“Il filo spezzato”: povertà, relazioni e responsabilità collettiva nel territorio di Pistoia e Pescia

Presentato a Pescia l’annuale report delle Caritas di Pistoia e Pescia sul tema della povertà. Il vescovo Tardelli: «I Centri di Ascolto Caritas sono spazi di umanità, luoghi di incontro e di amicizia, dove la solidarietà non è un discorso astratto ma ha la concretezza di occhi che si incrociano, di mani che si stringono, di cuori che si aprono alla speranza».

Pescia,13/12/2025 – Nel primo semestre del 2025 le Caritas diocesane di Pistoia e Pescia hanno incontrato 2.694 persone, con un aumento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Dietro questi numeri non ci sono soltanto difficoltà economiche, ma storie di isolamento, fragilità e legami interrotti. È una povertà sempre più complessa, che non si esaurisce nella mancanza di reddito ma incide profondamente sulle relazioni e sulla dignità delle persone.

Il Dossier 2025 sulle Povertà e le Risorse, presentato oggi a Pescia alla presenza del vescovo e delle istituzioni delle due diocesi, intitolato “Il Filo Spezzato”, restituisce il quadro di una povertà che si allarga e tende a cronicizzarsi.

Accanto a chi vive situazioni di disagio da molti anni, cresce il numero di persone che si rivolge per la prima volta ai servizi Caritas: il 18,3% degli accessi nel 2025 è un primo contatto, percentuale che sale al 31,4% considerando gli ultimi 18 mesi. Allo stesso tempo, oltre il 45% delle persone è conosciuto da Caritas da più di cinque anni e quasi il 29% da oltre dieci, segno di percorsi di uscita dalla povertà sempre più difficili. I Centri di Ascolto continuano a essere il cuore dell’azione caritativa. Sono luoghi in cui si incontrano persone e nuclei familiari italiani e stranieri, in proporzioni ormai simili, e dove l’aiuto non si riduce alla risposta a un bisogno materiale. Qui l’ascolto, il dialogo e la relazione diventano strumenti fondamentali per accompagnare chi vive situazioni di fragilità.

Le parole del Vescovo Tardelli

In questo contesto si colloca la riflessione del Vescovo di Pistoia e di Pescia, mons. Fausto Tardelli, che sottolinea il valore umano e spirituale dell’esperienza dei Centri di Ascolto:

«I Centri di Ascolto delle Caritas diocesane di Pistoia e Pescia continuano, anno dopo anno, a rilevare e ad accompagnare le situazioni di bisogno presenti nel nostro territorio. Si tratta di persone e nuclei familiari italiani — poco più della metà degli accessi — e stranieri, che complessivamente, nell’anno monitorato, sono stati oltre 2.600.
Con tutte queste persone abbiamo cercato prima di tutto di dialogare e accogliere, riconoscendole non solo come portatrici di bisogni, ma come uomini e donne capaci anche di dare, di arricchire chi le incontra con il proprio vissuto e la propria storia. I Centri di Ascolto Caritas sono spazi di umanità, luoghi di incontro e di amicizia, dove la solidarietà non è un discorso astratto ma ha la concretezza di occhi che si incrociano, di mani che si stringono, di cuori che si aprono alla speranza. Questo è il poco che possiamo fare come Chiesa di fronte a problemi enormi come quello delle povertà. Eppure siamo convinti che sia anche molto, perché ha lo spessore denso e bello dell’umanità. Il nostro desiderio, la nostra preghiera e anche il nostro appello è che queste situazioni di disagio — principalmente economiche, ma che portano con sé a cascata problemi abitativi, lavorativi, sanitari, educativi e di solitudine — possano essere superate. Perché ciò accada occorre, oltre all’impegno quotidiano e fraterno di molti, non solo dei volontari, anche quello dei parlamenti e dei governi. Eliminare la povertà e le sue cause dovrebbe essere un obiettivo politico molto chiaro per tutti. Sui modi per raggiungerlo si può discutere, ma l’obiettivo non può essere messo in discussione. Una società sana non deve ammettere sacche di povertà al suo interno. Il Dossier di quest’anno si colloca nel contesto della prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV, “Dilexit te”, dedicata all’amore verso i poveri. Il servizio delle Chiese locali attraverso le Caritas non è semplice filantropia. È una testimonianza di fede. Come ricorda il Papa, esiste un forte nesso tra l’amore di Cristo e la chiamata a farci vicini ai poveri: è un cammino di santificazione, perché nel riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi».

I bisogni e le fragilità

I bisogni principali rilevati dal Dossier riguardano:

  • problemi economici (64,4%),
  • difficoltà abitative (8,2%),
  • disoccupazione e precarietà lavorativa (7,8%),
  • problemi di salute (5,7%).

Oltre la metà delle persone vive in affitto, spesso con canoni non sostenibili. Cresce inoltre la povertà lavorativa, che coinvolge anche chi ha un’occupazione. La disoccupazione colpisce in modo particolare le donne, quasi il 70% delle quali risulta senza lavoro o inattiva.

Scarica il dossier qui.

La dichiarazione dei direttori Caritas

Su questo quadro interviene anche Marcello Suppressa, direttore della Caritas diocesana di Pistoia: «La povertà oggi non è solo la mancanza di un pasto caldo o di un lavoro. È, prima di tutto, un filo spezzato. È una condizione spesso silenziosa che isola, genera vergogna e nega la dignità intrinseca della persona, creata a immagine di Dio. Con questo Dossier vogliamo accendere i riflettori su questo abisso relazionale, invitando la comunità a farsi prossima e a ricucire insieme questi legami vitali. La Caritas non è nient’altro che un’artigiana del sociale: il nostro obiettivo finale non è solo assistere, ma ricostruire la comunità. “Il Filo Spezzato” ci ricorda che la lotta alla povertà è una battaglia per l’umanità stessa. Ricucire quel filo significa ridare speranza, dignità e futuro. In un momento in cui la città di Pistoia si prepara a eleggere il nuovo sindaco, chiediamo alla politica, che ha il potere e il dovere di trasformare l’indifferenza in azione, di farsi carico di questi fili spezzati che minacciano la coesione delle nostre città. Ci aspettiamo che i candidati pongano i temi affrontati nel Dossier al centro dei loro programmi e si impegnino a dare risposte concrete e coraggiose».

«Il Dossier sulle povertà non è un semplice insieme di numeri o statistiche – afferma Cristina Brizzi, direttrice Caritas di Pescia –  ma il modo con cui le nostre Chiese locali consegnano alla comunità una parola viva sulla realtà dei poveri. Dietro ogni dato c’è una storia, un volto, una domanda di ascolto e di relazione. I poveri non sono soltanto il tema di cui ci occupiamo: sono il luogo in cui Dio continua a farsi vicino, qui e oggi, nelle nostre città e nei nostri paesi. Questo Dossier è una chiamata rivolta a tutti: Chiesa, istituzioni civili e comunità locali. Non per rassegnarci all’esistenza della povertà, ma per lasciarci interrogare. Nei poveri – come ci ricorda il Papa nell’esortazione apostolica Dilexi te – Dio ha ancora qualcosa da dirci. Se sapremo ascoltare, non vedremo solo problemi da risolvere, ma fratelli e sorelle da incontrare, e una Chiesa che, proprio a partire da loro, può diventare più umana e più fedele al Vangelo».

Il Dossier “Il Filo Spezzato” si propone così non solo come una fotografia delle povertà presenti sul territorio, ma come un invito alla responsabilità collettiva. Ricucire i legami spezzati significa ridare dignità, speranza e futuro alle persone.




Dossier Caritas 2025: un’occasione per riflettere sulle nuove povertà

Sabato 13 dicembre la presentazione dei dati aggregati delle diocesi di Pistoia e Pescia sugli accessi alle Caritas e le urgenze dei territori

PISTOIA – Come ogni anno in prossimità del Natale le Caritas della Diocesi di Pistoia e la Diocesi di Pescia invitano la stampa e la cittadinanza alla presentazione del Dossier delle povertà e delle risorse – Anno 2025, ovvero un momento di riflessione dedicato all’analisi delle fragilità sociali del territorio e alle risposte messe in campo dalle realtà ecclesiali. L’incontro, che si terrà alla presenza del Vescovo Fausto Tardelli e delle principali istituzioni del territorio, rappresenta un’occasione significativa per approfondire i dati raccolti e promuovere un dialogo costruttivo sulle sfide e sulle opportunità emergenti.

L’evento si svolgerà sabato 13 dicembre 2025 alle ore 10, presso la Parrocchia di Santa Lucia, in via Santi Lucia e Allucio 6, Uzzano (PT).

Nel corso della mattinata saranno illustrati i principali elementi emersi dal dossier, con particolare attenzione ai nuovi bisogni rilevati, alle situazioni di vulnerabilità in crescita e alle risorse attivate dalle comunità parrocchiali, dai volontari e dai servizi ecclesiali. Sarà inoltre offerto uno sguardo sulle prospettive future e sulle azioni prioritarie per rafforzare la rete di sostegno locale.

«I centri di ascolto di Caritas sono spazi di umanità, luoghi di incontro e di amicizia – afferma il Vescovo Fausto Tardelli – dove la solidarietà non è un discorso ma ha la concretezza di occhi che si incrociano di mani che si stringono, di cuori che si aprono alla speranza. Questo è il poco che possiamo fare come Chiesa, di fronte a problemi davvero grossi come quello delle povertà. Però siamo convinti che sia tanto, perché ha lo spessore denso e bello dell’umanità. Certo – prosegue Tardelli – il nostro desiderio, la nostra preghiera ma anche il nostro appello è che a queste situazioni di disagio che sono principalmente di ordine economico ma che portano con sé a cascata necessità abitative, di lavoro, di salute, di istruzione e anche di solitudine, possano essere superate. Perché ciò accada occorre, oltre all’impegno quotidiano e fraterno di molti e non solo dei volontari, quello dei parlamenti e dei governi.

Il dossier di quest’anno – conclude – si colloca nel contesto della prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV “Dilexit te” dedicata proprio ai poveri, all’amore verso i poveri. Il servizio delle chiese locali attraverso le Caritas non è semplice filantropia. Vorrei che fosse chiaro e non sfuggisse la testimonianza di fede che esso offre. Come dice Papa Leone, esiste un “forte nesso tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri: è un cammino di santificazione, perché nel «richiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi».

L’appuntamento è per sabato 13 dicembre 2025 alle ore 10, presso la Parrocchia di Santa Lucia, in via Santi Lucia e Allucio 6, Uzzano (PT).




In ricordo di don Francesco Livi

Nella notte del 23 novembre è morto don Francesco Livi. Era ricoverato da qualche giorno in ospedale a Pistoia. Don Livi era una personalità molto nota a Pistoia per i diversi interessi e percorsi spirituali che hanno contraddistinto la sua vita.

Nato a Pistoia il 30 luglio 1947 dopo la maturità al liceo Classico Forteguerri si era iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze dove aveva conseguito una laurea in Filosofia. Aveva quindi avviato la sua formazione al sacerdozio presso il Seminario di Pistoia svolgendo i suoi studi presso la Pontificia Università Gregoriana.

Il 25 giugno 1977 era stato ordinato presbitero dal vescovo di Pistoia Mario Longo Dorni.

In Diocesi svolse diversi incarichi, prima come parroco a Piazza poi a Saturnana; ricordiamo anche il suo lavoro all’Ufficio liturgico diocesano e il servizio di psicologo presso l’Istituto Pelagia Romoli.

Nel 1984 passò all’Ortodossia inserendosi nella Chiesa ortodossa Greca come monaco e prendendo il nome di Silvano.

Negli anni novanta ha approfondito i suoi studi di Psicologia specializzandosi in Psicoterapia Analitica, successivamente ha conseguito la Licenza in Teologia presso il Center of Traditionalist Orthodox Studies affiliato alla California University (USA).

È stato Preside e professore ordinario di Sacra Scrittura e di Teologia Dogmatica alla Facoltà Teologica Ortodossa “San Gregorio Magno”, Organo di studio e ricerca della A.C.O , Ente esponenziale e tradizionale delle Chiese Ortodosse tradizionali in Italia.

In seno al Cristianesimo orientale attraversò diverse sensibilità per inserirsi nel 2004 nella Diocesi di Luni – Esarcato di Italia dei Cristiani Ortodossi Tradizionalisti dove fu consacrato vescovo. Presso la frazione di Lizzanello, vicino Pistoia, ha fondato il Monastero di “San Serafino di Sarov” dove ha anche accolto ragazzi senza famiglia.

Per molti anni ha insegnato storia e filosofia nelle scuole superiori di Pistoia. Nel 1999 fu anche insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica.

Nel 2023 don Francesco ha chiesto di essere nuovamente accolto nella Chiesa Cattolica dove è stato è stato reintegrato con decreto vescovile il 1 di ottobre di quell’anno. La sue condizioni di salute si sono presto presentate molto fragili costringendolo ad una vita ritirata presso il pensionato del Seminario Vescovile dove ha trascorso i suoi ultimi anni.

Le esequie saranno celebrate martedì 25 novembre presso la Chiesa di Santa Chiara in Seminario alle ore 15. Le sue spoglie mortali saranno deposte presso il cimitero della Misericordia di Pistoia.




L’edizione 2025 dei Linguaggi del divino

Tre giorni di riflessione sulla speranza con Adriano Fabris, Lapo e Giulio Vannucci, Federico Giuntoli

Nell’intento di tracciare possibili “cammini di speranza” in un tempo di crisi, l’ultima edizione dei linguaggi del divino ha proposto, pur con una programma più ridotto, tre interventi di grande rilievo.

L’apertura, affidata al filosofo Adriano Fabris, docente di etica all’Università di Pisa e alla Facoltà di teologia di Lugano, ha proposto una riflessione dedicata alla speranza che ha preso spunto dalla criticità del contesto socio-culturale contemporaneo. Fabris ne ha descritto alcuni tratti rilevanti descrivendo, allo stesso tempo, un piccolo itinerario di pensiero, un «cammino di speranza» segnato dalle parole paura, indifferenza, meraviglia, speranza, amore. Per Fabris, infatti, la speranza si presenta come quell’attitudine capace di non farci appiattire al presente e in grado di rilanciare al futuro, di spingerci incontro al nuovo nell’apertura all’altro.

Lapo e Giulio Vannucci, fratelli pistoiesi che oggi vivono la loro esperienza di donazione al Signore nei Ricostruttori nella preghiera in diocesi di Prato, hanno invece consegnato ad una folta e rapita assemblea, la testimonianza di chi aiuta a leggere la vita a partire dalla sua fine. Un punto di vista che riorienta l’esistenza e ridefinisce le priorità, sollecita un’attitudine all’essenzialità e alla cura. Non una diminuzione ma una comprensione piena e nuova dell’umano aperta a ciò che lo colma di senso e lo supera. Silenzio, preghiera, accompagnamento e ricerca spirituale sono il pane quotidiano della proposta di vita e di servizio dei Ricostruttori, in particolar modo attraverso il borgo “tutto è vita” riedificato sulla montagna pratese; un inno alla vita e alla Provvidenza che attira tanti giovani da tutta Italia.

La chiusura dei Linguaggi 2025 era invece affidata a Federico Giuntoli, presbitero della diocesi di Pescia e docente di esegesi biblica dell’antico testamento presso il Pontificio Istituto Biblico. Alla luce del suo ultimo libro (I diluvi di Dio. Dal mito mesopotamico alla Bibbia, Il Mulino 2025) Giuntoli ha illustrato con felicità di linguaggio e profonda padronanza del mondo biblico, il racconto del Diluvio alla luce dei suoi precedenti religiosi del mondo orientale. Se già i Sumeri infatti, sembravano aver proposto un racconto mitologico del diluvio, la tradizione di Israele lo ha assunto nel tempo della crisi vissuta durante l’esilio babilonese. Nel momento in cui ogni certezza religiosa sembrava franare sotto il peso della storia le fede d’Israele ha intravisto nel diluvio un racconto capace di aprire, oltre il naufragio della storia, un orizzonte di rinnovata alleanza con Dio, di cogliere nella crisi un cammino di speranza. Le parole di Giuntoli hanno invitato a confrontarsi umilmente, ma anche appassionatamente al testo biblico, a ritrovarsi nella profondità di una parola densa e ispirata. Indubbiamente numerosi, oggi, i “diluvi” scatenati o imminenti: dai conflitti al cambiamento climatico, dalle crisi religiose alla complessità di un mondo sempre più connesso ma diviso e squilibrato. Eppure, alla luce di un testo tanto antico quanto attuale, la crisi si presenta non come la battuta d’arresto di una civiltà, ma quale occasione generativa di senso e speranza.

Umili ma significativi “cammini i speranza” possono dunque ripartire dal coraggio della carità, da una cura integrale di un uomo compreso nella sua pienezza di corpo, anima e spirito; da una rigenerazione possibile che custodisce la complessità del creato.

 




60 anni di dialogo con le religioni non cristiane

Lunedì 17 novembre alle ore 21 in Seminario a Pistoia lettura e commento della dichiarazione conciliare “Nostra Aetate”.

In occasione del sessantesimo anniversario della pubblicazione della dichiarazione Nostra Aetate, la Diocesi di Pistoia invita a partecipare alla serata di lettura e commento del documento conciliare sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane.

L’incontro si terrà lunedì 17 novembre 2025 alle ore 21.00 presso l’Aula Magna del Seminario Vescovile (Via Puccini, 36 – Pistoia).

L’appuntamento sarà guidato da Don Roberto Breschi, Delegato vescovile per l’ecumenismo e il dialogo, che commenterà questo testo fondamentale. La “Nostra Aetate” infatti, approvata dai padri del Concilio Vaticano II, fu promulgata da Papa Paolo VI il 28 ottobre 1965 ed è ritenuta un testo fondativo per il dialogo con le altre fedi religiose in particolare con l’ebraismo.




Quattro nuovi diaconi per la Chiesa pistoiese

Domenica 23 novembre, alle ore 18 in Cattedrale la celebrazione con il rito di ordinazione presieduta da monsignor Tardelli. La nota del Vescovo alla Diocesi

 

Veramente con grande gioia annuncio alla diocesi di Pistoia che domenica 23 novembre, Solennità di Cristo Re, ultima domenica dell’anno liturgico, nella Cattedrale di San Zeno, alle ore 18 ordinerò 4 diaconi permanenti.

Sono Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gianmarco Marianelli. Questo evento di grazia è particolarmente significativo perché sono ormai 20 anni che nella nostra diocesi non vengono ordinati diaconi permanenti. La lunga sospensione è stata motivata dalla necessità di una verifica che ha riguardato tutte le diocesi toscane.

Ora, finalmente, riprendiamo, per la misericordia di Dio, le ordinazioni di uomini sposati, celibi o vedovi che il Signore ha chiamato al servizio del Vangelo e del popolo di Dio nell’Ordine sacro del Diaconato.

Come sappiamo, il Sacramento dell’Ordine si distingue in tre gradi: il diaconato, appunto, il presbiterato e l’episcopato. Papa Francesco si è rivolto in passato ai diaconi permanenti con queste parole che chiarificano quale sia il posto del diacono nella chiesa: “Voi avete un carisma chiaro nella Chiesa: il servizio. Questa è la parola chiave per capire il vostro carisma. (…) il diacono è il custode del servizio nella Chiesa … e il suo contributo consiste nel ricordare a tutti noi che la fede nelle sue diverse espressioni – la liturgia comunitaria, la preghiera personale, le diverse forme di carità – e nei suoi vari stati di vita – laicale, clericale, familiare – possiede un’essenziale dimensione di servizio.” Dire “diacono” dunque vuol dire “servitore”.

Carissimi tutti, con questa mia notificazione invito a pregare per questi prossimi diaconi permanenti, per le loro famiglie e per le comunità a cui saranno inviati. Invito inoltre a ringraziare il Signore per questo dono da conoscere e apprezzare sempre di più, rendendosi disponibili perché il Signore continua a chiamare anche altri a questo servizio.

Chiedo inoltre ai presbiteri e ai diaconi, come ad ogni altro fedele, nella misura del possibile, di partecipare al rito di Ordinazione.

Benediciamo il Signore!

+ Fausto Tardelli, vescovo

 

Pistoia, 11 novembre 2025




Quattro nuovi diaconi per la Chiesa pistoiese

Domenica 23 novembre, alle ore 18 in Cattedrale la celebrazione con il rito di ordinazione presieduta di monsignor Tardelli. La nota del Vescovo alla Diocesi

 

Veramente con grande gioia annuncio alla diocesi di Pistoia che domenica 23 novembre, Solennità di Cristo Re, ultima domenica dell’anno liturgico, nella Cattedrale di San Zeno, alle ore 18 ordinerò 4 diaconi permanenti.

Sono Giuseppe Topia, Franco Pacini, Marco Lo Bracco e Gianmarco Marianelli. Questo evento di grazia è particolarmente significativo perché sono ormai 20 anni che nella nostra diocesi non vengono ordinati diaconi permanenti. La lunga sospensione è stata motivata dalla necessità di una verifica che ha riguardato tutte le diocesi toscane.

Ora, finalmente, riprendiamo, per la misericordia di Dio, le ordinazioni di uomini sposati, celibi o vedovi che il Signore ha chiamato al servizio del Vangelo e del popolo di Dio nell’Ordine sacro del Diaconato.

Come sappiamo, il Sacramento dell’Ordine si distingue in tre gradi: il diaconato, appunto, il presbiterato e l’episcopato. Papa Francesco si è rivolto in passato ai diaconi permanenti con queste parole che chiarificano quale sia il posto del diacono nella chiesa: “Voi avete un carisma chiaro nella Chiesa: il servizio. Questa è la parola chiave per capire il vostro carisma. (…) il diacono è il custode del servizio nella Chiesa … e il suo contributo consiste nel ricordare a tutti noi che la fede nelle sue diverse espressioni – la liturgia comunitaria, la preghiera personale, le diverse forme di carità – e nei suoi vari stati di vita – laicale, clericale, familiare – possiede un’essenziale dimensione di servizio.” Dire “diacono” dunque vuol dire “servitore”.

Carissimi tutti, con questa mia notificazione invito a pregare per questi prossimi diaconi permanenti, per le loro famiglie e per le comunità a cui saranno inviati. Invito inoltre a ringraziare il Signore per questo dono da conoscere e apprezzare sempre di più, rendendosi disponibili perché il Signore continua a chiamare anche altri a questo servizio.

Chiedo inoltre ai presbiteri e ai diaconi, come ad ogni altro fedele, nella misura del possibile, di partecipare al rito di Ordinazione.

Benediciamo il Signore!

+ Fausto Tardelli, vescovo

 

Pistoia, 11 novembre 2025




Transenna temporanea per San Giovanni Fuorcivitas

A seguito delle eccessive piogge degli ultimi tempi e constatato i problemi di tenuta delle acque a causa di ostruzioni delle grondaie che hanno provocato ingenti sversamenti di acqua sulla facciata della Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, onde evitare che questo possa danneggiare la Chiesa e provocare cadute di piccoli materiali lapidei è stato deciso, dopo sopralluogo dei vigili del fuoco, di transennare temporaneamente la facciata sul lato che si affaccia su via Cavour.

Nel minor tempo possibile sarà attivato, previo accordo con la Soprintendenza competente e la Diocesi, un controllo della facciata, per meglio conoscere lo stato di manutenzione e procedere a eventuali interventi che si rivelassero necessari.

La Chiesa dunque resta aperta e visitabile come sempre utilizzando l’ingresso dalla porta di via della Misericordia vecchia nel consueto orario, tutti i giorni dalle 10.30 alle 16.30, compreso i festivi, escluso il mercoledì pomeriggio.

Quest’ennesimo episodio, per quanto di minore entità, rispetto ai recenti distacchi di materiali dalle facciate delle Chiese di San Paolo e di Sant’Ignazio di Loyola in Pistoia, rivelano l’urgenza di mettere al centro dell’intera comunità cittadina il tema della conservazione, manutenzione e valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico e pubblico per il quale occorre un piano straordinario di interventi senza il quale tutta questa “bellezza” che tanto contribuisce a rendere Pistoia e l’Italia uno scrigno di tesori rischia di andare perduto.

(31 ottobre 2025)

Diocesi di Pistoia

Rettoria di San Giovanni Fuorcivitas




L’apertura della Scuola di formazione teologica

Inaugurato con una prolusione di padre Giuseppe Barzaghi il nuovo anno accademico. Lunedì 3 novembre lezione inaugurale del biennio di approfondimento a cura del Vescovo Tardelli

Martedì 28 ottobre alle 21 nell’Aula Magna del Seminario di Pistoia è stato inaugurato il nuovo anno accademico della Scuola teologica – Diocesi Pistoia.
Dopo il saluto del preside Andrea Vaccaro, che ha annunciato l’avvio di un biennio di approfondimento e l’ampliamento dell’offerta formativa, il Vescovo Tardelli ha consegnato i diplomi agli studenti che hanno concluso il triennio di studi.

Padre Giuseppe Barzaghi Op, ha poi proposta la sua prolusione dal titolo “Il Cristianesimo sub specie aeternitatis”. Il video è disponibile sul canale You Tube diocesano.

Il prossimo lunedì 3 novembre alle ore 21, nei locali della scuola presso l’ex monastero olivetano in via Bindi, il vescovo Fausto Tardelli proporrà una lezione inaugurale del Biennio magistrale, dal titolo: “La pace nell’ottica cristiana“.

L’incontro è aperto a tutti, anche a quanti non sono iscritti alla scuola o a quale corso complementare.

Quanti intendono iscriversi o saperne di più possono contattare la segreteria a questo indirizzo: scuolateologia@diocesipistoia.it.

Programma formativo per l’anno accademico 2025/2026

 




Tutti i santi e Commemorazione defunti: le celebrazioni con il Vescovo

PISTOIA 30/10/2025 – Con l’approssimarsi delle giornate che uniscono la Solennità di Tutti i Santi e la Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa invita tutti a vivere con intensità questo tempo di preghiera e di speranza. Due ricorrenze strettamente legate, che aprono lo sguardo alla vocazione universale alla santità e alla certezza dell’amore di Dio, capace di abbracciare la vita oltre la morte.

Anche quest’anno il vescovo Fausto Tardelli presiederà diverse celebrazioni nelle diocesi di Pistoia e in quella di Pescia, accompagnando le comunità nel ricordo riconoscente dei santi e dei defunti.

Sabato 1 novembre – Solennità di Tutti i Santi

Ore 10:30 – Pescia, Cattedrale: Celebrazione eucaristica per la Solennità di Tutti i Santi

Ore 15:30 – Pistoia, Cimitero della Misericordia: Celebrazione eucaristica

Domenica 2 novembre – Commemorazione dei fedeli defunti

Ore 11:00 – Pistoia, Cimitero comunale: Cerimonia al Sacrario dei Caduti

Ore 11:15 – Pistoia, Cimitero comunale: Cerimonia al monumento militare brasiliano

Ore 15:30 – Pescia, Cimitero comunale: Celebrazione eucaristica

Ore 18:00 – Pistoia, Cattedrale: Celebrazione eucaristica

Lunedì 3 novembre

Ore 09:00 – Pescia, Cattedrale: Celebrazione eucaristica in suffragio dei vescovi e canonici defunti

Martedì 4 novembre

Ore 10 – Pistoia, Cerimonia al monumento ai caduti in piazza S. Francesco

Ore 18 – Pistoia, S. Messa in suffragio di Mons. Mansueto Bianchi in Cattedrale