Festa in Seminario

Il 10 novembre il lettorato di Alessio Biagioni. La celebrazione si svolgerà in forma privata.

Il 10 novembre è la memoria  liturgica di San Leone Magno, patrono del Seminario di Pistoia. La situazione di emergenza sanitaria non permette i consueti festeggiamenti, ma la giornata avrà comunque un significativo momento liturgico. Martedì 10 alle ore 18 infatti, nella chiesa di Santa Chiara, il seminarista Alessio Biagioni, riceverà il ministero del lettorato.

Il vescovo Tardelli presiederà la messa che si svolgerà in forma privata alla sola presenza dei genitori e dei seminaristi. La comunità del Seminario è oggi composta da cinque candidati: Giordano Cavallo, Daniele Masciotra, Andrea Torrigiani, Maximilien Baldi e Alessio Biagioni.

Il rito del Lettorato prevede la consegna delle Sacre Scritture, per ribadire con un segno visibile la centralità della Parola nella vita del lettore, ma anche come rimando a una precisa responsabilità: «Sì, — spiega Alessio —ricevere e proclamare la Scrittura comporta che stai vivendo veramente quello che proclami. Lo vedo quindi come un altro “sì” importante verso il sacerdozio, nell’impegno a meditare più spesso la Scrittura perché da essa tragga l’orientamento delle mie azioni».




Chiusura Archivi e Biblioteche in seguito a nuovo DPCM

In applicazione del DPCM del 3 novembre 2020 art.1, lettera R, comma 9, è sospesa l’apertura al pubblico di Biblioteche e Archivi.

Resteranno pertanto chiusi fino al 3 dicembre 2020: l’Archivio Capitolare, la Biblioteca Fabroniana, gli archivi Diocesano e Vescovile, la Biblioteca Leoniana.

Per informazioni: fabroniana@tiscali.it / leoniana@diocesipistoia.it.




Indulgenze per defunti. Come cambiano con il Covid

La Penitenzieria apostolica ha diffuso un decreto in cui si introducono concessioni per conseguire le indulgenze plenarie applicabili alle anime del Purgatorio nella necessità di evitare assembramenti nei cimiteri e osservare le misure di sicurezza per tutelare la salute pubblica. Qui il testo del decreto.

Due i punti principali del decreto.

1. L’indulgenza plenaria che di norma si può ottenere visitando un cimitero e pregando per i defunti tra il 1° e l’8 novembre, è quest’anno estesa a tutto il mese di Novembre.

2. «L’indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e recitino il Padre Nostro e il Credo, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche a un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli».

Anziani e malati e coloro che «per gravi motivi non possono uscire di casa» – ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità pubblica come lockdown e coprifuoco – costoro «potranno conseguire l’indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti, ad esempio le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei defunti, il Rosario, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita».

 

«Per quanto riguarda le condizioni spirituali per conseguire pienamente l’Indulgenza, si ricorda di ricorrere alle indicazioni già emanate nella nota “Circa il Sacramento della Penitenza nell’attuale situazione di pandemia”, emessa da questa Penitenzieria Apostolica il 19 marzo 2020 e cioè che:

«Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal votum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali».

 




In ricordo di don Piero Vannelli

Le testimonianze di fedeli e amici. Il ritratto di un pastore accanto alla quotidianità dei suoi parrocchiani che ha sempre creduto nel valore dell’amicizia. L’età non aveva spento il suo entusiasmo

(dal settimanale La Vita di Domenica 25 ottobre)

Il ricordo di Nicola Ponsillo

Mi è stato chiesto di ricordare don Piero Vannelli ma non mi riesce. Posso invece parlare di don Piero, del mio rapporto con lui. Ora si legge e si dice che era un uomo buono, sì, ma era anche un uomo di carattere che difendeva con decisione i propri valori e le proprie decisioni: ricordo gli incontri/scontri anche all’interno del Consiglio pastorale. Perseguiva con determinazione i propri obiettivi però era anche tollerante. Non condivideva che all’interno della Parrocchia ci fossero tanti gruppi: il gruppo del Rosario di Fatima, quello della Coroncina, quello… «La Madonna è una sola!» diceva e si augurava che tutti confluissero in un unico gruppo, però non ha mai proibito nulla e ha accolto sempre tutti. Io ricordo di aver cominciato a frequentare la parrocchia di S. Biagio alla fine degli anni novanta ed allora don Piero definiva i fedeli delle altre parrocchie “extracomunitari”. Ridendo e scherzando facevo notare a don Piero che non mi ritenevo tale, anche se gli avvisi per la benedizione delle famiglie e per le altre ricorrenze non venivano recapitati nella mia cassetta delle lettere. Ma si accettava tutto di buon grado per don Piero. Sempre leale con tutti e sempre in buona fede, come ad esempio quando si era impegnato nella tutela del piccolo cimitero parrocchiale, quando si è dovuto rimboccare le maniche per far fronte più volte ai danni arrecati alla chiesina di S. Biagio (il fulmine che ha colpito il campanile, poi l’incendio e da ultimo il crollo della volta). Sempre con accanimento non ha mai voluto abbandonare la chiesina ma ha sempre spronato tutti a ripartire ed a darsi da fare per raccogliere fondi con feste e pranzi: ripeteva a tutti che la cucina sanbiagina era eccellente.

Nell’ultimo anno però era un po’ abbattuto perché non poteva più stare in mezzo alla gente, il distanziamento sociale impediva il contatto, niente più gite, niente più pranzi e per un periodo niente più messe con fedeli. Ricordo che in quei mesi diceva spesso che la cosa gli pesava, ed ora ultimamente diceva anche di iniziare a sentire la pesantezza degli anni, a essere stanco, che gli impegni erano tanti, che cominciava a porsi dei problemi circa una sistemazione futura. Gli si rispondeva di non pensarci, di fare il parroco finché la salute lo manteneva in forze. E per certi aspetti reagiva: avevamo cominciato a elaborare nuovi progetti; le gite infrasettimanali in visita alle altre città potevano essere sostituite dalla visita, con guide, alle chiese fiorentine con mezzi di trasporto pubblico. L’idea gli era piaciuta. E che dire dell’attività caritatevole che lo ha visto impegnato fin da ultimo: ha chiesto e ottenuto che la Caritas parrocchiale svolga una raccolta di generi alimentari presso la Conad che si trova nel territorio della parrocchia. Nessuno che si sia rivolto a don Piero è mai andato via a mani vuote.

«Un uomo buono e mite». Le parole del vescovo e dei confratelli

Sono profondamente addolorato — riferisce il Vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli — per la scomparsa di don Piero, un uomo buono e mite, di cui ho potuto apprezzare le qualità umane e sacerdotali. Ai parrocchiani rivolgo il mio più sentito cordoglio e la mia paterna vicinanza. Una preghiera particolare, poi, per l’altra vittima dell’incidente e quanti vi sono rimasti coinvolti». Tanti i messaggi di cordoglio anche dal clero pistoiese, rattristato e sconcertato per vicenda: «Io lo so che non ho perso un amico — scrive don Paolo Palazzi — perché lo sei ora più di prima. Ciao don Piero, ci rivedremo presto nella bellezza eterna e santa della Gerusalemme celeste». «Ho perso un fratello» afferma don Leonardo Giacomelli, uno dei sacerdoti più anziani della Diocesi, molto amico di don Piero.

I giovani. In lui «una dimensione di infinita disponibilità»

Pur arrivando da un altra parrocchia un nutrito gruppo di giovani animatori, tra cui Laura Simonetti, ha potuto apprezzare la disponibilità e l’accoglienza di don Piero che ha saputo coinvolgere, guidare, sostenere nella progettualità. «È difficile salutare questo Parroco che ci ha amati senza conoscerci, che ha avuto fiducia in noi dal primo momento e che ci invitava a metterci in moto con lui nonostante le difficoltà. Siamo tristi, di una tristezza improvvisa, profonda quanto inaspettata, ma sappiamo bene che lui ci sarà vicino come ha sempre fatto e che adesso la sua vita sta solo brillando ancora più forte del solito perché risplende della vera luce».

Maic. Era da sempre una delle figure di supporto fondamentali

«Ci ha sempre voluto un gran bene». Don Diego Pancaldo, assistente ecclesiastico della Fondazione Maria Assunta in Cielo ricorda così don Vannelli, che da tanti anni offriva il suo servizio liturgico in estate presso la struttura del Maic di Marina di Massa. «Da sempre è stato vicino ai ragazzi disabili, anche prima del suo arrivo a San Biagio, nel cui territorio parrocchiale sorge il nostro Centro. Qui per diversi anni ha infatti svolto anche l’attività di educatore». Con i genitori e i ragazzi don Piero aveva un rapporto semplice e diretto, amava stare con loro, ascoltare storie, offrire una parola giusta e misurata. «Un dispiacere che accomuna tutta la realtà del Maic: genitori, disabili, operatori e volontari» ha commentato il presidente del Maic Luigi Bardelli.

 

Il suo ministero sacerdotale.

Nato il 28 maggio 1937 a Pistoia don Piero Vannelli era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1962. Il suo primo incarico fu da cappellano in San Bartolomeo, dove prestò servizio per due anni, dal 1962 al 1964; è stato parroco a Pianosinatico dal 1964 al 1967, quindi a Sarripoli dal 1967 al 1974, poi a Canapale dal 1974al 1982. In quell’anno fu spostato nella parrocchia di San Biagio. Don Piero è stato anche insegnante di religione nella scuola media e Assistente della associazione Genitori della Scuola cattolica, amministratore del Seminario Vescovile e direttore dell’Ufficio Pellegrinaggi; dal 2011 era assistente ecclesiastico dei Coltivatori diretti. Le esequie, presiedute dal vescovo, si svolgeranno domani, lunedì 26 nella chiesa di San Biagio alle 10. Causa Covid, la partecipazione dovrà essere molto limitata.

 

 




Chiusa temporaneamente al culto la chiesa parrocchiale di Vicofaro

PISTOIA – In data odierna – giovedì 15 ottobre – monsignor Tardelli ha disposto la temporanea chiusura al culto della Chiesa di Santa Maria Maggiore in Vicofaro.

«Vista l’ordinanza del Sindaco di Pistoia n. 956 del 14 ottobre 2020, con la quale si ordina di impedire l’accesso ai locali e alle pertinenze esterne della Parrocchia di Santa Maria Maggiore in Vicofaro, a motivo di profilassi contro la diffusione della malattia infettiva Covid-19 – afferma il vescovo nel testo della disposizione – nell’intento di tutelare la salute pubblica, collaborando con le autorità sanitarie preposte; col presente atto dispongo la chiusura al culto della Chiesa parrocchiale di S.Maria Maggiore in Vicofaro, fino a cessazione dell’emergenza dichiarata dalle competenti autorità».

I parroci vicini si presteranno con piena disponibilità alle richieste dei parrocchiani di Vicofaro.

«Colgo questa dolorosa occasione – prosegue il vescovo – per invitare tutti a comprendere che ora non è il momento delle critiche o delle recriminazioni. A puntare il dito non si risolve niente. Ora è il momento di unirci tutti per risolvere al meglio questa nuova emergenza che si va a purtroppo a sovrapporre a quello che era sembrato finalmente un promettente avvio di soluzione condivisa della questione dei migranti accolti a Vicofaro. Cosa che si spera possa essere ripresa quanto prima».




Nuove nomine in Diocesi

In data 10 ottobre 2020 Mons. Vescovo ha nominato il Rev. don Eusebio Farcas Amministratore parrocchiale delle parrocchie di S. Romano in Valdibrana e di San Lorenzo in Uzzo, con gli stessi doveri e diritti di un parroco. La nomina diverrà effettiva dal 22 novembre prossimo. Nello stesso tempo lo ha confermato Segretario vescovile e addetto alla Cancelleria della Curia diocesana.

In data 9 ottobre 2020 Mons. Vescovo, sulla base della terna di nominativi presentatagli dal Consiglio diocesano, ha confermato per un altro trienno la dott.ssa Cristina Simonetti quale Presidente Diocesana di Azione Cattolica.

A seguito dell’ottinemento della cittadinanza italia del Rev. don Gordien Atitung Nzim, in data 8 ottobre 2020 Mons. Vescovo lo ha nominato Parroco a tutti gli effetti “ad novem annos” delle Parrocchie di San Gregorio Magno in Maresca e di S. Barbara in Campotizzoro. Detta nomina sarà effettiva a partire dal 1° novembre prossimo.

In data 6 ottobre 2020, don Innocent Masozera è stato nominato Amministratore Parrocchiale delle parrocchie di Baggio e Villa di Baggio con gli stessi doveri e diritti di un parroco e sollevandolo in pari tempo dalla cura pastorale della parrocchia di San Giovanni Evangelista in Valdibure. La nomina diventerà effettiva dal 22 novembre 2020

In data 3 ottobre 2020 Mons. Vescovo ha chiamato a collaborare strettamente con lui per seguire il gruppo dei diaconi permanenti della diocesi il Diacono Pierattini Piero nominandolo “ad triennium”, Incaricato vescovile per la comunità diaconale.
Nello stesso tempo ha confermato don Diego Pancaldo quale Delegato vescovile per la formazione al diaconato permanente

Il 1° ottobre 2020, Mons. Vescovo, di concerto con il Vescovo di Pescia Mons. Roberto Filippini, ha confermato “ad aliud triennium” il
p. Alessandro Cortesi OP, quale Assistente Ecclesiastico di Zona Pistoia, dell’AGESCI dal 1° ottobre 2020 per tre anni.

In data 18 luglio 2020 don Diego Pancaldo, dietro regolare presentazione di una terna da parte c del Consiglio della Fondazione stessa, Assistente ecclesiastico della Fondazione Maria Assunta in Cielo per il quinquennio 2020-2025.

 

In data 2 luglio 2020 don Diego Pancaldo, è stato nominato da Mons. Vescovo, Consigliere spirituale diocesano dell’associazione Rinnovamento nello Spirito Santo per il quinquennio 2019-2022.

In data 29 giugno 2020, sono stati confermati “ad aliud triennium”, don Sebastien Nawej Mpoy quale Direttore e p. Natale Re quale Vice Direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute.

Il 21 febbraio 2020 Mons. Vescovo ha nominato “ad triennium” don Eusebiu Farcas, Assistente diocesano dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, aggregandolo al Collegio degli assistenti ecclesiastici dell’AC, guidato da don Cesare Tognelli.




Quattro lezioni di filosofia per provocare il pensiero

Una proposta di approfondimento scaturita dalla scuola di formazione teologica diocesana. La lezione dei grandi filosofi dell’antichità toccano la vita e le grandi domande sull’uomo

 

E se ci lasciassimo provocare dalla filosofia?

Edi Natali promuove una serie di incontri dedicati alla filosofia antica. Una proposta formativa rivolta a tutti che si inserisce nell’offerta della scuola diocesana di Teologia.

«Il corso — spiega Natali — non avrà carattere manualistico, ma piuttosto si preoccuperà di suscitare interesse, riguardo questioni esistenziali, attraverso le parole di coloro che possono essere ritenuti capisaldi della filosofia antica: Socrate, Platone e Aristotele. Lasciamoci provocare dal loro pensiero!». Una provocazione che contraddice tanti luoghi comuni perchè «la filosofia è anche una pratica di vita, un esercizio quotidiano provocato dal presente e non è solo un sistema teorico chiuso in un’aula accademica. Occorre riportare la filosofia sulle strade, dove sostanzialmente è nata, in quella dialettica ‘socratica’ che pone in evidenza che ciò che conta non è la soluzione di un problema ma il cammino percorso, dove il discepolo o l’interlocutore subiscono una trasformazione. Dunque, l’insegnamento filosofico non può essere rivolto soltanto agli specialisti della disciplina, perché questo rischia di fare della filosofia qualcosa di astruso e avulso dalla realtà, mentre è necessario che essa ritorni ad interpellare ogni uomo».

 

La proposta di Edi Natali tocca le origini del pensiero occidentale, affrontando alcuni autori fondamentali. «Nel lezioni tratteremo il concetto di filosofia antica, con particolare attenzione ad alcune figure chiave. Cercherò di sottolineare l’importanza del conoscere se stessi, del dialogo come forma privilegiata per cercare la verità e soprattutto la questione antropologica, che nasce proprio nella filosofia antica». Una delle accuse più spesso rivolte alla filosofia è quella circa la sua utilità. «Mi viene da dire, con Aristotele, che ciò che serve è servile, dunque è bene che la filosofia non serva a niente; o potrei dire lo stesso dicendo che la sua è l’utilità dell’inutile. Ciò che voglio dire è che il nostro mondo soppesa troppo le cose attraverso la categoria dell’utilità e ciò ha portato le nostre società a trascurare aspetti essenziali dell’umano, che non necessariamente hanno un risvolto pragmatico. Se però vogliamo usare la categoria del ‘servire’ posso dire che la filosofia aiuta ad avere uno sguardo più consapevole e disincantato su se stessi e sul mondo». E poi, aggiunge Edi, «il filosofo oggi non può sottrarsi al suo lavoro, che è quello di offrire degli orizzonti di senso che non rappresentano facili soluzioni né risposte precostituite ma aperture, ponti verso altre conoscenze, altre culture ed anche altri uomini finanche l’apertura verso il trascendente».

 

Forse, alla luce degli antichi, abbiamo bisogno di ripensare anche un po’ il nostro modo di vedere la filosofia «che non può essere ridotta a puro esercizio speculativo; il rischio, corso in particolare dalla filosofia occidentale, è quello di voler generare un logos capace di trovare assunti logici, l’archè della realtà, smussando angoli, cancellando sbavature senza comprendere che questo è un procedere spesso tirannico. Una razionalità che si dà come unica garanzia di verità come conoscenza inconfutabile finisce per mistificare la realtà, eliminando il malfermo, il celato, l’incerto. La ‘ragione poetica’, invece, cerca di far rivivere quella perduta unità originaria tra filosofia, religione e poesia».

 

Edi Natali è laureata in Filosofia e in Teologia e fa parte del “Consilium mulierum”, il consiglio di donne per la diocesi di Pistoia. Impegnata in un progetto di ricerca all’Istituto Universitario Sophia in cotutela con la Facoltà di Filosofia di Perugia è anche docente di Filosofia alle scuole superiori e presso la Scuola di formazione teologica diocesana.

 

Il corso di Filosofia antica prevede 4 lezioni che si svolgeranno in Seminario (via Puccini 36 – Pistoia) il 10 e il 24 ottobre e il 14 e il 28 novembre dalle 14.30 alle 16. Ricordiamo che sono ancora aperte le iscrizioni alla Scuola di formazione teologica. I corsi si svolgono in Seminario il martedì dalle 21 alle 22.30. Per info o iscrizioni al corso di filosofia e alla scuola: scuolateologia@diocesipistoia.it.




Nuove nomine per parrocchie e uffici

La Cancelleria vescovile rende noto che Monsignor Vescovo ha nominato:

In data 1 settembre 2020, Padre Simone Panzeri direttore dell’ufficio della Pastorale Giovanile;

In data 26 settembre 2020

il dottor Nicola Luongo membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Sant’Atto,

la dott.ssa Chiara Gherardeschi membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Sant’Atto;

in data 29 settembre 2020 don Cristoforo Mielnik parroco della parrocchia di Santa Maria a Chiazzano;

in data 3 ottobre 2020 Don Alessio Bartolini parroco di Valdibure trasferendolo dal servizio di Vicario parrocchiale di Quarrata.  Nello stesso tempo ha nominato vicario parrocchiale di Santa Maria Assunta in Quarrata don Florien Kazubwenge, trasferendolo dalla parrocchia di San Pietro a Casalguidi.




Riparte la Scuola di Teologia

Riprendono martedì 22 settembre i corsi della scuola diocesana di teologia. Martedì l’appuntamento è per gli iscritti dello scorso anno, che potranno recuperare le lezioni interrotte a causa del Covid. Il primo mese di attività dunque, sarà occupato dalle lezioni di teologia dello scorso anno, mentre il nuovo anno accademico avrà inizio martedì 20 ottobre con la prolusione del prof. Marco Vannini, direttore della rivista ”Mistica e Filosofia”, con una relazione dal titolo: “L’anima e Dio sono una cosa sola” (M. Eckhart) La divinizzazione nella mistica.

Per informazioni o iscrizioni è possibile contattare la scuola al seguente indirizzo mail: scuolateologia@diocesipistoia.it. I corsi avranno luogo, come da tradizione, nel Seminario di Pistoia (Via N. Puccini, 36 – 51100 Pistoia) il martedì dalle ore 21,00 alle ore 22,30.

Recupero anno 2019-2020

MARTEDÌ DALLE ORE 21,00 ALLE 22,30

I anno

22 settembre

Introduzione alla morale
Mons. Fausto Tardelli

 

29 settembre/6-13 ottobre
Introduzione alla Sacra Scrittura
Prof. Andrea Vaccaro

II anno
22 settembre

Ecclesiologia
Prof.ssa Francesca Ricci

 

29 settembre/6-13 ottobre

Storia della Chiesa/2
Prof.ssa Mariangela Maraviglia

 

Per informazioni sui corsi e l’ordinamento della scuola:

libretto scuola 2020-2021 (pdf)

depliant Corsi anno accademico 2020-2021 (PDF)




Riapertura e nuovi orari Archivio e Biblioteca

Informiamo gli studiosi e gli interessati che l’Archivio Vescovile/Diocesano e Biblioteca Leoniana riapriranno al pubblico lunedì 21 settembre 2020.
La riapertura sarà accompagnata da un nuovo orario settimanale:
Lunedì: 09:00-13:00 | 15:00-18:00
Martedì: 09:00-13:00 | 15:00-18:00
Sabato: 09:00-12:00
Per accedere ai locali occorre digitare 900 e premere il simbolo della campana dalla tastiera del citofono.
In base alle disposizioni per la salvaguardia della salute comune la capienza massima della sala di studio è di 10 persone.