La Toscana di metà Ottocento tra Prato e Pistoia

Martedì 30 novembre alle 17 nelle storiche sale della Biblioteca Fabroniana di Pistoia sarà presentato il volume di Giovanni Bensi Cesare Guasti e Giovanni Breschi nella Toscana di metà Ottocento (Prato, Società pistoiese di Storia Patria, 2021).

Risultato di un’approfondita ricerca negli archivi pistoiesi e pratesi, il volume ricostruisce gli scambi epistolari intercorsi nel periodo compreso tra il 1844 e il 1857 tra l’archivista e tipografo Guasti e lo storico e canonico Breschi vicario diocesano, facente funzione episcopale tra il 1857 e il 1867.

Uno dei temi centrali dell’indagine è la genesi editoriale della Storia di san Atto, pubblicata da Breschi in occasione del centenario. Il volume di Bensi permette di approfondire la conoscenza del clima culturale di un momento storico segnato dagli ultimi anni del Granducato e dai movimenti risorgimentali.

Assieme all’autore, studioso di storia locale tra otto e novecento, interverranno la responsabile della Biblioteca Fabroniana e dell’Archivio capitolare di Pistoia, Anna Agostini, don Enrico Bini dell’associazione Culturale Guasti di Prato e Andrea Giaconi del Comitato pratese per la Promozione dei valori risorgimentali.

In occasione dell’evento sarà possibile visitare la mostra Libri su Atto. Una ricognizione in biblioteca fra erudizione storica sei-settecentesca e cultura ecclesiastica dell’Otto-Novecento. L’esposizione, allestita nelle storiche sale della Biblioteca Fabroniana, curata da Anna Agostini, permette di conoscere una serie di testi che a partire dal XVII secolo si occuparono di valorizzare la figura di Atto, canonizzato il 24 gennaio 1605 per interessamento dell’Ordine vallombrosano e della Chiesa pistoiese.

Per accedere in Biblioteca (Piazzetta san Filippo, 1 Pistoia) è richiesto il Green pass e il rispetto delle normative anti Covid.

Ingresso Libero.




Scuola: lettera aperta ai parlamentari della Toscana

In una riflessione inviata ai politici di zona, l’ufficio scuola della diocesi, diretto dal prof. Edoardo Baroncelli, lancia un appello per un vero dibattito sulla riforma della scuola: «I primi a pagare una scuola che non prepara per il futuro sono i più fragili. Sì a un dibattito realistico e condiviso»

PISTOIA 22/11/2021 – No allo svilimento dell’esame di maturità e del livello della formazione e sì a un serio e ampio dibattito sui problemi della scuola italiana a partire dai bisogni di coloro che non hanno un futuro già garantito. È questo il senso della lettera dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica diretto dal professor Edoardo Baroncelli, inviata ai parlamentari di zona, ai consiglieri regionali, ai componenti della commissione cultura e istruzione di camera e senato, e a diverse altre personalità del mondo politico che hanno responsabilità in materia. Partendo dalle recenti polemiche sulla semplificazione degli scritti dell’esame di stato riporta l’attenzione sul significato stesso di diritto allo studio e di scuola pubblica e sulla capacità della scuola di preparare al futuro.

«Come noto – si legge nella lettera – l’esame è consistito nella preparazione da parte degli alunni di un elaborato basato sulla materia di indirizzo, con taglio interdisciplinare. Il titolo dell’elaborato è stato consegnato agli studenti entro il 30 aprile ed è stato da loro preparato in collaborazione con gli insegnanti e riconsegnato entro il 31 maggio. Proporre, o anche solo pensare possibile, una modalità di esame che renda di fatto facoltativo lo scritto, significa indebolire o togliere alla scuola la possibilità di attrezzare i propri studenti per le sfide del futuro, siano essere universitarie o lavorative. Togliere agli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore la consapevolezza che li attenderà a giugno una prova dal contenuto non prevedibile e non scontato, né banalmente allineato a prove già svolte, rischia di produrre un effetto di demotivazione o di comoda rassegnazione in molti di loro, in particolare nei più fragili didatticamente e spesso socialmente, cioè proprio in coloro per i quali la scuola è l’unica alternativa possibile e l’unica plausibile via di realizzazione di sè». Significa inoltre – continua Baroncelli – incrementare la distanza tra la scuola, diciamo così, presente e pensata nei documenti e nei pronunciamenti ufficiali, e la scuola effettivamente possibile e viva nelle aule o in larghissima parte di esse. È chiaro che a pagare per primi il prezzo di una scuola poco o meno capace di attrezzare alle sfide vere del futuro sono coloro per i quali esso non è garantito, cioè i più deboli e i più fragili, esposti così rischi e incertezze crescenti e a volte definitivi».

Un scelta discutibile, che si innesta in una realtà quotidiana del sistema scolastico sempre più complicata e distante dalle polemiche politiche:

«Le questioni riguardanti il sistema scolastico sono molteplici e certamente complesse – scrive ancora il direttore dell’ufficio scuola nel testo della lettera – rifuggono soluzioni semplicistiche. Tra esse va menzionato lo scivolamento verso una progressiva e a tratti eccessiva semplificazione del nostro sistema scolastico, rilevata da diverse ricerche piuttosto preoccupanti, oltrechè dell’esperienza quotidiana dei docenti non sempre adeguatamente ascoltata e valorizzata; i livelli di preparazione decrescenti ed il cedimento complessivo della azione educativa, ancorchè dovuta ad una molteplicità di fattori riconducibili non soltanto alla scuola; l’assenza di una chiara una visione antropologica e culturale nel dibattito attorno alla scuola e al sistema complessivo dell’istruzione e della formazione nel nostro Paese. Sarebbe poi fin troppo facile cogliere nei molti fatti di cronaca il bisogno che il nostro Paese ha di persone sufficientemente preparate, e messe in condizioni di prepararsi, in tutte le professioni e in tutti i campi della vita civile e sociale».

«Se è lecito immaginare la scuola come una zattera – conclude Baroncelli – non è più possibile salvare tutti o comunque aumenta il numero di coloro che non traggono dalla esperienza scolastica tutto ciò che gli sarebbe possibile e in molti casi necessario per il loro futuro. Con un po’ di enfasi si potrebbe dire: non togliete alla scuola e agli insegnanti anche gli ultimi strumenti che restano per essere utili al futuro dei loro ragazzi. Su questo tema intendiamo dialogare con tutti coloro che ci ascolteranno, e che condivideranno la necessità di una riflessione che sappia di concretezza e di realtà».

 




Una prima tappa verso il Sinodo

Martedì 16 novembre incontro con Mons. Castellucci in Seminario

La riflessione sinodale ruota da quest’anno attorno a tre importanti percorsi sinodali: quello della Chiesa universale, con il sinodo dei vescovi dedicato proprio al tema della sinodalità, quello della Chiesa in Italia e, infine, quello della Chiesa diocesana. Tre percorsi che nel corso dell’anno saranno accompagnati da importanti momenti formativi aperti a tutti. Il primo è offerto da Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, che martedì 16 novembre proporrà una riflessione dal titolo «Chiesa popolo di Dio in comunione e missione».

Accanto al suo impegno pastorale monsignor Castellucci è anche vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, consultore della segreteria generale del Sinodo dei vescovi, consultore della congregazione per il clero. Per anni ha insegnato teologia dogmatica con particolare attenzione alla dimensione ecclesiologica e alla teologia del presbiterio.

«La sua formazione e il suo servizio — spiega il vicario generale don Cristiano D’Angelo — ne fanno una persona particolarmente qualificata per aiutarci ad entrare sempre di più nella preparazione del Sinodo e nella formazione ad una nuova mentalità e prassi missionaria delle nostre chiese».

«L’incontro con Mons. Castellucci — precisa don Cristiano — è aperto anche ai laici, in modo particolare a quelli che svolgono un servizio pastorale nelle parrocchie e realtà ecclesiali». L’evento, avrà luogo nell’aula magna del Seminario vescovile di Pistoia si svolgerà dalle 9.30 alle 12.30. Per tutti, compatibilmente con il numero di posti disponibili, è necessario esibire il green pass all’ingresso.

L’incontro sarà trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi.




I nuovi vicari zonali e la riforma del Centro storico

i nuovi vicari zonali

Nella sua ultima lettera pastorale il vescovo Tardelli ha espresso la volontà di riformulare l’organizzazione del territorio diocesano in nuovi e più numerosi vicariati «per incrementare la collaborazione pastorale e il cammino sinodale». «Ogni vicariato — ha precisato poi il vescovo nella sua lettera — è chiamato a muoversi insieme: innanzitutto i presbiteri in servizio nel vicariato e poi tutti gli altri, collaboratori pastorali vari e laici del popolo di Dio».
In seguito alle consultazioni svoltesi tra i presbiteri di ogni nuovo vicariato il vescovo ha nominato i nuovi vicari zonali, chiamati a promuovere e coordinare l’attività pastorale comune nell’ambito del vicariato.

Il decreto vescovile promulgato dal vescovo nomina quindi, vicario foraneo:
1. del Vicariato foraneo di Città il Rev.do d. Luca Carlesi
2. del Vicariato foraneo del Suburbio Est il Rev.do d. Luciano Tempestini
3. del Vicariato foraneo del Suburbio Ovest il Rev.do d. Petre Iancu
4. del Vicariato foraneo di Quarrata il Rev.do d. Roberto Razzoli
5. del Vicariato foraneo di Vignole il Rev.do d. Ioan Marius Vorga
6. del Vicariato foraneo di Poggio a Caiano il Rev.do d. Elia Matija
7. del Vicariato foraneo di Montemurlo il Rev.do d. Jaroslaw Ziarkiewicz
8. del Vicariato foraneo di Agliana – Montale il Rev.do d. Paolo Tofani
9. del Vicariato foraneo di Bottegone il Rev.do d. Michele Palchetti
10. del Vicariato foraneo del Vincio il Rev.do d. Juvenal Mapendano
11. del Vicariato foraneo di Casalguidi il Rev.do d. Andrea Mati
12. del Vicariato foraneo di Capostrada il Rev.do d. Alessio Bartolini
13. del Vicariato foraneo di Gello il Rev.do d. Paul Guy Devreux
14. del Vicariato foraneo di Limite il Rev.do d. Franco Sgrilli
15. del Vicariato foraneo di Lamporecchio il Rev.do d. Antonio Velotto
16. del Vicariato foraneo della Montagna il Rev.do d. Sergio Agostini

a decorrere dal 1 di novembre 2021 e per la durata di un quinquennio.

Vedi il decreto vescovile (pdf)

 

Riforma pastorale del Centro storico

Allo stesso tempo Mons. Vescovo ha anche provveduto a riordinare l’organizzazione pastorale del Centro Storico cittadino.

Considerato che le otto parrocchie del Centro storico di Pistoia insistono su un territorio piuttosto ridotto e hanno chiese parrocchiali a poca distanza le une dalle altre e visto lo spopolamento del centro cittadino, in particolare di famiglie giovani, Mons. Vescovo, «volendo rinnovare l’impegno corale di una concorde testimonianza da parte della Chiesa nel cuore della città e tenendo altresì conto delle mutate circostanze in cui ci si trova oggi ad operare» ha ritenuto, a decorrere dal 7 novembre 2021, di affidare in solido la cura pastorale delle parrocchie di S. Andrea, S. Paolo, S. Bartolomeo, S. Giovanni Fuorcivitas, SS. Annunziata, Madonna dell’Umiltà, S. Filippo, Spirito Santo, nel Vicariato urbano, ai seguenti presbiteri:

«il rev. don Luca Carlesi, che costituisco Moderatore nell’esercizio della cura pastorale e legale rappresentante e i reverendi mons. Umberto Pineschi, Can. Leonildo Toni, fra Giordano Favillini, fra Antonio Sorrentino, quali Parroci in solido», coinvolgendo così le suddette parrocchie in un progetto di unità pastorale.
Tra i presbiteri suindicati, «il moderatore — spiega inoltre il vescovo — ha l’incarico di dirigere l’attività comune e di rispondere di essa di fronte al Vescovo» come di guidare «nei negozi giuridici le Parrocchie anche relativamente agli effetti civili».

Vedi il decreto vescovile (pdf)




I giovani «pescatori di uomini»

Tra le novità per l’anno pastorale un itinerario nelle comunità parrocchiali

Essere in rete oggi è un’esperienza quotidiana che coinvolge tutti, giovani e adulti. La connessione tra noi, a livello reale e virtuale, ci permette di creare relazioni. La rete, invece, che crea la connessione tra noi e il Signore Gesù è la Chiesa. I “pescatori di uomini”, gli apostoli, sono stati i primi a gettare questa rete che ancora oggi non smette di raccoglierci e accoglierci in un unico abbraccio. Nella rete della Chiesa ci siamo tutti: giovani e meno giovani, grandi e piccini … tutti chiamati a essere parti vive del corpo di Gesù. Come équipe diocesana di Pastorale Giovanile, quest’anno, vogliamo proporre un approfondimento di questo essere nella rete della Chiesa, come indicato dai temi di riflessione del sussidio diocesano per i gruppi di Vangelo.

Dopo il tempo di distacco dalle relazioni, dovuto alla pandemia, vorremmo oggi riappropriarci dei rapporti tra noi per tornare ad essere, non solo una rete virtuale, ma soprattutto una rete reale fatta di gesti, amicizia, preghiera e riempita di quel calore che solo una presenza concreta può dare.

Già durante l’estate appena finita, con l’esperienza del Cammino di San Jacopo e l’accoglienza di alcuni giovani pellegrini, abbiamo toccato con mano la verità e la bellezza racchiuse nel tesoro delle relazioni ritrovate. Il tempo del Sinodo, che si è appena aperto, come indicato dal nostro Vescovo, ci offre maggiormente la possibilità di creare spazi di condivisione, di dialogo, confronto e comunione tra noi e il Signore Gesù.

Il cammino di quest’anno, proposto dal servizio di Pastorale Giovanile diocesana vuole, quindi, muoversi in due direzioni: la prima ci porterà ad essere pellegrini nelle realtà giovanili della diocesi, mentre la seconda offrirà spazi di riflessione e condivisione in una nuova sala preparata appositamente per questo, attraverso incontri mensili di formazione per i giovani.

Per incontrare le realtà giovanili della diocesi proponiamo il pellegrinaggio di una rete da pesca che sarà il simbolo della Chiesa che ci accoglie. Il pescatore chi è? Il pescatore sei te!, con questo titolo ci faremo presenti ad ogni gruppo parrocchiale o associativo chiedendo un momento di condivisione e poi lasciando la rete da riempire con i propri talenti e i propri doni. Alla fine di questo anno, avremo, quindi, costruito materialmente una rete di relazioni che ci farà sentire ancor più Chiesa viva. I gruppi che vorranno aderire potranno contattarci attraverso i nostri canali social (Facebook e Instagram “restiamoinsiemepg”, su WhatsApp al numero 3317543787, tramite mail a restiamoinsiemepg@ gmail.com). Con questi incontri aiuteremo il cammino del Sinodo in questa sua prima fase di ascolto delle realtà ecclesiali.

Gli incontri di formazione per i giovani, invece, avranno per titolo In rete tutti i gio…vani e si svolgeranno ogni primo lunedì del mese, partendo dal 6 dicembre, alle ore 21, nel nuovo salone della Pastorale Giovanile presso Il Tempio (via San Pietro, 32 a Pistoia). Le riflessioni che saranno proposte avranno lo scopo di creare momenti di condivisione e preghiera alla scoperta della nostra fede e della bellezza dello stare insieme.

Altre due iniziative ci accompagneranno, infine, in questo anno: il pellegrinaggio dei giovani a Santiago de Compostela insieme al nostro vescovo. A conclusione dell’anno iacobeo, dal 26 luglio al 2 agosto 2022 ci faremo veramente pellegrini sui passi di San Jacopo, (maggiori informazioni verranno date nel mese di dicembre).

La seconda iniziativa riguarda il nuovo progetto pastorale della Cei per gli adolescenti dal nome Seme divento. Il sussidio preparato verrà presentato e condiviso durante gli incontri nelle realtà giovanili. Facciamoci tutti costruttori di relazioni, non avendo paura di prendere il largo, ma coraggiosi di lanciare le nostre reti.

*responsabile diocesano équipe pastorale giovanile




«Una scuola con le persone al centro»

di Valentina Brachi

Un incontro denso di significati e un punto di partenza per riflettere sul rapporto tra scuola e Chiesa. Venerdì 15 ottobre scorso, si è svolto nell’aula Magna del seminario vescovile di Pistoia l’incontro “Educare infinito presente” organizzato dall’ufficio scuola Diocesano presieduto dal vescovo Fausto Tardelli e monsignor Mariano Crociata.

Il dibattito e la riflessione sul contesto scolastico odierno ha fatto da cornice al ragionamento sulle molteplici sfide educative a cui sono chiamati gli insegnanti di ogni ordine e grado. «La scuola è una realtà che non può essere dimenticata dalla Chiesa» – ha ricordato monsignor Tardelli -. La scuola è un grande pettine che passa nella realtà, trova tanti nodi e li può superare solo se ne ha piena consapevolezza». «Come ufficio scuola la strada da intraprendere è il bisogno di essere comunità, vivere con la consapevolezza di essere insegnanti speciali, un dono» ha indicato Edoardo Baroncelli, direttore del servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica e dell’Ufficio Pastorale scolastica della Diocesi di Pistoia.

La riflessione del vescovo Crociata è stata incentrata sul recente documento della CEI “Educare, infinito presente”. «Non si può parlare di scuola senza conoscerla – ricorda il Presule -. La Chiesa si pone al servizio della scuola. Ha a cuore la scuola, la promuove e la sostiene. La Chiesa non promuove se stessa nella scuola, ma la scuola nel suo valore e ne riconosce la pluralità, che è un valore di tutti, a partire dai suoi protagonisti: alunni, insegnanti, personale scolastico». «Vivere la scuola attraverso l’incontro come esperienza di arricchimento di se stessi – ha continuato Crociata – è un impegno della scuola a tenere al centro le persone, a coltivare la dimensione comunitaria. La Chiesa vive dentro la scuola poiché vi operano persone credenti che possono generare il futuro e rigenerare il presente».

«Importante inoltre – ha ricordato il vescovo di Latina -, il rapporto di affezione tra insegnanti, alunni e cultura. Solo un contesto di relazione capace di coltivare interesse è in grado di far pervenire gli studenti a un inserimento positivo nel reale. Compito del docente è unire competenza professionale e relazione, raggiungere il cuore dello studente per “attivarlo” e aprirlo alla società. A maggior ragione, i docenti di religione cattolica sono chiamati ad animare una fede appassionata».

 




Il nuovo sussidio per i gruppi di Vangelo

Per imparare e crescere nella sinodalità alla luce della Parola di Dio

Mentre ancora non si è spenta la pandemia che da due anni funesta il mondo intero, riprendiamo il cammino di ascolto della Parola di Dio con il desiderio di farci illuminare dal Signore perché Egli ci dia la sapienza e l’amore necessari per vivere i tempi che stiamo vivendo.

Nella Chiesa le grandi novità, quelle che vengono da Dio, sono sempre nate da un rinnovato ascolto della sua Parola. I gruppi di ascolto del vangelo, come ogni altra forma di studio, meditazione e lettura della Parola sono in tal senso un’occasione importante di nutrimento di fede e d’amore.

Il titolo del presente sussidio, «Prendi il largo e gettate le reti per la pesca», è ripreso dal brano della chiamata dei discepoli (Lc 5,1-11) ed esprime il desiderio e il programma per una chiesa che in risposta alla chiamata di Dio deve trovare il coraggio per andare in profondità, per gettare le reti, cioè per una riforma a servizio di una nuova stagione di evangelizzazione.

Come ha più volte ricordato Papa Francesco

«Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio».

Sinodalità è un termine che può indicare diverse cose, come i soggetti, i processi, le strutture, uno stile, gli eventi sinodali. Il richiamo a crescere nella sinodalità è un invito a camminare insieme, a valorizzare la vocazione battesimale dei laici, a crescere in una effettiva condivisione nei processi decisionali e in una fattiva corresponsabilità, anche attraverso la celebrazione di eventi sinodali che, sotto la guida del vescovo, discutano problemi, cerchino soluzioni.

Il nostro Vescovo Fausto ha inaugurato in diocesi un processo sinodale che la pandemia ha interrotto solo in parte e che ci accingiamo a riprendere in vista del primo Sinodo della chiesa pistoiese dopo il Concilio Vaticano II, e con il desiderio di imparare uno stile sinodale.

Il presente sussidio vuole aiutare il cammino della chiesa pistoiese proponendo delle semplici meditazioni su alcuni brani del Vangelo di Luca, e su alcuni testi di S. Paolo (Fil 2,1-11; Cor 12 e 1Cor 13) che riflettono sul tema dei carismi nella chiesa. La speranza è che mentre approfondiamo la conoscenza delle S. Scritture possiamo maturare idee, atteggiamenti, scelte necessarie per vivere la sinodalità.

Ovviamente si tratta di un sussidio limitato che non ha lo scopo né di spiegare nel dettaglio tutta la ricchezza della Parola di Dio, né di esaurire tutte le tematiche relative alla sinodalità. Tuttavia l’ascolto orante della Parola di Dio nelle Sacre Scritture è il punto di partenza per ogni pastorale e dunque anche per il cammino sinodale. I testi proposti nel sussidio a volte presentano più di un episodio evangelico, questo per permettere di cogliere meglio le tematiche teologiche in essi presenti e i collegamenti letterari che l’evangelista ha creato tra gli episodi.

Il testo, come ogni anno, propone dopo il commento delle domande per la riflessione e lo scambio di cui l’ultima di ogni scheda cerca di indirizzare l’attenzione su tematiche pastorali o ecclesiali che possano aiutarci a prepararci al cammino sinodale della nostra diocesi.

don Cristiano D’Angelo

vicario generale della Diocesi di Pistoia

 

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È professore di religione il nuovo vicepreside dell’Istituto Einaudi di Pistoia

Il prof. Gianluca Messineo è stato nominato vicepreside dell’istituto professionale commerciale e socio-sanitario

Una bella notizia per il mondo della scuola che riconosce una volta in più la qualità del lavoro degli insegnanti di religione. Gianluca Messineo, professore nell’Istituto Einaudi di Pistoia, è stato nominato dal Dirigente Scolastico prof.ssa Elena Pignolo come VicePreside dell’istituto.

«Confesso che questo incarico mi ha colto di sorpresa – afferma Messineo –. Ho sempre cercato di lavorare con serietà e dedizione, ma mai avrei creduto che una tale nomina potesse riguardarmi e questo per vari motivi. Il primo perché sono un Docente di religione – continua il professore – e tutti sappiamo quanti pregiudizi girano attorno al nostro ruolo; il secondo perché non avevo assolutamente considerato la possibilità. Sono lusingato di quanto mi è stato proposto! Ringrazio la mia Dirigente scolastica, la Dott.ssa Elena Pignolo, per questa nomina che mi onora profondamente, spero di corrispondere alla fiducia e alla stima dimostratami. Ringrazio tutti i colleghi dell’Istituto, per la stima e l’affetto che mi hanno dedicato facendomi sempre sentire parte di una famiglia. So anche che hanno fortemente caldeggiato questa nomina».

“Voglio anche io ringraziare la Prof.ssa Pignolo, Dirigente Scolastico dell’Istituto Einaudi, per la nomina – sottolinea Edoardo Baroncelli, Direttore dell’Ufficio pastorale della scuola, educazione ed università della Diocesi di Pistoia – Questa sua scelta rappresenta un qualificato riconoscimento alla professionalità attenta e generosa del carissimo Prof. Messineo, leggo in essa anche una implicita dichiarazione di stima che può essere estesa al lavoro di tanti insegnanti di religione e al loro impegno per una scuola capace di essere comunità educante, inclusiva, orientata alla formazione integrale della persona. Gli insegnanti di religione, a tutte le latitudini della Diocesi, operano con generosità e competenza, si impegnano in progetti educativi, rappresentano assieme agli altri colleghi veri e propri salvagenti a disposizione dei ragazzi nella emergenza educativa che ci troviamo ad attraversare. “

Il professor Messineo abita a Montemurlo ed è impegnato da sempre nella vita parrocchiale. Diplomato Geometra ed ha esercitato per molti anni la professione. Ha studiato presso la Facoltà Teologia dell’Italia centrale di Firenze dove ha conseguito il Baccalaureato nel 2009. Ha iniziato il suo servizio nella Scuola nello stesso anno e da allora ha insegnato in quasi tutte le scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Pistoia. Approdato all’Istituto Einaudi ha iniziato a collaborare attivamente alle iniziative formative, ricoprendo molti incarichi, tra i quali il referente per l’educazione ai valori e alla Legalità.




Migrantes: “verso un noi sempre più grande”

Domenica 26 settembre la Chiesa celebra la 107° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che ha per tema quest’anno Verso un noi sempre più grande.

«Un’occasione in cui il Papa — spiega don Elia Matija, direttore del Servizio Migrantes diocesano — ci porta a riflettere sul “noi”, invitando le comunità cristiane a riscoprire il progetto originario di Dio.

“Siamo chiamati a sognare insieme, non aver paura di sognare, sognare insieme – afferma Papa Francesco – come un’unica umanità, come compagni dello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra che è la nostra Casa comune, sorelle e fratelli tutti”.

In Diocesi, a causa della concomitanza di altri eventi in Piazza del Duomo, la Giornata Migrantes sarà celebrata il prossimo 7 novembre alle 18 in Cattedrale. Questa domenica 26 settembre però, le offerte raccolte durante le messe sono destinate al servizio
Migrantes diocesano.

Il messaggio del Papa per la giornata Migrantes 2021




Covid: le indicazioni del vescovo per la ripresa delle attività pastorale

Monsignor Tardelli ha emanato un decreto con alcune disposizioni in vista della ripartenza delle attività pastorali nelle parrocchie, riguardo la tutela della salute e della sicurezza.

PISTOIA – Un decreto del vescovo emanato pochi giorni fa introduce alcune novità riguardo il comportamento da tenere nella parrocchie durante le attività pastorali. «La cura per la salvezza delle anime – recita il documento firmato da monsignor Tardelli – non può prescindere dall’impegno di tutelare la salute dei corpi: anche in questo tempo di emergenza la Chiesa ha sempre continuato ad annunciare il Vangelo, celebrare i Sacramenti e aiutare i poveri adottando adeguati Protocolli in grado di prevenire infezioni da SARS-CoV-2».

«Anche il Santo Padre – prosegue il vescovo – nel videomessaggio dello scorso 18 agosto, ha detto che “vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli”. A questo proposito si è espressa anche la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in una nota datata 8 settembre 2021: “La tematica è complessa e la nostra riflessione dovrà rimanere aperta. L’appello del Papa, tuttavia, interpella le coscienze di tutti e, soprattutto, di chi è impegnato nell’azione pastorale delle nostre comunità. Siamo, dunque, chiamati a rispondere per primi a “un atto di amore” per noi stessi e per le comunità che ci sono affidate».

«La situazione sanitaria – si legge ancora nel decreto – gli strumenti a disposizione per combattere la pandemia sono in continua evoluzione. In questo momento i vaccini sono ritenuti dalle Autorità competenti un mezzo importante per rallentare la diffusione della malattia e prevenire il Covid-19 almeno nelle forme più severe. Anche i test diagnostici appaiono più affidabili e più facilmente effettuabili e lo screening periodico si è rivelato un importante strumento di contrasto alla pandemia».

Se ai fedeli che partecipano alle celebrazioni liturgiche o che intendono fermarsi in chiesa per pregare non è richiesto il Green Pass, quanti però, svolgono un servizio o un ministero pastorale sono invitati ad accogliere le seguenti disposizioni del vescovo:

I Ministri ordinati (presbiteri, diaconi) possono visitare gli ammalati; tenere incontri di catechismo e prendere parte come operatori ad attività educative e didattiche gestite dalle Parrocchie solo se hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure se sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure se nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano i servizi sopra elencati effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere il servizio di Accolito e di Ministro straordinario della Comunione solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARSCoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio (Santa Messa, visita agli ammalati, …) effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARS-CoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere i servizi di catechisti, educatori, insegnanti al doposcuola o alle scuole di italiano per stranieri gestite dalle Parrocchie, operatori maggiorenni d attività educative e didattiche gestite dalle Parrocchie solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio (incontro di catechesi; doposcuola; lezione di italiano) effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARS-CoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere il servizio di coristi e cantori solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio (prove oppure accompagnamento della liturgia) effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARSCoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere il servizio volontario nelle strutture di servizio della Caritas o nei Centri di ascolto, solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARS-CoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

La visita ai fedeli in pericolo di morte in circostanze di urgenza, qualora non fosse possibile ottemperare a quanto stabilito, è comunque consentita.

Gli Accoliti e i Ministri straordinari della Comunione e i catechisti, gli educatori e gli altri operatori di attività educative e didattiche, i coristi e i cantori si impegneranno a rispettare le suddette disposizioni.