I giovani e un sogno chiamato Santiago

Dal cammino spirituale di San Jacopo parte il viaggio verso Compostela, attraverso un percorso di formazione che prepara il fisico ma anche lo spirito

Trentuno giovani della diocesi, provenienti da Pistoia, Casalguidi, Montemurlo, Cireglio, Catena e Tizzana, Chiazzano, Ferruccia e Barba e alcuni seminaristi con il diacono Maximilian Baldi, si stanno preparando a partire per il Cammino di Santiago a conclusione dell’anno giubilare.

I giovani, accompagnati da padre Simone Panzeri e da Quirino Trovato della Confraternita di San Jacopo, partiranno il 26 luglio e percorreranno 127 km del Cammino Portoghese sulla Costa, arrivando a Santiago il 1 agosto. In questi mesi che precedono la partenza, i giovani stanno vivendo alcuni momenti di formazione e di condivisione, accompagnati dalla vicinanza del vescovo. Nella serata di martedì 26 aprile, infatti, i giovani pellegrini hanno condiviso con il vescovo un momento di riflessione, toccando le varie tappe che permettono a un pellegrino di prepararsi per vivere al meglio un pellegrinaggio: la scelta di partire, la preparazione dello zaino, la partenza con le gioie e fatiche del cammino, i momenti di condivisione fraterna, la cura della casa comune che è il creato, la crescita spirituale che ogni cammino può offrire, l’umiltà nel riscoprire i propri limiti e le proprie capacità.

Oltre alla preparazione spirituale, anche quella fisica è importante: sono in programma alcune camminate che permetteranno ai giovani di iniziare a mettersi alla prova in resistenza e costanza. La prima camminata sarà il 2 giugno con partenza da Casalguidi e arrivo a Serravalle. A fine giugno, i giovani pellegrini, avranno poi un altro incontro di formazione e, nella settimana precedente la festa di San Jacopo, avrà luogo la preghiera di benedizione dei pellegrini con la consegna delle credenziali. Il pomeriggio del 25 luglio, in occasione della festa patronale di San Jacopo, si incontreranno a Pistoia tutti i giovani pellegrini provenienti da varie diocesi toscane, che parteciperanno al pellegrinaggio europeo dei giovani a Santiago.

Dalla diocesi di Pistoia, oltre al pellegrinaggio dei giovani, ci sarà anche quello organizzato dall’associazione Maria Madre Nostra che coinvolge volontari e disabili della fondazione Maic. Un gruppo numeroso guidato da don Diego Pancaldo e che raccoglie, al momento, già oltre settanta partecipanti. I due gruppi si riuniranno insieme per una celebrazione comune con il vescovo all’arrivo a Santiago.

La nostra Diocesi si prepara, quindi, ad essere pellegrina e testimone di questo anno giubilare, una chiesa in uscita pronta a partire sulle orme dell’apostolo Giacomo.

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Alessandra Corti




Domenica 3 aprile la giornata dei cresimandi e dei cresimati

Un incontro di rilancio dopo le difficoltà della pandemia

Domenica 3 aprile si celebra la Giornata dei cresimandi e cresimati. Un appuntamento che torna finalmente in presenza dopo l’interruzione per l’emergenza Covid. L’incontro – spiega Suor Giovanna Cheli, direttrice dell’Ufficio Catechistico – si svolge «domenica prossima, quando i ragazzi sono convocati a conoscere il Vescovo in Cattedrale, la chiesa madre della Diocesi, nel luogo in cui si conservano le reliquie di San Jacopo. Abbiamo pensato questo incontro come l’occasione per riprendere contatti e coinvolgere i cresimati di questi anni, che hanno vissuto la confermazione in un contesto difficile, precario. Vorremmo che facessero festa con noi».

Non mancano le attenzioni necessarie per vivere con serenità la giornata: «per avere un numero contenuto di presenze in cattedrale – spiega Suor Cheli – faremo due incontri scaglionati in fasce orarie diverse. Per questo è necessario iscrivere il proprio gruppo all’incontro entro martedì 29 Marzo alle ore 14.30».

L’incontro si preannuncia festoso e “colorato” come sempre. «I ragazzi arriveranno in Duomo con i loro stendardi e cartelloni, dove avranno rappresentato quello che caratterizza la loro parrocchia. Saranno organizzati per vicariati e suddivisi per numero. La celebrazione sarà presieduta dal Vescovo. Insieme ci racconteremo qualcosa in maniera animata, ascolteremo ancora il brano evangelico che ci ha guidato. Ci saranno  anche – conclude suor Cheli – alcuni interventi rappresentativi, per dare la voce ai cresimandi. A tutti saranno consegnate delle parole chiave per il cammino futuro. Seguirà la benedizione del Vescovo che avrà anche il tono di un mandato. Sarà infine consegnata una piccola conchiglia, simbolo del pellegrinaggio della vita, segno di una mèta che è alta e anche un po’ altra».




Tempo di scelte: perchè è importante l’IRC

PISTOIA – Periodo di scelte per le famiglie che hanno i figli in età scolare. Le famiglie si trovano impegnate, in questo periodo, a confrontarsi con le iscrizione dei loro figli. In particolare nel momento dell’iscrizione al primo anno di ogni ciclo, in base alla normativa vigente, studenti e genitori sono chiamati a scegliere se avvalersi dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc). Ma quali sono le ragioni di una scelta che potrebbe sembrare secondaria? Insieme a noi ha provato a fare un ragionamento il professor Edoardo Baroncelli, direttore dell’ufficio per l’insegnamento della Religione Cattolica della diocesi.

«La domanda è: a che cosa serve la scuola ? – afferma Baroncelli – e la scelta di avvalersi o no dell’insegnamento di religione cattolica rivela la risposta a questa domanda. Tutti concordano nell’affermare che il compito della scuola non è solo quello di trasmettere conoscenza ma di contribuire alla formazione integrale della persona. Se questo è il compito della scuola, allora, se vogliamo che sia questo, la scelta di avvalersi dell’insegnamento dell’Irc è perfettamente conseguente. «La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello», ha affermato Papa Francesco. Sui nostri ragazzi soffia il vento di una cultura velatamente aggressiva – annota ancora Baroncelli – a tratti violenta, appiattita. Le stelle si vedono sempre più di rado sopra il cielo della città post moderna. La posizione più frequente è quella con la testa ripiegata in giù. Sul cellulare. Ma i nostri ragazzi hanno due potenti contrappesi, come un istinto di sopravvivenza, primordiale e insopprimibile: il punto interrogativo, e l’asse verticale».

Frequentare “l’ora di religione” diventa quindi uno spazio aperto per guardare oltre: «Chi si avvale di Irc – spiega Baroncelli – ha a disposizione un luogo dove il punto interrogativo ha la cittadinanza onoraria. Nel cuore dei nostri ragazzi circolano molte domande che gli alunni non avvalentesi fanno fatica a trovare chi ascolta. La capacità di orientare verso l’alto lo sguardo (e la vita) degli studenti è un compito di ogni insegnante, ma poche materie possono rendere questo progetto un preciso programma come invece l’Irc. Questa è un luogo di incontro: con parti di sé in ombra, con l’altro, con la diversità, con domande grandi che valgono la vita, con orizzonti di pensiero rigorosi e affascinanti. Si legge nei documenti ufficiali che l’Irc serve a “sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose”

( Indicazioni per l’Infanzia). E ancora: “L’Irc, nell’attuale contesto multiculturale, mediante la propria proposta, promuove tra gli studenti la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all’esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace” ( Linee per i Licei) ».

E chi invece desidera fare un percorso diverso? «La norma – ricorda il direttore dell’ufficio scuola – consente alle famiglie di non avvalersi scegliendo tra quattro diverse opzioni, tra cui il nulla. Niente. Uscire da scuola. Nell’emergenza educativa che il nostro paese e questa generazione sta vivendo, ogni insegnante è una zattera per mettere in salvo qualcuno in più». Solo un furore ideologico insensato – conclude Baroncelli – può indurre a ritenere che sia preferibile il nulla rispetto a un’ora di scuola, che sia meglio uscire che restare. Appena accade un fatto negativo di cronaca i commentatori chiedono subito: “E la scuola dov’era?”. La scuola era al suo posto, e gli insegnanti anche. Almeno finchè non li abbiamo resi facoltativi. Si tratta di posizioni fortunatamente oramai marginali, di pochi ex combattenti che non si sono resi conto che il tempo della guerra è finito da un pezzo e che credono di essere ancora negli anni 50 del secolo scorso. Forse per sentire meglio definita una qualche identità. I ragazzi, e il loro futuro, non possono essere il campo di battaglia di residuati conflitti ideologici finiti da un pezzo che con loro, tra l’altro, non hanno nulla a che vedere. Sul bene dei ragazzi, sull’emergenza educativa, sulla necessità che la scuola sia zattera e salvagente tutte le donne e gli uomini di buona volontà possono incontrarsi e dialogare. E in questo orizzonte non vi è nessuna indecisione davanti alla scelta di avvalersi».

«A tutte le latitudini della Diocesi – afferma ancora Baroncelli – gli insegnanti di religione vivono ed operano per una scuola aperta, accogliente, inclusiva. Indicano orizzonti, promuovono esperienze insieme ai loro alunni, accompagnano alla conoscenza di luoghi e posti. Stimolano il pensiero con domande, con proposte di risposte. Tutelano ed accolgono fragilità.

Sono spalle affidabili per la crescita dei loro alunni. Gli insegnanti di religione non sono ospiti delle scuole, più o meno graditi, sono un dono per i ragazzi, per le loro famiglie, per le scuole dove operiamo.

Nonostante questo, come riportava il quotidiano Avvenire, sul piano nazionale l’85.5% delle famiglie e degli studenti sceglie ancora di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Un dono e un compito per tutti gli Irc e per la nostra Diocesi a fare sempre di più e sempre meglio il nostro dovere di educatori. John Fitzgerald Kennedy amava ripetere una frase che spero sia spunto di riflessione per tutti: “Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana”».

Michael Cantarella




Pastorale giovanile: insieme verso Santiago

Parrocchie ed équipe di pastorale giovanile lavorano insieme per ricostruire un dialogo. Gli incontri accompagneranno i ragazzi verso gli appuntamenti di Santiago e Lisbona

«Alzati e testimonia la tua esperienza di cieco che ha incontrato la luce, ha visto il bene e la bellezza di Dio in sé stesso, negli altri e nella comunione della Chiesa che vince ogni solitudine». È l’esortazione che Papa Francesco ha rivolto a tutti i giovani in occasione della XXXVI Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata a livello diocesano nella solennità di Cristo Re, il 21 novembre.

«Per l’occasione il Servizio di Pastorale Giovanile ha inviato a tutte le parrocchie una preghiera da leggere durante la Messa. Questa idea — spiega Camilla Neri dell’équipe diocesana di pg —, è stata accolta in particolar modo dalla parrocchia di S. Angelo a Bottegone, dove è stata organizzata una veglia di preghiera per adolescenti e giovani, proprio nella giornata di Cristo Re. Allegato alla proposta di preghiera c’era anche l’invito a preparare la Gmg di Lisbona 2023: la corsa verso il Portogallo doveva partire con la Wyd Global Race, una camminata dalla Pieve di Valdibure alla Cattedrale di Pistoia che purtroppo — spiega Camilla — non abbiamo potuto fare per le cattive condizioni meteo».

«Questa — aggiunge — è solo una delle numerose iniziative dell’équipe di Pastorale Giovanile, la quale crede fortemente che, dopo un lungo periodo di chiusura e di privazione di contatto umano, sia tempo di tornare a vivere a pieno la bellezza della comunità e delle relazioni con gli altri. Con questo scopo, è stato messo in atto un programma per ricostruire la rete di amicizia e confronto che è mancata per molto tempo. Tutto — prosegue Camilla — è iniziato sabato 20 novembre con una cena al Centro Giovanni Paolo a La Vergine, durante la quale non sono mancati buon cibo e tante attività per passare una serata in allegria e per conoscere nuove persone. In questo modo si sono recuperati i contatti con i vari gruppi giovani, prima di iniziare una serie di incontri nelle parrocchie ». «Il primo — racconta Camilla — si è svolto nella parrocchia di S. Bartolomeo a Tizzana e Catena il 24 novembre. Il gruppo diocesano è stato accolto dai ragazzi e con loro è iniziato un dialogo di conoscenza e condivisione delle proprie vite ed esperienze, per poi concludere la serata con un momento di preghiera e di festa. Così i ragazzi hanno scoperto una realtà che permetterà loro di vivere esperienze con altri gruppi che fanno lo stesso percorso».

«Da lunedì 6 dicembre – spiega il responsabile diocesano di pg padre Simone Panzeri —, prendono avvio gli incontri di formazione proposti dall’équipe diocesana. Saranno un momento di riflessione, preghiera e confronto aperti a tutti i giovani che vorranno “mettersi in rete” per condividere la propria fede e approfondirla in un cammino comune». «“Come stai con la tua fede?” sarà la domanda che ci guiderà in questo percorso che aiuterà anche i giovani ad allargare i propri orizzonti, a “prendere il largo” verso nuove esperienze di condivisione a livello diocesano. Gli incontri si terranno ogni primo lunedì del mese alle 21 presso il nuovo salone della Pastorale Giovanile, al Tempio, in via San Pietro n. 32 a Pistoia».

 

Sono aperte le iscrizioni al pellegrinaggio diocesano dei giovani a Santiago

Non c’è tempo da perdere, infine, per le iscrizioni per il pellegrinaggio diocesano a Santiago. La Pg propone dal 26 luglio al 2 agosto 2022 il Cammino Portoghese della Costa. L’iniziativa è aperta ai giovani dai 18 ai 35 anni fino ad esaurimento posti. La quota per il pellegrinaggio è di 515 euro e include, oltre al volo aereo da Bologna a Santiago, mezza pensione nel primo e ultimo giorno, ostelli, colazioni, assicurazione, trasporto da e per aeroporto di Santiago. È poi disponibile un servizio di trasporto zaino durante le tappe per il costo di 35 euro.

Per info e iscrizioni: WhatsApp 3317543787 o mail a:restiamoinsiemepg@gmail.com




Gmg 2021: un invito per tutti i giovani

Domenica 21 novembre si celebra la Giornata mondiale della Gioventù a livello diocesano. Le indicazioni della Pastorale Giovanile diocesana. Domenica 28 una “camminata” globale che inaugura il cammino verso Lisbona

 

«Alzati!»: è l’invito che papa Francesco rilancia a tutti i giovani nel suo messaggio per la Giornata mondiale della Gioventù del 2021. Un invito ad alzarsi che riprende il racconto della conversione di Paolo raccontata nel libro degli atti degli apostoli (cfr. At 26,16) e che, nel tempo della pandemia, punta sulle risorse creative e rinnovatrici dei giovani: «Quando un giovane cade, — scrive il Papa nel suo messaggio — in un certo senso cade l’umanità. Ma è anche vero che quando un giovane si rialza, è come se si risollevasse il mondo intero. Cari giovani, quale grande potenzialità c’è nelle vostre mani! Quale forza portate nei vostri cuori!».

Il Papa rivolge a tutti il suo messaggio: «Dio dice a ciascuno di voi: “Alzati!”. Spero con tutto il cuore che questo messaggio ci aiuti a prepararci a tempi nuovi, a una nuova pagina nella storia dell’umanità. Ma non c’è possibilità di ricominciare senza di voi, cari giovani. Per rialzarsi, il mondo ha bisogno della vostra forza, del vostro entusiasmo, della vostra passione».

Il tema della Giornata, che da quest’anno è celebrata nella solennità di Cristo Re (domenica 21 novembre), anziché nella Domenica delle Palme, si aggancia a quello della Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà dall’1 al 6 agosto 2023 a Lisbona, che avrà per tema “Maria si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39). La GMG diocesana, come affermano gli Orientamenti pastorali preparati dal Dicastero dei Laici, della Famiglia e dei Giovani può diventare occasione «per far emergere il potenziale di bene, la generosità, la sete di valori autentici e di ideali grandi che ogni giovane porta in sé».

Per celebrare a livello diocesano la Giornata Mondiale della Gioventù il servizio diocesano di Pastorale giovanile ha preparato un sussidio con alcuni suggerimenti da mettere in pratica nelle parrocchie.

 

SCARICA IL SUSSIDIO DIOCESANO

(Nel sussidio una introduzione per la celebrazione eucaristica, alcuni suggerimenti per le preghiere dei fedeli, una preghiera finale per i giovani).

 

Proprio in sintonia con questo tema e per rilanciare la GMG di Lisbona è stato lanciato dal comitato organizzatore una iniziativa dal titolo: Wyd Global Race. Prendendo spunto dalle parole di papa Francesco che più volte invita i giovani ad alzarsi e mettersi in movimento, l’iniziativa invita i giovani a partecipare ad un cammino mondiale che inizierà domenica 21 novembre per concludersi il 30 novembre. Questo cammino registrato su una apposita APP che i giovani sono invitati a scaricare sui propri cellulari (l’applicazione è scaricabile dal sito internet: wyd.virace.app).

 

Anche la Diocesi di Pistoia si inserisce in questa iniziativa invitando tutti i giovani che lo desiderano a vivere insieme la Global Race domenica 28 novembre. «Ci ritroveremo — spiega padre Simone Panzeri, responsabile del Servizio di Pastorale Giovanile — alle 15 alla Pieve di S. Giovanni Evangelista a Valdibure (via Caloria e Valdibure 36, Pistoia) e insieme cammineremo fino alla Cattedrale di Pistoia (il cammino finirà con il passaggio della Porta Santa del giubileo di San Jacopo).

È questa la prima tappa di un cammino che punta lontano: «Rinnovo a tutti voi, giovani del mondo, — ricorda papa Francesco — l’invito a prendere parte a questo pellegrinaggio spirituale che ci porterà a celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona nel 2023».

Per saperne di più:
Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile
CONTATTI
Facebook e Instagram: restiamoinsiemepg
E-mail: restiamonisiemepg@gmail.com
WhatsApp: 3317543787 – Padre Simone: 339 2909086




L’oratorio riparte dalla formazione

La pastorale giovanile diocesana propone un corso online per prepararsi alle attività estive. È ora di iscriversi

Tradizionalmente il mese di maggio, per la nostra Diocesi, è da anni dedicato alla preparazione degli oratori e delle esperienze estive. Come pastorale giovanile non vogliamo che questo nostro tempo, contrassegnato ancora da tante incertezze, rimanga un tempo vuoto o sospeso, ma che sia, a suo modo, un tempo pieno e significativo per tutti. Per questo abbiamo voluto proporre questo corso di formazione chiedendo aiuto ai formatori esperti di Creativ.

La proposta non è quella di lanciare un sussidio per gli oratori, ma di formare gli animatori, puntando quindi l’attenzione sui giovani che sono o saranno chiamati in futuro a svolgere questo servizio nelle loro parrocchie o realtà ecclesiali. Lavoriamo quindi sul futuro, preparandoci con speranza alle riaperture. Il corso verrà proposto dalla e-academy di Creativ che ci guiderà in modalità “a distanza” usando diverse piattaforme interattive, perché chi parteciperà agli incontri sia coinvolto direttamente nei laboratori proposti. Avremo a disposizione due formatori che avranno cura di dividere i partecipanti tra chi è alle prime armi nell’animazione, e chi invece è un po’ più esperto in questo campo.

Gli animatori o i gruppi che vorranno partecipare a questo corso potranno iscriversi contattando il servizio diocesano di pastorale giovanile tramite il numero WhatsApp 3317543787 che fornirà un link a cui accedere per l’iscrizione online al corso. Il corso inizierà giovedì 20 maggio alle ore 20.30 e durerà per 4 giovedì consecutivi per concludersi il 10 giugno. Nei quattro incontri tratteremo, in modalità sincrona e asincrona, dei vari aspetti dell’animazione: dal significato dell’essere animatore, alla gestione delle dinamiche di gruppo, all’organizzazione dei giochi fino alla progettazione di un oratorio o campo estivo.

A tutti i partecipanti verrà data la possibilità di accedere al materiale online Creativ E-Box Giochiamo! contenente materiale da utilizzare per l’animazione dei gruppi di bambini e ragazzi.

 




Riprende il Catechismo in presenza. Le indicazioni del vescovo

In una nota ai parroci e ai catechisti della Diocesi le indicazioni su come ripartire in sicurezza

Il 15 maggio riprenderà il catechismo in presenza. Per ripartire occorre però tenere ben presenti alcuni punti fermi, che il vescovo Tardelli segnala in una nota inviata a parroci e catechisti della Diocesi.

«Occorrerà intanto — precisa il vescovo — darci da fare per riavvicinare i ragazzi e le loro famiglie, in modo tale che riprendano una consuetudine di partecipazione sia al catechismo in presenza che alla S. Messa. Nello stesso tempo, non dobbiamo buttare al macero l’esperienza fatta in questo tempo di un contatto on line e di un coinvolgimento attivo dei nuclei familiari. Credo si dovrà d’ora innanzi procedere in un modo e nell’altro, su vie certamente nuove ma anche molto interessanti».

Un punto fermo è senz’altro il rispetto delle norme di sicurezza. Su questo Monsignor Tardelli è categorico: «Perchè ogni parrocchia si muova in modo corretto, vi consegno queste disposizioni che dovranno essere rigorosamente attuate. Solo l’adempimento scrupoloso di esse consentirà la riapertura del catechismo in presenza. Vorrei che fosse molto chiaro». E il vescovo aggiunge: «non sono accettabili pressappochismi, leggerezze o sottovalutazioni. Molte cose vi potranno sembrare eccessive ma non lo sono, quando è in gioco la salute propria e degli altri. Non è ancora il momento di allentare l’attenzione e di accettare comportamenti a rischio».

Le disposizioni indicate dal vescovo sono molto puntuali e regolano ogni aspetto delle attività con i ragazzi in parrocchia. Sono infine corredate da alcuni allegati utilizzabili dalle parrocchie.

Le disposizioni del vescovo per il contenimento/prevenzione della diffusione dell’infezione da sarscov-2 nelle attività di catechismo in parrocchia il 15 maggio prossimo, si basano sul Decreto Legge 1.4.2021, che richiama il DPCM 2 Marzo 2021, nonché sulle indicazioni della CEI date nello scorso settembre e che avete avuto tra le mani in quel momento. A rigore, il DL citato è valido fino al 30.4.2021. «Presumibilmente — prosegue il vescovo — le norme che ci riguardano resteranno in vigore anche dopo, vista la estrema cautela con la quale ci si sta orientando verso la riapertura di diverse attività».

«Le indicazioni che qui vi do — precisa Monsignor Tardelli — sono comunque sottoposte ad aggiornamenti con eventuali sviluppi normativi, se il territorio sarà classificato in “zona gialla” o in “zona arancione”. Se il territorio dovesse essere di nuovo classificato in “zona rossa” il catechismo si dovrà continuare a svolgere a distanza».

Catechismo in presenza 15 maggio (pdf)




Un mosaico di bellezza che riempie il cuore

Domenica 11 si è svolto l’incontro in remoto di cresimandi e cresimati con il vescovo Tardelli

di Valentina Brachi

Domenica 11 aprile catechisti, animatori parrocchiali assieme a ragazze e ragazzi della diocesi si sono ritrovati, seppur da remoto, per l’annuale “incontro dei cresimati e dei cresimandi” presieduto da sua eccellenza Fausto Tardelli.

L’evento, sebbene fosse stato inizialmente pensato all’interno della Cattedrale di San Zeno – vista anche l’importante ricorrenza dell’anno iacobeo -, si è necessariamente dovuto svolgere sulle piattaforme online della diocesi. Dopo il periodo complesso che ha coinvolto anche il mondo giovanile, tanta era la speranza di poterlo celebrare in presenza, ma le precauzioni e restrizioni legate alla pandemia non lo hanno reso possibile. Tuttavia, le nuove modalità comunicative hanno permesso una più capillare trasmissione – attraverso un ripensamento creativo della presentazione dei contenuti – del messaggio dell’apostolo Giacomo. Fin da subito è stata ben visibile una grande partecipazione all’iniziativa che ha visto, contemporaneamente connesse, più di 750 persone. L’incontro è stato animato da suor Giovanna Cheli, direttrice dell’Ufficio catechistico diocesano e dal vicario generale don Cristiano d’Angelo, parroco di Bonistallo. All’inizio della diretta i ragazzi si sono subito uniti in un saluto al vescovo Tardelli, il quale dando il suo benvenuto, ha ricordato come negli anni precedenti fosse abituato a vederli dal vivo, in una Cattedrale gremita e animata da canti, striscioni e dal gioioso entusiasmo che contraddistingue i giovani.

Una festa, quella in presenza, che è stata rimandata al prossimo anno, con la speranza e l’augurio di tempi migliori. «Siete un mosaico di bellezza che riempie il cuore di gioia» ha detto il vescovo, «tanti volti che formano un mosaico, legati ad altrettante storie, uniti dalla gioia dello stare insieme e dal guardare avanti con coraggio e fiducia». Agli occhi dei presenti lo schermo appariva composto

da tessere, ciascuna delle quali raffigurava un giovanissimo partecipante, dipingendo una vivace immagine di comunità.

L’obiettivo dell’evento era far sentire la diocesi vicina ai ragazzi, una Chiesa in cammino che accompagna la comunità sul proprio percorso di fede. Proprio per questo motivo il filo rosso dell’iniziativa è stato “lo spirito del pellegrino” che ha caratterizzato gli incontri di catechesi online svolti dai gruppi in preparazione all’evento. L’evento ha messo in luce il mondo catechistico, bene prezioso per le realtà parrocchiali, permettendo l’incontro tra la comunità dei ragazzi e il vescovo. Al momento della benedizione monsignor Tardelli ha invitato i partecipanti a vivere questo tempo con gioia incoraggiandoli a guardare avanti: con un ulteriore rimando all’apostolo Giacomo, ha richiamato l’antico messaggio di saluto tra pellegrini “Ultreya” e “Suseya”, un augurio ad andare oltre, più in alto, fino alle stelle!

(tratta da “La Vita” del 18 aprile 2021)




La rete e le risposte alle sue insidie

Una sintesi dell’incontro per catechisti e genitori. Come conoscere ed evitare i rischi di Internet

L’incontro online promosso dalla pastorale giovanile diocesana giovedì 15 aprile ha provato ad approfondire i rischi della rete con l’aiuto di due esperti: il dottor Stefano Lassi, psichiatra a referente per il servizio tutela minori e persone vulnerabili della Cei e lo psicoterapeuta Daniele Mugnaini. L’incontro, che è disponibile online sul canale YouTube della diocesi, offre numerosi spunti di riflessione utili per genitori e educatori.

Lassi si è soffermato sulle derive più pericolose del Web, ricordando, in primo luogo che usare i social non significa conoscerli. L’ignoranza digitale si trasforma assai facilmente in un’insidia pericolosa, anche perché il confine tra utente e vittima, più o meno consapevole, specialmente su siti o sociale a sfondo sessuale è sempre dietro l’angolo.

Cattive abitudini crescono nelle nostre famiglie, nel mondo della scuola o del lavoro: dall’ansia provata da chi si sente tagliato fuori delle relazioni online, alle manie social di padri e madri che costruiscono profili ai propri figli. Alzi la mano poi, chi non soffre o ha visto soffrire qualcuno di “phubbing” che è proprio di chi non resiste alla tentazione di controllare messaggi, notifiche, notizie, post mentre sta a tavola o “dialoga” in famiglia o con gli amici.

Sintomi, rischi e patologie legati al mondo digitale sono stati presentati dal dott. Mugnaini che ne ha proposto una lista lunga e preoccupante: sedentarietà, asocialità o uso passivo social, sintomi ansiosi depressivi, dipendenze, problemi relazionali e sessuali e così via. Tutte conseguenze di un massiccio e subdolo condizionamento che incide anche sulle strutture profondo della persona. Ci sono poi i fattori di rischio, come una forte insicurezza, una predisposizione all’ansia, la mancanza di valori familiari, timidezza eccessiva, ritiro sociale. Tutte realtà che chiedono attenzione, pazienza, ascolto. In tutto questo il genitore che cosa può fare? In primo luogo dare il buon esempio, usando le tecnologie in modo responsabile. Poi attraverso un dialogo e uno sguardo attento a sentimenti e atteggiamenti, ma anche promuovendo interessi o attività offline: insomma, là fuori c’è un mondo che non è poi così male.

Le slides del dott. Lassi e del dott. Mugnaini sono disponibili di seguito:

Bambini e mondo digitale (Dott. Daniele Mugnaini 15 aprile 2021)

I rischi del web (Dott. Stefano Lassi)

 




Oltre le insidie del mondo digitale

Un incontro formativo online per educatori e catechisti in diretta su YouTube a cura della Pastorale giovanile

 

Come educare le nuove generazioni all’uso consapevole dei social media? Alla domanda proveranno a rispondere il dott. Stefano Lassi, psichiatra e membro del servizio per la tutela dei minori della Cei e il dott. Daniele Mugnaini, psicologo dell’età evolutiva in un incontro online a cura del servizio diocesano di Pastorale giovanile.

Dopo la tragica morte di una bambina a Palermo nel gennaio scorso a seguito di una folle challenge diffusa sui social, la Pg di Pistoia si è subito attivata con l’intento di sensibilizzare realtà formative e parrocchie. Da questo impegno sono scaturiti alcuni post sui canali diocesani e anche una preghiera dedicata ai rischi della rete, ma soprattutto l’idea di proporre uno spazio di approfondimento per educatori, catechisti, animatori parrocchiali.

«Come equipe di pastorale giovanile — spiegano i giovani —ci siamo resi conto che la relazione tra i giovani e il mondo digitale è aperta anche a molti e gravi rischi. Non c’è bisogno, d’altra parte, di demonizzare la rete; il problema c’è, ma non ci sono molti strumenti per affrontarlo. Ci siamo domandati: come possiamo formare i nostri ragazzi su questi temi?».

È così arrivato il coinvolgimento del dott. Stefano Lassi. «A lui, esperto della tutela dei minori — spiega Padre Simone — abbiamo chiesto non soltanto di descrivere il fenomeno, ma anche di indagare il linguaggio del mondo multimediale. La nostra intenzione è quella di definire una proposta educativa.

Il dott. Mugnaini, invece, ha svolto ricerche specifiche sul rapporto tra preadolescenti e il mondo digitale».

Ma l’impegno della Pg di Pistoia non si ferma qui: «Pensiamo — precisano i ragazzi dell’èquipe — di realizzare più avanti un altro incontro da inserire nel percorso di formazione dedicato agli adolescenti in vista degli oratori estivi». L’incontro “Io non gioco con la vita” si svolgerà giovedì 15 aprile alle 21 sul canale You Tube della Diocesi di Pistoia. Sarà possibile rivolgere alcune domande in diretta ai relatori scrivendo al numero WhatsApp della Pastorale giovanile (331 7543787).

(da La Vita dell’11 aprile 2021)