora, finalmente, riprendiamo, per la misericordia di Dio, le ordinazioni di uomini sposati, celibi o vedovi che il Signore ha chiamato al servizio del Vangelo e del popolo di Dio nell’Ordine sacro del Diaconato.

Come sappiamo, il Sacramento dell’Ordine si distingue in tre gradi: il diaconato, appunto, il presbiterato e l’episcopato. Papa Francesco si è rivolto in passato ai diaconi permanenti con queste parole che chiarificano quale sia il posto del diacono nella chiesa: “Voi avete un carisma chiaro nella Chiesa: il servizio. Questa è la parola chiave per capire il vostro carisma. (…) il diacono è il custode del servizio nella Chiesa … e il suo contributo consiste nel ricordare a tutti noi che la fede nelle sue diverse espressioni – la liturgia comunitaria, la preghiera personale, le diverse forme di carità – e nei suoi vari stati di vita – laicale, clericale, familiare – possiede un’essenziale dimensione di servizio.” Dire “diacono” dunque vuol dire “servitore”.

Carissimi tutti, con questa mia notificazione invito a pregare per questi prossimi diaconi permanenti, per le loro famiglie e per le comunità a cui saranno inviati. Invito inoltre a ringraziare il Signore per questo dono da conoscere e apprezzare sempre di più, rendendosi disponibili perché il Signore continua a chiamare anche altri a questo servizio.

Chiedo inoltre ai presbiteri e ai diaconi, come ad ogni altro fedele, nella misura del possibile, di partecipare al rito di Ordinazione.

Benediciamo il Signore!

+ Fausto Tardelli, vescovo

 

Pistoia, 11 novembre 2025




Quattro nuovi diaconi per la Chiesa pistoiese

Domenica 23 novembre, alle ore 18 in Cattedrale la celebrazione con il rito di ordinazione presieduta di monsignor Tardelli. La nota del Vescovo alla Diocesi

 

Veramente con grande gioia annuncio alla diocesi di Pistoia che domenica 23 novembre, Solennità di Cristo Re, ultima domenica dell’anno liturgico, nella Cattedrale di San Zeno, alle ore 18 ordinerò 4 diaconi permanenti.

Sono Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gianmarco Marianelli. Questo evento di grazia è particolarmente significativo perché sono ormai 20 anni che nella nostra diocesi non vengono ordinati diaconi permanenti. La lunga sospensione è stata motivata dalla necessità di una verifica che ha riguardato tutte le diocesi toscane.

Ora, finalmente, riprendiamo, per la misericordia di Dio, le ordinazioni di uomini sposati, celibi o vedovi che il Signore ha chiamato al servizio del Vangelo e del popolo di Dio nell’Ordine sacro del Diaconato.

Come sappiamo, il Sacramento dell’Ordine si distingue in tre gradi: il diaconato, appunto, il presbiterato e l’episcopato. Papa Francesco si è rivolto in passato ai diaconi permanenti con queste parole che chiarificano quale sia il posto del diacono nella chiesa: “Voi avete un carisma chiaro nella Chiesa: il servizio. Questa è la parola chiave per capire il vostro carisma. (…) il diacono è il custode del servizio nella Chiesa … e il suo contributo consiste nel ricordare a tutti noi che la fede nelle sue diverse espressioni – la liturgia comunitaria, la preghiera personale, le diverse forme di carità – e nei suoi vari stati di vita – laicale, clericale, familiare – possiede un’essenziale dimensione di servizio.” Dire “diacono” dunque vuol dire “servitore”.

Carissimi tutti, con questa mia notificazione invito a pregare per questi prossimi diaconi permanenti, per le loro famiglie e per le comunità a cui saranno inviati. Invito inoltre a ringraziare il Signore per questo dono da conoscere e apprezzare sempre di più, rendendosi disponibili perché il Signore continua a chiamare anche altri a questo servizio.

Chiedo inoltre ai presbiteri e ai diaconi, come ad ogni altro fedele, nella misura del possibile, di partecipare al rito di Ordinazione.

Benediciamo il Signore!

+ Fausto Tardelli, vescovo

 

Pistoia, 11 novembre 2025




Lettera del Vescovo alle Chiese di Pistoia e Pescia

Al popolo di Dio che è in Pistoia e in Pescia

 

Dopo l’annuncio dato nella mattina del 20 ottobre in vescovado a Pistoia, vorrei brevemente ritornare sopra quanto da me comunicato, con questa mia nota personale.

Il can. 401 §1 del Codice di Diritto Canonico recita: “Il Vescovo diocesano che abbia compiuto i settantacinque anni di età è invitato a presentare la rinuncia all’ufficio al Sommo Pontefice, il quale provvederà, dopo aver valutato tutte le circostanze”. Quanto è richiesto a tutti i vescovi al compimento del 75° anno di età, io l’ho soltanto anticipato di pochi mesi, visto che l’età indicata la raggiungerò, a Dio piacendo, a breve: precisamente l’ormai davvero prossimo 5 gennaio 2026.

Il Santo Padre Leone XIV si è degnato di accogliere la mia richiesta e lo ringrazio veramente di cuore. Attraverso la Nunziatura mi ha comunicato però che rimarrò in carica fino all’annuncio del mio successore.

Dunque, non lascerò le diocesi in questo momento. Assolutamente no. Né vengono meno le mie responsabilità di vescovo diocesano. Considerando anzi la prassi consueta nello scegliere i vescovi, suppongo di rimanere ancora in diocesi per qualche altro mese. Vedremo. Per questo, anche i saluti sono rinviati a più avanti. Quello che ora è importante comprendere è che inizia il tempo di un’attesa piena di preghiera perché il Signore, attraverso il ministero del Papa, mandi un nuovo pastore per chiese di Pistoia e Pescia.

Certo, alla mia età, il carico di due diocesi comunque portato con molta gioia e quello di certe situazioni critiche che però ho affrontato con spirito positivo e fiducioso, hanno prodotto naturalmente un po’ di stanchezza. Tuttavia, il motivo principale che mi ha spinto ad anticipare di qualche mese la rinuncia che tutti i vescovi sono chiamati a fare, è di carattere pastorale. Compiendo io gli anni all’inizio dell’anno ed essendo il 2026 un anno carico di prospettive e di appuntamenti per il cammino sinodale che coinvolge non solo le chiese di Pistoia e Pescia ma anche tutte le chiese che sono in Italia e nel mondo, mi è parso bene che tutto questo fosse quanto prima guidato da un nuovo pastore che potesse al più presto prendere in mano le redini del prossimo cammino.

Ad oggi, siamo comunque chiamati a camminare insieme ancora per un po’ di tempo. Lo faccio con gioia e gratitudine. La mia presenza e il mio servizio nelle diocesi che mi sono state affidate continueranno con il massimo del mio amore e della mia disponibilità. L’affetto che mi lega a voi, ai presbiteri, ai diaconi e a tutti voi, membra vive del santo Popolo di Dio, in questo momento si intensifica e con un abbraccio grande vi porto nella mia preghiera al Signore, mentre chiedo la vostra.

Pistoia, 21 ottobre 2025.

+ Fausto Tardelli




Dimissioni Vescovo Tardelli dalle Diocesi di Pistoia e Pescia: “Richiesta anticipata di alcuni mesi”

Il peso crescente del carico pastorale dopo l’unione “in persona episcopi” di Pistoia e Pescia e la situazione complessa di Vicofaro “che ho cercato di accompagnare con responsabilità e sofferenza”

PISTOIA – Una notizia attesa, ma che segna comunque un passaggio importante per le Chiese di Pistoia e di Pescia. Questa mattina, durante un incontro con il clero diocesano nella curia di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli ha annunciato ufficialmente che la Nunziatura Apostolica ha accettato la sua rinuncia all’incarico episcopale nelle due diocesi.

«Ho ricevuto la lettera del Nunzio Apostolico che dichiara l’accettazione da parte del Santo Padre della mia rinuncia alle diocesi di Pistoia e di Pescia», ha detto il vescovo rivolgendosi ai sacerdoti e ai collaboratori pastorali riuniti per l’occasione. L’accettazione è avvenuta con la formula «nunc pro tunc», cioè «ora per allora»: significa che la rinuncia è già stata accolta, ma diventerà effettiva soltanto quando sarà annunciato il nome del successore. Fino ad allora, Tardelli continuerà a esercitare pienamente il suo ministero episcopale. «Il Nunzio – ha precisato – si è premurato di ribadire che rimango in carica a tutti gli effetti, senza alcuna diminuzione di potestà, fino all’annuncio del nuovo vescovo».

La richiesta di dimissione, in genere, parte al compimento dei 75 anni del vescovo, che per Tardelli significherebbe 5 gennaio 2026. Le sue dimissioni però, ha spiegato lui stesso, sono partite qualche mese prima: «ho presentato la lettera di rinuncia al Santo Padre lo scorso luglio, quindi anticipando di alcuni mesi il limite di età canonico previsto per i vescovi». La decisione, ha spiegato, è maturata «per motivi personali e per motivi pastorali che riguardano la vita della Chiesa».

Tra le ragioni personali, il vescovo ha ricordato il peso crescente del carico pastorale dopo l’unificazione “in persona episcopi” delle diocesi di Pistoia e Pescia, che da alcuni anni condividono lo stesso pastore. «È stato un impegno intenso e bello – ha detto –, ma anche molto faticoso. Il doppio carico pastorale si è fatto via via più pesante, sia dal punto di vista organizzativo che umano».

Un altro elemento che ha inciso sulla scelta è stata la situazione complessa di Vicofaro, la parrocchia pistoiese divenuta negli anni un simbolo delle difficoltà e delle tensioni legate all’accoglienza dei migranti, una situazione che è stata molto pesante, ed è molto pesante perché non è ancora finita. «È una vicenda che mi ha profondamente segnato – ha confessato Tardelli –. Non voglio fare la vittima, ma è innegabile che abbia pesato sulla mia vita. È una realtà ancora aperta e difficile, che ho cercato di accompagnare con responsabilità e sofferenza».

Il vescovo ha poi voluto sottolineare come la motivazione più profonda della sua rinuncia sia di natura pastorale. «La Chiesa, sia a livello diocesano che nazionale e universale – ha spiegato –, sta vivendo un cammino sinodale importante, che ora entra nella sua fase attuativa. Mi è sembrato giusto che questo nuovo cammino fosse guidato da un vescovo nuovo, capace di portarlo avanti fin dall’inizio con energie rinnovate e uno sguardo fresco. La mia è una decisione che nasce dal desiderio di servire la Chiesa, non da stanchezza o disaffezione».

Il presule si è poi soffermato sul futuro assetto delle due diocesi, un tema che rimane aperto. «Non so dirvi quale sarà la soluzione – ha aggiunto –. Le ipotesi sono diverse: si potrebbe continuare con la formula dell’unione “in persona episcopi”, affidandola a un vescovo più giovane; oppure rendere stabile e definitiva l’unione tra Pistoia e Pescia. Un’altra possibilità è che la diocesi di Pescia venga accorpata a una diocesi vicina, come Lucca; o, al contrario, che le due diocesi tornino a essere completamente separate».

Riguardo ai tempi per la nomina del successore, Tardelli ha ammesso di non avere informazioni precise: «Non so dirvi quanto ci vorrà. Potrebbero passare settimane o mesi, dipende dai tempi della Santa Sede».

«Inizia adesso un tempo di preghiera – ha detto –. Un tempo in cui chiedere al Signore di donare alle nostre diocesi un vescovo secondo il cuore di Dio, che sappia guidarvi e volervi bene». Il vescovo ha invitato tutte le comunità diocesane a vivere questo periodo con spirito di fiducia e comunione, sottolineando l’importanza di accompagnare con la preghiera il cammino verso la nuova guida pastorale.

In vista di questo, domenica prossima, XXX Domenica del Tempo Ordinario, mons. Tardelli ha disposto che in tutte le parrocchie, durante la Messa principale, venga utilizzato il formulario «Pro eligendo Episcopo» – delle preghiere previste dal messale romano per invocare lo Spirito Santo nella scelta di un nuovo pastore.

«È un’occasione – ha concluso il vescovo – per pregare insieme, come popolo di Dio, affinché il Santo Padre scelga la persona più giusta e adatta a guidare le diocesi di Pistoia e di Pescia».




La nuova proposta della Scuola di Teologia diocesana

Un’occasione formativa aperta a tutti. Quest’anno i corsi si ampliano con la nascita di un biennio magistrale

È in partenza un nuovo anno della Scuola di Formazione Teologica, un’iniziativa che da anni offre a laici, religiosi e operatori pastorali un’occasione di approfondimento culturale e spirituale. L’edizione 2025-2026 promette un calendario ricco di appuntamenti, spazi di riflessione e corsi aperti a tutti coloro che desiderano avvicinarsi allo studio della teologia.

Il via ufficiale è fissato per martedì 28 ottobre alle ore 21.00, nell’Aula Magna del Seminario Vescovile (via Puccini, 36). A tenere la prolusione inaugurale sarà Padre Giuseppe Barzaghi, teologo di fama e docente alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Il tema scelto, Il cristianesimo sub specie aeternitatis, guiderà i presenti in una riflessione sul significato della fede cristiana alla luce dell’eternità. Durante la serata verranno consegnati anche i diplomi agli studenti che hanno concluso il percorso 2024-2025. Il cuore della Scuola è l’Antico Monastero Olivetano di via Bindi, dove ogni martedì sera si svolgeranno le lezioni del corso triennale e del biennio magistrale.

Nel Corso Triennale i docenti affronteranno i grandi temi della teologia fondamentale, della Sacra Scrittura e della storia della Chiesa, con incursioni nel diritto canonico, nella morale e nella liturgia.

Il Biennio Magistrale, invece, proporrà un percorso più specialistico, con approfondimenti su mistica, arte cristiana, Bibbia e i grandi teologi del Novecento.

Non mancheranno i corsi complementari, aperti anche a chi non frequenta stabilmente la scuola: dal ruolo del battezzato nella Chiesa fino al rapporto con l’altro nella cultura contemporanea.

Accanto alla sede centrale, le lezioni raggiungeranno anche la comunità di Bonistallo, dove verranno proposti corsi su Vangelo, archeologia biblica, francescanesimo ed ecclesiologia.

Tra i momenti più attesi spicca la cerimonia del 19 dicembre 2025, quando l’Aula Magna del Seminario ospiterà la premiazione del III Concorso Nazionale di Teologia “Mons. Giordano Frosini”. L’evento, che vedrà la partecipazione dell’Arcivescovo di Firenze Mons. Gherardo Gambelli, sarà l’occasione per valorizzare giovani studiosi e promuovere il dialogo teologico a livello nazionale. «Il nostro obiettivo – spiegano gli organizzatori – è aiutare i credenti a vivere con maggiore consapevolezza la propria fede e offrire strumenti per dialogare con il mondo contemporaneo».

Un appuntamento, dunque, che non riguarda soltanto chi opera in parrocchia, ma tutti coloro che desiderano dare più profondità al proprio percorso umano e spirituale.

Info e iscrizioni Segreteria: Giacomo Poncini – 338 3603133.

Email: scuolateologia@diocesipistoia.it – Sito: www.diocesipistoia.it/scuolateologia – Facebook: Scuola Teologica Pistoia

PROGRAMMA 2025/2026

 




Ufficio liturgico: due proposte di aggiornamento e formazione

Una proposta per i ministri straordinari dell’Eucarestia e un corso per lettori della Parola di Dio

Segnaliamo due iniziative promosse dall’ufficio liturgico della Diocesi di Pistoia per questo anno pastorale.
La prima è una proposta di formazione e aggiornamento DEDICATA ai MINISTRI STRAORDINARI e agli aspiranti (link di iscrizione: CLICCA QUI ).
Ricordiamo che gli aspiranti dovranno avere la lettera di presentazione del proprio parroco indirizzata al Direttore dell’ufficio liturgico diocesano.

La seconda proposta è una nuova edizione del corso per LETTORI DELLA PAROLA DI DIO (link di iscrizione: CLICCA QUI ).
Il corso è pensato per chi vorrebbe leggere durante la liturgia MA NON è una scorciatoia per arrivare al ministero del Lettorato per il quale è richiesto, come per gli aspiranti Accoliti, il triennio della scuola diocesana di teologia e relativo superamento degli esami.

In caso di ulteriori approfondimenti relativi a questa proposta formativa, è possibile contattare i seguenti recapiti: ministridiocesipt@gmail.com  preferibilmente per messaggi WhatsApp: Don Alessio Bartolini:  335 876 6236 /
Lorenzo Calistri: 349 8915013.




Furti a raffica nelle parrocchie: le parole del Vescovo

PISTOIA 23/9/25 – Un’ondata di furti ha colpito in soli due giorni diverse parrocchie del territorio diocesano, lasciando sgomento e dolore nelle comunità cristiane. I ladri, agendo con estrema rapidità hanno preso di mira le chiese di Validibrana, Capostrada, Belvedere, San Biagio, Piuvica, Quarrata e Torri, sottraendo pissidi, calici e il denaro raccolto nei candelabri delle offerte. Sono state interessate anche alcune parrocchie della diocesi di Pescia. Non si tratta di episodi isolati, ma di un vero e proprio raid che rivela serialità e pianificazione.
Molti tabernacoli sono stati manomessi e, pur non essendo state registrate azioni dirette a profanare l’Eucaristia, la violazione di questi spazi ha ferito profondamente la sensibilità dei fedeli. Non a caso, le parrocchie coinvolte hanno espresso nelle ore successive una forte sofferenza e al tempo stesso la volontà di reagire con unità e responsabilità.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri, che hanno raccolto le prime testimonianze e stanno lavorando per ricostruire la dinamica degli episodi e individuare i responsabili. La diocesi ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine per la professionalità e l’impegno con cui stanno operando a tutela delle comunità ecclesiali e dell’intero territorio.
Il Vescovo ha voluto inviare un messaggio di vicinanza alle parrocchie colpite, sottolineando il valore spirituale di quanto accaduto e la necessità di una responsabilità condivisa:
«Pur non trattandosi di furti a sfondo sacrilego, bisogna purtroppo rilevare che molti tabernacoli sono stati oggetto di profanazioni. Si tratta di episodi che richiamano tutti alla necessità di custodire con attenzione i luoghi di culto e di sostenere, con spirito di corresponsabilità, la vita delle comunità cristiane. Siamo di fronte a un fatto grave e inedito, che deve far riflettere tutti e richiamare alla necessità di una vigilanza più attenta sui nostri luoghi sacri». Alle parole del Vescovo si sono aggiunte quelle del direttore dell’Ufficio liturgico, don Alessio Bartolini, che ha richiamato con forza la necessità di una vigilanza attiva e di una risposta spirituale da parte dei fedeli: «I fatti accaduti ci invitano a pregare per colui o coloro che si sono resi responsabili dell’accaduto, affinché terminino queste profanazioni. Vorrei inoltre chiedere a tutti i parrocchiani una maggiore vigilanza, che riporti soprattutto una devozione sincera e sana nei confronti dell’Eucaristia, ovvero il dono più grande che Gesù ci ha lasciato».




La lettera pastorale del Vescovo Tardelli

“Rendere grazie, chiedere il dono della conversione, evangelizzare sulla scia del Sinodo diocesano”. Le indicazioni di monsignor Tardelli alla Chiesa di Pistoia per i suoi ultimi mesi di servizio episcopale in Diocesi

Il nuovo anno pastorale 2025/2026 si apre con la Lettera Pastorale del vescovo Fausto, l’ultima come vescovo titolare, che ha il sapore del congedo e, allo stesso tempo, della speranza. Il Vescovo di Pistoia, che compirà 75 anni il 5 gennaio prossimo, affida alla Chiesa pistoiese un percorso fatto di semplicità, concretezza e fiducia nello Spirito Santo: «Molto probabilmente non sarò io a portarlo a termine (l’anno pastorale, ndr) perché, come sapete tutti, il prossimo 5 gennaio compirò 75 anni, l’età in cui noi vescovi siamo invitati a rassegnare le dimissioni…Quando sarà il momento, la diocesi dovrà adeguatamente prepararsi per il cambiamento, disponendosi ad accogliere nel migliore dei modi possibile il nuovo Pastore».

Un cammino per la conversione e l’evangelizzazione

In un mondo violento e pieno d’odio il vescovo vuole ripartire dai temi essenziali emersi anche nelle discussioni del Sinodo. Necessario un cammino di conversione personale al Vangelo e coinvolgere le parrocchie, il cuore della vita delle comunità. Indicazioni essenziali che accompagneranno la diocesi in questo anno e nell’attesa del nuovo vescovo.

Il programma non prevede iniziative straordinarie, ma un lavoro serio di attuazione del Libro sinodale: «L’impegno pastorale consisterà nel riprendere in mano il Libro sinodale per vedere come applicarne i Decreti in ogni parrocchia, unità pastorale e Vicariato».

Il vescovo suggerisce 3 azioni che dovrebbero accompagnare la diocesi nei prossimi mesi: «Le tre azioni che ho indicato nel titolo – afferma Tardelli – offrono le coordinate e l’orizzonte di fondo del nostro prossimo cammino comune:

  1. rendere grazie al Signore come attitudine dell’anima di ciascuno e delle nostre comunità;
  2. chiedere il dono della conversione perché ciascuno di noi e le nostre comunità dobbiamo essere sempre in “riforma”;
  3. evangelizzare, in quanto siamo chiesa e cristiani per portare la buona notizia del Regno».

Custodire la capacità di dire “grazie” al Signore

Nonostante le guerre, le crisi e le difficoltà ecclesiali, il Vescovo invita a guardare con occhi di fede: «Troppi musi lunghi tra noi, troppe lamentele, troppe insoddisfazioni! Certamente il momento storico che stiamo vivendo è terribile. Le immagini orribili delle violenze e della guerra ci inquietano profondamente. Lo sviluppo del mondo poi, è veramente difficile colorarlo di speranza. Non possiamo far finta di niente, non lasciarci inquietare dalla situazione; non possiamo cedere all’indifferenza. E anche nelle nostre comunità parrocchiali, quanti problemi, quante difficoltà segnano il volto della diocesi con rughe pesanti. Senza considerare poi il fatto che si vanno moltiplicando gli attacchi alla Chiesa e alla nostra vita da parte di molti che contestano radicalmente anche la nostra fede mentre in tante parti del mondo i cristiani patiscono persecuzione. Eppure, nonostante tutto, dobbiamo essere quelli che sanno rendere grazie al Signore – sempre lieti nel Signore – che sanno cioè fare “eucaristia” ogni giorno. Nonostante tutto, dobbiamo essere quelli che sanno rendere grazie al Signore – sempre lieti nel Signore – che sanno cioè fare “eucaristia” ogni giorno».

 

Sulla scia del Sinodo diocesano

«Anche il Sinodo che abbiamo celebrato è stato un evento di grazia – continua Tardelli – un dono grande per la nostra chiesa. Ci ha guidato lo Spirito Santo; abbiamo percepito la sua chiara presenza. Per questo vogliamo rendere grazie al Signore particolarmente proprio per questo dono. In un mondo sempre più diviso e in lotta di uno con l’altro, guidati da Papa Francesco, la nostra chiesa, con altre chiese, è andata controcorrente, testimoniando la bellezza, seppur a volte faticosa e non sempre acquisita, del camminare insieme».

L’esigenza di conversione

Il Vescovo poi non usa mezzi termini: «Dobbiamo riconoscere, senza ipocrisie ed infingimenti, che abbiamo bisogno di convertirci al Signore e all’amore sincero verso gli altri. Con un cammino vero perché Cristo viva in noi. La conversione però non riguarda soltanto la nostra vita personale. In essa ha il primo fondamentale aggancio, per cui, se mancasse il cammino personale di riforma della vita, tutto il resto sarebbe vano o si ridurrebbe a esteriorità e formalismi, ad un galateo morale che non avrebbe alcun valore e non renderebbe alcuna testimonianza all’amore del Signore». La conversione riguarda le persone, ma anche le comunità verso comunità fraterne, capaci di superare la burocrazia e riscoprire il calore delle relazioni; verso comunità missionarie, che trasformano strutture e linguaggi in chiave evangelizzatrice, come chiedeva Papa Francesco in Evangelii gaudium. La conversione, però, non si costruisce con le sole forze umane: «Chi opera la conversione dei cuori è soltanto lo Spirito Santo che quindi dobbiamo continuare ad invocare con convinzione e fiducia».

 

L’urgenza di evangelizzare

Evangelizzare: «È la terza azione che richiamo nel titolo della lettera. In quanto siamo chiesa e cristiani non per noi ma per portare la buona notizia del Regno. La buona notizia cioè di Gesù, salvatore, da comunicare a tutti gli abitanti nel territorio parrocchiale». Evangelizzare vuol dire leggere le attese di Vangelo del territorio, anche quelle silenziose – suggerisce ancora il vescovo Tardelli -. Ed è necessario raggiungere tutti: giovani e anziani, italiani e stranieri, cristiani e non cristiani. In particolare «coloro che sono scartati dalla società, gli ultimi in senso materiale ma anche spirituale». Carità ed evangelizzazione sono inseparabili: «Carità è cercare il rispetto e la valorizzazione della dignità umana di ciascuno, ma carità a tutto tondo è anche comunicare il nome Santo di Gesù».

 

In cammino nel segno di san Jacopo

Lo sguardo poi si allunga oltre l’anno pastorale. A Natale 2026 si aprirà infatti un nuovo Anno santo iacobeo, una delle principali novità volute dal vescovo: «Dovremo cercare di predisporre un piano – anche con le autorità civili – perché l’anno santo si svolga nel migliore dei modi e sia il più fruttuoso possibile per la città e l’intera Diocesi». Poi la conclusione della Lettera con l’affidamento: «Invocando la celeste intercessione dell’apostolo Giacomo come e prima di tutto della Vergine Santa invocata in diocesi come Madonna delle Grazie di Valdibrana e dell’Umiltà, termino questa breve lettera che consegno alla Diocesi e vi benedico di cuore nel Signore».

 

La lettera pastorale è disponibile in formato cartaceo presso la Libreria San Jacopo o presso la Segreteria degli uffici Pastorali in Seminario (Via Puccini, 36 – Pistoia)




Aree interne: il Vescovo Tardelli sostiene la lettera aperta al Governo

Anche il Vescovo Tardelli tra i firmatari della lettera aperta rivolta al Governo e al Parlamento sulle aree interne.
L’attenzione del Vescovo di Pistoia e Pescia alle aree montane delle due diocesi, più soggette a spopolamento e all’abbandono da parte delle istituzioni.

«La Chiesa – afferma monsignor Tardelli – non abbandonerà questi luoghi, ma vorrebbe che ci fosse una vera ed efficace attenzione da parte della politica. Le nostre aree interne possono rivitalizzarsi e fiorire. Occorre impegno vero. Spero che l’appello di noi vescovi sia ascoltato».

La “Lettera aperta al Governo e al Parlamento” è stata sottoscritta a conclusione dell’annuale convegno dei Vescovi delle Aree interne. Il documento, firmato al momento da 140 tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati, resta aperto per ulteriori adesioni. Il testo sarà consegnato all’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Isole e Aree Fragili”.

Per consultare il testo integrale vedi link:

https://www.chiesacattolica.it/aree-interne-lettera-aperta-al-governo-e-al-parlamento/