In ricordo di don Piero Vannelli

Le testimonianze di fedeli e amici. Il ritratto di un pastore accanto alla quotidianità dei suoi parrocchiani che ha sempre creduto nel valore dell’amicizia. L’età non aveva spento il suo entusiasmo

(dal settimanale La Vita di Domenica 25 ottobre)

Il ricordo di Nicola Ponsillo

Mi è stato chiesto di ricordare don Piero Vannelli ma non mi riesce. Posso invece parlare di don Piero, del mio rapporto con lui. Ora si legge e si dice che era un uomo buono, sì, ma era anche un uomo di carattere che difendeva con decisione i propri valori e le proprie decisioni: ricordo gli incontri/scontri anche all’interno del Consiglio pastorale. Perseguiva con determinazione i propri obiettivi però era anche tollerante. Non condivideva che all’interno della Parrocchia ci fossero tanti gruppi: il gruppo del Rosario di Fatima, quello della Coroncina, quello… «La Madonna è una sola!» diceva e si augurava che tutti confluissero in un unico gruppo, però non ha mai proibito nulla e ha accolto sempre tutti. Io ricordo di aver cominciato a frequentare la parrocchia di S. Biagio alla fine degli anni novanta ed allora don Piero definiva i fedeli delle altre parrocchie “extracomunitari”. Ridendo e scherzando facevo notare a don Piero che non mi ritenevo tale, anche se gli avvisi per la benedizione delle famiglie e per le altre ricorrenze non venivano recapitati nella mia cassetta delle lettere. Ma si accettava tutto di buon grado per don Piero. Sempre leale con tutti e sempre in buona fede, come ad esempio quando si era impegnato nella tutela del piccolo cimitero parrocchiale, quando si è dovuto rimboccare le maniche per far fronte più volte ai danni arrecati alla chiesina di S. Biagio (il fulmine che ha colpito il campanile, poi l’incendio e da ultimo il crollo della volta). Sempre con accanimento non ha mai voluto abbandonare la chiesina ma ha sempre spronato tutti a ripartire ed a darsi da fare per raccogliere fondi con feste e pranzi: ripeteva a tutti che la cucina sanbiagina era eccellente.

Nell’ultimo anno però era un po’ abbattuto perché non poteva più stare in mezzo alla gente, il distanziamento sociale impediva il contatto, niente più gite, niente più pranzi e per un periodo niente più messe con fedeli. Ricordo che in quei mesi diceva spesso che la cosa gli pesava, ed ora ultimamente diceva anche di iniziare a sentire la pesantezza degli anni, a essere stanco, che gli impegni erano tanti, che cominciava a porsi dei problemi circa una sistemazione futura. Gli si rispondeva di non pensarci, di fare il parroco finché la salute lo manteneva in forze. E per certi aspetti reagiva: avevamo cominciato a elaborare nuovi progetti; le gite infrasettimanali in visita alle altre città potevano essere sostituite dalla visita, con guide, alle chiese fiorentine con mezzi di trasporto pubblico. L’idea gli era piaciuta. E che dire dell’attività caritatevole che lo ha visto impegnato fin da ultimo: ha chiesto e ottenuto che la Caritas parrocchiale svolga una raccolta di generi alimentari presso la Conad che si trova nel territorio della parrocchia. Nessuno che si sia rivolto a don Piero è mai andato via a mani vuote.

«Un uomo buono e mite». Le parole del vescovo e dei confratelli

Sono profondamente addolorato — riferisce il Vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli — per la scomparsa di don Piero, un uomo buono e mite, di cui ho potuto apprezzare le qualità umane e sacerdotali. Ai parrocchiani rivolgo il mio più sentito cordoglio e la mia paterna vicinanza. Una preghiera particolare, poi, per l’altra vittima dell’incidente e quanti vi sono rimasti coinvolti». Tanti i messaggi di cordoglio anche dal clero pistoiese, rattristato e sconcertato per vicenda: «Io lo so che non ho perso un amico — scrive don Paolo Palazzi — perché lo sei ora più di prima. Ciao don Piero, ci rivedremo presto nella bellezza eterna e santa della Gerusalemme celeste». «Ho perso un fratello» afferma don Leonardo Giacomelli, uno dei sacerdoti più anziani della Diocesi, molto amico di don Piero.

I giovani. In lui «una dimensione di infinita disponibilità»

Pur arrivando da un altra parrocchia un nutrito gruppo di giovani animatori, tra cui Laura Simonetti, ha potuto apprezzare la disponibilità e l’accoglienza di don Piero che ha saputo coinvolgere, guidare, sostenere nella progettualità. «È difficile salutare questo Parroco che ci ha amati senza conoscerci, che ha avuto fiducia in noi dal primo momento e che ci invitava a metterci in moto con lui nonostante le difficoltà. Siamo tristi, di una tristezza improvvisa, profonda quanto inaspettata, ma sappiamo bene che lui ci sarà vicino come ha sempre fatto e che adesso la sua vita sta solo brillando ancora più forte del solito perché risplende della vera luce».

Maic. Era da sempre una delle figure di supporto fondamentali

«Ci ha sempre voluto un gran bene». Don Diego Pancaldo, assistente ecclesiastico della Fondazione Maria Assunta in Cielo ricorda così don Vannelli, che da tanti anni offriva il suo servizio liturgico in estate presso la struttura del Maic di Marina di Massa. «Da sempre è stato vicino ai ragazzi disabili, anche prima del suo arrivo a San Biagio, nel cui territorio parrocchiale sorge il nostro Centro. Qui per diversi anni ha infatti svolto anche l’attività di educatore». Con i genitori e i ragazzi don Piero aveva un rapporto semplice e diretto, amava stare con loro, ascoltare storie, offrire una parola giusta e misurata. «Un dispiacere che accomuna tutta la realtà del Maic: genitori, disabili, operatori e volontari» ha commentato il presidente del Maic Luigi Bardelli.

 

Il suo ministero sacerdotale.

Nato il 28 maggio 1937 a Pistoia don Piero Vannelli era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1962. Il suo primo incarico fu da cappellano in San Bartolomeo, dove prestò servizio per due anni, dal 1962 al 1964; è stato parroco a Pianosinatico dal 1964 al 1967, quindi a Sarripoli dal 1967 al 1974, poi a Canapale dal 1974al 1982. In quell’anno fu spostato nella parrocchia di San Biagio. Don Piero è stato anche insegnante di religione nella scuola media e Assistente della associazione Genitori della Scuola cattolica, amministratore del Seminario Vescovile e direttore dell’Ufficio Pellegrinaggi; dal 2011 era assistente ecclesiastico dei Coltivatori diretti. Le esequie, presiedute dal vescovo, si svolgeranno domani, lunedì 26 nella chiesa di San Biagio alle 10. Causa Covid, la partecipazione dovrà essere molto limitata.

 

 




L’anno pastorale parte tra i timori e le speranze

Le nuove indicazioni per la Diocesi nell’incertezza per la ripresa dei contagi

La recrudescenza della pandemia di Covid–19 sta mostrando il suo volto più duro. Con l’esplosione del numero di contagiati anche la Chiesa di Pistoia, in via precauzionale, ha indicato ai sacerdoti e ai fedeli una serie di chiarimenti e limitazioni delle attività pastorali in presenza.

In particolare il vescovo ha condiviso con tutta la Diocesi una serie di sottolineature.

Riguardo la catechesi dei fanciulli e dei ragazzi (6–17 anni) al momento si svolgerà in modalità a distanza, attraverso i mezzi web e le piattaforme online. L’ufficio catechistico diocesano predisporrà materiali e indicazioni. La catechesi in presenza riprenderà nei mesi estivi, a partire dalla settimana dell’Ascensione (sabato 15 maggio 2021).

La preparazione e la celebrazione delle cresime e delle prime comunioni previste per questo ottobre e novembre 2020 è consentita, anche se la Diocesi sottolinea che viene lasciata ai genitori la possibilità di scegliere se fare ora il sacramento o rimandarlo successivamente.

Riguardo la catechesi degli adulti, è preferibile e consigliato spostare online le attività. Nel caso in cui si decidesse di continuare a fare in presenza gli incontri degli adulti, si abbia cura di applicare scrupolosamente le raccomandazioni e le norme dei protocolli governo – Cei, le indicazioni dell’ufficio giuridico della Cei e quelle del vescovo come indicato in una sua ultima comunicazione ai parroci del 18 ottobre scorso.

La celebrazione dell’eucarestia e delle altre forme liturgiche continua regolarmente nelle modalità attualmente in essere e previste dal protocollo governo–Cei e secondo le indicazioni diocesane.

«Purtroppo stanno tornando giorni difficili – afferma Tardelli – Se da una parte non possiamo perdere la speranza e anzi dobbiamo cercare di incoraggiare e sostenere nella prova la nostra gente, come deve fare un buon pastore, dall’altra occorre renderci conto che bisogna fare molta attenzione.

Per molti versi – aggiunge – oggi la situazione è peggiore che a marzo e aprile. A settembre, avevamo pensato di poter riavviare le nostre attività, ripartendo proprio dalla celebrazione di prime comunioni e cresime. Rimaniamo per ora con queste indicazioni».

L’invito, per la celebrazione delle messe, è quello di agire con la massima attenzione e seguire le norme di sicurezza: evitare la partecipazione ai riti se si manifestano sintomi influenzali, anche senza febbre, rispettare il limite di presenze segnalato per ogni chiesa, igienizzarsi le mani, indossare sempre la mascherina, mantenere le distanze in entrata e uscita dalla chiesa, ricevere la comunione solo sulla mano, procedere alla sanificazione dopo l’uso degli ambienti.

Il mandato del Vescovo a Catechisti e operatori pastorali

 




Apertura dell’anno pastorale. Novità per il Covid

La messa vedrà una partecipazione limitata ma andrà in onda in diretta su TVL

A seguito della nuova ondata di Covid–19 il vescovo Tardelli ha disposto che la Messa per l’apertura dell’Anno Pastorale con il mandato ai catechisti e agli operatori, prevista per domenica 25 ottobre alle 18 in Cattedrale, sarà celebrata dal Vescovo stesso con solo una rappresentanza limitata di preti e di laici del centro storico.

La Messa sarà trasmessa in diretta tv su Tvl dalle 18, così che tutti possano partecipare e ricevere il messaggio e la benedizione del vescovo.

Monsignor vescovo ha anche raccomandato ai parroci di celebrare domenica 25 il mandato agli operatori pastorali nelle loro comunità.

A tal proposito l’Ufficio liturgico diocesano ha predisposto il seguente sussidio con il rito del mandato.

Rito del Mandato agli Operatori Pastorali (PDF)

 

 

 




Don Vannelli muore in un tragico incidente

Grave lutto in Diocesi

Nella notte di Domenica 18 ottobre, alle ore 21 circa, in un tragico incidente automobilistico è morto don Piero Vannelli (83 anni), parroco di San Biagio in Cascheri a Pistoia.
Nell’incidente è stata coinvolta un’altra automobile, il cui conducente è morto sul colpo. Altri due i feriti.

La Diocesi accompagna con la preghiera entrambe le vittime e i due feriti coinvolti in questa terribile circostanza ed esprime un sincero messaggio di condoglianze a familiari, amici e conoscenti.

Le esequie di Don Piero Vannelli saranno celebrate lunedì 26 alle 10 nella chiesa di San Biagio in Cascheri.
Sarà possibile dare un estremo saluto a don Vannelli a partire da sabato in tarda mattinata nella vecchia chiesa di San Biagio.
Causa Covid, la partecipazione sia dei sacerdoti che dei fedeli dovrà essere molto limitata e sottoposta alle regole sanitarie di questo momento. Si consiglia pertanto di valutare la possibilità di restare a casa e di unirsi spiritualmente alle esequie.

«Sono profondamente addolorato – riferisce il Vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli — per la scomparsa di don Piero, un uomo buono e mite, di cui ho potuto apprezzare le qualità umane e sacerdotali. Ai parrocchiani rivolgo il mio più sentito cordoglio e la mia paterna vicinanza. Una preghiera particolare, poi, per l’altra vittima dell’incidente e quanti vi sono rimasti coinvolti».

La Chiesa di Pistoia è in lutto per la perdita di questo sacerdote, molto conosciuto e apprezzato.
Nato il 28 maggio 1937 a Pistoia don Piero si era formato presso il Seminario vescovile di Pistoia ed era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1962. Il suo primo incarico fu quello di cappellano presso la parrocchia di San Bartolomeo, dove prestò servizio per due anni, dal 1962 al 1964; successivamente è stato parroco a Pianosinatico dal 1964 al 1967, quindi a Sarripoli dal 1967 al 1974, poi a Canapale dal 1974 al 1982. In quell’anno fu spostato presso la parrocchia di San Biagio in Cascheri dove svolgeva tuttora servizio. Accanto all’ufficio di Parroco don Piero ha svolto anche l’insegnamento della religione cattolica nella scuola media. Dal 2011 era assistente ecclesiastico dei Coltivatori diretti. Tra gli altri incarichi è stato anche amministratore del Seminario Vescovile e direttore dell’Ufficio Pellegrinaggi diocesano.

(comunicato UCS)




Veglia missionaria a Poggio a Caiano

Il vescovo Tardelli presiede la preghiera per la Giornata Missionaria Mondiale

«Eccomi, manda me. Tessitori di fraternità». Questo è il tema della 94ª Giornata Missionaria Mondiale che in diocesi sarà celebrata con una veglia di preghiera, organizzata come ogni anno a cura del Centro Missionario. L’appuntamento per la veglia, presieduta da Mons. Fausto Tardelli, è venerdì 16 ottobre alle 21 presso la parrocchia di Poggio a Caiano. Invitiamo a partecipare, soprattutto i giovani, per rendere più bella e partecipata questa veglia di preghiera che rappresenta, per la nostra Diocesi, il momento culminante del mese di ottobre dedicato alla Missio ad Gentes.

In questa occasione, nell’ambito delle celebrazioni dell’anno giubilare per il centenario della nascita (8 agosto 2021), sarà ricordata la Beata Madre Maria Margherita Caiani, Fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Minime Suore del Sacro Cuore. Domenica 18 il ricordo della Giornata Missionaria Mondiale è accompagnato da una raccolta di offerte.

Il Centro Missionario Diocesano, invita ad essere generosi in questo giorno speciale perché se è vero la pandemia del Covid–19 ha colpito duramente la nostra nazione, sia da punto di vista sanitario che da quello economico e sociale, non possiamo dimenticare che in modo ancora più drammatico ha colpito i paesi più poveri dove la popolazione manca di tutto dal cibo, alla scuola, al lavoro alla sanità a causa delle devastazioni causate dai cambiamenti climatici, ma soprattutto dalle guerre e dal terrorismo che vengono portate avanti, anzi alimentate, dal traffico delle armi prodotte nei paesi occidentali, Italia compresa. Questo complesso di situazioni viene messo in evidenza dai migranti, nei confronti dei quali, come cristiani, abbiamo il dovere di essere accoglienti, così come ci esorta a fare continuamente Papa Francesco, anche con l’ultima enciclica intitolata Fratelli tutti. Non possiamo che rifiutare quelle ideologie fondate sull’odio che vedono in questi “poveri cristi” un pericolo per la nostra civiltà.

CMD




Betharramiti in festa per la professione perpetua di Serge Appaouh

Dopo 14 anni una nuova professione perpetua per i padri di Betharram della provincia italiana

Domenica 11 ottobre alle ore 11.15 nella Chiesa di San Francesco a Pistoia sarà celebrata la professione perpetua di Serge Appaouh, giovane della Costa d’Avorio della congregazione Betharramita che da un anno svolge il suo cammino di formazione e di attività pastorale presso la parrocchia di San Francesco.

Fratel Serge emetterà i voti perpetui nelle mani del superiore generale, padre Gustavo Agin.
La celebrazione solenne avverrà alle ore 11.15 e sarà trasmessa sulla Pagina Facebook “Betharramici” e sul sito www.betharram.it .




Quattro lezioni di filosofia per provocare il pensiero

Una proposta di approfondimento scaturita dalla scuola di formazione teologica diocesana. La lezione dei grandi filosofi dell’antichità toccano la vita e le grandi domande sull’uomo

 

E se ci lasciassimo provocare dalla filosofia?

Edi Natali promuove una serie di incontri dedicati alla filosofia antica. Una proposta formativa rivolta a tutti che si inserisce nell’offerta della scuola diocesana di Teologia.

«Il corso — spiega Natali — non avrà carattere manualistico, ma piuttosto si preoccuperà di suscitare interesse, riguardo questioni esistenziali, attraverso le parole di coloro che possono essere ritenuti capisaldi della filosofia antica: Socrate, Platone e Aristotele. Lasciamoci provocare dal loro pensiero!». Una provocazione che contraddice tanti luoghi comuni perchè «la filosofia è anche una pratica di vita, un esercizio quotidiano provocato dal presente e non è solo un sistema teorico chiuso in un’aula accademica. Occorre riportare la filosofia sulle strade, dove sostanzialmente è nata, in quella dialettica ‘socratica’ che pone in evidenza che ciò che conta non è la soluzione di un problema ma il cammino percorso, dove il discepolo o l’interlocutore subiscono una trasformazione. Dunque, l’insegnamento filosofico non può essere rivolto soltanto agli specialisti della disciplina, perché questo rischia di fare della filosofia qualcosa di astruso e avulso dalla realtà, mentre è necessario che essa ritorni ad interpellare ogni uomo».

 

La proposta di Edi Natali tocca le origini del pensiero occidentale, affrontando alcuni autori fondamentali. «Nel lezioni tratteremo il concetto di filosofia antica, con particolare attenzione ad alcune figure chiave. Cercherò di sottolineare l’importanza del conoscere se stessi, del dialogo come forma privilegiata per cercare la verità e soprattutto la questione antropologica, che nasce proprio nella filosofia antica». Una delle accuse più spesso rivolte alla filosofia è quella circa la sua utilità. «Mi viene da dire, con Aristotele, che ciò che serve è servile, dunque è bene che la filosofia non serva a niente; o potrei dire lo stesso dicendo che la sua è l’utilità dell’inutile. Ciò che voglio dire è che il nostro mondo soppesa troppo le cose attraverso la categoria dell’utilità e ciò ha portato le nostre società a trascurare aspetti essenziali dell’umano, che non necessariamente hanno un risvolto pragmatico. Se però vogliamo usare la categoria del ‘servire’ posso dire che la filosofia aiuta ad avere uno sguardo più consapevole e disincantato su se stessi e sul mondo». E poi, aggiunge Edi, «il filosofo oggi non può sottrarsi al suo lavoro, che è quello di offrire degli orizzonti di senso che non rappresentano facili soluzioni né risposte precostituite ma aperture, ponti verso altre conoscenze, altre culture ed anche altri uomini finanche l’apertura verso il trascendente».

 

Forse, alla luce degli antichi, abbiamo bisogno di ripensare anche un po’ il nostro modo di vedere la filosofia «che non può essere ridotta a puro esercizio speculativo; il rischio, corso in particolare dalla filosofia occidentale, è quello di voler generare un logos capace di trovare assunti logici, l’archè della realtà, smussando angoli, cancellando sbavature senza comprendere che questo è un procedere spesso tirannico. Una razionalità che si dà come unica garanzia di verità come conoscenza inconfutabile finisce per mistificare la realtà, eliminando il malfermo, il celato, l’incerto. La ‘ragione poetica’, invece, cerca di far rivivere quella perduta unità originaria tra filosofia, religione e poesia».

 

Edi Natali è laureata in Filosofia e in Teologia e fa parte del “Consilium mulierum”, il consiglio di donne per la diocesi di Pistoia. Impegnata in un progetto di ricerca all’Istituto Universitario Sophia in cotutela con la Facoltà di Filosofia di Perugia è anche docente di Filosofia alle scuole superiori e presso la Scuola di formazione teologica diocesana.

 

Il corso di Filosofia antica prevede 4 lezioni che si svolgeranno in Seminario (via Puccini 36 – Pistoia) il 10 e il 24 ottobre e il 14 e il 28 novembre dalle 14.30 alle 16. Ricordiamo che sono ancora aperte le iscrizioni alla Scuola di formazione teologica. I corsi si svolgono in Seminario il martedì dalle 21 alle 22.30. Per info o iscrizioni al corso di filosofia e alla scuola: scuolateologia@diocesipistoia.it.




Nuove nomine per parrocchie e uffici

La Cancelleria vescovile rende noto che Monsignor Vescovo ha nominato:

In data 1 settembre 2020, Padre Simone Panzeri direttore dell’ufficio della Pastorale Giovanile;

In data 26 settembre 2020

il dottor Nicola Luongo membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Sant’Atto,

la dott.ssa Chiara Gherardeschi membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Sant’Atto;

in data 29 settembre 2020 don Cristoforo Mielnik parroco della parrocchia di Santa Maria a Chiazzano;

in data 3 ottobre 2020 Don Alessio Bartolini parroco di Valdibure trasferendolo dal servizio di Vicario parrocchiale di Quarrata.  Nello stesso tempo ha nominato vicario parrocchiale di Santa Maria Assunta in Quarrata don Florien Kazubwenge, trasferendolo dalla parrocchia di San Pietro a Casalguidi.




Il cammino dell’anno è alla luce dell’Esodo

Il vescovo suggerisce alla Diocesi la lettura dell’Esodo. Il libro biblico sarà il testo di riferimento per i gruppi di ascolto del Vangelo, una lettura che aiuta a «fondare sulla roccia» la vita di fede personale e comunitaria

 

Il nuovo anno pastorale, che avrà il suo centro nella celebrazione dell’anno santo iacobeo, chiama a riflettere sul tema del cammino, non solo quello dei pellegrini iacobei, dei viandanti dello Spirito e degli appassionati di turismo religioso, ma anche – e soprattutto – sul cammino fondante della fede, di Israele prima e della fede cristiana poi, narrato nel libro dell’Esodo. Nella sua lettera pastorale «Alla scuola dell’apostolo San Jacopo», il vescovo invita tutti a leggere e meditare i primi 15 capitoli di questo libro biblico.

Anche quest’anno l’Ufficio catechistico ha realizzato un nuovo sussidio che accompagna la lettura e suggerisce spunti di riflessione. Nel libretto però, alle pagine dell’Esodo è premessa un’altra icona biblica, il brano evangelico dedicato alla “casa costruita sulla roccia” che monsignor Tardelli ha inserito e proposto come spunto di riflessione nella sua lettera pastorale. «Il brano di Vangelo (Mt 7,21–29) — scrive don Cristiano D’Angelo in apertura del sussidio — fa ben da introduzione alla lettura del libro dell’Esodo che narra come Dio ha «costruito» la casa della sua relazione con il popolo, per renderla solida. Si può infatti leggere la storia dell’Esodo, senza eccessive forzature, come la storia dell’impegno di Dio a fare della casa del suo popolo, una casa stabile e sicura».

«La parola “esodo” — scrive don Cristiano — significa “uscita”, e il libro narra l’uscita di Israele dall’Egitto, la liberazione da una situazione di schiavitù. L’evento fondante della fede di Israele non è un’idea di Dio o una formula teologica, ma un fatto, un’azione di Dio nella storia». «Dio — continua don D’Angelo – non è un principio astratto, Dio è una persona, un nome, quello che Egli rivela a Mosè nel rovento ardente “Io sono colui che sono”. Così Dio si serve di Mosè per parlare, sostenere, lottare con il suo popolo e accompagnarlo nel faticoso e mai scontato cammino di liberazione». «Nella prima parte del libro dell’Esodo Dio opera per liberare Israele dal potere dell’Egitto (Es 1,1– 1,21), nella seconda (Es 15,22–18,27) per liberare Israele dalle sue catene interiori, quelle che lo porterebbero a desiderare di tornare indietro, di nuovo schiavo, pur di avere un po’ di sicurezza e di tranquillità. Il cammino verso la terra promessa rivela la fragilità del cuore dell’uomo mettendolo in condizione di purificarlo tramite la parola di Dio che Egli ora dona sul Sinai come luce e sapienza per il cammino, per imparare a rimanere liberi (Es 19–40). Infine l’Esodo narra la costruzione del santuario mobile, una tenda che si sposta con Israele nel deserto (Es 25– 31; Es 35–40), dove sono custodite le tavole della legge e dove Dio scende per incontrare Mosè. Dio accompagna sempre il suo popolo; il suo nome è anche il suo programma di vita, “essere con”. È questo il senso complessivo del libro dell’Esodo e che aiuta a comprendere la trama del libro di cui quest’anno leggeremo i primi quindici capitoli».

 

Scarica il sussidio!

(u.f.)




Riparte la Scuola di Teologia

Riprendono martedì 22 settembre i corsi della scuola diocesana di teologia. Martedì l’appuntamento è per gli iscritti dello scorso anno, che potranno recuperare le lezioni interrotte a causa del Covid. Il primo mese di attività dunque, sarà occupato dalle lezioni di teologia dello scorso anno, mentre il nuovo anno accademico avrà inizio martedì 20 ottobre con la prolusione del prof. Marco Vannini, direttore della rivista ”Mistica e Filosofia”, con una relazione dal titolo: “L’anima e Dio sono una cosa sola” (M. Eckhart) La divinizzazione nella mistica.

Per informazioni o iscrizioni è possibile contattare la scuola al seguente indirizzo mail: scuolateologia@diocesipistoia.it. I corsi avranno luogo, come da tradizione, nel Seminario di Pistoia (Via N. Puccini, 36 – 51100 Pistoia) il martedì dalle ore 21,00 alle ore 22,30.

Recupero anno 2019-2020

MARTEDÌ DALLE ORE 21,00 ALLE 22,30

I anno

22 settembre

Introduzione alla morale
Mons. Fausto Tardelli

 

29 settembre/6-13 ottobre
Introduzione alla Sacra Scrittura
Prof. Andrea Vaccaro

II anno
22 settembre

Ecclesiologia
Prof.ssa Francesca Ricci

 

29 settembre/6-13 ottobre

Storia della Chiesa/2
Prof.ssa Mariangela Maraviglia

 

Per informazioni sui corsi e l’ordinamento della scuola:

libretto scuola 2020-2021 (pdf)

depliant Corsi anno accademico 2020-2021 (PDF)