Un corso per conoscere le radici della nostra fede

Il prof. Giovanni Ibba propone un corso di introduzione alla cultura ebraica. Un’iniziativa della Scuola di Formazione Teologica diocesana

Un’originale proposta formativa dedicata alla conoscenza della cultura ebraica a cura di Giovanni Ibba. Un corso inserito nell’offerta della Scuola di formazione teologica diocesana, che nasce dall’idea di poter offrire un’occasione di arricchimento e dal desiderio di aprire una finestra su un mondo in gran parte sconosciuto e sul quale dominano ancora moltissimi fraintendimenti e ignoranza.

«Inizialmente avevo pensato di dare delle basi di lingua ebraica a partire dalle quali introdurre il testo biblico. Ma la grammatica ebraica è complessa, richiede più tempo. Ecco che mi sono orientato sull’idea di un corso che debba costituire in primis un’introduzione all’ebraismo, comprendendo anche alcuni essenziali elementi di cultura e lingua ebraica»: così il prof. Ibba presenta il corso, che comincerà lunedì 14 marzo alle 21 nell’Aula Magna del Seminario Vescovile (Pistoia, via Puccini, 36) e proseguirà fino a maggio con 8 lezioni tenute sempre di lunedì alla stessa ora. Covid permettendo, le lezioni si terranno in presenza. «Chiunque può seguire il corso, non è necessario alcun requisito. Saranno i testi della Bibbia a guidarci in questo viaggio attraverso la cultura ebraica, le cui fondamenta non possono essere ricercate in nessun altra fonte scritta. È la Bibbia la culla dell’ebraismo».

Il corso si svilupperà a partire da elementi dell’alfabeto e della grammatica ebraica, indispensabili poi per andare ad approfondire concetti proprio a partire dal cuore pulsante dei testi biblici, dalle parole che sono state usate per costruire la cultura ebraica. Il corso si soffermerà anche su molteplici tematiche teologiche, a cominciare, ad esempio, da problema del male, o da quello della giustizia.

Giovanni Ibba, dottore di ricerca in Ebraistica e in Teologia Biblica, scrittore e traduttore, è docente stabile presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana «Santa Caterina da Siena», struttura interna alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, Firenze.

Iscrizioni

Il corso prevede 8 incontri che si svolgeranno nel Seminario di Pistoia il lunedì alle 21 a partire dal 14 marzo 2022 (il corso sarà attivato solo con un minimo di 10 iscritti). 

Per iscrizioni: scuolateologia@diocesipistoia.it – oppure 338 3603133 (Giacomo Poncini). Costo dell’iscrizione: 20 euro.




Tempo di scelte: perchè è importante l’IRC

PISTOIA – Periodo di scelte per le famiglie che hanno i figli in età scolare. Le famiglie si trovano impegnate, in questo periodo, a confrontarsi con le iscrizione dei loro figli. In particolare nel momento dell’iscrizione al primo anno di ogni ciclo, in base alla normativa vigente, studenti e genitori sono chiamati a scegliere se avvalersi dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc). Ma quali sono le ragioni di una scelta che potrebbe sembrare secondaria? Insieme a noi ha provato a fare un ragionamento il professor Edoardo Baroncelli, direttore dell’ufficio per l’insegnamento della Religione Cattolica della diocesi.

«La domanda è: a che cosa serve la scuola ? – afferma Baroncelli – e la scelta di avvalersi o no dell’insegnamento di religione cattolica rivela la risposta a questa domanda. Tutti concordano nell’affermare che il compito della scuola non è solo quello di trasmettere conoscenza ma di contribuire alla formazione integrale della persona. Se questo è il compito della scuola, allora, se vogliamo che sia questo, la scelta di avvalersi dell’insegnamento dell’Irc è perfettamente conseguente. «La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello», ha affermato Papa Francesco. Sui nostri ragazzi soffia il vento di una cultura velatamente aggressiva – annota ancora Baroncelli – a tratti violenta, appiattita. Le stelle si vedono sempre più di rado sopra il cielo della città post moderna. La posizione più frequente è quella con la testa ripiegata in giù. Sul cellulare. Ma i nostri ragazzi hanno due potenti contrappesi, come un istinto di sopravvivenza, primordiale e insopprimibile: il punto interrogativo, e l’asse verticale».

Frequentare “l’ora di religione” diventa quindi uno spazio aperto per guardare oltre: «Chi si avvale di Irc – spiega Baroncelli – ha a disposizione un luogo dove il punto interrogativo ha la cittadinanza onoraria. Nel cuore dei nostri ragazzi circolano molte domande che gli alunni non avvalentesi fanno fatica a trovare chi ascolta. La capacità di orientare verso l’alto lo sguardo (e la vita) degli studenti è un compito di ogni insegnante, ma poche materie possono rendere questo progetto un preciso programma come invece l’Irc. Questa è un luogo di incontro: con parti di sé in ombra, con l’altro, con la diversità, con domande grandi che valgono la vita, con orizzonti di pensiero rigorosi e affascinanti. Si legge nei documenti ufficiali che l’Irc serve a “sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose”

( Indicazioni per l’Infanzia). E ancora: “L’Irc, nell’attuale contesto multiculturale, mediante la propria proposta, promuove tra gli studenti la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all’esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace” ( Linee per i Licei) ».

E chi invece desidera fare un percorso diverso? «La norma – ricorda il direttore dell’ufficio scuola – consente alle famiglie di non avvalersi scegliendo tra quattro diverse opzioni, tra cui il nulla. Niente. Uscire da scuola. Nell’emergenza educativa che il nostro paese e questa generazione sta vivendo, ogni insegnante è una zattera per mettere in salvo qualcuno in più». Solo un furore ideologico insensato – conclude Baroncelli – può indurre a ritenere che sia preferibile il nulla rispetto a un’ora di scuola, che sia meglio uscire che restare. Appena accade un fatto negativo di cronaca i commentatori chiedono subito: “E la scuola dov’era?”. La scuola era al suo posto, e gli insegnanti anche. Almeno finchè non li abbiamo resi facoltativi. Si tratta di posizioni fortunatamente oramai marginali, di pochi ex combattenti che non si sono resi conto che il tempo della guerra è finito da un pezzo e che credono di essere ancora negli anni 50 del secolo scorso. Forse per sentire meglio definita una qualche identità. I ragazzi, e il loro futuro, non possono essere il campo di battaglia di residuati conflitti ideologici finiti da un pezzo che con loro, tra l’altro, non hanno nulla a che vedere. Sul bene dei ragazzi, sull’emergenza educativa, sulla necessità che la scuola sia zattera e salvagente tutte le donne e gli uomini di buona volontà possono incontrarsi e dialogare. E in questo orizzonte non vi è nessuna indecisione davanti alla scelta di avvalersi».

«A tutte le latitudini della Diocesi – afferma ancora Baroncelli – gli insegnanti di religione vivono ed operano per una scuola aperta, accogliente, inclusiva. Indicano orizzonti, promuovono esperienze insieme ai loro alunni, accompagnano alla conoscenza di luoghi e posti. Stimolano il pensiero con domande, con proposte di risposte. Tutelano ed accolgono fragilità.

Sono spalle affidabili per la crescita dei loro alunni. Gli insegnanti di religione non sono ospiti delle scuole, più o meno graditi, sono un dono per i ragazzi, per le loro famiglie, per le scuole dove operiamo.

Nonostante questo, come riportava il quotidiano Avvenire, sul piano nazionale l’85.5% delle famiglie e degli studenti sceglie ancora di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Un dono e un compito per tutti gli Irc e per la nostra Diocesi a fare sempre di più e sempre meglio il nostro dovere di educatori. John Fitzgerald Kennedy amava ripetere una frase che spero sia spunto di riflessione per tutti: “Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana”».

Michael Cantarella




Aprono i corsi d’organo all’Istituto “Giustini”

Le lezioni si svolgono presso la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Pistoia. La proposta è aperta anche a chi non ha formazione musicale di base

Riprendono le attività dell’Istituto Musicale Diocesano “Don Lodovico Giustini”. Tutti gli amanti della musica d’organo possono iscriversi, ma in modo particolare sono invitati a farlo gli organisti parrocchiali o quelli che desiderano diventarlo. Alla scuola, infatti, possono ricevere una valida educazione musicale e prepararsi nello stesso tempo a svolgere il servizio liturgico nelle parrocchie.

Tutti gli amanti della musica d’organo possono iscriversi, ma in modo particolare sono invitati a farlo gli organisti parrocchiali o quelli che desiderano diventarlo. Le lezioni si svolgono presso la chiesa di S. Ignazio di Loyola (Piazza dello Spirito Santo 8, 51100 Pistoia).

A disposizione degli studenti vi sono tre organi, pianoforti, fortepiani, clavicembali, occasionalmente andremo anche agli organi presso la cappella della MAiC. Per partecipare ai corsi non sono richieste conoscenze particolari, né limiti di età. Anche chi  non avesse conoscenze di base può comunque iscriversi. Unico requisito è il desiderio di imparare!

Il corso si articola in lezioni settimanali che possono essere ciascuna o di 45 minuti (spesa 15 euro) o di un’ora (spesa 20 euro). Il costo di iscrizione annuale è di 50 euro. Una lezione di prova (di circa 30 min.) è offerta gratuitamente. La docente dei corsi è Michiko Kato.

Don Lodovico Giustini (1685-1743), musicista pistoiese, fu organista della Congregazione dello Spirito Santo, succedendo allo zio, don Niccolò, e al padre, Francesco. Fu organista anche della Cattedrale di Pistoia. È celebre nella storia della musica per essere stato il primo a comporre e pubblicare (nel 1732 a Firenze) suonate per il neonato pianoforte, molto belle e tuttora eseguite.

Per maggiori informazioni: e-mail. istitutogiustini@gmail.com, telefono: 327 773 5735 oppure 335 682 5318.

(25/09/2022)




Appello alla preghiera per la Pace

Mercoledì 26 gennaio papa Francesco, ha indetto una giornata di preghiera per la Pace.

Al centro delle preoccupazioni del Papa e della Chiesa c’è la tensione tra Russia e Ucraina. «Seguo con preoccupazione — ha affermato Francesco durante l’angelus di domenica — l’aumento delle tensioni che minacciano di infliggere un nuovo colpo alla pace in Ucraina e mettono in discussione la sicurezza nel Continente europeo, con ripercussioni ancora più vaste».

«Faccio un accorato appello a tutte le persone di buona volontà — ha chiesto il Papa — perché elevino preghiere a Dio onnipotente, affinché ogni azione e iniziativa politica sia al servizio della fratellanza umana, più che di interessi di parte.

Chi persegue i propri scopi a danno degli altri, — ha concluso — disprezza la propria vocazione di uomo, perché tutti siamo stati creati fratelli».

Il Vescovo Tardelli ha chiesto a tutte le parrocchie e alle comunità della Diocesi di accogliere la richiesta del Papa. Molte parrocchie si sono già mobilitate per organizzare veglie di preghiera per la Pace.




Corsi prematrimoniali in Diocesi

Segnaliamo alcuni corsi prematrimoniali organizzati in Diocesi.

 

San Benedetto (Pistoia)

Tel. 057320275 – Mail: timbushishi@libero.it

A partire da domenica 16 Gennaio, ore 10.30

 

Don Roberto Breschi

Sala Pantaleo (Ingresso da lato parcheggio Misericordia)

Cell. 3281665954 – Mail: r.breschi60@gmail.com

A partire da Giovedì 3 febbraio, ore 21

 

San Francesco (Pistoia)

Tel. 0573368096

padrenatalere@gmail.com

A partire da venerdì 30 Settembre, ore 21

 

San Rocco (Pistoia)

Tel. 0573 452717

Mail: sanroccopt@gmail.com

ogni giovedì sera alle 21 a partire dal 13 (8 incontri)

 

Immacolata (Pistoia)

palazzipaolo@alice.it

tel. 0573 964219

a partire da Lunedì 9 Maggio, ore 21

 

Montale

Tel. 0573 55116

paolo.firindelli@tiscali.it

a partire dal 12 gennaio, ore 21

 

Fornacelle (Montemurlo)

Telefono: 0574 683706

fornacelleparrocchia@libero.it

a partire dal 1 febbraio, ore 21

 

San Piero ad Agliana

Tel. 0574 718049

p.tofani@tiscali.it

a partire dal 21 gennaio, ogni venerdì ore 21.15

 

San Michele ad Agliana

rodolfovettori@virgilio.it

Telefono: 0574 718114

Nel mese di settembre

 

Valenzatico

Telefono : 0573 735429

razzoliroberto@tiscali.it

Da giovedì 3 febbraio 2022, ore 21

 

Bonistallo

Tel. 055 877339

parrocchia@bonistallo.it

Da giovedì 13 gennaio 2022, ore 21

 

Carmignano

Telefono : 055 8712046

el_logos@live.it

Dall’11 gennaio 2022, ore 22

 

 

 

 




Caritas: 8 posti per il servizio civile volontario

Bando volontari per le Caritas diocesane di Pistoia e Pescia per il progetto “Nessuno si salva da solo: disagio adulto – Pistoia e Pescia”

Il 14 dicembre 2021 il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale ha emanato un Bando volontari per la selezione di 56.205 giovani da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero. Per la Caritas diocesane di Pistoia e per la Caritas diocesana di Pescia è una nuova occasione importantissima da offrire a giovani con desiderio e motivazione ad intraprendere un anno di attività nell’aiuto al disagio adulto dei due territori.

I posti a disposizione sono 8, due a Pescia e sei a Pistoia. La scheda che troverete al link sottostante mostrerà sinteticamente le caratteristiche del progetto:

Nessuno si salva da solo: disagio adulto – Pistoia e Pescia

Per ogni informazione, potete contattare i seguenti numeri:
a. per la Caritas Diocesana di PISTOIA: telefono 0573 768685 (Lun-Ven: 9/12.30), caritas@diocesipistoia.it e giovanni.cerri@diocesipistoia.it

b. per la Caritas Diocesana di PESCIA: chiamate 0572 70301 (Lun, Mer, Ven e Sab: 9.45/11.30), chiedendo di Antonino, o scrivete a centroascoltomontecatini@virgilio.it

La scadenza per le domande da parte dei giovani è fissata al 26 gennaio 2022 alle ore 14.00. Tutte le informazioni tecniche sul Bando sono disponibili sul sito:

Bando per la selezione di 56.205 operatori volontari da impiegare in progetti relativi a programmi di intervento di Servizio civile universale

Gli aspiranti operatori volontari devono presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo

https://domandaonline.serviziocivile.it

Per la Domanda On-Line di Servizio civile occorrono credenziali SPID di livello di sicurezza 2. I cittadini di Paesi appartenenti all’Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, se non avessero la disponibilità di acquisire lo SPID, potranno accedere ai servizi della piattaforma DOL attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.




Una bibliografia della opere di Giordano Frosini

Una pubblicazione dedicata ad amici e studiosi aperta a integrazioni e suggerimenti

 

In occasione della Cerimonia di premiazione del primo concorso nazionale di Teologia ‘Mons. Giordano Frosini’, è stata redatta una bibliografia delle opere di don Frosini.

Gli autori – Beatrice Iacopini, Mariangela Maraviglia e Andrea Vaccaro – precisano nell’Introduzione che tale bibliografia non può considerarsi definitiva: “alcune informazioni bibliografiche risultano incomplete, poiché non è stato possibile accedere al documento originale; la consultazione di ulteriori riviste può rivelare collaborazioni finora non emerse; la scelta di escludere alcune testate ‘pastorali’ può essere ripensata alla luce di considerazioni più inclusive”.

Mettendo online tale lavoro, gli autori invitano alla collaborazione tutti coloro che possono fornire informazioni, indicazioni o suggerimenti al fine di rendere l’opera quanto più completa possibile.

È possibile segnalare suggerimenti al seguente indirizzo: scuolateologia@diocesipistoia.it

 




Il ricordo di Mons. Frosini nell’attenzione all’aggiornamento teologico

Sabato 14 dicembre ha avuto luogo il conferimento del primo premio intitolato a don Giordano Frosini

 

Un tributo di affetto e riconoscenza, ma anche la volontà di custodire e far crescere un’eredità preziosa. La prima edizione del premio nazionale di Teologia “don Giordano Frosini” ripresenta alla città e alla Diocesi il valore di «un vero protagonista della scena culturale pistoiese». Un teologo, come ha ricordato Andrea Amadori, presidente del Comitato Giordano Frosini, promotore e organizzatore dell’iniziativa, «che si è costantemente impegnato a ricordare il valore dell’aggiornamento teologico».

 

Basilio Petrà, teologo morale già preside della Facoltà teologica dell’Italia Centrale di Firenze e amico di Frosini ne ha tratteggiato un sintetico e lucido profilo. La conoscenza tra i due era nata nello Studio teologico fiorentino, ma anche nell’ambito degli scambi teologici e pastorali tra la diocesi di Pistoia e Prato, a partire dalla Fuci, «filo di legame tra me e Frosini» ha ricordato Petrà. Punto di riferimento per entrambi, per quanto Frosini appartenesse a una generazione precedente, il Concilio Vaticano II che ha segnato il percorso della riflessione teologica di ambedue, poi diventati colleghi presso lo Studio teologico fiorentino. Frosini non è stato un accademico puro, «perché le sue responsabilità pastorali — ha spiegato Petrà — non gli consentivano di svolgere un ruolo accademico più impegnativo. Il suo insegnamento è stato svolto per lo più a Pistoia, pur con esperienze all’estero, in Albania». «Frosini — ha aggiunto — era una forte tempra di intellettuale, animato da un pensiero sempre vigile»; «è stato maestro di tanti giovani, realmente impegnato nella storia dell’umanità e della sua città». «C’è poi una parola che torna in mente — ha concluso —, la parola parresia», la sua schiettezza nel parlare; «Frosini non temeva di dire quello che pensava»; «è un aspetto che esprime bene quelle qualità che segnano la vita di una persona».

 

Dopo il ricordo di Petrà il saluto della Fondazione Caript, che ha finanziato la pubblicazione della tesi vincitrice, attraverso le parole della prof.ssa Paola Bellandi, quindi il saluto di Marco Barbieri, vicepresidente di Chianti Banca, per il contributo dato nella pubblicazione della Bibliografia di don Frosini curata da Beatrice Iacopini, Mariangela Maraviglia e Andrea Vaccaro.

Un lavoro illustrato dalla prof.ssa Beatrice Iacopini che rappresenta – ha commentato – «un omaggio doveroso» e che permette di cogliere, anche solo scorrendo i titoli delle pubblicazioni di Frosini, una varietà di interessi grandissima, con al centro la dottrina sociale della Chiesa e l’impegno della Chiesa nel mondo. «La sua opera è stata tutta finalizzata all’evangelizzazione al rinnovamento teologico. Dalla bibliografia — ha aggiunto Iacopini — emerge una profonda unità di intenti”: costruire il Regno che sentiva come impegno etico fondamentale e il continuo riferimento al Concilio. «La sua — ha concluso — era un’intelligenza mai asciutta o arida, ma sempre palpitante insieme al cuore».

 

Giovanna Frosini, promotrice insieme al fratello Giovanni della pubblicazione della Bibliografia, prendendo la parola ha plaudito all’iniziativa e ricordato che «un pensatore si onora pensando». Ed è pur vero che un pensatore lo si onora anche — ha commentato il teologo Giuseppe Lorizio — «dando spazio al futuro, ai giovani». Lorizio, insieme a Petrà, Armando Matteo, Brunetto Salvarani e Adriano Fabris è infatti membro della prestigiosa commissione scientifica del Premio Giordano Frosini che ha individuato il lavoro premiato in questa prima edizione.

 

«Mettere insieme ricerca e comunicazione è stato uno dei tratti tipici di don Frosini — ha commentato Lorizio —. Comunicare la scienza è un compito decisivo. Don Frosini lo ha fatto. Don Frosini è entrato sulla soglia dell’accademia. Ma il luogo della teologia non è l’università, ma è la Chiesa, la comunità, la sinodalità, ma anche e soprattutto la città. Frosini lo aveva compreso. Nel suo quotidiano spendersi per questa città lo ha dimostrato». Dopo una breve riflessione dell’intreccio tra scienza e teologia proposta da Lorizio è giunto il momento della premiazione di Giovanni Amendola, autore della tesi premiata e pubblicata per le edizioni Studium: “Antropo-logos. La ragione al crocevia di intelligenza artificiale, razionalità scientifica, pensiero filosofico e teologia cristiana” (Studium, pagine 368, euro 20,00).

 

Giovanni Amendola ha quindi sinteticamente illustrato il suo lavoro, donato in omaggio a tutti i presenti. Amendola è attualmente assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università della Calabria, dove è stato docente per gli insegnamenti di Fondamenti di informatica, Programmazione ad oggetti, Calcolo delle probabilità e statistica e Matematica per l’analisi dei dati. La sua ricerca verte principalmente sull’intelligenza artificiale basata sulla logica matematica.




Festività natalizie: indicazioni dall’ufficio liturgico

Comunicazione al Clero per le celebrazioni nella Solennità del Natale e del Tempo di Natale 2021/2022

Si avvicinano le festività natalizie, che quest’anno potremo tornare a vivere secondo orari più familiari, non sottoposti alla disciplina del “coprifuoco”. Non decadono però tutte le misure di prevenzione (distanziamento, mascherine, igienizzazioni…) che le parrocchie hanno praticato dall’inizio della pandemia.

L’ufficio liturgico diocesano ha indirizzato ai parroci alcune indicazioni utili per la celebrazione in sicurezza delle attività pastorali e di preghiera nelle festività. Non sarà possibile, com’è facile immaginare, baciare la statua di Gesù bambino al termine delle messa, così come sono sconsigliate attività che creino assembramenti (ad esempio Cavalcate dei magi..).

L’ufficio offre indicazioni puntuali per favorire la partecipazione senza cadere nel rischio di assemblee troppo affollate, o per celebrare in sicurezza il sacramento della riconciliazione. Si ribadisce tuttavia, un punto fondamentale: per partecipare alla messa o a qualche altra celebrazione liturgica o paraliturgica (Adorazione, Incontri di Preghiera, Veglie, Celebrazioni della Riconciliazione, Novena…) non c’è bisogno di Green pass, né di base, né rafforzato. Ciò però, obbliga a fare molta più attenzione nell’adozione di tutte misure di sicurezza.

Indicazioni per le celebrazioni nella Solennità del Natale e del Tempo di Natale 2021/2022

L’ufficio liturgico segnala anche il nuovo sussidio per il tempo di Natale della Conferenza episcopale italiana. Nel documento si trovano una traccia per la Novena di Natale e suggerimenti per la Veglia della notte di Natale.

Sussidio CEI 2021/2022

 

 




Immacolata in Cattedrale

Solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria 2021

Mercoledì 8 dicembre 2021 alle ore 18 Messa pontificale in Cattedrale presieduta da S. E. Mons. Fausto Tardelli vescovo di Pistoia.
L’8 dicembre 2014, sette anni fa, mons. Tardelli faceva ingresso a Pistoia come nuovo pastore di questa diocesi.
Non manchiamo di accompagnarlo con le nostre preghiere e il nostro affetto. Continuiamo a sostenerlo nel suo non facile ministero.
(foto di Mariangela Montanari)