Azione Cattolica: tempo di campi estivi

Mercoledì 20 giugno un incontro in seminario aperto alle famiglie e a chi volesse saperne di più

È finalmente arrivata l’estate e per tutte le bambine, i bambini, i ragazzi e le ragazze dai 6 ai 18 anni che hanno preso parte ai cammini di Azione Cattolica, ma anche per tutti quelli che ancora non la conoscono, sta per iniziare un momento molto importante: il tempo dei campi estivi!

Non a caso l’Azione Cattolica ha deciso di chiamare il periodo delle vacanze “tempo dell’Estate Eccezionale!” perché, a contrario di quello che si può pensare, vista la pausa dalle attività di catechesi, sia parrocchiali che diocesane, per tutti gli aderenti all’associazione è proprio in estate che è possibile vivere l’esperienza di incontro, condivisione, riflessione e preghiera più profonda di tutto l’anno.

I campi estivi sono infatti delle settimane di convivenza scandite da momenti di preghiera, catechesi di gruppo, scoperta dell’altro attraverso il pensiero e il gioco; sono esperienze di conoscenza profonda del Vangelo proprio attraverso la modalità educativa evangelica per eccellenza… il vivere insieme quotidianamente.

Per permettere a tutte le famiglie una consapevolezza maggiore su quello che l’Azione Cattolica di Pistoia propone per i campi estivi 2018 è stata organizzata una serata di incontro e introduzione, nella quale sarà possibile chiedere informazioni dettagliate, conoscere tutti gli educatori e comprendere ancora meglio quali siano le attività che i partecipanti avranno modo di vivere.

Tutti coloro che sono interessati a conoscere la proposta estiva dell’Azione Cattolica di Pistoia possono venire mercoledì 20 Giugno alle 21 in Seminario (entrata Via Bindi, cancello del Giardino della casa dell’Anziano, poi procedere fino al parcheggio sul retro del giardino).

L’incontro è aperto naturalmente a tutti i genitori che vogliono iscrivere i figli ai campi, ma anche a tutte le famiglie che non hanno ancora avuto un’esperienza diretta con l’Azione Cattolica e che desiderano scoprirla. Sarà un modo per iniziare insieme questo tempo estivo e renderlo veramente eccezionale!

Calendario dei campi estivi dell’Azione cattolica di Pistoia 2018

26 Agosto – 1 Settembre Azione Cattolica Ragazzi (6-11 anni)
Località Torsoli, Greve in Chianti (FI)

30 Luglio -5 Agosto Azione Cattolica Ragazzi (12-14 anni)
Loc. Pian Degli Ontani, Cutigliano (PT)

30 Luglio -5 Agosto Azione Cattolica Giovanissimi (15-18 anni)
Loc. Pelago (FI)

Per informazioni: ac.pistoia@gmail.com




Novità nel vicariato di Quarrata

In data 9 giugno 2018, memoria del Cuore Immacolato di Maria, Mons. Vescovo ha nominato parroco «ad novem annos» della parrocchia di San Giuseppe artigiano in Violina di Quarrata, il Rev. don Roberto Razzoli, trasferendolo in pari tempo dalla parrocchia di San Germano in Santonuovo. Il predetto sacerdote mantiene invece la titolarità della parrocchia di S.Maria e Clemente in Valenzatico.

Nella stessa data Mons. Vescovo ha nominato il rev. p. Luigi Procopio C.P. parroco «ad novem annos» della parrocchia di San Germano in Santonuovo. Detto padre manterrà anche la titolarità della parrocchia di S. Giovanni Evangelista in Montemagno.

Sempre in pari data, Mons. Vescovo ha nominato parroco «ad novem annos» delle parrocchie di S.Stefano in Lucciano e di S. Michele Arcangelo in Buriano, il rev. P. Stefano Soresina C.P. che manterrà comunque anche la titolarità della parrocchia dei SS. Simone e Taddeo in Santallemura.

Le predette nomine entreranno in vigore dal 1° settembre 2018.




Don Siro Butelli: il prete dei giovani e degli ultimi

24 anni fa moriva don Siro Butelli. Pistoia lo ricorda con una santa messa celebrata nella sua chiesa del Tempio, da poco meno di un anno riaperta ai fedeli.

L’iniziativa è scaturita da alcuni amici di don Siro, legati a lui per l’attività in Azione Cattolica. «È stato il mio responsabile ACR – precisa, a nome degli organizzatori, Don Pierluigi Biagioni -. Per me resta una grande figura di prete, aperta all’evangelizzazione e ai poveri. Giovedì 7 alle ore 21 abbiamo pensato di coinvolgere il vescovo Tardelli nel ricordo di don Siro, per raccogliere le diverse realtà collegate alla sua figura: l’Azione Cattolica, gli Scout, il Coro della Genzianella…». «Presto, – precisa don Pierluigi- è sorta l’idea di vivere questo momento secondo le indicazioni pastorali diocesane che invitano a ricordare, nell’anno dedicato ai poveri, figure di carità significative per il nostro territorio».

A più di vent’anni dalla sua morte vogliamo ricordarlo con la testimonianza di Carmine Fiorillo che ha vissuto molti anni al suo fianco.

La sua missione, che è rimasta poi nel cuore di tutti, è legata al suo impegno al Tempio..

Il suo ingresso al Tempio avvenne nell’ottobre 1954, quando il Vescovo mons. Mario Longo Dorni lo nominò alla Cappellania Curata il “Tempio”. Iniziò cosi la sua opera, complessa e multiforme come direttore del Ricreatorio del Tempio che divenne un luogo di formazione e di attività pastorali per i ragazzi e i giovani.

Con quale metodo educativo riusciva a interessare i ragazzi che frequentavano il Ricreatorio?

L’attività sportiva innestata nel percorso educativo è stata una delle principali attività svolte nel Ricreatorio. All’inizio don Siro aveva organizzato sei squadre di ragazzi, ma l’Unione sportiva Tempio sarebbe presto arrivata a contare 120 ragazzi all’anno. La nonna e la madre di Don Siro, l’infaticabile signora Amabile, lo aiutarono nell’accoglienza di questi giovani calciatori, lavandone a mano tute, calzettoni, pantaloncini e magliette. Il 70-80% dei ragazzi delle parrocchie cittadine frequentava il Tempio. Da questa esperienza sarebbe nata l’Unione sportiva Tempio Chiazzano di cui don Siro è stato presidente onorario; il campo sportivo di Chiazzano, non a caso, porta il suo nome.

Come ha svolto Don Siro il suo impegno per la formazione e attività pastorale tra i giovani?

Don Siro dal 1979 al 1982 ospitò nei locali del Tempio tutto il settore giovanile di Azione Cattolica ragazzi (ACR) e l’Azione Cattolica giovanile in qualità di assistente spirituale. Don Siro accolse anche il Clan Orizzonti, cioè gli scout della fascia liceale universitaria. Nei locali del Tempio trovarono sede centrale il Centro Italiano di Solidarietà (Ceis) presieduto da Suor Gertrude, nonché il gruppo alcolisti anonimi. Vorrei anche ricordare l’apertura del Cinema Roma d’Essai di cui don Siro è stato gestore. Non possiamo dimenticare, infine, il suo impegno per il Centro Turistico Giovanile.

Quando ha iniziato concretamente il suo impegno verso gli ultimi?

Dedicarsi agli ultimi è stato il suo più grande messaggio di speranza. Quando infatti, tra il 1970 e il 1980 cominciarono a sorgere i centri parrocchiali, l’afflusso dei giovani verso il Tempio diminuì progressivamente e Don Siro iniziò una profonda riflessione per ridefinire le finalità del Tempio. Nacque così nel 1986 la Casa di Reinserimento il Tempio, con la precisa finalità di fornire ospitalità a persone giovani e adulti che vivevano in particolari situazioni di disagio (alcolisti, disadattati, detenuti o ex detenuti, persone che avevano realizzato significative tappe del percorso di uscita dalla tossicodipendenza, disoccupati, ecc). A queste persone la Casa ha offerto ospitalità, una proposta di quotidiano impegno lavorativo e un progetto di reinserimento nella società. Questa proposta della “Casa” nacque dal profondo convincimento che la solidarietà, per e con gli ultimi, non può essere ‘delegata’, perché è in primo luogo responsabilità di ogni singola persona.

È questa esperienza che Don Siro ha sempre considerato la più importante della sua vita di uomo e di sacerdote: considerava infatti una ‘grazia’ averla attivata ed esserne coinvolto.

Cosa ti preme ricordare della sua persona, tu che lo hai conosciuto molto bene?

Mi ricordo che la stanchezza non aveva spazio nella sua vita. Quando era ricoverato all’Ospedale del Ceppo nel lontano 24 febbraio 1994 scrisse una lettera con queste parole: «la vita al Tempio non è certo una villeggiatura (…). Sono felice di una gioia profonda, che si radica nella vicinanza quotidiana con gli ultimi, nel mondo degli ultimi, coi bisognosi, nel luogo – il Tempio – in cui si tenta di dare risposte ai loro bisogni. Cosa dovrei desiderare di più? (…) Mi chiedi se sono stanco. No, non lo sono (…). La stanchezza, che fa marcia indietro, che si arrende, che spegne la speranza, non è mai stata, nè voglio che sia mai, un’esperienza per me».

Don Siro morì il 7 giugno 1994. Il giorno precedente, mentre lo accompagnavo all’Ospedale mi disse: «Carmine, coraggio: c’è bisogno di uomini che sappiano spendere la propria vita con forza d’animo e serenità di intenti».

Lo diceva con quel respiro tenue, prossimo al viaggio, mentre soffriva, oltre il velo che inteneriva il suo sorriso.

Daniela Raspollini




Aurora Wake up 2018! A Pistoia il festival di musica cristiana

Sul palco del centro Giovanni Paolo II alla Vergine tante band di Christian music

Torna Aurora Wake Up! Presso la parrocchia della Vergine di Pistoia venerdì 15 Giugno 2018 alle ore 21.00 prenderà il via la IX rassegna musicale “Aurora Wake up” Christian multifestival, I° Memorial Roberto Bignoli, compianto storico cantautore cattolico scomparso recentemente. Già molte le adesioni ancora in via di definizione da parte di numerosi artisti cristiani provenienti dalla Toscana e anche da più lontano, fra cui il Sicomoro, Mario Costanzi, Remy Varone, Voci del Cielo e tanti altri.

Fabio Logli, storico organizzatore della rassegna assieme ai suoi collaboratori, per quest’anno ha deciso di spostare la location del Multifestival a Pistoia e si è dichiarato soddisfatto delle adesioni e dell’accoglienza ottenuta fino ad oggi. La manifestazione sarà inoltre trasmessa in diretta web su Radio Golpe!

Un’occasione per trascorrere insieme una serata spensierata, ma non banale, fra musica e parole. L’ingresso è gratuito, pertanto tutti siamo invitati a partecipare. L’appuntamento è alle ore 21 nel Centro Giovanni Paolo, presso la Chiesa della Vergine di Pistoia

Per info: Fabio 347 8033756.

David Ducceschi




X mille strade siamo qui! I giovani toscani a Pistoia

Venerdì 15 giugno un incontro di preparazione in San Francesco

Tra il 10 e l’11 agosto Pistoia accoglierà i giovani toscani diretti a Roma per l’incontro con il Papa.
Il cammino dei giovani italiani verso l’incontro con Papa Francesco l’11 e il 12 agosto ha preso ormai quota. Il 10 agosto a Pistoia ci sarà una giornata regionale di festa e preghiera a cui si uniranno i giovani pellegrini di diverse diocesi toscane. Tra loro anche un piccolo gruppo proveniente da Venezia e i giovani della diocesi Vicenza che percorreranno a piedi alcuni tratti del tracciato della Romea Strata. Da Pistoia sabato 11 agosto i giovani partiranno insieme per Roma, per una veglia di preghiera al Circo Massimo e una notte bianca nel cuore della città eterna con musica, spettacoli e incontri. Domenica 12 è invece prevista la Santa Messa con il Papa.

La nostra diocesi sarà impegnata nell’accoglienza, recuperando l’antica vocazione della città di San Jacopo, mèta secolare di pellegrinaggi. Dalla Toscana si daranno appuntamento a Pistoia i giovani delle diocesi di Firenze, Fiesole e Grosseto, Montepulciano-Chiusi-Pienza, Lucca, Livorno e San Miniato. I pellegrini, che saranno ospitati in alcune palestre della città, avranno l’opportunità di partecipare a momenti di preghiera e visita del patrimonio di arte e fede del centro storico. Venerdì 10 agosto, alle ore 21 è previsto un grande concerto con i Reale: gruppo di Christian Rock italiano. Il concerto è gratuito e aperto alla partecipazione di tutti!

I Reale sono un Rock band di Christian Music italiana, una delle poche realtà musicali in Italia in grado di coniugare ottime produzione musicali, live travolgenti e fede, proponendo testi esplicitamente cristiani con sonorità Rock. I Reale sono nati da Alessandro Gallo (voce) e Francesca Cadorin (voce) marito e moglie. Entrambi si sono conosciuti nella Comunità Cenacolo di Madre Elvira, dopo anni di tossicodipendenza. Tutti e due hanno alle spalle percorsi musicali che riscoprono però in comunità davanti all’unica “Terapia” che il Cenacolo propone loro: Dio! Un’occasione da non perdere, dunque, per vivere un momento di preghiera e testimonianza cristiana insieme a tanti giovani.

Venerdì 15 giugno alle ore 21 nel convento di San Francesco a Pistoia sono chiamati a raccolta tutti i giovani che si dedicheranno all’accoglienza dei pellegrini per un incontro informativo e di preparazione spirituale. La diocesi ha ancora bisogno di volontari per assicurare l’accoglienza dei giovani pellegrini: per offrire la tua disponibilità o chiedere informazione contatta: pastoralegiovanile@diocesipistoia.it oppure chiama o manda sms a: 320 3216658 (Suor Claudia).

Dopo i due giorni di accoglienza anche i giovani pistoiesi saranno presenti a Roma per l’incontro con il papa dell’11 e 12 agosto. Chi fosse interessato a partecipare, anche soltanto al viaggio a Roma, è invitato a contattare quanto prima i responsabili dell’Ufficio di Pastorale Giovanile.

Redazione

 




CORPUS DOMINI: FESTA DELLA COMUNIONE PER LE VIE DELLA CITTÀ

«Oggi è la festa della comunione per eccellenza, della comunione con Gesù di tutti noi». Mons. Tardelli, vescovo di Pistoia tratteggia con poche e semplici parole la solennità del Corpus Domini domenica 3 giugno. Si rivolge, particolarmente, ai tanti bambini presenti in cattedrale che si sono da pochi giorni accostati al sacramento dell’eucaristia. Insieme a loro, vestiti a festa per la solenne processione eucaristica, i genitori, i catechisti e tanti fedeli della comunità pastorale del Centro Storico.

La solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù propone alla Chiesa la meditazione, adorazione e riflessione sul pane e il vino dell’Eucaristia. «Pane e vino – ha ricordato Mons. Tardelli – che ci nutrono per la vita piena, ma anche pane e vino della condivisione e dell’amore fra di noi».

«Il pane e il vino dell’eucarestia – ha poi aggiunto il vescovo – sono il pane e il vino del cammino, cammino della vita e della testimonianza nella città degli uomini».

Al termine della Santa Messa, infatti, come da tradizione, si è svolta lungo le strade del centro cittadino la processione con il Santissimo Sacramento. Quest’anno, per la prima volta dopo molto tempo, la processione si è svolta di mattina. Una variazione che, nonostante il caldo, ha trovato piena risposta dalla città. Alla processione, accompagnata dalle note della Banda Borgognoni – hanno partecipato tutte le parrocchie del Centro Storico, con una celebrazione unitaria che ha raccolto fedeli, sacerdoti e volontari di diverse realtà ecclesiali. Un momento di popolo che si è trasformato in occasione e stimolo di comunione.

La santa messa celebrata dal vescovo ha concluso inoltre, per il secondo anno consecutivo, le Quarantore di preghiera dinanzi al Santissimo esposto nel Battistero di San Giovanni in Corte. Tanti fedeli appartenenti a diverse parrocchie, gruppi, associazioni e movimenti hanno animato, infatti, la due giorni di preghiera non stop. La grande aula ottagonale del Battistero, carica di storia e suggestione, ha favorito la partecipazione anche di semplici passanti, sostenendo e incoraggiando la preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

(redazione)




DUE ANNI DI “CONSILIUM MULIERUM”

“La moltitudine di coloro che eran venuti  alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva  sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune” (At 4,32).

Il Mulierum Consilium, pur lontano dalla originaria comunità evangelica, vuole però in essa radicarsi e ad essa inspirarsi, per questo il documento non è firmato da una donna del gruppo, ma dall’intero Consiglio, che con il tempo è diventato una realtà di comunione e di comunicazione, di confronto e di reciproco rispetto, una condivisione di punti di vista diversi … nella consapevolezza di appartenere ad un disegno imperscrutabile e non sempre comprensibile, ma che scopre che “camminando s’apre cammino”, insieme, sulle ali dello Spirito Santo, accogliendo, con il desiderio di passare ‘inosservate’, mancanze o mutilazioni del proprio pensiero e personalità, perché questa è per noi l’umiltà evangelica.

Questo Consilium, voluto dal vescovo Fausto Tardelli e basato ‘istituzionalmente’ sul Codice di Diritto Canonico (cann.228 § 2; 212,2.3), è profondamente radicato nel mistero trinitario e della Chiesa; Chiesa quale popolo di Dio, in cui tutti  sono partecipi e corresponsabili nella costruzione  della Sua città.

Il Consilium è la chiamata della donna, laica o consacrata, ad un ‘servizio’ nella nostra Chiesa, … dodici sono le donne con-vocate e questo numero ha un grande valore: gli apostoli, infatti, erano dodici! Queste donne sono molto diverse tra loro, per appartenenza sociale, personalità, professione, formazione, vocazione, esperienze di fede e di vita.

E’ questo il grande discernimento del Vescovo: unire carismi, fragilità, difetti diversi, per creare ‘comunione’ attraverso il dialogo su temi di pesante attualità da cui la Chiesa, oggi come ieri, è interpellata:  la formazione e la valorizzazione dei vari carismi;  il diaconato permanente; la comunione e corresponsabilità tra il Vescovo e le varie realtà diocesane, per promuovere realizzazioni e processi di crescita della nostra Chiesa; i vari volti della povertà –da quello sociale a quello spirituale;  la pedofilia – cercando di impostare un percorso di prevenzione e recupero, in cui sono fondamentali osservazione e vigilanza; la pastorale o forse ‘missione’ tra i giovani; l’uso responsabile dei media – ricordando che oggi ogni parola spesa sui social network diventa pubblica …

Questa particolare attenzione che il Vescovo ha riservato alle donne non risponde ad una questione di ‘quota rosa’ nella diocesi, ma è il tentativo di valorizzare uno specifico femminile, di ascoltare, nella Chiesa istituzionale, il cuore della donna, facendole sentire il polso della situazione in ‘zone periferiche’ alla Chiesa stessa.

Il confronto e lo scambio sono un servizio reso con semplicità: se uno dovesse pensare a dei risultati decisivi e concreti potrebbe rimanere deluso; in realtà la presenza del Consilium rappresenta lo sforzo di comunicare in modo ‘silenzioso’ la presenza apostolica, con lo scopo di giungere là dove il Vescovo, da solo, non può giungere, in quelle regioni del cuore umano spesso scristianizzate, cercando di “farsi tutto a tutti” e ricordando che la vita apostolica non ha nido né tana ove riposare se non nella  volontà di Dio.

Crediamo che il Mulierum Consilium possa servire a non lasciare solo il Vescovo, come le donne, con Maria, fecero sotto la croce. Nell’obbedienza alla Santa Madre Chiesa, ci affidiamo al nostro Vesovo, affinchè ci plasmi attraverso il suo carisma e la sua perseverante preghiera.

Il compito fondamentale di ognuno di noi, delle donne e del loro Vescovo, è quello di restare ove sono, prendendo la loro croce per seguire il Cristo, attenti ad ogni ‘sofferenza’ materiale e spirituale, memori di ritrovarsi mai per giudicare ma per vivere l’esser figli di Dio, il che comporta essere sorelle agli altri….

Il Mulierum Consilium è grato al Vescovo Fausto e lo ringrazia di questi due anni trascorsi…che Maria ci aiuti a sentirci un noi ‘senza diritti’ da difendere, un amore orante che copra le ferite di coloro che ci sono a fianco.




PER RICORDARSI CHE LA CHIESA VIVE DELL’EUCARESTIA

La solennità del Corpus Domini, il prossimo 3 giugno, sarà accompagnata dalla preghiera delle Quarantore e dalla Processione per le vie del Centro storico.

La prossima solennità del Corpus Domini è uno degli appuntamenti liturgici più sentiti dai fedeli. A Pistoia la celebrazione della festa sarà accompagnata da alcuni significativi momenti di preghiera. Alessio Bartolini, dell’ufficio liturgico diocesano ci aiuta a scoprirne la storia e il significato.

Per il secondo anno la Diocesi ripropone le tradizionali Quarantore: due giorni di adorazione eucaristica in vista del Corpus Domini. Quali sono le novità di quest’anno?

La principale novità di quest’anno sarà che l’adorazione eucaristica non si terrà in Cattedrale ma nel battistero di San Giovanni in Corte. È una bella occasione non solo per pregare in uno dei luoghi storici della nostra città, ma anche per meditare sull’unione stretta tra il Sacramento del Battesimo e l’Eucaristia, per riscoprire la gratuità dell’amore di Dio che si comunica agli uomini nei Sacramenti.

Come nasce la tradizione delle Quarantore?

L’esposizione del Santissimo Sacramento, detta Esposizione delle Quarant’ore, ebbe questo nome in memoria del tempo che Gesù stette nel santo sepolcro. Una volta, questa pia pratica era in grado di rivoluzionare le nostre città e contrade perché l’intenzione era quella di condurre i peccatori alla conversione.

La simbologia del numero quaranta, nella tradizione delle Sacre Scritture, rappresenta un periodo di purificazione ed espiazione per condurre i fedeli al traguardo della salvezza. Quaranta è il numero della tribolazione e della prova, della penitenza e del digiuno, della preghiera e della punizione: quaranta giorni e quaranta notti durò il Diluvio Universale e Mosè sostò quaranta giorni sul Monte Sinai in attesa ricevere la Legge (Es 24,38); il cammino nel deserto del profeta Elia (1 Re 19,8) e il periodo della penitenza nella città di Ninive (Gio, 3) durarono quaranta giorni; il viaggio nel deserto degli Ebrei durò quaranta anni; il periodo del digiuno di Nostro Signore Gesù, dopo il Battesimo, durò quaranta giorni ed in seguito anche la Quaresima (tempo di Passione) della Chiesa ha recuperato questa durata. Anche l’apparizione di Cristo ai suoi discepoli avvenne quaranta giorni dopo la Resurrezione e il corpo di Nostro Signore rimase nel Sepolcro per quaranta ore.

Fino a qualche decennio fa in molte delle nostre parrocchie, vi era l’usanza delle Quarantore di Carnevale (i giorni prima delle Ceneri ) e delle Quarantore di Pasqua.

L’esposizione solenne del pane eucaristico all’adorazione dei fedeli, quale atto di devozione al SS. Sacramento, si svolgeva per un periodo di quaranta ore distribuite in diversi momenti dell’arco di tre giorni come occasione di preghiera e di intercessione, spesso anche per pubbliche necessità ed era spesso conclusa, specialmente nel caso delle Quarantore Pasquali, da una imponente Processione Eucaristica.

Associazioni, movimenti, gruppi di fedeli sono chiamati ad alternarsi nell’adorazione eucaristica. Come possiamo invitarli a partecipare?

L’invito è senza dubbio rivolto a tutti i fedeli, ma sarà anche una occasione di riflessione per tutte le aggregazioni laicali, per i movimenti, per i consacrati e le consacrate, per i presbiteri ed i diaconi, per fermarsi a tu per Tu con il Signore, per trovare ristoro e lasciarsi plasmare e rigenerare dall’incontro e dal dialogo cuore a cuore con Gesù, in questo periodo intenso di attività pastorali.

È importante ricordare il valore della solennità del Corpus Domini. Qual è l’originalità di questa festa?

Il Sacrificio eucaristico è «fonte e apice di tutta la vita cristiana» (Lumen Gentium, 11); in essa ogni uomo sperimenta il realizzarsi della promessa di Gesù: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Per questo il Santo Padre Giovanni Paolo II scrisse che «La Chiesa vive dell’Eucaristia!». La festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo ci invita a pensare che l’eucaristia «non è soltanto un’esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi, il nucleo del mistero della Chiesa». (Ecclesia de Eucharistia,1).

Il pontificale del vescovo sarà seguito dalla processione per le vie del centro Storico: un appuntamento che rievoca una devozione molto popolare. Quale messaggio porta con sé questo momento di preghiera e testimonianza?

Il nostro camminare e portare Gesù Eucaristia, per le strade della città degli uomini è un segno importante. Essere Chiesa in uscita è farsi compagni di strada agli uomini, come il Cristo Risorto con i discepoli di Emmaus, per ascoltare, accogliere, discernere, prendersi cura, ma prima ancora per farci ardere il cuore dalla Parola e dall’amore di Cristo.

Il nostro pregare e testimoniare il Dio dell’Amore lo facciamo con una processione, cioè con un rito, con qualcosa di concreto che avviene nello spazio e nel tempo, nell’oggi, qui e ora. Scrive un eremita dei nostri giorni: «Pregare non è chiudersi nella recita di parole pie, ma portare il nostro cuore e il mondo intero nel cuore di Dio, perché la Chiesa non è tanto una istituzione ma la compagnia dei poveri di Dio nella speranza…»

 Quest’anno la processione si svolgerà per le vie del centro storico in un orario differente…

Si quest’anno su invito del Vescovo abbiamo anticipato la Processione in orario mattutino, dopo il Pontificale delle ore 10.30. Ritorno ad un’antica prassi della Chiesa Pistoiese, come di molte altre Diocesi del Centro Italia, di celebrare  il Corpus Domini al mattino all’interno delle mura della civitas.

 Daniela Raspollini




PORTARE E CONDIVIDERE IL ‘PANE’ DELLA PAROLA NEL QUOTIDIANO

Il punto su i gruppi di ascolto del Vangelo in Diocesi tra fatiche, riprese, proposte

Lunedì 14 Maggio scorso il vescovo Fausto ha incontrato gli animatori dei gruppi di ascolto del Vangelo della Diocesi, che in quest’anno pastorale, 2017-2018, hanno letto la lettera di Giacomo. Tutti hanno avuto la possibilità di raccontare al vescovo la propria esperienza riconoscendone il valore evangelizzante, esprimendo le difficoltà e le speranze di un cammino di condivisione della Parola che ormai ha più di 10 anni. Non erano presenti tutti gli animatori dei gruppi, ma una parte significativa di essi e questo ha permesso di constatare che questa iniziativa è diffusa in tutta la diocesi e raggiunge un grande numero di persone. Tutti sono stati d’accordo nel dire che tali gruppi lasciano una traccia significativa nel cuore di chi vi partecipa. Come ha scritto Piero Giacomelli, uno degli animatori: «anche se i gruppi sembrano diminuiti, dobbiamo “tener duro” e non abbatterci; quello che riceviamo infatti è molto più di quello che riusciamo a dare».

Gli incontri di ascolto del Vangelo si svolgono in famiglia su iniziativa della propria parrocchia; in un clima di semplicità, raccogliendo vicini, amici, parenti e chiunque in parrocchia abbia desiderio di partecipare. Dopo aver invocato lo Spirito Santo con una preghiera, si legge il brano biblico suggerito dal sussidio offerto dalla diocesi, sussidio intonato al programma pastorale delineato dal nostro vescovo. Quest’anno con la lettera di Giacomo abbiamo riflettuto sul tema pastorale dell’anno 2017-2018: i poveri.

Il vescovo dopo aver ascoltato i vari interventi si è rallegrato per quanto è stato raccontato e condiviso, esortando tutti a continuare con fiducia e solerzia quest’esperienza che è un dono per tutta la chiesa di Pistoia. Tra le varie cose dette, egli ha voluto sottolineare alcune realizzazioni particolari di questa esperienza e sollecitare nuovi cammini possibili. Così ha mostrato un apprezzamento particolare per l’iniziativa di coloro che si riuniscono come gruppo di ascolto in casa dei malati ed alternano l’incontro di condivisione della Parola con un incontro di preghiera; questo modo itinerante di realizzare il gruppo dà voce a quello che papa Francesco chiama «Chiesa in uscita». Inoltre, il vescovo ha sollecitato la nascita di nuovi gruppi di ascolto presso famiglie di giovani sposi, oppure presso i genitori dei bambini che si preparano alla prima comunione perché facciano anche loro un cammino di riscoperta della fede ascoltando il Vangelo in famiglia.

Concludendo il vescovo ha annunciato il tema del prossimo anno pastorale, che ispirerà la scelta del testo biblico e la composizione del sussidio che verrà offerto; il tema dell’anno è dunque «una comunità fraterna e missionaria»; esso costituirà il filo conduttore di tutte le attività pastorali, favorendo la comunione diocesana, come ha evidenziato il nostro vescovo.

Questa iniziativa richiama l’esperienza della prima comunità cristiana, quando gli Atti degli Apostoli raccontano che, all’indomani della Pentecoste, i credenti «spezzavano il pane nelle case» (At 2,46). Portare e condividere il pane della Parola nel proprio quotidiano, nell’ambiente dove viviamo, nel tessuto vitale della nostra esistenza, indica un preciso stile missionario e di annuncio.

Ancora oggi, quindi, dopo un cammino di diversi anni, questa proposta pastorale è attuale ed è oltretutto intonata con le linee del pontificato di Papa Francesco che dice nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium: «La gioia del Vangelo che riempie la vita dei discepoli, è una gioia missionaria… È fondamentale che la Parola rivelata fecondi radicalmente la catechesi e tutti gli sforzi per trasmettere la fede. L’Evangelizzazione richiede familiarità con la Parola di Dio e questo esige che le diocesi le parrocchie e tutte le aggregazioni cattoliche propongano uno studio serio e perseverante della Bibbia, come pure promuovano la lettura orante personale e comunitaria» (EG 21;175). Che queste parole divengano un invito e una sollecitazione verso tutti coloro che ancora non hanno fatto questa esperienza.

Suor Giovanna Cheli – Ufficio per la Catechesi e l’Evangelizzazione




INTERVENTO DI TUTELA E RESTAURO DEL PULPITO DI GIOVANNI PISANO

PISTOIA – Sono apparse recentemente su alcuni blog notizie sulle allarmanti condizioni del pulpito di Giovanni Pisano conservato nella chiesa di Sant’Andrea di Pistoia.

In realtà dalla costante attività di monitoraggio delle condizioni del pulpito, condotta in tutti questi anni dalla Soprintendenza di Firenze, non si rilevano motivi per grida così preoccupate.

Le lesioni sono presenti e ben visibili da tempo e proprio negli ultimi mesi la Soprintendenza è intervenuta sulla Sibilla del secondo ordine, situata sull’angolo in corrispondenza della colonna posta sulla figura di Adamo. Il pernio in ferro su cui era fissata la figura si era ossidato rompendo il blocco di marmo. Nell’intervento, realizzato da Alberto Casciani, tra i più esperti restauratori di materiali lapidei, si è tolto il pernio arrugginito, sostituendolo con uno in vetroresina e garantendo la sicurezza della parte.

Il pulpito negli anni tra il 2007 e il 2011 è stato interessato da una serie di indagini scientifiche curate dall’Opificio delle Pietre Dure, volte ad approfondire e verificare le condizioni del capolavoro.
La necessità di completare tali indagini per avere una visione puntuale della sua situazione statica non è stata accompagnata negli ultimi anni dai necessari finanziamenti, richiesti annualmente dalla Soprintendenza fiorentina al competente Ministero, ma si spera in tempi brevi di riuscire a far partire il progetto di studio e restauro.

La Diocesi di Pistoia, consapevole dello straordinario valore del pulpito di Giovanni Pisano, monitora e presta la massima attenzione, accanto alla Soprintendenza, nei confronti di questo capolavoro.

Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Pistoia