Il cammino dei giovani: a Pistoia due giorni di festa e preghiera

Pistoia, la Santiago minor, riscopre l’antica vocazione di città di pellegrinaggio e accoglienza con l’arrivo di oltre 400 giovani in cammino verso Roma

Si avvicina il mese di Agosto e con esso si avvicina un evento importante per la Chiesa in Italia: l’incontro dei giovani italiani con Papa Francesco a Roma, l’11 e 12 agosto; un appuntamento significativo nel cammino della Chiesa verso il prossimo Sinodo dei vescovi [Roma 2-3 ottobre 2018] che avrà come tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

I giovani di alcune diocesi toscane, su invito del servizio di pastorale giovanile regionale, faranno tappa a Pistoia nel loro cammino verso Roma in vista dell’incontro con Papa Francesco.

Pistoia, nella cui Cattedrale si custodisce una preziosa reliquia dell’apostolo Giacomo il Maggiore, lungo i secoli è stata meta tradizionale di pellegrinaggi, in collegamento con Roma e Santiago di Compostella. La nostra città è infatti la “Santiago minor”, cresciuta attorno al culto di san Jacopo Apostolo, inserita in una rete di antiche e importante strade sempre più riscoperte e valorizzate.
Il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile, coordinato da don Fulvio Baldi, è impegnato nell’accoglienza di questi giovani pellegrini. Alessio Bartolini, seminarista e collaboratore del gruppo di lavoro che si occupa dell’organizzazione dell’accoglienza, ci descrive in dettaglio l’evento.

Quale sarà il programma dell’evento?

L’evento riguarderà principalmente il giorno 10 agosto. Abbiamo cercato di non moltiplicare le attività, ma di offrire ai pellegrini occasioni di riposo, perché molti arriveranno a Pistoia a piedi, ma anche momenti di preghiera, riflessione e svago. Abbiamo previsto anche un percorso in cui fede e cultura dialogano insieme per far scoprire ai giovani pellegrini i tesori di arte e fede che la nostra città custodisce.
Ovviamente una tappa fondamentale sarà la Santa Messa la mattina del 10 agosto alle 11.30 nella chiesa di San Francesco, presieduta dal Vescovo Fausto e concelebrata da alcuni vescovi che accompagnano i giovani delle proprie diocesi . Altro momento importante sarà la visita alla Cattedrale di san Zeno in cui è custodita la preziosa reliquia di San Giacomo.
La sera alle 21.00, infine, in piazza San Francesco ci sarà un concerto del Gruppo “I Reale”.

Come sarà impegnata la nostra diocesi nell’accoglienza dei pellegrini?

La nostra Diocesi, secondo quella che da secoli è sempre stata la vocazione all’accoglienza dei pellegrini, sarà impegnata nell’accogliere i pellegrini presso il Convento di San Francesco.
I pellegrini saranno poi alloggiati in strutture messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale e da alcune Comunità Religiose e nell’animazione dei vari momenti che saranno proposti ai giovani ospiti.

Da quali diocesi provengono i giovani pellegrini?

Ospiteremo oltre 300 giovani provenienti dalle Diocesi di Firenze, San Miniato, Grosseto, Lucca, Fiesole, Livorno e Montepulciano. Avremo inoltre un centinaio di pellegrini provenienti dalla Diocesi di Vicenza.

Altro particolare appuntamento sarà il concerto del gruppo i Reale?

Si, sarà un momento forte di musica e preghiera in cui i membri del Gruppo proporranno brani di musica rock scaturiti dalla loro esperienza di vita e dal loro cammino di fede. Una nella occasione per riflettere sul nostro essere giovani cristiani ma anche per ascoltare un po’ di buona musica.

Daniela Raspollini




Aurora Wake up 2018! A Pistoia il festival di musica cristiana

Sul palco del centro Giovanni Paolo II alla Vergine tante band di Christian music

Torna Aurora Wake Up! Presso la parrocchia della Vergine di Pistoia venerdì 15 Giugno 2018 alle ore 21.00 prenderà il via la IX rassegna musicale “Aurora Wake up” Christian multifestival, I° Memorial Roberto Bignoli, compianto storico cantautore cattolico scomparso recentemente. Già molte le adesioni ancora in via di definizione da parte di numerosi artisti cristiani provenienti dalla Toscana e anche da più lontano, fra cui il Sicomoro, Mario Costanzi, Remy Varone, Voci del Cielo e tanti altri.

Fabio Logli, storico organizzatore della rassegna assieme ai suoi collaboratori, per quest’anno ha deciso di spostare la location del Multifestival a Pistoia e si è dichiarato soddisfatto delle adesioni e dell’accoglienza ottenuta fino ad oggi. La manifestazione sarà inoltre trasmessa in diretta web su Radio Golpe!

Un’occasione per trascorrere insieme una serata spensierata, ma non banale, fra musica e parole. L’ingresso è gratuito, pertanto tutti siamo invitati a partecipare. L’appuntamento è alle ore 21 nel Centro Giovanni Paolo, presso la Chiesa della Vergine di Pistoia

Per info: Fabio 347 8033756.

David Ducceschi




X mille strade siamo qui! I giovani toscani a Pistoia

Venerdì 15 giugno un incontro di preparazione in San Francesco

Tra il 10 e l’11 agosto Pistoia accoglierà i giovani toscani diretti a Roma per l’incontro con il Papa.
Il cammino dei giovani italiani verso l’incontro con Papa Francesco l’11 e il 12 agosto ha preso ormai quota. Il 10 agosto a Pistoia ci sarà una giornata regionale di festa e preghiera a cui si uniranno i giovani pellegrini di diverse diocesi toscane. Tra loro anche un piccolo gruppo proveniente da Venezia e i giovani della diocesi Vicenza che percorreranno a piedi alcuni tratti del tracciato della Romea Strata. Da Pistoia sabato 11 agosto i giovani partiranno insieme per Roma, per una veglia di preghiera al Circo Massimo e una notte bianca nel cuore della città eterna con musica, spettacoli e incontri. Domenica 12 è invece prevista la Santa Messa con il Papa.

La nostra diocesi sarà impegnata nell’accoglienza, recuperando l’antica vocazione della città di San Jacopo, mèta secolare di pellegrinaggi. Dalla Toscana si daranno appuntamento a Pistoia i giovani delle diocesi di Firenze, Fiesole e Grosseto, Montepulciano-Chiusi-Pienza, Lucca, Livorno e San Miniato. I pellegrini, che saranno ospitati in alcune palestre della città, avranno l’opportunità di partecipare a momenti di preghiera e visita del patrimonio di arte e fede del centro storico. Venerdì 10 agosto, alle ore 21 è previsto un grande concerto con i Reale: gruppo di Christian Rock italiano. Il concerto è gratuito e aperto alla partecipazione di tutti!

I Reale sono un Rock band di Christian Music italiana, una delle poche realtà musicali in Italia in grado di coniugare ottime produzione musicali, live travolgenti e fede, proponendo testi esplicitamente cristiani con sonorità Rock. I Reale sono nati da Alessandro Gallo (voce) e Francesca Cadorin (voce) marito e moglie. Entrambi si sono conosciuti nella Comunità Cenacolo di Madre Elvira, dopo anni di tossicodipendenza. Tutti e due hanno alle spalle percorsi musicali che riscoprono però in comunità davanti all’unica “Terapia” che il Cenacolo propone loro: Dio! Un’occasione da non perdere, dunque, per vivere un momento di preghiera e testimonianza cristiana insieme a tanti giovani.

Venerdì 15 giugno alle ore 21 nel convento di San Francesco a Pistoia sono chiamati a raccolta tutti i giovani che si dedicheranno all’accoglienza dei pellegrini per un incontro informativo e di preparazione spirituale. La diocesi ha ancora bisogno di volontari per assicurare l’accoglienza dei giovani pellegrini: per offrire la tua disponibilità o chiedere informazione contatta: pastoralegiovanile@diocesipistoia.it oppure chiama o manda sms a: 320 3216658 (Suor Claudia).

Dopo i due giorni di accoglienza anche i giovani pistoiesi saranno presenti a Roma per l’incontro con il papa dell’11 e 12 agosto. Chi fosse interessato a partecipare, anche soltanto al viaggio a Roma, è invitato a contattare quanto prima i responsabili dell’Ufficio di Pastorale Giovanile.

Redazione

 




PER UN ORATORIO A “PORTE APERTE”

La proposta ANSPI per Oraestate, il corso di formazione per oratori parrocchiali

 La pastorale Giovanile come ogni anno promuove  Oraestate, un percorso di formazione  per gli animatori degli oratori estivi parrocchiali.  Stavolta ha condotto questo itinerario di formazione Anspi Toscana. Abbiamo colto l’occasione per rivolgere alcune domande a Alessandro Ventura, delegato regionale per la formazioni di Anspi Toscana, che è anche uno degli educatori che hanno guidato il corso formativo per la Pastorale giovanile di Pistoia.

Quali progetti state portando avanti per l’imminente tempo di estate?

Due sono i progetti che come ogni anno cercano di arricchire il periodo estivo sia per i ragazzi e allo stesso tempo per gli animatori: il progetto del sussidio estivo con la sua storia tratta da un romanzo per i ragazzi e poi la festa degli oratori che ormai è tappa consolidata per tutti quei oratori affiliati all’ANSPI che si tiene come ogni anno nel comune di Bellaria Igea Marina (RN)

Anche quest’anno sarà consegnato il nuovo sussidio per gli oratori. Su quale argomento è incentrato?

Nella diocesi di Pistoia come in tutte le diocesi d’Italia il tema che l’ANSPI propone per questa estate 2018 è «Gulliver: ogni uomo non è un isola».

il tema è tratto dal famoso romanzo di Jonathan Swift “viaggi di Gulliver”. In modo particolare l’attenzione cadrà su tre tematiche con la quale i ragazzi si confronteranno attraverso le attività, i giochi, i laboratori e la preghiera (proposte presenti nel sussidio che l’anspi mette a disposizione gratuitamente scaricando il file pdf http://gulliver.anspi.it ): Viaggio, diversità e cittadinanza.

Viaggio: ogni vita è un viaggio, un cammino che ci aiuta a crescere e comprendere la bellezza di vivere in modo pieno la felicità che Dio progetta su ciascuno di noi.

Diversità: mai come quest’anno si sente l’esigenza di affrontare una tematica così importante per la nostra società Italia. Chi è il diverso? ognuno di noi può essere “diverso” perché custode di esperienze che condivide con l’altro. Ma il diverso è anche chi vive una cultura diversa dalla mia e di cui noi diventiamo i custodi. Il servo di Dio don Tonino Bello amava dire che la Chiesa deve diventare il luogo dove si vivi la convivialità delle differenze. Un tavolo dove ogni cultura, ogni religione può sedersi e parlare.

Cittadinanza (il bene comune): il magistero di papa Francesco è un continuo invito a essere Chiesa in uscita. Ogni ragazzo, ogni animatore, deve scoprire e riconoscere che la sua fede lo porta a essere testimone e missionario. Essere missionario significa avere cura innanzitutto del proprio territorio, essere un faro che testimonia negli ambienti in cui si vive una bellezza che è concreta attraverso il rispetto del bene comune, nel denunciare coraggiosamente le ingiustizie, nell’aver cura dell’ambiente.

Quali caratteristiche dovrebbe avere l’animatore di oratorio?

Direi: Ascolta i ragazzi; cammina assieme ai ragazzi; parla con i ragazzi; condivide con i ragazzi. Sorride e questo diventa il dono più grande che i ragazzi ricevono e ricordano.

Quale modello educativo a tutt’oggi può essere valido tra Don Bosco, Filippo Neri, Don Milani, ecc..

Sono onesto: a mio parere non esiste un modello più valido. Padre Filippo Neri, don Giovanni Bosco, don Lorenzo Milani avevano un unico modello che è l’unico valido: seguire Gesù e il suo Vangelo. Ecco il modello sempre valido e che non passa mai.

Secondo la tua esperienza cosa è importante comunicare ai giovani?

L’incontro con Gesù. I ragazzi e i giovani di oggi hanno semplicemente bisogni di modelli credibili. Don Lorenzo Milani diceva ai ragazzi di Barbiana: I care, io ho cura di voi, mi interesso, non ci  “dormo la notte”. I giovani hanno bisogno di sentirsi custoditi e amati.

Cosa non può mancare in un Oratorio parrocchiale?

Risposta diretta: la porta aperta! Un oratorio che ha sempre la porta aperta significa che accoglie, che vive per i ragazzi e i giovani che lo frequentano. Che è a disposizione di ogni loro esigenza, insomma la “porta sempre aperta” è sinonimo di famiglia, di casa che è abitata.

Daniela Raspollini

(per info: pastoralegiovanile@diocesipistoia.it )




PER UN ‘IDENTIKIT’ DEL BULLO

Giulia Vendramini, psicologa collaboratrice del Centro Famiglia Sant’Anna ci aiuta a comprendere il fenomeno del bullismo

Qual è l’identikit del bullo? Cosa si nasconde dietro il suo comportamento?

Spesso alla base del comportamento aggressivo c’è una personalità piuttosto fragile. Alle spalle di un bullo, ciò che di frequente manca, è un nucleo familiare in grado di dialogare, ascoltare ed educare ponendo le dovute regole. Tutto questo comporta instabilità emotiva e una perdita totale di punti di riferimento. Il comportamento del bullo non è correlato all’estrazione sociale della famiglia, spesso infatti, si tratta di ragazzi che provengono da famiglie di ceto sociale elevato, in cui i bambini vengono eccessivamente compensati e coccolati.

Purtroppo viviamo in una società dove quello che più conta è il mostrare e il fare piuttosto che l’essere. I ragazzi sono abituati ad ottenere tutto quello che vogliono. Tra i miei giovani pazienti è all’ordine del giorno preoccuparsi di cosa farsi regalare da babbo o mamma per una qualsiasi festività o anche solo per un bel voto e i regali in alcuni casi sono anche economicamente consistenti come smartphone e vacanze.

Quello che noto dalla mia esperienza è che molti giovani non sono abituati a faticare e sacrificarsi per raggiungere un obiettivo e godere del proprio successo e dell’avercela fatta da soli. Non tollerano neanche la frustrazione di eventuali imprevisti o difficoltà che nella vita inevitabilmente accadono e che servono a mettere alla prova la persona e a stimolare la ricerca di soluzioni alternative. Al mio studio arrivano sempre più ragazzi insicuri, con una autostima estremamente bassa, che non provano neanche ad affrontare una minima difficoltà perché danno per scontato di non farcela, puntano il dito verso l’altro attribuendogli tutta la colpa e aspettano che qualcuno risolva la situazione per loro.

I ragazzi passano giornate intere su internet: è da lì che nasce in loro lo spirito di emulazione?

Sicuramente internet è uno strumento con una doppia faccia: da una parte, se ben usato, risulta molto utile per apprendere ed arricchirsi, dall’altra invece può diventare una fucina di pericoli e trappole subdole, in cui anche i ragazzi più preparati e informati possono cadere. Nella nostra società dell’apparire farsi un video e postarlo sui social, sperando di diventare famoso, è un comportamento all’ordine del giorno ed estremamente facile, grazie alle moderne tecnologie.

I nuovi idoli dei ragazzi sono gli influencer e i youtuber, spesso giovanissimi, che sono riusciti a diventare famosi e a guadagnare postando video e foto sui principali social network. Sembra che per essere riconosciuti come persona contino di più i “like” raccolti dai followers su internet, piuttosto che i propri pensieri, comportamenti e le relazioni vere, in carne ed ossa, che tessiamo.

Una piccola parentesi va aperta anche sui videogiochi; numerosi studi internazionali negli ultimi vent’anni hanno riscontrato un’influenza negativa dei videogiochi violenti negli adolescenti, disturbando la personalità dei ragazzi che ne fanno uso e favorendo l’aggressività fisica e l’indifferenza alla violenza. Già da bambini al giorno d’oggi si comincia a giocare con tablet, pc e cellulari di mamma e babbo, spesso a giochi violenti assolutamente non consoni all’età del giocatore. Questi giochi dove uccidere è una cosa normale e dove morire poco importa perché si può ricominciare daccapo, influiscono negativamente sul valore reale della vita vera.

Il ruolo dei genitori è importante per questi ragazzi. Purtroppo spesso manca il dialogo all’interno della famiglia..

La famiglia nella nostra società è cambiata negli ultimi decenni. Siamo passati da famiglie con tanti figli, che vivevano insieme a nonni e zii sotto lo stesso tetto o comunque vicini, a famiglie nucleari in cui spesso e volentieri entrambi i genitori devono lavorare per sopravvivere economicamente. I nonni, quando ci sono, costituiscono degli aiuti importanti, ma non sempre sono a piena disposizione dei nipoti. Alcuni lavorano ancora e hanno un tempo limitato da dedicare, inoltre non spetta a loro il ruolo educativo, quello è compito dei genitori, che talvolta dopo aver lavorato tutto il giorno non riescono a dedicare il giusto tempo ai figli. Sarebbe auspicabile, invece, riuscire a dedicare un tempo di qualità, piuttosto che di quantità ai figli, ascoltandoli, confrontandosi, facendo sentire loro la nostra vicinanza con piccoli gesti.

Il momento della cena in cui tutta la famiglia si riunisce a tavola, rappresenta un momento conviviale importantissimo in cui scambiarsi informazioni, racconti, emozioni, eppure è facile cadere vittime della televisione o degli smartphone che assorbono tutta la nostra attenzione, distogliendoci dal dialogo.

Una lamentela che mi riportano spesso i genitori di figli adolescenti è il non riuscire a comunicare con loro, visto che spesso e volentieri, parlano poco oppure si chiudono in camera. Dai comportamenti dei figli possiamo cercare di capire cosa sta succedendo, se hanno litigato con un amico o hanno concluso una storia d’amore. A volta non importano tante parole, ma gesti per dimostrare al figlio che babbo e mamma ci sono e ci saranno sempre per sostenerlo. I genitori devono essere dei buoni osservatori e notare i piccoli cambiamenti, cosa molto difficile perché richiede sforzo e attenzione.

Nel caso delle famiglie separate, purtroppo sempre in aumento, la situazione si complica, se poi la separazione è alimentata da conflitti genitoriali che usano i figli per colpirsi a vicenda, i ragazzi si trovano in una situazione ansiogena in cui si sentono manipolati piuttosto che compresi, vittime di una guerra tra adulti che non riescono a fornire punti di riferimenti ai figli. Capita poi che i genitori separati o che non riescono a dedicare tempo ai figli cerchino di ridurre il proprio senso di colpa comprando regali e cercando di rispondere a tutte le richieste materiali del figlio.

Purtroppo la famiglia che non pone i dovuti limiti ai figli, i genitori che non si assumono responsabilità educative, nuclei familiari disgregati e situazioni familiari complesse in cui possono essere presenti anche problemi economici e deprivazione culturale, possono spianare la strada a comportamenti aggressivi dei figli, che attraverso la violenza trovano una possibile strada per manifestare il loro disagio.

Non esiste più forse il coordinamento tra scuola e famiglia; un rapporto che sembrava portare buoni frutti adesso si è drammaticamente interrotto?

Qualcosa sembra essersi incrinato nel rapporto scuola-famiglia. Dopo gli ultimi casi di bullismo tra ragazzi e tra ragazzi e professori, ma anche dopo gli episodi di violenza verbale se non addirittura fisica da parte di qualche genitore nei confronti degli insegnanti, è necessario fermarsi a riflettere su cosa stia succedendo e come poter fare per ricucire un rapporto fondamentale per l’educazione e la formazione degli adulti di domani.

Purtroppo se un genitore non adempie al suo ruolo educativo e non trasmette i valori del rispetto verso gli altri e verso le regole, ma asseconda il figlio in tutto impedendogli di sbagliare e di fare i conti con la frustrazione e con eventuali conseguenze, viene meno alla sua funzione principale e rischia di crescere ragazzi incapaci di assumersi responsabilità e di diventare adulti maturi.

Mi trovo comunque sia d’accordo con la dichiarazione del presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, Lauro Mengheri, il quale sottolinea l’importanza di non generalizzare e di non cadere in condanne superficiali dopo il ben noto episodio di Lucca. Personalmente ho conosciuto famiglie e professori che hanno collaborano tra loro per sostenere i ragazzi anche in momenti di difficoltà. Come esistono episodi negativi, da non sminuire e su cui riflettere, esistono anche tante realtà positive che funzionano.

Questo fenomeno di bullismo nei confronti dei docenti sta dilagando: in che modo si potrà arginare?

Credo che i professori debbano riprendersi il loro ruolo educativo, ma devono essere loro i primi ad essere consapevoli dell’importanza del loro lavoro sulla formazione degli adulti di domani. Se non credono di svolgere il lavoro fondamentale che invece ricoprono, ma pensano di insegnare solamente una materia assegnando una serie di numeri o giudizi ai ragazzi, non riusciranno a trasmettere i giusti valori e la giusta motivazione ai ragazzi. La scuola poi, come la famiglia, dovrebbe avere regole chiare e certezza delle conseguenze per chi non rispetta tali regole. Tutto questo è importante per insegnare ai ragazzi ad assumersi le proprie responsabilità.

Chiaramente con le famiglie che non svolgono a pieno la loro funzione educativa sarà più difficile trovare una piena collaborazione; in questi casi un insegnante, come i genitori, deve essere un buon osservatore, riconoscere eventuali cambiamenti nel comportamento di un ragazzo e offrirgli uno spazio di ascolto e dialogo.

Sarebbe auspicabile che anche la famiglia collaborasse con l’insegnante per aiutare il figlio, se ciò non fosse possibile la scuola dovrebbe comunque attivarsi, indirizzando anche il ragazzo ad eventuali servizi scolastici come lo sportello di ascolto psicologico, oppure inserirlo in progetti pomeridiani con altre figure educative positive.

Quale ruolo può avere la Chiesa nell’educazione dei giovani e soprattutto nei confronti di chi ha atteggiamenti sbagliati? Quale messaggio vorrebbe rivolgere agli operatori pastorali? Molto spesso i ragazzi che fanno i bulli a scuola sono anche quelli che vanno a catechismo..

La Chiesa in qualità di istituzione formativa, così come la scuola e la famiglia, rappresenta un’ulteriore opportunità educativa trasmettendo valori cristiani come: rispetto, uguaglianza, tolleranza e offrendo uno spazio di ascolto e di confronto tra ragazzi. In caso di giovani in difficoltà è necessario attivare un canale di collaborazione con la famiglia e la scuola, segnalando eventuali comportamenti a rischio e cercando insieme di sostenere il ragazzo a 360 gradi.

È fondamentale che il giovane si senta seguito e supportato il più possibile e che possa contare su più figure di riferimento e su modelli educativi positivi. Gli operatori pastorali hanno il compito di offrire ai ragazzi un’esperienza di crescita e di formazione spirituale, personale e sociale. Come gli insegnanti, anche gli operatori devono essere sempre attenti e interessati ai ragazzi e ad eventuali cambiamenti nei loro comportamenti, in modo da attivarsi il prima possibile.

Daniela Raspollini




METTITI IN CAMMINO NELLA ‘MOVIDA’ DEL CENTRO

Sabato 28 aprile una serata di evangelizzazione e preghiera a cura di Nuovi Orizzonti

«Mettiti in cammino» è la nuova iniziativa della comunità Nuovi Orizzonti. Una serata alternativa che si svolgerà nella diocesi di Pistoia sabato 28 aprile dalle ore 18 alle 22, e sarà contrassegnata da diversi appuntamenti. Ad illustrarci le tappe di questo evento Nicola Rizzello referente dell’associazione.

Come e dove si svolgerà la serata?
La serata si svolgerà in centro a Pistoia il 28 Aprile già dal primo pomeriggio, inizieremo con l’allestimento della chiesa di San Filippo Neri. Seguirà l’attività “Abbracci Gratis” che vedrà i nostri giovani missionari nelle vie del centro più frequentate, creando un vero e proprio ”abbraccio” alle vie del passeggio. Nella chiesa di San Filippo Neri alle ore 21:00 il vescovo di Pistoia S.E. Fausto Tardelli celebrerà la “Messa giovani” una liturgia con canti e animazione pensata per arrivare al cuore dei giovani. A seguire, con il mandato del Vescovo inizieremo la “Luce nella Notte”, attività di evangelizzazione di strada sostenuta dalla preghiera che, all’interno della chiesa, proseguirà alla presenza di Gesù Eucarestia proponendo ai giovani incontrati per strada un momento “intimo con Gesù”. La chiesa rimarrà aperta fino a tarda notte con la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione.

Il programma presenta anche una “messa alternativa” nella Chiesa di San Filippo. Perché “alternativa”: cosa ci possiamo aspettare? Per quale ragione ritenete che sia necessario proporre una messa “diversa dal solito”?
Alternativa perché è un termine che usano i giovani per indicare qualcosa al di fuori della quotidianità ecco perché: per usare un linguaggio appropriato a chi desideriamo raggiungere. Alternativo rispetto al vivere un sabato sera di divertimento pensato nella trasgressione volto a raggiungere un piacere effimero. Cosa ci si può aspettare sicuramente è un accompagnamento della liturgia con una modalità giovane fresca con canti e animazione scelti ad hoc.

Come avete organizzato questo momento di evangelizzazione in notturna dal titolo “E gioia sia!”?
“E gioia sia” è il nostro slogan che accompagna sempre le serate di evangelizzazione chiamate “Luce Nella Notte”. L’evangelizzazione sarà preceduta, accompagnata e seguita dalla preghiera comunitaria. È anche previsto un momento di formazione all’evangelizzazione che come sempre è un punto fermo del nostro “metterci in cammino”. Vogliamo vivere tutto questo quanto più possibile nella preghiera e nell’unità, perché già questo diventi evangelizzazione.

Quale messaggio vuoi dare per l’occasione?
Cristo è risorto e non esistono tenebre che possano imprigionare la “luce”. L’Amore vince, ha vinto il peccato, addirittura la morte è stata sconfitta. In questi anni ho visto con i miei occhi l’Amore vincere perché l’Amore fa Miracoli e Dio è Amore. Non lasciamoci vincere dalla paura, dallo scoraggiamento; non lasciamoci portare via la gioia che è costata fino all’ultima goccia di sangue di Gesù.

Daniela Raspollini




CONSIGLI PER L’ESTATE 2018

La Diocesi di Pistoia in cammino verso il Sinodo

Anche la nostra diocesi partecipa al cammino verso il sinodo dei giovani attraverso due iniziative:

8-10 AGOSTO: Accoglienza dei giovani provenienti da Vicenza e da alcune diocesi toscane

Quella che proponiamo è un’esperienza di volontariato di tre giorni per organizzare l’accoglienza di un gruppo consistente di giovani che, nel cammino verso Roma, faranno tappa a Pistoia. Il 9 agosto accoglieremo i giovani della diocesi di Vicenza e il 10 agosto i giovani di alcune diocesi della Toscana.

11-12 AGOSTO: Incontro nazionale dei giovani con papa Francesco a Roma

Ci troveremo a Roma con tanti giovani provenienti da tutta Italia per partecipare alla veglia al Circo Massimo con Papa Francesco (11 agosto) e alla messa della domenica (12 agosto) in piazza San Pietro. La partenza sarà la mattina di sabato 11 agosto da Pistoia.
Il costo è di 50 Euro ed è comprensivo del kit e dei pasti. È escluso invece il viaggio, il cui costo verrà calcolato in base al numero dei partecipanti.

È possibile partecipare anche ad una sola iniziativa!

Per info e iscrizioni: pastoralegiovanile@diocesipistoia.it; oppure potete contattare suor Claudia 320 3216658.

è sempre tempo di ascolto!

Il servizio di Pastorale Giovanile diocesano intende promuovere un tempo di ascolto dei giovani della nostra diocesi attraverso alcune domande. Le domande, disponibili sul sito diocesano e sulla pagina facebook della pastorale giovanile diocesana sono le seguenti:

1. Le mie paure/le mie attese/ i miei valori

2. Il mio rapporto con la fede è…

3. Se ti dico “Chiesa” cosa ti viene in mente?

4. Quali iniziative e proposte dovrebbe rivolgere ai giovani la nostra chiesa diocesana?

È un’occasione da non perdere per raccontarsi, riflettere sulla spiritualità dei giovani e sulla loro presenza nella Chiesa. È un’opportunità rivolta a tutti per ‘leggere’ le necessità e le difficoltà dei giovani, ma anche per progettare nuovi percorsi e nuovi linguaggi.

CLICCA SUL LINK…

https://www.diocesipistoia.it/pastoralegiovanile/in-ascolto-dei-giovani/

Don Fulvio Baldi




LA GIOIA DI EVANGELIZZARE: LA TESTIMONIANZA DI DON GIANNI CASTORANI

Venerdì 13 aprile l’ultimo appuntamento del ciclo “venite e vedrete! Sul cammino della vita”.

Prosegue il cammino dedicato ai giovani dalla Pastorale Giovanile di Pistoia. Venerdì 13 aprile alle ore 21.00 in Seminario chiuderà il ciclo di incontri “Venite e vedrete! Sul cammino della vita” Don Gianni Castorani, sacerdote della Diocesi di Firenze impegnato da tanti anni nell’evangelizzazione. Abbiamo chiesto a don Gianni di raccontarci qualcosa della sua esperienza in vista della serata a Pistoia.

Don Gianni, cosa ci dobbiamo aspettare dall’incontro di venerdì 13?
Mi è stato chiesto di dare una testimonianza sulla mia storia, sulla mia pastorale legata all’evangelizzazione di strada con i giovani. Sarà un momento per raccontare le esperienze di questi anni, l’impegno, cioè per una chiesa in uscita, missionaria, che va su strade, piazze, spiagge e discoteche per rivolgersi ai giovani.

Il tuo apostolato è particolarmente dedicato all’evangelizzazione di strada. Com’è nata questa tua esperienza?
È nata per la prima volta nel 1995, durante una missione di strada che ho fatto insieme a Rinnovamento nello Spirito Santo in nord Italia. In quell’occasione mi colpì subito l’aver scoperto quanta ricerca di Dio c’è nel cuore dei giovani. E poi fu forte entrare in contatto gente che non si aspettava un incontro del genere e che veniva raggiunta lungo le strade nei suoi spazi di vita. Dopo questa esperienza ho conosciuto Daniel Ange, un monaco di origine belga che ha fondato la scuola di evangelizzazione “Jeunesse Lumière” in Francia nel 1984. Ho così frequentato la sua scuola che aveva preso inizio dal grido di Martin, un giovane di 17 anni che usò parole molto dure nei confronti della Chiesa: “Chiesa, che cosa fai dei tuoi figli? Sappiate, voi funzionari della Chiesa, che non avete avuto alcun ruolo nella mia ricerca di Dio!”. Impressionato da questo grido Daniel Ange ha portato avanti un’originale esperienza di evangelizzazione. Io sono rimasto con lui a fare evangelizzazione di strada dal 1998 al 2001. Poi ho portato a Firenze questa esperienza aprendo una scuola di evangelizzazione grazie all’incoraggiamento e al sostegno dei diversi vescovi di Firenze: Piovanelli, Antonelli e Betori.

Ci puoi parlare di questa “scuola di evangelizzazione”?
È una scuola dei giovani e per i giovani. Si parte dal presupposto che i migliori testimoni dei giovani sono i giovani stessi. Giovanni Paolo II invitava ai giovani a evangelizzare i loro coetanei. Il risultato è molto bello perché tra loro c’è un filo diretto e la testimonianza che passa è più forte. Ogni anno ci sono circa una decina di giovani che lasciano tutto e si dedicano a questa opportunità formativa. Sono ragazzi e ragazze dai 18 ai 30 anni che si donano al Signore per una straordinaria esperienza di fede. La scuola è a Bagno a Ripoli, zona Firenze sud, nel monastero dello Spirito Santo, dove si conserva il corpo intatto della Santa Umiltà (1226 –1310), fondatrice delle suore benedettine vallombrosane.

Com’è possibile entrare in contatto con la Scuola?
Semplice, basta cercare su internet il nostro sito: http://www.scuoladievangelizzazione.it o la nostra pagina Facebook (Scuola di Evangelizzazione Sentinelle del Mattino di Pasqua). Abbiamo anche un numero di telefono: 055 8408725.

Quest’anno si sente parlare spesso dei giovani in vista del prossimo Sinodo. Che idea ti sei fatto dalla spiritualità dei giovani?
Quando gli è proposta in modo autentico i giovani vivono la spiritualità in modo molto bello. Lo si vede nei momenti di adorazione, preghiera, lectio divina.. queste cose le vivono bene. Sono ben aperti, hanno sete di spiritualità. In un mondo che tende al materialismo quando vedono la sorgente trovano un ristoro per il loro cuore. Per cui c’è una grande sete nel cuore dei giovani. Nel contatto con la fede emergono anche le loro difficoltà che, principalmente, sono difficoltà relazionali. Problemi che vengono da una famiglia sempre più provata da separazioni e divorzi, che produce carenze affettive capaci di segnare a lungo una persona. E poi c’è la fragilità che emerge da una sessualità senza limiti, da relazioni facili, veloci, che fanno sentire sempre più soli.

E qual è la loro relazione con la Chiesa?
La difficoltà principale è l’incoerenza della Chiesa. Quando ne trovano (in parrocchia, movimenti, associazioni…) una coerente la possono seguire. Quando la trovano incoerente, allora sono molto sensibili e possono restare scandalizzati. Poi bisogna dire che come Chiesa spesso non diamo fiducia ai giovani. Diciamo che sono il futuro ma non gli diamo mai spazio. D’altra parte nei confronti della Chiesa come istituzione non ci sono troppi pregiudizi perché se ne sa poco. Di fatto c’è un terreno vergine per l’evangelizzazione. Per molti di loro la Chiesa è un mondo sconosciuto che usa un altro linguaggio, completamente diverso da quello che ascoltano tutti i giorni. Colpisce molto la figura di Papa Francesco. Il papa, infatti, piace molto ai giovani, soprattutto ai lontani.

In conclusione ti chiedo di rivolgere un invito a tutti per partecipare all’incontro di venerdì…
Invito tutti a partecipare a questa giornata che sarà di sicuro un momento di grazia. Come scrive papa in Evangelii Gaudium la gioia di Cristo è una gioia per tutti. Questa gioia del Vangelo è stata portata da Dio attraverso la Madonna, a cui l’angelo ha detto: “rallegrati!”. Una parola che il Signore rivolge a chiunque si rende disponibile ad accogliere Gesù. Anche in questi tempi difficili c’è comunque tanta grazia, quindi vieni e vedi!

Daniela Raspollini




SCOMMETTERE SU I GIOVANI. CHE AMANO CIÒ CHE È VERO E RADICALE

Riprendiamo da “La Vita” del 22 marzo 2018 la seguente intervista a Domenico Bianchi, parrocchiano di Montemurlo e insegnante di religione impegnato in attività di volontariato sociale.

Prosegue l’indagine de “La Vita” sul La Chiesa Cattolica dedicherà ai giovani il prossimo sinodo dei vescovi. Il tema scelto per l’evento, previsto nell’autunno del 2018 è il seguente: “I giovani, la fede, e il discernimento vocazionale”. Quali sono, secondo te, le problematiche più diffuse legate al mondo dei giovani?

Tutte le problematiche che indico fanno riferimento ad una vera crisi di civiltà; ad un passaggio epocale del quale non tutti hanno una chiara consapevolezza. L‘incidenza delle nuove tecnologie sulle relazioni porta con una certa frequenza alla diminuzione della capacità empatica e comporterà la necessità di acquisire nuove competenze comunicative. – La necessità socio-economica di posticipare nel tempo l’ingresso nel mondo del lavoro aumenta continuamente le richieste e crea una forte incertezza economica. – Anche la possibilità di avere una famiglia è sempre più necessariamente posticipata con ovvia ricaduta nell’ambito affettivo. – Il disorientamento dovuto alla globalizzazione e al primato dell’economia sulla politica, che fa apparire il valore autentico inutile, mentre ciò che è inutile o vano, viene fatto sembrare un grande valore.

Come si possono sensibilizzare i giovani in merito al problema della povertà, della emarginazione?

Sarebbe necessario costruire itinerari pastorali dove i giovani abbiano la possibilità di fare un percorso in comune, sia intellettuale che concreto (volontariato), per poter ricostruire empatia e prospettive.
Papa Francesco sul tema dei giovani afferma: sono una risorsa per la Chiesa, e non un problema.

È scontato che i giovani siano la vera risorsa perché semplicemente sono il futuro, il fatto che non abbiano spazio è sintomo di una società malata che sta implodendo. Questo rischio esiste anche per la Chiesa nella misura in cui il riferimento è la sim-patia con il mondo e non il Vangelo; eppure da sempre i giovani amano ciò che è radicale e vero.

Nel documento preparatorio del Sinodo dei giovani è centrale il tema della scelta, resa sempre più difficile dal contesto di precarietà come aiutare i giovani a fare discernimento?

Il primo e fondamentale soggetto dell’educazione è il giovane stesso che deve imparare a trarre dalle proprie risorse la propria identità, il dono che Lui potenzialmente è per il mondo. L‘aiuto che possiamo offrirgli è la formazione della coscienza che deve essere guidata e informata correttamente e criticamente. Su questo Gesù ha parole durissime, guai a chi sarà di scandalo.

A questo proposito Franco Garelli nel suo libro “Piccoli atei crescono”, evidenzia la crisi di fede che attraversa le nuove generazioni tra le quali sarebbe diffusa una indifferenza religiosa che talora si spinge fino alla negazione di Dio. Allo stesso tempo l’autore afferma la presenza tra i giovani di una forma di spiritualità fluida: “una sorte di ‘zona intermedia’ tra i giovani non credenti e i credenti, tra quanti negano Dio o sono indifferenti alla religione e quanti invece si riconoscono in una realtà trascendente”. A partire dalla sua esperienza si sente di confermare questa analisi?

Per essere precisi la fluidità si chiama disorientamento, la zona intermedia si chiama ricerca di uscire dall’incertezza. Tutti cercano il trascendente, anche chi non ne è consapevole, lo aveva già capito e spiegato S.Agostino: è un dato antropologico imprescindibile.

Il dato che manca nell’analisi, oppure non è citato, è la diffusissima precomprensione errata e insegnata a tutti i livelli della scuola italiana e non solo, per la quale i piccoli atei crescono. Riguarda il rapporto fra scienza e fede, anzi con maggior esattezza il rapporto fra metodo scientifico e Bibbia. Lo scientismo (errata equivalenza scienza=verità) ha minato le verità di fede fondamentali. Il riferimento è soprattutto all’evoluzionismo che si crede abbia reso risibile la Genesi e alla fisica moderna. Quando spiego in classe che Galileo era un profondo credente come Newton ed Einstein, che la teoria del Big Bang è frutto del lavoro di un prete, tutti rimangono basiti. Non possiamo più essere credenti, credibili, senza aver compreso cosa dice veramente la Bibbia e cosa possa dire veramente la scienza.

Daniela Raspollini 




LA PAROLA AI GIOVANI! LA CHIESA DI PISTOIA VERSO IL SINODO

DA PISTOIA VERSO IL SINODO…

«Tutti i giovani hanno qualcosa da dire alla Chiesa, ai vescovi e al Papa!». In vista del prossimo Sinodo dedicato ai giovani Papa Francesco ha chiamato all’appello giovani credenti e non credenti, appartenenti anche ad altre confessioni religiose, perché il Sinodo dei vescovi «è per e di tutti i giovani». Il sinodo, ricordava il Papa, «non è un parlatoio, la giornata non sarà un circo, una festa, e poi “ciao mi sono dimenticato”. Concretezze… In questa cultura liquida ci vuole concretezza. E la concretezza è la vostra vocazione».

Anche per questo Francesco ha voluto che prima del Sinodo vi fosse un incontro di giovani. Sarà dal 19 al 24 marzo prossimi e vedrà 300 giovani da tutto il mondo confrontarsi fino al 24 marzo sui temi dell’assemblea del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Non soltanto il Papa si è organizzato per ascoltare la voce dei giovani. La Chiesa Italiana, grazie all’impegno del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile, ha infatti pubblicato il portale www.velodicoio.it rivolto a ragazzi tra i 16 e i 29 anni. Il portale propone domande e riflessioni su 10 parole chiave (ricerca, fare casa, incontri, complessità, legami, cura, gratuità, credibilità, direzione, progetti) ogni giovane può dare risposta, contribuendo a una lettura del mondo giovanile.

Anche il servizio di Pastorale Giovanile diocesano intende promuovere un tempo di ascolto dei giovani della nostra diocesi attraverso alcune domande. Le domande, disponibili sul sito diocesano e sulla pagina facebook della pastorale giovanile diocesana sono le seguenti:

1. Le mie paure/le mie attese/ i miei valori

2. Il mio rapporto con la fede è…

3. Se ti dico “Chiesa” cosa ti viene in mente?

4. Quali iniziative e proposte dovrebbe rivolgere ai giovani la nostra chiesa diocesana?

È un’occasione da non perdere per raccontarsi, riflettere sulla spiritualità dei giovani e sulla loro presenza nella Chiesa. È un’opportunità rivolta a tutti per ‘leggere’ le necessità e le difficoltà dei giovani, ma anche per progettare nuovi percorsi e nuovi linguaggi.

…E PER L’ESTATE 2018…

In vista del sinodo, questa estate, i giovani italiani sono chiamati a incontrare Papa Francesco a Roma. Nel mese di Agosto, quindi, la nostra diocesi proporrà due iniziative:

8-11 agosto

Esperienza di volontariato per organizzare l’accoglienza dei Giovani della diocesi di Vicenza e di alcune diocesi toscane faranno tappa a Pistoia nei giorni 9 e 10 agosto (l’11 mattina è prevista la partenza per Roma). Giovani pellegrini dalle altre diocesi toscane arriveranno a Pistoia, la Piccola Compostella, città di San Jacopo apostolo, per un momento di preparazione all’incontro con Papa Francesco previsto a Roma l’11 e il 12 agosto. Sarà una bella occasione per incontrarsi, pregare insieme, sentirsi ‘Chiesa’.

11-12 agosto

Incontro con il Papa a Roma. Il Santo Padre incontrerà i giovani italiani, chiamati passo dopo passo a raggiungere “per mille strade” il luogo del martirio di Pietro.

Programma dell’evento

Sabato 11 agosto: arrivo a Roma al termine dei pellegrinaggi al Circo Massimo. Veglia con Papa Francesco e, a seguire, notte bianca della fede in vari luoghi di Roma.

Domenica 12 agosto: Santa Messa con Papa Francesco e Angelus.

Ricordiamo che è possibile partecipare anche ad una sola iniziativa. Per saperne di più scrivi a: pastoralegiovanile@diocesipistoia.it oppure visita la nostra pagina FB: Pastorale Giovanile – Diocesi di Pistoia