Giovani, economia e spiritualità

Un laboratorio di sogni per un mondo migliore

Mobilitazione anche nella Chiesa toscana in vista dell’appuntamento mondiale, convocato da papa Francesco ad Assisi dal 26 al 28 marzo, per scrivere il patto di un nuovo sviluppo con il contributo dei giovani economisti. Un cantiere di sogni per un mondo migliore è il titolo di cinque incontri promossi dai Ricostruttori in collaborazione con le diocesi di Pistoia, Firenze, Prato e Lucca per sviluppare il confronto a livello locale con i giovani dell’associazionismo, con imprenditori e cittadini.

Il tavolo di confronto pistoiese prevede l’intervento di monsignor Fausto Tardelli, di Selma Ferrali, responsabile dell’ufficio pastorale sociale della diocesi, di Guidalberto Bormolini, monaco e coordinatore del Festival economia e spiritualità, e di Giulio Vannucci, giovane religioso. All’incontro interviene anche Giandonato Salvia, giovane economista e componente della Commissione che organizza l’appuntamento di Assisi, protagonista di una nuova frontiera della carità, quella elettronica. Ha infatti inventato Tucum, una app per dispositivi mobili che permette di redistribuire microdonazioni – da un minimo di 20 centesimi fino a 10 euro – per l’acquisto di prodotti di prima necessità in favore di chi ne ha bisogno. L’appuntamento è per sabato 29 febbraio, dalle 9.30 alle 13, nel seminario vescovile di Pistoia (via Puccini, 36) .

«Papa Francesco ha così tanta fiducia nei giovani che nel 2018 ha indetto un Sinodo su di loro definendoli l’adesso di Dio – afferma Giandonato Salvia – Oggi ha scelto nuovamente i giovani per dare un’anima all’economia di domani e fare con loro un patto. Il valore di “Economy of Francesco” è indicibile: apertura all’altro, cura del creato, attenzione agli ultimi, servizio e senso di responsabilità intergenerazionale. Tutti saremo coinvolti in questo – prosegue l’economista – soprattutto le comunità locali che avranno il delicato compito di sostenere e accompagnare i giovani impegnati in prima persona durante e dopo l’evento. Alimentare e custodire la luce di Assisi: questo il patto che i giovani firmeranno con la società ad Economy of Francesco».

Per informazioni www.iricostruttori.org | Per iscrizioni: [email protected]

 




Giornata del Ringraziamento: a Quarrata una messa con il vescovo Tardelli

«Dalla terra e dal lavoro: pane per la vita» è il titolo del messaggio dei vescovi italiani firmato dalla commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace.

A Novembre, mese che tradizionalmente segna la chiusura dell’annata di lavoro nelle campagne, si rinnova per gli agricoltori della Coldiretti la celebrazione della tradizionale festa del ringraziamento. Una ricorrenza nata nel 1951, in pieno dopoguerra, con l’intento di ringraziare il Signore al termine dell’annata agraria per il raccolto. Oggi la festa del ringraziamento è ricordata su tutto il territorio nazionale con cerimonie religiose, l’offerta dei prodotti della terra, incontri nelle piazze con esposizione di mezzi agricoli, degustazioni per ricreare la solidarietà e la socialità tipica del mondo agricolo. Questa ricorrenza si è imposta nel tempo nella tradizione rurale, divenendo occasione non solo di festa ma anche di socializzazione e di riflessione sui temi e i problemi che attraversano il mondo dei lavoratori della terra. Accanto a questa dimensione sociale e comunitaria vive ancora il senso antico e radicato di devozione che la gente dei campi vuole esprimere dicendo “grazie” per il pane, l’olio, il vino, per i frutti della terra, per l’acqua che disseta, per gli animali, le piante e i fiori che rallegrano la nostra vita. Un sentimento che si accompagna bene all’invito di Papa Francesco: «entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini».

Per la 69° giornata del Ringraziamento i vescovi italiani hanno fatto sentire la loro vicinanza ai lavoratori della terra con un messaggio incentrato sull’auspicio che «il pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, diventi alimento di vita, di dignità e di solidarietà».

Nel messaggio, dal titolo «Dalla terra e dal lavoro: pane per la vita»,  si sottolinea, dunque, il forte legame tra il pane e il lavoro, si richiama il valore dell’Eucaristia e un’agricoltura responsabile, perché la terra va “gestita” con saggezza «rispettando la terra e i suoi frutti, valorizzandone la biodiversità».

Il messaggio dei vescovi italiani invita i lavoratori della terra ad essere coscienti dell’altissimo compito loro affidato: essere rispettosi custodi del creato; un invito che, in piena sintonia con l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco porta anche a riflettere sulla necessità un’ecologia integrale, al fine di garantire «condizioni giuste ed equa remunerazione, evitando ad esempio le forme di caporalato, di ‘lavoro nero’».

Il messaggio offre poi un richiamo al “pane” davvero bello e ricco di significato. Il “pane” infatti è inteso da tutti noi come sostentamento, come possibilità di vita, come risposta ad un bisogno primario da soddisfare perché se manca nascono tensioni sociali e conflitti laceranti ed è la vita stessa ad essere messa a rischio. C’è un forte legame tra il pane e il lavoro, tanto che alcune espressioni come “guadagnare il pane” o “portare a casa il pane” indicano l’attività lavorativa umana.

Il pane, che è anche «germe di pace, generatore di vita assieme», ammoniscono i vescovi, «non può essere usato per vere e proprie guerre economiche, che i paesi economicamente forti conducono sul piano della filiera di commercializzazione, per imporre un certo tipo di produzione ai mercati più deboli». È un richiamo forte alla responsabilità rivolto ai vari “attori” del settore di tutta la filiera, dai produttori ai consumatori finali, dunque – ammoniscono i vescovi italiani- «il pane sia accolto in stili di vita senza spreco e senza avidità, capaci di gustarlo con gratitudine, nel segno del ringraziamento, senza le distorsioni della sua realtà. Nulla – neppure le forme della produzione industriale, inevitabilmente tecnologiche e con modi di produzione che talvolta modificano geneticamente le componenti di base – deve offuscare la realtà di un pane che nasce dalla terra e dall’amore di chi la lavora, per la buona vita di chi lo mangerà. Il pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, diventi alimento di vita, di dignità e di solidarietà».
Selma Ferrali

In Diocesi la festa del Ringraziamento, realizzata a cura della Coldiretti Pistoia, sarà celebrata a Quarrata, con una santa messa presieduta del vescovo Tardelli nella parrocchia di Santa Maria Assunta domenica 17. La festa, cui parteciperanno diversi agricoltori con i loro mezzi che saranno benedetti al termine della celebrazione, sarà chiusa da un momento di condivisione e da un agroaperitivo.

Programma

17 novembre 2019 — Quarrata

ore 10: Ritrovo trattori ed altri mezzi agricoli, Piazza Aldo Moro
ore 11: Santa Messa, Chiesa Santa Maria Assunta celebrata dal vescovo di Pistoia monsignor Fausto Tardelli
ore 12: Benedizione dei trattori e degli altri mezzi agricoli
ore 12.30: Agriaperitivo con piatti della tradizione a cura dei produttori agricoli della rete Coldiretti-Campagna Amica




Un welfare uguale per tutti

In seminario incontro a quattro voci per parlare di lavoro e Welfare. Ospiti della serata Roberto Rossini, Marco Bentivogli, don Bruno Bignami, Stefano Franchi. L’obiettivo: favorire la riflessione sull’ urgenza di costruire reti di protezione sociale

Il mondo del lavoro sta profondamente cambiando, tra incertezze, paure e novità. Si trasformano le professioni, si creano nuovi ambiti di impiego, mentre inesorabilmente ne spariscono altri. Un tema molto sentito, che interessa soprattutto le giovani generazioni che si scontrano con un panorama completamente diverso da quello vissuto dai loro padri.

L’incontro “Un welfare uguale per tutti” organizzato dalla pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Pistoia, vuole fare luce sul tema della protezione sociale dei lavoratori e sul lavoro che cambia. Un parterre di ospiti di altissimo livello ci aiuterà a riflettere sullo stato attuale del mondo del lavoro, sulle sue storture, sulle reti di protezione e sulle opportunità di crescita e necessari cambiamenti.

Avremo modo di ascoltare Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl, il presidente nazionale di Acli Roberto Rossini, il direttore nazionale dell’ufficio pastorale sociale e del lavoro della Cei, don Bruno Bignami, il direttore generale di Federmeccanica Stefano Franchi.

L’attenzione al tema del lavoro, delle sue trasformazioni alla luce dei cambiamenti globali, geopolitici, tecnologici e sociali è al centro della riflessione attuale della chiesa – afferma il vescovo Tardelli –. Ancor più in un’epoca di trasformazione radicale, l’attenzione pastorale si sposta sulla necessaria rigenerazione di reti di protezione per chi rimane ai margini – o addirittura viene estromesso – dal mondo del lavoro.  I rapporti Caritas degli ultimi anni evidenziano come la mancanza di lavoro, unità alla precarietà delle relazioni e alla mancanza di forme di protezione, siano la principale causa dello scivolamento verso la marginalità sociale. L’incontro va nell’ottica di capire quali soluzioni possono favorire “il benessere sociale” e stimolare un dibattito all’interno della città».

«Assistiamo ad una trasformazione profonda delle categorie sociali a cui il ‘900 ci aveva abituato da qui la perdita delle certezze acquisite e una paura diffusa che attraversa tutta la società – afferma Selma Ferrali, direttrice della pastorale sociale e del lavoro di Pistoia -. Crediamo che sia urgente affrontare il problema in modo organico e riflettere sulla necessità di lavorare a un nuovo welfare che da un lato protegga tutti, nessuno escluso, ma dall’altro favorisca e metta al primo posto la dignità e il valore del lavoro.

L’appuntamento è per venerdì 20 settembre, a partire dalle 17, nell’aula magna del Seminario Vescovile di Pistoia.




“Un Welfare uguale per tutti”: favorire la costruzione di reti di protezione sociale

A Pistoia incontro a quattro voci per parlare di lavoro e Welfare. Ospiti della serata saranno Roberto Rossini, Marco Bentivogli, don Bruno Bignami, Stefano Franchi

PROGRAMMA

Venerdì 20 settembre 2019
ore 17.00
Aula Magna del Seminario vescovile di Pistoia

Interverranno:
MARCO BENTIVOGLI, segretario Generale FIM-CISL
ROBERTO ROSSINI, Presidente Nazionale ACLI
Don BRUNO BIGNAMI, Direttore della Pastorale Sociale Nazionale
STEFANO FRANCHI, Direttore di Federmeccanica




Il vescovo incontra il mondo del vivaismo pistoiese

Più ricerca e interazione con le istituzioni per il futuro sostenibile del mercato delle piante e della piana pistoiese

Manifestando l’esigenza di uno sforzo di riflessione alla luce dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato Si” sulla cura della casa comune, l’incontro fortemente voluto da monsignor Fausto Tardelli, vescovo della Diocesi di Pistoia, in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato, segna un primo importante momento di attenzione, ascolto e confronto con i vivaisti pistoiesi sui molteplici e complessi aspetti di quella che è la maggiore realtà economica presente sul territorio.

E la risposta all’invito, importante e qualificata, ha colto l’esigenza di parlarsi e di confrontarsi, lasciando fuori dalla porta diffidenza e pregiudizi per cercare di comprendere le difficoltà e le aspettative delle imprese e per cucire un rapporto di dialogo generativo per il bene della città tutta, nella direzione della sostenibilità ambientale che per il credente è custodia del Creato.

Quella del vivaismo è una realtà importante, strettamente legata a Pistoia e al territorio circonvicino. Realtà imprenditoriale radicata da oltre un secolo che, nonostante la crisi economica degli ultimi anni, continua a garantire lavoro e dignità a migliaia di famiglie; rappresenta un importante volano di integrazione ed esprime alti valori di professionalità e competenze insieme a una indiscussa capacità imprenditoriale che ha permesso l’espandersi del comparto del verde fino a raggiunge ben 56 Paesi del mondo.

L’industria del verde, d’altra parte, ha plasmato il paesaggio con un innegabile e significativo impatto sull’ambiente per l’utilizzo massiccio di risorse quali l’acqua e il territorio, come evidenziano da tempo gli annuali rapporti di ARPAT. Non meno preoccupanti sono i dati relativi all’inquinamento da sostanze chimiche del suolo e delle acque, sia superficiali che di falda, che fanno temere ricadute pesanti e prolungate nel tempo. Un prezzo davvero alto in termini ecologici.

Se da una parte è importante la disponibilità comunicata dalle aziende a mettere a disposizione dell’ASL i dati per il monitoraggio dello stato di salute degli operatori del settore, dall’altra non possiamo voltare lo sguardo per le conseguenza che possono gravare sull’intera comunità e riversarsi sulle generazioni future.

Il richiamo alla finitezza delle risorse naturali presente nell’Enciclica “Laudato si’” torna insieme all’invito del vescovo a guardare in faccia la realtà, evitando le tentazioni continue di “approfittare” di quanto il Creato mette a disposizione. Un richiamo, quello del vescovo, alla responsabilità di ognuno e di ciascuno a riflettere sui limiti da porre all’avidità, sulla presunzione manipolatrice dell’uomo e sull’indifferenza verso gli altri, in particolare le generazioni future.

Fuori da allarmismi, con il sentimento di inquietudine e consapevoli della responsabilità che nutriamo verso le generazioni future, occorre riflettere ed agire prima che sia troppo tardi, e su questa onda due gli auspici espressi da monsignor Tardelli per indirizzarsi su una perseguibile via della sostenibilità: che si creino sinergie importanti fra le aziende per investire maggiormente in ricerca e che si possano trovare i giusti canali di interlocuzione con la politica, per migliorare e perfezionare le carenze denunciate nella normativa in materia di utilizzo di agrofarmaci in campo fitosanitario.

La Chiesa in uscita, tanto auspicata da Papa Francesco, si apre alla città, si occupa della vita e ha a cuore il bene-essere degli uomini, chiama a responsabilità ciascuno, per la sua parte, a perseguire quel bene comune che va oltre l’interesse di tutti.

Renata Fabbri




L’arte del lavoro: un incontro tra arte, fede e dottrina sociale della Chiesa

Il lavoro “come Dio comanda”, com’era e come la vogliamo.
Una serata tra arte, fede e dottrina sociale della Chiesa a cura dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro

Libero, creativo, partecipativo e solidale. È il lavoro che vogliamo, così come lo definisce Papa Francesco al n.192 di Evangelii Gaudium. Una sintesi efficace dalla quale si è generato e sviluppato un percorso che ha coinvolto credenti e parti sociali divenuto il tema dell’ultima Settimana Sociale dei cattolici italiani (la 48°) svoltasi a Cagliari. Un evento che, in generale, ha contribuito ad animare il dibattito nel paese. La Chiesa (e quindi la Pastorale Sociale e Lavoro) è infatti consapevole della distanza che ci separa dal lavoro che vogliamo, cioè dal “lavoro buono”, e ha dunque messo al centro della propria attenzione il tema del lavoro come opportunità imprescindibile per affermare la dignità della persona e la sua capacità di collaborare all’opera creatrice di Dio.

Per questa ragione quest’anno, in occasione del mese di maggio, tradizionalmente dedicato a riflettere sui temi connessi al lavoro e all’occupazione, l’Ufficio di Pastorale Sociale della nostra Diocesi ha deciso di affrontare questo tema in modo particolare: intendiamo cioè ripensare come è stato concepito il lavoro, che ruolo ha avuto nel corso del tempo e come ha condizionato la nostra storia.

Ci aiuteranno magistralmente in tale intento la Prof.ssa Mariella Carlotti, insegnante e storica dell’arte e don Cristiano D’Angelo, vicario diocesano per la Pastorale, nel corso di una conversazione che si terrà lunedì 27 alle ore 20.45 presso la Sala capitolare del Convento di San Francesco.

La prof.ssa Carlotti ci illustrerà i contenuti espressi dalle formelle trecentesche del Campanile di Giotto, sottolineando come le immagini scolpite rappresentino, con grande efficacia figurativa, una concezione autenticamente umana del lavoro, concezione che oggi è veramente necessario riscoprire. Don Cristiano d’Angelo, a partire da alcuni brani tratti dalle Sacre Scritture, ci farà riflettere sul valore del lavoro umano come collaborazione all’opera creativa di Dio.

Selma Ferrali




Vita, lavoro, vocazione: Policoro incontra il Seminario

Gli animatori del progetto Policoro incontrano la comunità del Seminario

Vita, lavoro, vocazione: sono questi alcuni dei temi che hanno animato la mattinata di incontro e riflessione che si è tenuta sabato 9 febbraio in seminario.

Protagonisti di questo incontro sono stati i giovani animatori di comunità del progetto Policoro, provenienti da dieci diocesi della regione Toscana e la comunità del Seminario Diocesano di Pistoia.

È stata una bellissima occasione di dialogo fraterno in cui esperienze di vita quotidiana ed esperienze di vita ecclesiale hanno trovato una sintesi e perché no, un nuovo vigore e un rinnovato entusiasmo per guardare avanti ed essere, come dice Papa Francesco: il presente di Dio (Papa Francesco, omelia a conclusione della GMG di Panama 2019).

L’incontro, inserito nel cammino formativo degli animatori di Policoro, è stato avviato dal saluto di Edoardo Baroncelli, responsabile diocesano ma anche coordinatore regionale del Progetto, che ha inteso sottolineare l’importanza dell’intreccio tra lavoro e vocazione e la dimensione ecclesiale della proposta di Policoro.

I giovani referenti del Progetto dopo aver condiviso coi seminaristi un momento di preghiera con la celebrazione delle lodi mattutine, hanno presentato il percorso formativo da loro vissuto all’interno del Progetto Policoro e hanno poi accolto le testimonianze dei seminaristi i quali, chi più chi meno, hanno avuto delle brevi o lunghe esperienze nel mondo del lavoro che sono state in alcuni casi determinanti per leggere nella loro vita i segni della presenza del Signore, fino a scoprire il dono della vocazione. È stato anche un momento per fare una fotografia alle varie problematiche che affliggono i giovani alla ricerca della stabilità, anche professionale che si lega a  doppio filo con molteplici aspetti della realtà (lavoro, famiglia, amicizie, affettività…), e ai diversi tipi di approccio con cui i giovani si affacciano a questa realtà.

Nel documento finale del Sinodo dei Vescovi si legge: «Nel reale tutto è connesso: la vita familiare e l’impegno professionale, l’utilizzo delle tecnologie e il modo di sperimentare la comunità, la difesa dell’embrione e quella del migrante. La concretezza ci parla di una visione antropologica della persona come totalità e di un modo di conoscere che non separa ma coglie i nessi, apprende dall’esperienza rileggendola alla luce della Parola, si lascia ispirare dalle testimonianze esemplari più che dai modelli astratti. Ciò richiede un nuovo approccio formativo, che punti all’integrazione delle prospettive, renda capaci di cogliere l’intreccio dei problemi e sappia unificare le diverse dimensioni della persona. Questo approccio è in profonda sintonia con la visione cristiana che contempla nell’incarnazione del Figlio l’incontro inseparabile del divino e dell’umano, della terra e del cielo» (Sinodo dei vescovi – Documento Finale. I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, n.57).
La riflessione ed il dialogo su questa dimensione di integralità della persona ha stimolato giovani e seminaristi a considerare alla luce della Rivelazione diverse esperienze che spesso hanno tratti in comune (intraprendenza, sconforto, mille colloqui e concorsi affrontati, l’esperienza con i Centri per l’impiego, le incertezze ed i timori che spesso attanagliano chi si interroga sul senso della propria vita…).

La conclusione dell’incontro è stata affidata alle sapienti parole di papa Francesco citato dal rettore del Seminario don Ugo Feraci, che ha condiviso un passaggio dell’omelia della messa conclusiva della Giornata Mondiale della Gioventù di Panama: «Voi, cari giovani, non siete il futuro. Ci piace dire: “Voi siete il futuro…”. No, siete il presente! Non siete il futuro di Dio: voi giovani siete l’adesso di Dio! Lui vi convoca, vi chiama nelle vostre comunità, vi chiama nelle vostre città ad andare in cerca dei nonni, degli adulti; ad alzarvi in piedi e insieme a loro prendere la parola e realizzare il sogno con cui il Signore vi ha sognato. Non domani, adesso, perché lì, adesso, dov’è il tuo tesoro, lì c’è anche il tuo cuore (cfr Mt 6,21); e ciò che vi innamora conquisterà non solo la vostra immaginazione, ma coinvolgerà tutto. Sarà quello che vi fa alzare al mattino e vi sprona nei momenti di stanchezza, quello che vi spezzerà il cuore e che vi riempirà di meraviglia, di gioia e di gratitudine. Sentite di avere una missione e innamoratevene, e da questo dipenderà tutto (cfr Pedro Arrupe, S.J., Nada es más práctico). Potremo avere tutto, ma, cari giovani, se manca la passione dell’amore, mancherà tutto. La passione dell’amore oggi! Lasciamo che il Signore ci faccia innamorare e ci porti verso il domani!».

Alessio Bartolini

Ricordiamo che il Progetto Policoro è anche online: visita la pagina web sul sito diocesano
o la pagina Facebook:




“RIGHT OR DUTY TO WORK”: UN LIBRO PER RIFLETTERE SUL MONDO DEL LAVORO

In seminario iniziativa dell’ufficio pastorale sociale per parlare del lavoro del futuro a margine della presentazione del libro di Valerio Martinelli

PISTOIA – Venerdì 18, alle 17.30, presso il Seminario vescovile di Pistoia, sarà presentato il primo libro di Valerio Martinelli, giovane ricercatore presso l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, dal titolo “Right or Duty to Work” (Ets Edizioni). Insieme all’autore saranno presenti Mons. Fausto Tardelli, che introdurrà l’incontro, Renzo Innocenti, già deputato della Repubblica e membro della Commissione della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Pistoia, Vannino Chiti, già senatore della Repubblica, Edoardo Baroncelli, co-incaricato regionale dalla Conferenza Episcopale Toscana per la co-direttore regionale per la Commissione Problemi Sociali e lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato e coordinatore Regionale per il Progetto Policoro.

Al centro del dialogo, ci sarà il tema del lavoro e dell’occupazione. Un’iniziativa che si inserisce all’interno del percorso che l’ufficio pastorale sociale e del lavoro della Diocesi sta compiendo per fare luce sulle problematiche del mondo del lavoro e interrogarsi sui temi economici e sociali, raccogliendo i molti stimoli che provengono da istituzioni, corpi intermedi, mondo del lavoro. Il lavoro – è bene ribadirlo – inteso come parte essenziale e irrinunciabile della vita umana, forma attiva di partecipazione alla costruzione del mondo, che oggi risulta essere più incerto e insicuro. Una realtà che scaturisce da una situazione di crisi non solo nazionale, dove la disoccupazione giovanile raggiunge livelli inaccettabili, mentre si registra – dati Istat – il record storico sia per le persone a rischio di povertà (20,6%), sia per quelle a rischio di povertà o esclusione sociale (30%). Eppure, è proprio attraverso di esso che “l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita” (Evangelii Gaudium, 192).

È dunque necessario recuperare il valore vero del lavoro e il lavoro stesso. Ed esso, come sottolinea Mons. Tardelli nella prefazione al libro: «è sicuramente un tema tra i più importanti e urgenti per la società di oggi e di domani. A tale scopo, l’autore del libro, Valerio Martinelli, cerca di porre alcuni interrogativi utili per la formulazione di politiche per l’occupazione che sappiano colmare le attuali lacune. L’obiettivo è quello di arrivare alla realizzazione del dettato costituzionale che parla di piena occupazione ovvero, in concreto, un orizzonte largo e prospettico della stessa Dottrina sociale della Chiesa».

(comunicato ucs)




CREARE LAVORO: UN’OPERA DI MISERICORDIA

BONISTALLO – «Uno degli aspetti più crudi della crisi è l’aver messo le persone, i lavoratori di fronte a una scelta drammatica: penso a me e me ne frego di ciò che accade agli altri o al contrario continuo a sopportare di non venir pagato e di lavorare, anche con mezzi sempre più scadenti, scegliendo di non mettere in difficoltà i miei colleghi e amici?». Cosi Francesco – dipendente  di una piccola azienda artigianale di Prato – in una lettera letta da Don Cristiano d’Angelo, ha definito in poche parole uno dei drammi del nostro tempo: la crisi del lavoro. E lo ha fatto ieri sera (8 maggio) nel corso di una serata di preghiera e di ascolto di testimonianze organizzata dall’ufficio diocesano della pastorale sociale e del lavoro in collaborazione con la parrocchia di Bonistallo, intitolata «Il lavoro che c’è e il lavoro che non c’è».

«Come Chiesa – ha esordito Selma Ferrali, direttrice dell’ufficio pastorale – vogliamo essere vicini alle persone nei loro luoghi di lavoro, senza presunzione di risolvere i problemi, ma per stimolare chi lo deve fare e per alimentare la speranza. La Chiesa è vicina all’uomo : dove c’è l’uomo c’è la Chiesa, dove c’è la Chiesa c’è il Vangelo».

«Il lavoro oggi si presenta completamente destrutturato, frammentato, polverizzato, spezzato ha annotato  Luca Gori – costituzionalista e docente della Scuola Sant’Anna di Pisa – risulta quindi inutile vagheggiare a un ritorno a un’epoca che non c’è più. Semmai è utile chiedersi se e come si possa ripensare al “diritto al lavoro” e se necessario pensare a forme di diritto a un reddito minimo vitale».

Nel corso della serata sono emerse molte le storie di lavoro, alcune delle quali di successo: quella di Piero Mazzei, dirigente di una ditta di smaltimento rifiuti, Federico Albini della Albini e Pitigliani trasporti, Daniela Daniele, piccola imprenditrice agricola, che hanno raccontato il lavoro che c’è, che garantisce futuro e genera dignità.

Presente anche mons. Tardelli, che ha ricordato: Il lavoro è un diritto non è una concessione, un’elemosina, il lavoro spetta alla persona : dove non c’è viene un diritto ed allora si compie un’ingiustizia – ha sottolineato il vescovo –, occorre creare le condizioni perché questo diritto ci sia. In pratica – ha affermato Tardelli – creare lavoro è l’ottava opera di misericordia. Essere imprenditore è un carisma che va messo a frutto, è un dono speciale, una capacità complessa che viene da Dio. Ognuno è chiamato a fare la sua parte, anche la Chiesa dovrebbe di più».

Michael Cantarella




TESTIMONIANZE E PREGHIERE PER IL LAVORO

A Bonistallo una serata di riflessioni e preghiere per il lavoro

Martedì 8 maggio alle ore 21, la Parrocchia di Bonistallo e l’Ufficio di Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi, con la partecipazione del vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli, daranno vita a un momento di riflessione, di meditazione e di preghiera sul tema «Il lavoro che c’è e il lavoro che non c’è»

La serata, che parte dalla convinzione che il lavoro rivesta un aspetto fondamentale della vita delle persone, ma nella consapevolezza dei problemi che oggi ruotano attorno ai temi dell’occupazione (precariato, incertezza, non dignità, irregolarità, ecc…), si avvarrà di numerose testimonianze di vita concreta. Queste storie, che toccano il nostro territorio, ci aiuteranno a affrontare quella che la Conferenza Episcopale Italiana, in vista del 1° Maggio, Festa del Lavoro, ha così definito: «la quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni per la nostra società nello scenario di un sistema economico che mette al centro consumi e profitto e finisce per schiacciare le esigenze del lavoro».

Vogliamo riflettere su questi aspetti perché riteniamo che il Vangelo stesso ci spinga a farlo: il Vangelo di Gesù Cristo, che è la Parola fatta carne, ha infatti a che fare con tutto ciò che è autenticamente e genuinamente umano. Sicuramente il lavoro e i rapporti sociali sono questioni che toccano da vicino e nel profondo sia il nostro essere umani sia la quotidianità di ciascuno di noi; insieme ai grandi temi della giustizia, della pace, dell’attenzione e cura verso il mondo che abitiamo, sono argomenti e aspetti che condizionano fortemente la nostra vita .

Pregare per il lavoro diventa così compito fondamentale per ogni cristiano; per questo vi invitiamo ad essere con noi a Bonistallo. Partecipando a questo momento di preghiera manifesteremo la nostra vicinanza e solidarietà ai tanti giovani che fanno fatica ad inserirsi dignitosamente nel mondo del lavoro e a tutti coloro che, a causa degli effetti tragici dei cambiamenti radicali dell’economia, rischiano di essere scartati dal sistema sociale e politico.

Selma Ferrali – Ufficio per la pastorale sociale e il lavoro