Custodi della fede in una coscienza pura
Custodi della fede in una coscienza pura
Domenica 23 novembre ordinati i quattro nuovi diaconi pistoiesi
“Diceva Papa Leone XIV° ai vescovi italiani qualche giorno fa: “Guardare a Gesù è la prima cosa a cui anche noi siamo chiamati”. Con queste parole Monsignor Fausto Tardelli, Vescovo di Pistoia e Pescia, ha iniziato l’omelia della celebrazione che ha visto l’ordinamento di quattro nuovi diaconi permanenti. Domenica 23 novembre, nella Cattedrale di San Zeno a Pistoia, hanno ricevuto l’importante ministero Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gian Marco Marianelli, chiamati al servizio del vangelo e del popolo di Dio.
“Nella festa di Cristo Re – ha proseguito Mons. Tardelli – vogliamo e dobbiamo innanzitutto esprimere il desiderio concreto ed efficace che Egli, con la sua regalità d’amore, regni nella nostra vita personale e in quella delle nostre comunità, perché traspaia con evidenza davanti al mondo che siamo di Cristo, a lui apparteniamo e che in Lui, per lui e con Lui cerchiamo di vivere la nostra vita. La festa di Cristo re ha però indubitabilmente anche un messaggio sociale e, se inteso in senso ampio, addirittura politico. Il riconoscimento di Cristo come Re universale fa sì che il cristiano nel mondo non possa mai essere un “allineato”, rimanendo invece sostanzialmente un rivoluzionario rispetto agli assetti del mondo. Affermare la regalità di Cristo significa, infatti, ridimensionare radicalmente ogni pretesa superiorità di potestà umane, regni o imperi terreni. Nessun potere di questo mondo, nessun re o imperatore, nessun parlamento o governo potrà mai prendere il posto di Cristo Re e potrà mai pretendere obbedienza assoluta dai propri sudditi o cittadini. La causa principale del martirio di tanti cristiani lungo i secoli fino ad oggi, sta proprio qui: nell’impossibilità radicale per un discepolo di Cristo di riconoscere a qualsiasi autorità umana il potere assoluto sugli uomini che compete soltanto a Cristo Re”.
“In questo quadro di riferimento – ha ripreso il Vescovo – si inserisce quest’oggi anche l’Ordinazione diaconale di quattro nostri fratelli accompagnati dalle loro spose e familiari, chiamati in modo speciale al servizio di Cristo Re. Divenuti ministri dell’altare, annunzieranno il Vangelo, prepareranno ciò che è necessario per il sacrificio eucaristico, distribuiranno ai fedeli il sacramento del corpo e del sangue del Signore. Inoltre, secondo la missione a loro conferita, avranno il compito di esortare e istruire nella dottrina di Cristo i fedeli e quanti sono alla ricerca della fede, guidare le preghiere, amministrare il Battesimo, assistere e benedire il Matrimonio, portare il Viatico ai moribondi, presiedere il rito delle Esequie”.
“Questi compiti – ha ripreso il Vescovo – esigono una dedizione totale, perché il popolo di Dio li riconosca veri discepoli del Cristo, che non è venuto per essere servito, ma per servire. E voi, figli carissimi, Giuseppe, Gianmarco, Marco e Franco, candidati al diaconato, il Signore vi ha dato l’esempio, perché come egli ha fatto così facciate anche voi. Come ministri di Gesù Cristo che in mezzo ai discepoli si mostrò come un servo, siate sempre pronti e disponibile per compiere la volontà di Dio e servire con gioia e generosità il Signore e i fratelli. Ricordate sempre che nessuno può servire a due padroni e, mettendo la vostra vita a servizio del Signore, rifiutate gli idoli di ogni impurità e dell’avarizia, che rendono schiavi gli uomini”.
“Poiché vi accostate liberamente all’ordine del diaconato – ha concluso Monsignor Tardelli – seguendo l’esempio dei diaconi scelti dagli Apostoli al ministero della carità, siate degni della stima del popolo di Dio, pieno di Spirito Santo e di sapienza. Custodite il mistero della fede in una coscienza pura, manifestate con le opere la parola di Dio che predicate, perché il popolo cristiano, animato dallo Spirito Santo, diventi una oblazione pura, gradita a Dio. E quando andrete incontro al Signore nell’ultimo giorno, ciascuno di voi possa udire da Lui: ‘Vieni, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore’”.








