Addio a don Umberto Guidotti

Prete missionario accanto agli ultimi in Brasile. Martedì le esequie in Cattedrale

Nelle prime ore di lunedì 11 ottobre è morto don Umberto Guidotti (80 anni).

Presbitero molto noto per la sua lunga e feconda attività missionaria, già malato da tempo, si è aggravato negli ultimi giorni. Dal Brasile, dove ha vissuto e operato a lungo, era tornato a causa delle sue condizioni di salute. Ha vissuto in Seminario a Pistoia i suoi ultimi anni.

Per ventisette anni è stato in Brasile: otto anni insieme ai lebbrosi, altri otto a fianco dei contadini brasiliani che lottavano per una riforma agraria, gli ultimi a lavorare in difesa dei diritti umani.
In Amazzonia è stato responsabile della pastorale per i diritti umani, minacciato nel 1996 e nel 1998 dalla polizia locale per la sua difesa dei bambini di strada.
Oltre al Brasile, Don Umberto ha operato per la pace anche in Africa, nel Mozambico.

La Diocesi esprime il suo cordoglio a parenti, amici, conoscenti e ringrazia il Signore di un’esistenza sacerdotale così luminosa.
Il Signore lo accolga nel suo Regno.

Sarà possibile salutare don Umberto presso la Chiesa di Santa Chiara in Seminario a Pistoia dal pomeriggio di lunedì 11 ottobre.
Le esequie saranno celebrate dal vescovo Tardelli martedì 12 ottobre alle 15.30 nella Cattedrale di San Zeno a Pistoia.

 

In ricordo di don Umberto ci piace condividere questo suo pensiero, scritto in occasione dei suoi 50 anni di sacerdozio.

A coloro che amano la Bibbia e difendono la centralità della Parola di Dio, dico: Ricordatevi la formula di K. Barth: sì Bibbia, ma anche
giornale. La Bibbia mi dà il grido di Dio; il giornale il grido degli uomini.
A coloro che amano la liturgia e la preghiera come centro della vita cristiana, dico con Madre Teresa di Calcutta: “Le mani che aiutano
sono più preziose delle mani che pregano.”
Oggi, ricordando 40 anni di missione in Brasile, di cui dieci in Marañhao, mi chiedo: che cosa ho fatto: ho piantato? Altri raccoglieranno. Ho contribuito a radicare la Chiesa di Gesù in Brasile?
Il compito continua … passo il “testimone” ai più giovani e più sani, ma dichiaro: venni per evangelizzare e fui evangelizzato.
Ora torno in Italia, ma, anche indebolito, sono ancora un sognatore che pensa e un pensatore che sogna: un altro mondo è possibile.
Un’altra Chiesa è possibile. Il sogno di Gesù: Il Regno di Dio. È possibile una Chiesa più simile al Regno di Dio.

Grazie Chiesa del Brasile.
Grazie Chiesa dell’Amazzonia
Grazie Conferenza dei Vescovi del Brasile.
Pregate per me.

San Luis de Maranhão, 19 marzo 2015




Secondo fine settimana di appuntamenti ai Linguaggi del divino

Tra gli appuntamenti l’intervento del prof. Andrea Di Maio, uno dei massimi esperti del pensiero di San Bonaventura da Bagnoregio. A Pistoia anche i sociologi Mauro Magatti e Chiara Giaccardi. Domenica 10 conclude il festival la relazione del filosofo Silvano Petrosino e lo spettacolo di Giovanni Scifoni

 

Il nuovo fine settimana del festival di teologia “i linguaggi del divino” si apre venerdì mattina con una relazione a metà tra filosofia e teologia dal suggestivo titolo: “Avanti sì, ma verso dove?”. Cammino, pellegrinaggio, itinerario.

«Il “Cammino di Santiago”, — spiega il relatore, ANDREA DI MAIO, professore di filosofia alla Pontificia Università Gregoriana, uno dei massimi esperti del pensiero di San Bonaventura da Bagnoregio — è metafora del cammino della vita, è quindi un costante invito ad andare Oltre (“Ultreya” e “Suseya”, ossia più in là e più in alto), ma anche ad addentrarsi sempre più alla ricerca del centro unificante della vita e del punto di contatto con Dio. Anche senza muoverci fisicamente, possiamo tutti sempre effettuare questo viaggio interiore muovendoci con la riflessione e il desiderio, secondo un semplicissimo itinerario ben descritto da San Bonaventura: raccogliersi dall’esteriorità all’interiorità per slanciarsi verso l’ulteriorità». Introdurrà la relazione, programmata alla Chiesa del Carmine alle ore 10, il prof. Francesco Gaiffi.

Riparte dal viaggio interiore, che chiede l’uscita da sé e procede incontro all’altro (e all’oltre) la relazione del prof. MARCO STRONA (Chiesa del Carmine, ore 17), dal titolo: “La mistica del pellegrinaggio da Ignazio di Loyola a papa Francesco”. Un incontro che proverà a leggere il discernimento di Papa Francesco, sul fenomeno della migrazione, a partire da una doppia matrice: la mistica ignaziana e la recezione latino-americana dell’ecclesiologia del “popolo di Dio”. Modererà l’incontro la prof.ssa Mariangela Maraviglia.

Sabato pomeriggio un altro appuntamento con due personalità di primo piano del mondo cattolico: MAURO MAGATTI e CHIARA GIACCARDI, entrambi docenti di sociologia all’Università Cattolica di Milano. «Il grande sistema tecno/economico, con la sua neutralità etica e le sue pretese di controllo — spiegano i due sociologi — vorrebbe rendere superflua la questione religiosa, ingabbiando la vita e il suo rischio in gabbie e schemi, ma dobbiamo scommettere che vale la pena metterci in cammino senza già sapere dove arriviamo: è il modo per rendere la vita un’avventura e non semplicemente un ripetere degli schemi già consolidati». Che cosa significa, per un cattolico, stare davvero nel proprio tempo, accettandone le sfide? Ci aiuteranno a pensarci Mauro Magatti e Chiara Giaccardi nell’incontro di sabato 9 ottobre alle 17 alla chiesa del Carmine a Pistoia. Introdurrà la prof.ssa Edi Natali.

Sabato sera alle 21, sempre nella Chiesa del Carmine, spazio per la presentazione evento del volume “Ritrovata Umanità” (Gli Ori, Pistoia 2021). Un testo nato dall’ispirazione di alcuni giovani, a partire dall’esperienza di una via Crucis, raccontata dalle fotografie in bianco e nero di MARIANGELA MONTANARI. La serata proporrà letture, suoni, visioni che scaturiscono dalle limpide profondità d’animo dei giovani.

La conclusione del Festival, domenica 10 ottobre prevede altri due appuntamenti di assoluto rilievo: alle 17, ancora nella Chiesa del Carmine, il filosofo SILVANO PETROSINO che proporrà una relazione dedicata a uno dei suoi ultimi lavori: “Il vivente e l’al di là dell’uomo: la logica del desiderio” (Vita e Pensiero, Milano 2019). Petrosino è filosofo internazionalmente noto per i suoi studi sul pensiero di Lévinas e Derrida, è professore ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Antropologia filosofica. Introdurrà la relazione la prof.ssa Edi Natali.

Conclude il cartellone degli eventi lo spettacolo di GIOVANNI SCIFONI “Anche i santi hanno i brufoli”. Lo spettacolo, contrariamente a quanto indicato in precedenza, avrà luogo presso il Piccolo Teatro Bolognini di Pistoia Domenica 10 ottobre alle ore 21. Restano ancora pochi posti disponibili.

Per le prenotazioni a questo e agli altri eventi, inviare un messaggio whatsapp o sms al numero 351 73 91 480 | ilinguaggideldivino@diocesipistoia.it. È necessario il Green Pass.

Segui gli eventi del festival attraverso i nostri approfondimenti su: www.settimanalelavita.it e il programma su www.diocesipistoia.it, ma anche attraverso le nostre pagine Facebook e Instagram (Diocesi di Pistoia).
Alcuni degli eventi in cartellone saranno disponibili sul canale You Tube diocesano nella playlist: Linguaggi del divino – Edizione 2021. (https://www.youtube.com/c/DiocesidiPistoiavideo )

PISTOIA 6 ottobre 2021




A Pistoia “Camminare sul mare”. Un dialogo sul Mediterraneo

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, l’arcivescovo di Santiago e il patriarca latino di Gerusalemme a colloquio per “i linguaggi del divino 2021”

PISTOIA – Un incontro storico per Pistoia. Domenica 4 ottobre, all’interno del programma del festival teologico “I linguaggi del divino” si sono confrontati sul tema Mediterraneo come spazio di pace il presidente CEI Card. Bassetti, mons. Barrio Barrio, vescovo di Santiago di Compostella e mons. Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Ha coordinato il dibattito Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Ecco alcuni stralci del dialogo di domenica:

 

Card. Gualtiero Bassetti

«Non è più accettabile concepire il Mediterraneo come un cimitero di “migranti ignoti” che muoiono a migliaia imbarcati sulle carrette del mare. Non più accettabile neanche considerare questo bacino soltanto come un luogo della disparità economica tra Nord e Sud. E non è più accettabile continuare i vecchi scontri di civiltà tra culture, eserciti e religioni diverse.

Ero studente di teologia quando La Pira avviò i colloqui sul Mediterraneo. La Pira aveva intuito la vocazione del Mediterraneo. Quella di essere una profezia di pace.

Il Mediterraneo ha una vocazione unica. È un piccolo mare, ma che bacia tre continenti: Europa, Asia, Africa. Una culla provvidenziale per lo sviluppo delle civiltà. Ci sarà uno scopo della Provvidenza su questo mare. Il Mediterraneo è anche il mare di Abramo: ha una vocazione, voluta da Dio, ha una missione, quella di essere profezia di pace. Chiamare tutti i vescovi del Mediterraneo a Bari è stata un’idea importante. E tra qualche mese ci saranno i sindaci del Mediterraneo a Firenze. Sono piccoli segni di fraternità di pace e di comunione tra noi».

 

Mons. Pierbattista Pizzaballa

«Molti dicono che ci sarà pace nel mondo finché non ci sarà a Gerusalemme, ma il mondo non può aspettare. A Gerusalemme ogni tradizione ha una sua narrativa su Gerusalemme, ognuna ritenuta parziale dagli altri. Il primo impatto con Gerusalemme crea disorientamento: la città che non è generosa con chi ha fretta. Però chi occasione di trascorrere qui più tempo, di abitarci, si rende conto che è una città inclusiva, veramente “casa di preghiera per tutti i popoli”».

Mons. Pizzaballa prende spunto da questa immagine per fare riferimento al libro dell’Apocalisse, «dove si parla della Gerusalemme celeste che scende sulla terra. L’Apocalisse la presenta come città dove non c’è tempo né sole, che vive nella luce pasquale, le cui dodici porte sono sempre aperte per ricevere i popoli che arrivano da tutta la terra. Una visione di quella che dovrebbe essere la nostra vocazione».

Le tensioni e i contrasti che si registrano a Gerusalemme non possono essere risolti, d’altra parte, prescindendo delle identità di ogni comunità religiosa. «Le identità forti — spiega Pizzaballa — sono un problema ma fino a un certo punto. Nel dialogo, qui in Terra Santa, è bene custodire le identità, i confini identitari – ha aggiunto – non dobbiamo avere paura, finiscono linguaggi, certe abitudini, ma le esperienze crescono, forse col tempo si potrà vedere come si sviluppa un nuovo mondo. Forse — conclude — non andrà tutto bene, ma i capisaldi della nostra fede resteranno sempre».

 

Mons. Juliàn Barrio Barrio

«La grande maggioranza dei pellegrini che arrivano a Santiago accoglie il messaggio che gli offre la nostra Chiesa. Abbiamo bisogno di offrirglielo. Non dobbiamo avere paura. A chi non ha trovato diciamo: continua a cercare». Mons. Barrio Barrio parla della sua lunga esperienza di vescovo a Santiago (ben 29 anni) affermando che «il pellegrinaggio oggi è un segno dei nostri tempi a cui dobbiamo fare attenzione. Ma i pellegrini vengono a noi e noi abbiamo bisogno di offrirgli la nostra esperienza di fede. Tutti dobbiamo aiutarci, pur con il senso di povertà che avvertiamo».

«Papa Francesco — ha aggiunto —, in suo discorso ha ricordato come in Santiago si incontrino il centro e la periferia. Questa realtà è piena di ricchezza, perché l’Europa si è fatta pellegrinando, per le strade. Oggi, più che mai, mi sembra che noi europei ci stiamo affidando soltanto ai nostri sforzi e volontarismi. Il cammino di Santiago è una provvidenza che ci aiuterà a riscoprire la nostra identità. Purtroppo oggi, in Europa, abbiamo un’antropologia che non è nemmeno umana. Il cammino di Santiago è un aiuto per tutti. Anche per quanti non sono cristiani».

Monsignor Pizzaballa, rispondendo alla domanda: “Nella bisaccia del pellegrino cosa metterebbe?” ha risposto: «Una signora molto povera arrivata dal Messico qui in Terrasanta aveva portato questo con sé soltanto due cose: una coperta e una Bibbia. Ecco mi sentirei di dire che aveva preso tutto».

 




Le iniziative per l’ottobre missionario

Il mese di ottobre è dedicato alle Missioni. La Veglia di quest’anno si svolgerà nella chiesa di San Benedetto giovedì 14 alle 21 e sarà presieduta dal vescovo Fausto Tardelli

di Daniela Raspollini

Ogni anno la Chiesa di Pistoia dedica alle Missioni una Veglia di preghiera organizzata a cura del Centro missionario. L’edizione 2021 si svolgerà giovedì 14 ottobre alle 21 presso la parrocchia di San Benedetto. La Veglia, presieduta dal vescovo Fausto Tardelli, rappresenta il momento culminante del mese che, da 95 anni, è interamente dedicato alla missio ad gentes.

Come afferma papa Francesco nel suo messaggio per la Veglia di quest’anno: «Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20). Tutto ciò che abbiamo ricevuto, tutto ciò che il Signore ci ha via via elargito, ce lo ha donato perché lo mettiamo in gioco e lo doniamo gratuitamente agli altri. Come gli apostoli che hanno visto, ascoltato e toccato la salvezza di Gesù (cfr 1Gv 1,1-4), così noi oggi possiamo toccare la carne sofferente e gloriosa di Cristo nella storia di ogni giorno e trovare il coraggio di condividere con tutti un destino di speranza, quella nota indubitabile che nasce dal saperci accompagnati dal Signore. Come cristiani — prosegue il Papa — non possiamo tenere il Signore per noi stessi: la missione evangelizzatrice della Chiesa esprime la sua valenza integrale e pubblica nella trasformazione del mondo e nella custodia del creato». Le parole di papa Francesco, sulla scia delle sue encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti sono, come sempre, impegnative. «Non abbiamo scuse — spiega Lucia Fedi, del Centro missionario diocesano —, tanto più se facciamo memoria dei missio- nari, annunciatori del Vangelo ma anche promotori di una vita nuova che valorizza la dignità e le potenzialità che il Signore ha donato a ciascun essere umano, doni che necessariamente devono essere messi al servizio di tutti».

La Giornata mondiale missionaria sarà invece celebrata domenica 24 ottobre attorno al tema: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato (At 4,20). Testimoni e profeti”. «Il Centro missionario diocesano — prosegue Lucia Fedi —, invita i fedeli ad essere generosi in questo giorno speciale perché se è vero la pandemia del Covid- 19 ha colpito duramente la nostra nazione, dobbiamo però avere coscienza che si sta aprendo uno scenario di speranza, sia dal punto di vista economico che sanitario e sociale.

Non è dunque possibile dimenticare che la pandemia ha colpito in modo ancora più drammatico i paesi più poveri dove la popolazione manca di tutto: di lavoro, di cibo, di acqua, ma anche di istruzione, assistenza sanitaria e vaccini. Non possiamo fare a meno di registrare le tragiche conseguenze delle devastazioni causate dai cambiamenti climatici, dallo sfruttamento insensato del suolo e dei beni minerari, ma soprattutto dalle guerre e dal terrorismo che vengono portati avanti, anzi alimentati, dagli interessi economici e dal traffico delle armi prodotte nei paesi occidentali, Italia compresa. Non è lecito quindi lamentarsi se da noi arrivano tanti migranti, nei confronti dei quali, come cristiani, abbiamo il dovere di essere accoglienti ed aiutarli ad integrarsi. “Dio è amore” ci ricorda San Giovanni apostolo».

(ottobre 2021)




Ragione e dialogo: teologia dell’incontro

Tutte le novità dei corsi proposti dalla Scuola di Formazione teologica diocesana

 

di Andrea Vaccaro

Il nuovo anno accademico della Scuola teologica diocesana si apre martedì 19 ottobre, con la prolusione dedicata al libro di Giuseppe Lorizio Semi di Logos – segni dei tempi (San Paolo, 2021). Lorizio, della Pontificia Università Lateranense, è uno dei massimi teologi italiani. Saranno presenti, oltre all’autore, anche il giornalista Mimmo Muolo di Avvenire e il prof. Francesco Gaiffi. Nel corso della serata, il Vescovo consegnerà i diplomi agli studenti che, nell’anno accademico 2020-21, hanno terminato il triennio e redatto la tesina finale.

 

Il libro Semi di Logos – segni dei tempi funge anche da introduzione al corso di approfondimento incentrato proprio sul tema dei ‘semina Verbi’. L’idea dei semi del Logos ( Logos spermatikos, semina Verbi) è stata ispirata ai Padri della Chiesa quando il cristianesimo è venuto ad incontrare le diverse religioni e le varie culture. Anziché riproporre l’antico scontro con gli altri dèi, i primi cristiani furono guidati sulla via dell’incontro. A parlare di “semi del Logos” in ambito cristiano, per la prima volta, è stato san Giustino, filosofo e martire, a rappresentare l’azione diffusa di Dio nel mondo anche prima e anche aldilà della Rivelazione cristiana. Il simbolo dei “semi” rifrange l’idea di frammenti di verità in nuce, di barlumi di Dio, di spiragli del Bene, gettati “a spaglio” sull’umanità di ogni dove e di ogni quando e raccolti dagli esseri umani al prezzo di ricerche razionali faticose e difficili.

Il termine “Logos” è preso direttamente dal prologo del Vangelo di Giovanni: «In principio era il Logos», poi tradotto in italiano con il “Verbo” o, ancora, la “Parola”. Alle orecchie degli ellenici e degli ellenizzati, tuttavia, questo termine non poteva suonare che come “Ragione”. San Giustino, intento a presentare ai romani il Cristianesimo come la vera filosofia procede su questa via dell’incontro. Il Logos, infatti, prosegue Giustino, era presente nel mondo ancor prima della sua Incarnazione avvenuta in Galilea e, ancor prima della sua Incarnazione, gli esseri umani ne parteciparono.

Il fatto che ne partecipassero non implica che vi aderissero, ovvero che agissero tutti secondo la guida della ragione. Coloro che, tuttavia, si lasciarono guidare dalla ragione, ovvero dal Logos, che poi si incarnerà in Cristo Gesù, possono anche denominarsi ‘cristiani’ ante litteram.

Con l’Incarnazione, poi, i puntiformi semi di Logos vengono assorbiti nella Rivelazione, come fiammelle alla luce del Sole di mezzogiorno. A partire dal IV secolo, alla visione universale delle varie forme di sapienza come semi di Logos, si viene a sostituire il principio extra ecclesiam nulla salus, che sembrò restringere la Grazia di Dio al solo perimetro della Chiesa e, come tale, fu assunto nella dottrina ufficiale con il Concilio Lateranense IV (1215) e la Bolla Unam sanctam di Bonifacio VIII del 1302. L’impostazione già si elasticizzò con il Concilio di Trento e si andrà via via allentando fino al Concilio Vaticano II, in un periodo in cui le cosiddette “teologie delle religioni” avevano già dato segno della loro presenza.

Oggi, il dialogo interreligioso, sempre in virtù del Logos, scorre a pieno regime e tale tendenza trova uno delle sue vette nell’affermazione contenuta nel Documento sulla Fratellanza umana per la pace e la convivenza comune, redatto da papa Francesco nel corso del viaggio apostolico negli Emirati arabi uniti nel febbraio 2019 e co-firmato anche dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb.

 

DAL 26 OTTOBRE

Il nuovo anno accademico

Da martedì 26 ottobre riprendono regolarmente i corsi della Scuola di formazione teologica diocesana. Quest’anno la Scuola propone anche due corsi complementari. La prof.ssa Edi Natali proseguirà il suo corso di Introduzione alla filosofia, mentre il prof. Giovanni Ibba inizierà a marzo il suo corso di Ebraico di I livello, con 8 incontri e un minimo di 10 iscritti.

Il 14 dicembre, con lezione congiunta di tutte le classi, si terrà la cerimonia di premiazione del I Concorso nazionale “Mons. G. Frosini” che, a cadenza biennale, premia la tesi in Teologia che, in Italia, ha maggiormente contribuito all’aggiornamento teologico, uno dei temi che stavano maggiormente a cuore al fondatore della Scuola diocesana.

Per iscrizioni: scuolateologia@diocesipistoia.it.

I corsi si svolgono il martedì dalle 21 alle 22.20 nel Seminario vescovile.

Per maggiori informazioni sui corsi




È professore di religione il nuovo vicepreside dell’Istituto Einaudi di Pistoia

Il prof. Gianluca Messineo è stato nominato vicepreside dell’istituto professionale commerciale e socio-sanitario

Una bella notizia per il mondo della scuola che riconosce una volta in più la qualità del lavoro degli insegnanti di religione. Gianluca Messineo, professore nell’Istituto Einaudi di Pistoia, è stato nominato dal Dirigente Scolastico prof.ssa Elena Pignolo come VicePreside dell’istituto.

«Confesso che questo incarico mi ha colto di sorpresa – afferma Messineo –. Ho sempre cercato di lavorare con serietà e dedizione, ma mai avrei creduto che una tale nomina potesse riguardarmi e questo per vari motivi. Il primo perché sono un Docente di religione – continua il professore – e tutti sappiamo quanti pregiudizi girano attorno al nostro ruolo; il secondo perché non avevo assolutamente considerato la possibilità. Sono lusingato di quanto mi è stato proposto! Ringrazio la mia Dirigente scolastica, la Dott.ssa Elena Pignolo, per questa nomina che mi onora profondamente, spero di corrispondere alla fiducia e alla stima dimostratami. Ringrazio tutti i colleghi dell’Istituto, per la stima e l’affetto che mi hanno dedicato facendomi sempre sentire parte di una famiglia. So anche che hanno fortemente caldeggiato questa nomina».

“Voglio anche io ringraziare la Prof.ssa Pignolo, Dirigente Scolastico dell’Istituto Einaudi, per la nomina – sottolinea Edoardo Baroncelli, Direttore dell’Ufficio pastorale della scuola, educazione ed università della Diocesi di Pistoia – Questa sua scelta rappresenta un qualificato riconoscimento alla professionalità attenta e generosa del carissimo Prof. Messineo, leggo in essa anche una implicita dichiarazione di stima che può essere estesa al lavoro di tanti insegnanti di religione e al loro impegno per una scuola capace di essere comunità educante, inclusiva, orientata alla formazione integrale della persona. Gli insegnanti di religione, a tutte le latitudini della Diocesi, operano con generosità e competenza, si impegnano in progetti educativi, rappresentano assieme agli altri colleghi veri e propri salvagenti a disposizione dei ragazzi nella emergenza educativa che ci troviamo ad attraversare. “

Il professor Messineo abita a Montemurlo ed è impegnato da sempre nella vita parrocchiale. Diplomato Geometra ed ha esercitato per molti anni la professione. Ha studiato presso la Facoltà Teologia dell’Italia centrale di Firenze dove ha conseguito il Baccalaureato nel 2009. Ha iniziato il suo servizio nella Scuola nello stesso anno e da allora ha insegnato in quasi tutte le scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Pistoia. Approdato all’Istituto Einaudi ha iniziato a collaborare attivamente alle iniziative formative, ricoprendo molti incarichi, tra i quali il referente per l’educazione ai valori e alla Legalità.




“Pellegrini”: al via il festival teologico

Primo fine settimana ricco di appuntamenti imperdibili. Inaugura il festival la direttrice dei musei Vaticani.

Domenica si parlerà di Mediterraneo come spazio di pace e dialogo con il vescovo di Santiago Barrìo Barrìo, il Patriarca di Gerusalemme Pizzaballa e il presidente Cei Bassetti.

PISTOIA 28/9/2021 – Una tre giorni davvero prestigiosa per l’avvio de “I linguaggi del divino” 2021, che ruota e riflette sul tema cardine dell’Anno Santo Iacobeo: “Pellegrini”, rimettersi in movimento, riaccendere desideri.

Venerdì 1 ottobre alle 16.30 nella Cattedrale di San Zeno, si apre un pomeriggio inedito tra fede, arte e cultura per la comunità di Pistoia: ospite della rassegna teologica sarà Barbara Jatta, direttrice dei musei Vaticani.

Dopo l’inaugurazione della mostra fotografica “Pistoia piccola Compostella, L’altare argenteo di San Jacopo”, curata e allestita dalla Giorgio Tesi Editore all’interno della chiesa di San Leone, la dott.ssa Jatta avvierà il festival, con una prolusione dal titolo “Il Viaggio spirituale all’interno dei Musei Vaticani”.

Sabato 2 ottobre il festival continua con una giornata ricca di appuntamenti. Alle ore 10, nella chiesa della Madonna del Carmine, avremo il piacere di accogliere Federico De Rosa con la testimonianza: “L’isola di noi. Un viaggio dentro e oltre il limite”. Federico è una persona autistica ad Alto Funzionamento (HFA). Non è verbale (si esprime poco a voce) ma scrive usando il computer. Opera nel mondo della diversa abilità, come scrittore e giornalista.

Alle 17, sempre alla Chiesa della Carmine, interverrà sul tema “Carità e Sinodalità, l’amore è un movimento”, don Dario Vitali, professore di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana.

La serata si chiude con l’incontro intervista a Lorenzo Cipriani, “Love, hopes and dreams: Il giro del mondo di Milanto ai tempi della pandemia”. Lorenzo, pistoiese doc, storico dell’arte, lavora da anni nel campo della divulgazione culturale come scrittore, curatore di mostre, conferenziere e organizzatore di progetti rivolti al mondo della creatività e della promozione sociale. Come skipper naviga da più di venti anni. Ultimamente ha realizzato un giro del mondo in barca a vela della durata di 18 mesi. L’appuntamento, sempre nella Chiesa del Carmine, è per le ore 21.

Il week end si chiude con l’evento più atteso del festival: domenica 3 ottobre, alle 17 nel Piccolo Teatro Bolognini è in programma la tavola rotonda “Camminare sul mare” Roma, Santiago e Gerusalemme per un nuovo spazio Euromediterraneo”.

Il dibattito sarà animato da Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme (in diretta da Israele), dall’arcivescovo di Santiago de Compostela Julián Barrio Barrio e da Gualtiero Bassetti, Presidente CEI, con la moderazione di Marco Tarquinio (Direttore Avvenire).

La sera alle 21, nella Chiesa della Madonna del Carmine, spazio alle musiche e ai canti dei pellegrini con il concerto “Pellegrini dell’anima: Antichi canti d’Europa e del Mediterraneo” dell’Ensemble dialogo.

Il gruppo è formato da Francesca Breschi: canto, organo portativo, harmonium indiano, percussioni; Sara Maria Fantini: canto, liuto, oud, chitarrino, percussioni; Giulia Zeetti: canto, voce recitante, percussioni.

«Essere pellegrini, rimettersi in movimento è il messaggio cardine di quest’anno Santo – ricorda il vescovo Tardelli -. Per ripartire veramente però è urgente rimettersi in cammino sulla strada giusta, alla scuola dell’apostolo Jacopo, alla scuola dell’Amore. Mi auguro con tutto il cuore che questo cammino di riflessione che proponiamo – in particolare quest’anno – sia utile a tutti noi, alla nostra città, per ripartire decisi, verso un futuro diverso».

Per partecipare agli eventi è necessario il Green Pass. È obbligatoria la prenotazione, nel caso di disponibilità di posti liberi all’interno dei luoghi del festival sarà possibile accedere alle conferenze previa iscrizione all’ingresso.

Per Info e prenotazioni: 351 73 91 480

ilinguaggideldivino@diocesipistoia.it

I luoghi del Festival

Cattedrale di San Zeno

Piazza del Duomo (Pistoia)

Piccolo Teatro Bolognini

Via del Presto, 5 (Pistoia)
(a due passi da Piazza del Duomo)

Chiesa del Carmine

Piazza del Carmine – Pistoia
(Parcheggi vicini: in Piazza del Carmine, oppure sul Viale Matteotti)

Aula liturgica del Santuario di Valdibrana

c/o Santuario della Madonna delle Grazie di Valdibrana
Via di Valdibrana (7 km da Pistoia)




Migrantes: “verso un noi sempre più grande”

Domenica 26 settembre la Chiesa celebra la 107° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che ha per tema quest’anno Verso un noi sempre più grande.

«Un’occasione in cui il Papa — spiega don Elia Matija, direttore del Servizio Migrantes diocesano — ci porta a riflettere sul “noi”, invitando le comunità cristiane a riscoprire il progetto originario di Dio.

“Siamo chiamati a sognare insieme, non aver paura di sognare, sognare insieme – afferma Papa Francesco – come un’unica umanità, come compagni dello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra che è la nostra Casa comune, sorelle e fratelli tutti”.

In Diocesi, a causa della concomitanza di altri eventi in Piazza del Duomo, la Giornata Migrantes sarà celebrata il prossimo 7 novembre alle 18 in Cattedrale. Questa domenica 26 settembre però, le offerte raccolte durante le messe sono destinate al servizio
Migrantes diocesano.

Il messaggio del Papa per la giornata Migrantes 2021




Covid: le indicazioni del vescovo per la ripresa delle attività pastorale

Monsignor Tardelli ha emanato un decreto con alcune disposizioni in vista della ripartenza delle attività pastorali nelle parrocchie, riguardo la tutela della salute e della sicurezza.

PISTOIA – Un decreto del vescovo emanato pochi giorni fa introduce alcune novità riguardo il comportamento da tenere nella parrocchie durante le attività pastorali. «La cura per la salvezza delle anime – recita il documento firmato da monsignor Tardelli – non può prescindere dall’impegno di tutelare la salute dei corpi: anche in questo tempo di emergenza la Chiesa ha sempre continuato ad annunciare il Vangelo, celebrare i Sacramenti e aiutare i poveri adottando adeguati Protocolli in grado di prevenire infezioni da SARS-CoV-2».

«Anche il Santo Padre – prosegue il vescovo – nel videomessaggio dello scorso 18 agosto, ha detto che “vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli”. A questo proposito si è espressa anche la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in una nota datata 8 settembre 2021: “La tematica è complessa e la nostra riflessione dovrà rimanere aperta. L’appello del Papa, tuttavia, interpella le coscienze di tutti e, soprattutto, di chi è impegnato nell’azione pastorale delle nostre comunità. Siamo, dunque, chiamati a rispondere per primi a “un atto di amore” per noi stessi e per le comunità che ci sono affidate».

«La situazione sanitaria – si legge ancora nel decreto – gli strumenti a disposizione per combattere la pandemia sono in continua evoluzione. In questo momento i vaccini sono ritenuti dalle Autorità competenti un mezzo importante per rallentare la diffusione della malattia e prevenire il Covid-19 almeno nelle forme più severe. Anche i test diagnostici appaiono più affidabili e più facilmente effettuabili e lo screening periodico si è rivelato un importante strumento di contrasto alla pandemia».

Se ai fedeli che partecipano alle celebrazioni liturgiche o che intendono fermarsi in chiesa per pregare non è richiesto il Green Pass, quanti però, svolgono un servizio o un ministero pastorale sono invitati ad accogliere le seguenti disposizioni del vescovo:

I Ministri ordinati (presbiteri, diaconi) possono visitare gli ammalati; tenere incontri di catechismo e prendere parte come operatori ad attività educative e didattiche gestite dalle Parrocchie solo se hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure se sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure se nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano i servizi sopra elencati effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere il servizio di Accolito e di Ministro straordinario della Comunione solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARSCoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio (Santa Messa, visita agli ammalati, …) effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARS-CoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere i servizi di catechisti, educatori, insegnanti al doposcuola o alle scuole di italiano per stranieri gestite dalle Parrocchie, operatori maggiorenni d attività educative e didattiche gestite dalle Parrocchie solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio (incontro di catechesi; doposcuola; lezione di italiano) effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARS-CoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere il servizio di coristi e cantori solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio (prove oppure accompagnamento della liturgia) effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARSCoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

Possono svolgere il servizio volontario nelle strutture di servizio della Caritas o nei Centri di ascolto, solo coloro che hanno ricevuto da almeno 14 giorni la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il Covid-19 considerato adeguato dalle Autorità civili italiane oppure che sono guariti da non oltre 180 giorni dall’infezione da SARS-CoV-2, oppure coloro che nelle 48h precedenti ad ogni momento in cui prestano il loro servizio effettuano con esito negativo uno dei test diagnostici per il SARS-CoV-2 approvati dal Ministero della Salute.

La visita ai fedeli in pericolo di morte in circostanze di urgenza, qualora non fosse possibile ottemperare a quanto stabilito, è comunque consentita.

Gli Accoliti e i Ministri straordinari della Comunione e i catechisti, gli educatori e gli altri operatori di attività educative e didattiche, i coristi e i cantori si impegneranno a rispettare le suddette disposizioni.




Pellegrini: la nuova edizione dei linguaggi del divino

Al via l’edizione 2021 del festival teologico della diocesi di Pistoia, quest’anno dedicato al tema del viaggio e del desiderio

Molti gli ospiti di rilievo internazionale. Il 1 ottobre apre il festival la direttrice dei musei vaticani Barbara Jatta. Domenica 3 ottobre tavola rotonda di riflessione sulla situazione nel Mediterraneo con il presidente della Cei Bassetti, l’arcivescovo di Santiago Barrio Barrio, il patriarca latino di Gerusalemme Pizzaballa e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. Da non perdere la testimonianza di Federico de Rosa e lo spettacolo di Giovanni Scifoni.

L’edizione dei Linguaggi del divino 2021 “Pellegrini” ci aiuterà a pensarci con l’aiuto di ospiti di primo piano della cultura e del mondo ecclesiale. Sarà l’occasione per confrontarsi insieme su quello che ci rende, oggi come ieri, pellegrini. Il percorso di quest’anno, articolato in due fine settimana in cui sviluppare due suggestioni: “rimettersi in movimento” (1-3 ottobre) e “riaccendere desideri” (8-10 ottobre).

«Oggi più che mai, l’umanità intera avverte il bisogno di rimettersi in movimento – afferma il vescovo Tardelli – molte delle certezze che avevamo si sono sgretolate con la pandemia e la lettura della nostra esistenza, del nostro camminare su questa Terra, deve essere ripensato. Mai come in questo tempo uscire, mettersi in cammino, semplicemente spostarsi sono diventate esperienze “limite”, fonti di inquietudine e di possibile contagio, ma anche oggetti di desiderio, necessità improrogabili dopo mesi di chiusure più o meno severe.

Non è scontato rimettersi in moto. Tornare a muoversi, d’altra parte, non è sufficiente. C’è un’esigenza più profonda, dettata dal sentirsi smarriti di fronte a un domani fosco e indecifrabile. Capire “dove” andare, riorientare il (nostro) mondo è un’urgenza globale. Per questo ci sembra una priorità “riaccendere desideri” che facciano fiorire l’umano e aprano un orizzonte diverso per il mondo».

Per partecipare

Per tutti gli eventi è necessaria la prenotazione ed è richiesto Green Pass.
Per prenotazioni chiamare (lunedì-venerdì 9-13/15-18) o inviare messaggio (WhatsApp o sms) indicando evento e numero partecipanti al: 351 73 91 480

ilinguaggideldivino@diocesipistoia.it
www.diocesipistoia.it

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Con il contributo di ViValBanca