POLITICA IN CHIESA: LA NOTA DELLA DIOCESI

PISTOIA – Come già detto in passato da Mons. Vescovo (vedi comunicato in data 30/07/2015) e ribadito in altre occasioni, gli ambienti parrocchiali e tanto più le chiese, non possono essere utilizzati per manifestazioni, conferenze, dibattiti e incontri di carattere politico in senso stretto né in particolare organizzati da partiti politici o associazioni e movimenti ad essi afferenti. A quanto si apprende dagli organi di comunicazione, in questi giorni, la sig.ra Laura Boldrini, non più Presidente della Camera dei deputati ma esponente di spicco di un partito politico, ha tenuto una conferenza nella chiesa di Vicofaro, insieme ad altri rappresentanti politici. Mons. Vescovo esprime tutto il suo disappunto per l’accaduto e richiama i parroci alle loro responsabilità affinchè cose del genere non abbiano a ripetersi, né a Vicofaro né in altre parrocchie della diocesi.

Con un certo stupore ha appreso, inoltre, che dell’esperienza di don Biancalani si vorrebbe fare una specie di cavallo di battaglia per portare avanti un determinato progetto politico in Toscana. Mons. vescovo ricorda a tutti che l’esperienza di don Biancalani è una esperienza prettamente ecclesiale e come tale può certo fornire spunti per l’impegno di chi lo voglia, ma non può essere assimilata da progetti politici partitici. Lo stesso don Massimo, come prete diocesano, di questo è senz’altro consapevole.

Il vescovo Tardelli coglie l’occasione anche per precisare che la cosiddetta “Assemblea permanente antifascista e antirazzista di Vicofaro” non ha niente a che fare con la parrocchia di Vicofaro e non si può confondere in alcun modo con essa. Per questo motivo, se fosse successo in passato, è desiderabile che d’ora in avanti le riunioni di detta assemblea non si tengano nei locali parrocchiali.

In questa circostanza, infine, mons. Vescovo vuole ribadire che non sono mai accettabili minacce, insulti e offese da parte di persone o gruppi politici nei confronti sia dei fratelli e delle sorelle immigrati, sia di chi si occupa di accoglienza e di integrazione.

(Ufficio stampa) 23/04/2018




PRECISAZIONI SUL VICARIATO DI BOTTEGONE

In merito all’articolo uscito l’11/01/2018, sulle pagine del Tirreno relativo al presunto accorpamento delle parrocchie del “vicariato del Bottegone”, si precisa che al momento mons. Vescovo non ha preso alcuna decisione, se non quella di nominare don Baronti Amministratore parrocchiale di san Sebastiano e p. Oronzo Stella vicario parrocchiale.

Quanto pubblicato è solo una bozza di lavoro di cui si è discusso e di cui ancora si sta discutendo. Si tratta di un momento ordinario di confronto e scambio di opinioni col vescovo sulle questioni aperte nel singolo vicariato, un metodo di lavoro utilizzato per tutte le zone della diocesi dove ci sono problemi di provvista di parrocchie.

Si fa rilevare, inoltre, che  Il termine “accorpamento amministrativo” riferito alle parrocchie non ha alcun significato.

(comunicato) 13/01/2018




DOPO LA PIOGGIA ALLA MADONNA DEL LETTO

Per le abbondanti piogge di ieri, 8 dicembre, Il santuario della Madonna del Letto ha subito un importante allagamento. L’acqua è entrata in chiesa poco oltre l’ingresso, scendendo a scroscio dal soffitto. Accanto al disagio nasce una certa preoccupazione per il soffitto ligneo a cassettoni del Cinquecento e per l’altare Sozzifanti, decorato da una pala raffigurante Santa Maria Assunta (1583) del pittore fiorentino Alessandro Fei (1537-1592).

 «Non è la prima volta che si verificano episodi del genere» afferma don Cristoforo Mielnik, rettore del santuario, preoccupato anche per il vicino e antico organo. “Nonostante l’ncidente – precisa il rettore – le celebrazioni avverranno regolarmente”.

 La chiesa di Santa Maria delle Grazie, nota ai pistoiesi come Madonna del Letto, è di proprietà dell’Azienda Sanitaria locale. La proprietà ha da sempre concesso l’officiatura della chiesa e permesso di valorizzarne, in accordo con la Diocesi – la ricchezza spirituale e artistica, recentemente sostenuta dal rettore don Cristoforo.

 La Diocesi, disponibile ad una eventuale collaborazione con l’ASL, si auspica un tempestivo intervento per salvaguardare il patrimonio inestimabile di arte e fede della Chiesa della Madonna del Letto.

(comunicato) 09/12/2017




COMUNICATO DELLA CURIA DIOCESANA

Mons. Vescovo, preso atto di quanto sta accadendo in questi giorni, fa presente che non è disposto a permettere che un sacerdote della sua diocesi venga attaccato e insultato come è avvenuto e sta avvenendo nei confronti di don Massimo Biancalani. Tutti possono criticare ed esprimere pareri discordanti sull’operato di un prete. Nessuno però si deve permettere di offendere, insultare, minacciare. Ciò non è cristiano ma neanche umano.

Il vescovo Tardelli ha già espresso personalmente la sua vicinanza a Don Biancalani. Lo ha fatto nella riservatezza – come è giusto che sia tra persone che si rispettano e quando si vuol fare del bene – anche per rompere quel cerchio nefasto e disumano che rischia di diventare oggi la comunicazione sociale, dove la manipolazione, l’apparire, lo spazio dell’esibizione e lo sfogo dei più bassi istinti sembrano diventare la norma. Fatti come questo invitano tutti a meditare sulle modalità e gli effetti della propria comunicazione ‘social’ e chiedono uno stile comunicativo che inviti al dialogo e alla riflessione piuttosto che a reazioni violente e polemiche.

Il vescovo Tardelli intende anche condannare fermamente le espressioni razziste e le offese gratuite rivolte contro quanti sono accolti nelle strutture della Chiesa. In proposito aveva già espresso una netta presa di posizione in una recente lettera al clero pistoiese: «non è comprensibile che all’interno delle nostre comunità parrocchiali si coltivino sentimenti xenofobi, razzisti o anche solo di chiusura. Se questo accade, occorre fare tutti un bell’esame di coscienza perché evidentemente non abbiamo capito molto del Vangelo. Bisogna porre anche attenzione perché c’è chi, manipolando la comunicazione, ci fa credere cose che non esistono o sono ben diverse da come vengono presentate. Sul fenomeno migratorio questo accade sovente, fomentando ad arte sentimenti di ostilità. Voglio qui riconoscere e lodare quanto già viene fatto con generosità da alcuni, sacerdoti e laici, in ordine all’accoglienza dei migranti e per stimolare la comunità cristiana all’accoglienza».

(cs ufficio stampa) 21/08/2017

 




IL VESCOVO BIANCHI È TORNATO ALLA CASA DEL PADRE. IL COMUNICATO DI MONS. TARDELLI

Con profondo dolore e il cuore chiuso in un nodo di tristezza anche per l’amicizia personale che mi legava e lega ancora a lui, comunico alla Diocesi che alle ore 15 di oggi, 3 agosto, Mons. Mansueto Bianchi ha chiuso la sua vicenda terrena.

Soffriamo enormemente per questa perdita, ma ci conforta la stupenda testimonianza di fede, di speranza e di carità dolcissima che ci ha dato in questi lunghi e interminabili mesi di ospedale. È stato duramente provato, tra alti e bassi, piccole riprese e ricadute. Sempre sereno e con una grande pace nel cuore, affidato completamente a Gesù, pieno di amore per Lui e per le persone che sono passate attraverso la sua vita e che ha portato sempre con sé.

Posso attestare di persona la sua fede rocciosa, la sua delicatezza d’animo, l’abbandono fiducioso nelle mani del Signore. La diocesi di Pistoia gli deve tanto e anche in questi mesi di dura prova, l’amore per i pistoiesi è stato sempre molto forte in lui. Ora, sono certo, gli si sono spalancate le porte del paradiso per contemplare viso a viso quel Dio da cui si è lasciato conquistare e consumare.

La nostra Chiesa ha così un suo altro grande patrono nel cielo che si va a unire a quei santi vescovi che l’hanno arricchita con i doni del Signore. A Dio, da cui in verità speravamo la guarigione del nostro fratello e vescovo, sia resa comunque la lode più grande, perché Lui sa il come e il perché e soprattutto per il dono prezioso che ci ha fatto facendocelo incontrare e conoscere. «Tutto – infatti – concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno». (Rm 8,28)

+ Fausto Tardelli, vescovo


Comunicato

Venerdì 5 agosto, attorno le ore 10.15, la salma di Mons. Mansueto Bianchi sarà trasportata a Pistoia nella Cattedrale di San Zeno. Nel pomeriggio, alle ore 17.00, sempre in Cattedrale, il vescovo Fausto Tardelli celebrerà le esequie solenni a cui sono invitati tutti i vescovi della Toscana.

La salma partirà quindi per Lucca, dove sabato Mattina, alle ore 10.00, sarà celebrata la messa funebre in Cattedrale. Alle ore 16.00 avrà luogo la sepoltura a Santa Maria a Colle, suo paese natale.

03/08/2016




PRECISAZIONI SULLA SALUTE DI MONS. BIANCHI

Rendiamo noto il seguente comunicato dell’Azione Cattolica italiana:

“In queste ore ci giungono molte domande sulla salute di monsignor Mansueto Bianchi, assistente generale dell’Azione Cattolica. Comunichiamo che monsignor Bianchi si trova ancora presso il Campus Biomedico di Roma, dove prosegue la sua degenza dopo un delicato intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore allo stomaco”. È la dichiarazione della Presidenza nazionale di Azione Cattolica. “Mons. Bianchi, pur nei limiti della forzata condizione di ‘paziente’, segue con la paterna attenzione di sempre l’associazione e le sue diverse attività. Tutta l’Azione Cattolica gli è vicina e lo sostiene con la preghiera. Mons. Bianchi più volte ha voluto ringraziare per questa piena comunione che lo accompagna sin dall’inizio del suo ricovero”.(AC 24/06/2016)

Il vescovo Fausto Tardelli ha potuto incontrarlo e trattenersi a colloquio con lui venerdì 24 giugno. Mons. Bianchi ricorda con affetto il clero pistoiese e la Diocesi tutta, ringraziando per la vicinanza e le preghiere.

25/06/2016




COMUNICATO DEL VESCOVO

In merito a quanto vediamo scritto sui giornali o riferito da vari mezzi di comunicazione, si precisa che la doverosa, necessaria e rispettosa accoglienza delle persone che professano altri culti e religioni non si fa offrendo spazi per la preghiera all’interno delle chiese destinate alla liturgia e all’incontro della comunità cristiana. Per quella si possono trovare benissimo altri spazi e altri luoghi ben più adatti e più rispettosi anche di chi ha una fede diversa. I motivi sono tanti e talmente ovvi che non è necessario nemmeno richiamarli.

I sacerdoti che, con l’approvazione del vescovo, stanno provando a mettere in atto un concreto progetto per i “richiedenti asilo” attraverso un’associazione creata allo scopo, hanno ribadito che il loro pensiero e la loro volontà di apertura agli immigrati sono stati in parte travisati, dal momento che non è assolutamente loro intenzione creare situazioni di confusione che non aiutano certo l’accoglienza.

Sono per altro ben consapevoli della necessità di agire in questo campo con grande attenzione e rispetto sia di chi viene che della popolazione residente, al fine di realizzare una vera integrazione sociale.

+ Fausto Tardelli

20/03/2016




RESTAURI A VALDIBURE

Si sono conclusi, fortunatamente prima delle piogge, i lavori di restauro all’abside della chiesa di Valdibure, uno fra i più preziosi “gioielli” delle pievi romaniche della nostra provincia.

L’intervento è consistito nella completa rimozione e successivo riposizionamento del manto di copertura in lastre di pietra, con consolidamento e impermeabilizzazione della parte sottostante, al fine di eliminare le infiltrazioni d’acqua che stavano danneggiando l’affresco interno del Cristo Pantocrator. A complemento dei lavori si è anche consolidata ed in parte ricostruita la cornice in pietra sottogronda.

I lavori sono stati realizzati dall’impresa ICECA di Vannucci sotto la direzione dell’architetto Andrea Lotti, secondo le direttive della Soprintendenza alle Belle Arti.

Ciò è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Caripit, che ha finanziato il 54,4% del costo ed alla generosità di parrocchiani ed amici.

Le attività di volontariato per reperire i fondi sono state coordinate dall’Associazione Amici di Don Ferrero BattaniOnlus che ha organizzato cene, lotterie, mercatini rivolgendosi soprattutto a chi ha “Valdibure nel cuore”, cioè a tutti coloro che in qualche modo sono rimasti legati alla Pieve ed al ricordo del suo parroco storico: Don Ferrero che tanto si era impegnato, nei cinquant’anni del suo servizio, a far si che la chiesa diventasse sempre più bella e solida.

(comunicato) 23/02/2016




CAUSE DI NULLITÀ MATRIMONIALE: IL COMUNICATO DELLA CANCELLERIA

Nel dare seguito all’attuazione della riforma dei processi di nullità matrimoniale approvata da Papa Francesco con il Motu proprio Mitis Iudex del 15 agosto 2015 e secondo l’auspicio del Sinodo dei Vescovi che la Chiesa si chini verso “i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito” (Relatio finalis, n.55),

il nostro Vescovo mons. Fausto Tardelli ha voluto conferire al Tribunale Ecclesiastico diocesano la competenza e la definizione delle cause di nullità matrimoniale nella forma breviore e documentale. 

Ciò nell’intento di manifestare la prossimità della nostra Chiesa locale alle famiglie ferite, desiderando che i non pochi fedeli che vivono il dramma del fallimento coniugale siano raggiunti dall’opera risanatrice di Cristo attraverso le strutture ecclesiastiche e si scoprano nuovi missionari di Dio verso altri fratelli, a beneficio dell’istituto familiare.

Sempre allo stesso scopo è intenzione del nostro Vescovo mons. Fausto Tardelli avviare una stretta collaborazione tra l’ufficio per la pastorale con la famiglia, il tribunale diocesano e il consultorio per le famiglie ai quali indirizzare le coppie in difficoltà al fine di far percepire la Chiesa come madre il più possibile vicina ai suoi figli.

Nell’attesa di più dettagliate e precise indicazioni invito in modo particolare i parroci, ma eventualmente anche altri operatori pastorali, di indirizzare a me, don Roberto Breschi Vicario giudiziale, le coppie in difficoltà (o anche uno degli sposi) che si presenteranno per chiedere aiuto e informazioni sulle loro situazione.

Si tratterà, ove fosse ravvisata l’impossibilità di una riconciliazione, di avviare un’indagine atta a raccogliere elementi utili per l’eventuale introduzione del processo giudiziale, ordinario o breviore.

Pistoia, 5.2.2016

Il Cancelliere vescovile
Don Roberto Breschi

Via Puccini, 29 – 51100 Pistoia
tel. 0573 976133 – fax 0573 976528 – e mail: cancelleria@diocesipistoia.it

[comunicato]




I FRATI CONVENTUALI LASCIANO PISTOIA. IL COMUNICATO DEL VESCOVO

Con grande dolore mi vedo costretto ad annunciare alla città e alla Diocesi, la decisione dei frati minori conventuali di lasciare la città. Voglio sperare che ci possa essere un ripensamento e mi adopererò in ogni modo, anche con il conforto delle autorità cittadine e della intera popolazione, perché un ripensamento ci possa essere. Al momento attuale però la prospettiva è chiara: il convento dei francescani chiuderà e la popolosa parrocchia di San Francesco dovrà essere affidata sacerdoti secolari. L’ordine dei frati minori conventuali me lo ha comunicato ufficialmente. Un anno ancora durerà il servizio effettivo dei padri, poi, durante il 2017 dovrebbe avvenire il passaggio per arrivare alla chiusura definitiva del convento nell’estate del 2017.

Il dispiacere è grande e il momento davvero storico, perché viene meno in città e nella diocesi anche l’ultima presenza maschile dei figli di San Francesco, una presenza antica e fruttuosa, significativa e importante per la storia, la cultura e la spiritualità della nostra città. Il Ministro Generale e il suo consiglio sono alle prese con un inevitabile riordino complessivo dei conventi, reso necessario dall’assottigliarsi vertiginoso dei frati italiani. La cosa che desta un certo sconcerto è che non ci sia un coordinamento tra le tre famiglie francescane, quella dei Minori, dei Conventuali e dei Cappuccini in modo da permettere una più diffusa presenza francescana sul territorio, evitando incomprensibili concentrazioni in alcuni luoghi della regione. Comprendo certo le ragioni che stanno dietro questa per noi dolorosissima scelta e perciò ritengo del tutto fuori luogo chiassose e inutili forme di protesta. Dobbiamo chiedere un ripensamento ma agendo con senso ecclesiale di responsabilità.

Tutti coloro, credenti o non credenti, che intendano comunque manifestare apprezzamento, stima, affetto per la presenza dei padri francescani in città e vogliono esprimere il desiderio che rimangano, lo possono fare scrivendo alla diocesi. Se ciò non servirà a far cambiare le decisioni prese, permetterà se non altro di significare il doveroso e giusto ringraziamento che la città e la diocesi debbono ai frati francescani. Alla intercessione di san Francesco affidiamo la speranza che qualcuno dei suoi figli rimanga tra noi a testimoniare il suo carisma, accanto alle sorelle clarisse che ringraziando Dio ancora restano a presidiare in povertà e amore il nostro territorio.

9 ottobre 2015

+Fausto Tardelli