Pistoia Crocevia di Cammini nel Giubileo dei Giovani

PISTOIA – Oggi giovedì 31 luglio 2025, 177 giovani pellegrini dalla diocesi di Santiago di Compostela faranno tappa a Pistoia durante il loro pellegrinaggio verso Roma per partecipare al Giubileo dei Giovani. Con loro altri 200 provenienti dalle diocesi del nord Italia. La scelta di Pistoia come sosta non è casuale: la città custodisce nella Cattedrale di San Zeno una reliquia di San Giacomo il Maggiore, donata secoli fa proprio da Santiago di Compostela, rafforzando un legame spirituale profondo.

Accolti dalla Parrocchia di San Francesco, i pellegrini riceveranno ospitalità e supporto grazie alla collaborazione tra comunità parrocchiale, Comune (che mette a disposizione la palestra Marini), e Caritas diocesana (per i pasti). Alle ore 18 si celebrerà la Santa Messa nella Cattedrale, seguita dalla visita all’Altare Argenteo, capolavoro medievale dedicato a San Jacopo. La serata continuerà con la cena al Seminario Vescovile e un momento di festa con i giovani pistoiesi, molti dei quali partiranno anch’essi per Roma il giorno dopo.

Questo evento testimonia la vitalità del pellegrinaggio come esperienza di fede, incontro e scoperta, e conferma Pistoia come crocevia di cammini europei, situata lungo la Romea Strata.

Domani, i pellegrini spagnoli e i giovani pistoiesi proseguiranno insieme verso Roma, per vivere i momenti culminanti del Giubileo, con la veglia e la Messa con Papa Leone.




Feste Jacobee: il programma delle celebrazioni

San Jacopo 2025: a Pistoia celebrazioni tra fede, cultura e tradizione. La processione del 16 luglio, momento centrale di spiritualità e partecipazione cittadina.

La città di Pistoia si appresta a vivere, anche quest’anno, le solenni celebrazioni dedicate a San Jacopo, patrono della città. Un ricco calendario di eventi religiosi, culturali e comunitari, promosso dalla Diocesi di Pistoia e dalla Basilica Cattedrale di San Zeno, accompagnerà fedeli e cittadini verso la Solennità del 25 luglio, con appuntamenti distribuiti lungo l’intero mese.

Il programma si apre con una grande novità, ovvero l’anticipazione della suggestiva processione di San Jacopo, in programma mercoledì 16 luglio alle ore 21:00 che accompagnerà, nel finale, la tradizionale vestizione di San Jacopo.

L’evento, presieduto da S.E. Mons. Fausto Tardelli, rappresenta uno dei momenti più intensi e attesi della tradizione religiosa cittadina. Il corteo partirà da Piazza San Francesco, percorrendo un itinerario che attraversa il cuore del centro storico (Via Bozzi, Via Curtatone e Montanara, Via Buozzi, Via Cavour, Via Roma) fino a Piazza Duomo, dove si terranno la solenne benedizione alla città e la vestizione della statua di San Jacopo curata dai Vigili del Fuoco di Pistoia. La processione sarà accompagnata dalla Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Montemurlo, diretta da Liana Lascialfari, contribuendo a creare un’atmosfera di raccoglimento e solennità.

Novena di San Jacopo

Dal 17 al 22 luglio, avrà luogo la Novena di San Jacopo, con celebrazioni quotidiane alle ore 9.30 presso l’altare d’argento nella Cattedrale.

Visite straordinarie

Spazio anche alla conoscenza e all’approfondimento culturale. La rassegna culturale “Cattedrale Aperta” proporrà due serate di approfondimento:

Sabato 19 luglio, ore 21:15 – Conferenza “Pistoia e la reliquia di San Giacomo”, a cura di Don Luca Carlesi.

Domenica 20 luglio, ore 21:15 – Intervento di Lorenzo Agnoletti su “La Cattedrale di San Zeno tra Medioevo e Età Moderna”.

Solennità del 25 luglio

Le celebrazioni culmineranno il 25 luglio, giorno della Solennità di San Jacopo, con il seguente programma:

Ore 9:00: Processione dei Ceri

Ore 10:30: Benedizione del Palio

Ore 11:00: Solenne Messa Pontificale presieduta da Mons. Tardelli

Ore 17:30: Secondi Vespri

Ore 18:00: Santa Messa Solenne

La città rinnova così un’antica devozione, confermando San Jacopo come figura identitaria, simbolo di fede e coesione per la comunità pistoiese.




Policoro: animatore di Comunità cercasi

Un’opportunità di crescita e sviluppo. I requisiti e le indicazioni per partecipare al bando

Il Progetto Policoro cerca il nuovo Animatore di Comunità, di età compresa tra il 20 e i 32 anni, per il triennio 2026-2028. Il Progetto offre una borsa di studio per un anno e un contratto co.co.co per i due anni successivi. La borsa di studio del primo anno è finalizzata a sostenere la formazione del nuovo Animatore di
Comunità per l’anno 2026, in materia di lavoro, imprenditorialità giovanile e animazione territoriale. L’esperienza prevede un percorso triennale attraverso le seguenti forme di impegno: I anno, borsa di studio, con finalità esclusivamente formative; II e III anno: contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

I Borsisti e gli Animatori di Comunità hanno l’obbligo di partecipare alle diverse attività formative nazionali e regionali, compresi i campi estivi.

Possono presentare domanda i giovani in possesso dei seguenti requisiti:

  • età compresa tra i 20 e 32 anni
  • residenza e domicilio in uno dei comuni della diocesi
  • diploma di scuola secondaria di secondo grado
  • patente b
  • buona conoscenza informatica
  • esperienza ecclesiale nella diocesi (es. catechista, appartenente a gruppi parrocchiali, scout, azione cattolica…) o in un’associazione riconosciuta
  • conoscenza e interesse per il tema giovani e lavoro
  • ottime capacità relazionali ed esperienza nell’animazione di gruppi giovanili
  • flessibilità oraria e disponibilità a partecipare ai corsi di formazione in tutta Italia.

Il Progetto Policoro è un progetto organico della Chiesa italiana che cerca di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione in Italia. Il Progetto ha preso il nome da Policoro, località in provincia di Matera, luogo dove si svolse il primo incontro del progetto, il 14 dicembre del 1995, voluto da don Mario Operti.

Attraverso il Progetto si vuole affrontare il problema della disoccupazione giovanile, attivando iniziative di formazione a una nuova cultura del lavoro promuovendo e sostenendo l’imprenditorialità giovanile in un’ottica di sussidiarietà, solidarietà e legalità. Nel concreto il progetto si impegna: ad accompagnare i giovani nella scoperta di sé e del proprio sogno, quindi nella ricerca di un lavoro; nella stesura del proprio CV; nell’ascolto di proposte per l’apertura di un’attività imprenditoriale.

L’animatore di comunità è il vero protagonista del Progetto Policoro: è colui che incontra i giovani nelle scuole, nelle parrocchie e nei “luoghi” dei giovani, li accompagna in percorsi di orientamento professionale, promuove una nuova cultura del lavoro e del fare impresa, basata sui principi della Dottrina Sociale della Chiesa e dell’Economia Civile.

Il percorso dell’animatore di comunità ha una durata complessiva di tre anni, coordinato dagli uffici diocesani di Caritas, Pastorale Sociale e del Lavoro e Pastorale Giovanile.

Chi fosse interessato a partecipare al progetto può contattare l’equipe del Progetto al seguente indirizzo mail, inviando il proprio Curriculum Vitae: progettopolicorodiocesipt@gmail.com, oppure può scrivere ai seguenti canali social: Facebook: @policoro.pistoia; Instagram: progettopolicoro.pistoia




Il rendiconto annuale dell’8xmille

Una risorsa fondamentale per la vita della Diocesi. Il frutto di una firma che non costa nulla ma vale tantissimo.

Anche quest’anno i fondi dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica costituiscono una risorsa essenziale per le attività della Diocesi di Pistoia. A spiegare nel dettaglio come sono stati assegnati e impiegati i fondi CEI per il 2024  l’economo diocesano, Elisabetta Fedi :« i fondi Cei sono la risorsa indispensabile per il sostentamento della nostra Chiesa locale e la realizzazione dei progetti pastorali e caritativi».

«Anche quest’anno, purtroppo, le assegnazioni non hanno soddisfatto le numerose e motivate richieste che ci sono pervenute, per cui nella scelta si è cercato di osservare il criterio dell’urgenza e dell’alternanza. I fondi destinati alla Diocesi di Pistoia nel 2024 sono i seguenti: culto e pastorale 658.669,83; carità 626.787,76.

Nel capitolo “Carità” si privilegia il criterio progettuale, secondo un percorso intrapreso già da anni, in particolare verso quelle realtà che intervengono a sostegno delle famiglie e dei singoli per fronteggiare le difficoltà quotidiane che incontrano.

Il numero di interventi, sia in Diocesi che nelle realtà locali parrocchiali, evidenzia il perdurare delle situazioni di difficoltà descritte nel dossier Caritas annuale, e che senza i fondi dell’otto per mille sarebbe impossibile sostenere. Una parte significativa continua ad essere impegnata nel supporto alle associazioni che si occupano di disagio e marginalità come il recupero degli ex detenuti, il sostegno alle persone diversamente abili o con difficoltà di inserimento sociale, l’assistenza agli extracomunitari. È sempre più importante l’impegno diretto riguardo l’accoglienza degli immigrati, alcuni ospitati in strutture in uso alla Diocesi, realizzato con il coordinamento della Caritas diocesana. A livello Caritas si è continuato a prestare una particolare cura a tutte le attività ormai consolidate: mensa dei poveri, centro distribuzione vestiario, emporio solidale, centri di ascolto diocesano e zonali. È attivo un supporto sanitario, psicologico, legale. Sono stati finanziati inoltre progetti rivolti alla tutela della persona: dai minori, alle ragazze madri e al recupero delle donne vittime della tratta.

Riguardo il sostegno alle famiglie sono stati erogate somme importanti per far fronte all’aumento delle spese per utenze domestiche, al rincaro degli affitti, alla crescente difficoltà a sostenere le spese mediche e l’acquisto di farmaci. È incoraggiante che, visto l’impegno diffuso sul territorio, molti privati continuino a sostenere le opere caritative con offerte continuative a favore dei progetti solidali proposti dalla Caritas diocesana.

Relativamente al capitolo “Culto e pastorale”, è stato assegnato un contributo alla curia diocesana per il funzionamento e la gestione della Curia e del palazzo vescovile, una parte del contributo è stata destinata alle strutture diocesane, un’altra alle attività pastorali e culturali. Una parte dei fondi disponibili sono stati destinati a enti diocesani ed una parte alle parrocchie, con particolare attenzione a quelle in difficoltà perché situate in zone economicamente disagiate e/o di piccola dimensione. Continua a preoccupare il costante aumento delle parrocchie che incontrano difficoltà anche nel sostenere la gestione economica ordinaria».

 

 




Anniversari sacerdotali

Ogni anno la ricorrenza dei Santi Apostoli Pietro e Paolo invita a riconoscere il dono del sacerdozio e per ringraziare il Signore della sua fedeltà che accompagna la fedeltà degli uomini. È anche un’occasione per esprimere affetto e gratitudine a quei sacerdoti che hanno speso – e continuano a spendere – la loro vita al servizio delle comunità, nella preghiera, nell’ascolto, nell’annuncio della Parola e nella celebrazione dei sacramenti.

Quest’anno festeggeremo alcuni anniversari particolarmente significativi:
75° di ordinazione di Mons. Leonardo Giacomelli
60° di Mons. Fiorenzo Battistini
50° di don Paolo Tofani
25° di don Massimo Biancalani e don Michele Palchetti

Questi traguardi rappresentano non solo una ricorrenza cronologica, ma una storia viva di dedizione, fatiche, gioie e passione per il Vangelo. A ciascuno di loro va il nostro più sincero grazie per la testimonianza quotidiana di fedeltà e servizio.

Il Vescovo festeggerà gli anniversari sacerdotali insieme al presbiterio di Pistoia con una celebrazione eucaristica nel giardino del palazzo episcopale lunedì 30 giugno alle 19.




Vicofaro: prosegue il trasferimento degli ospiti con attenzione ai più fragili

PISTOIA 29/6/25. In questi giorni di trasferimento tutti i ragazzi ospiti di Vicofaro hanno ricevuto la proposta di una nuova sistemazione in locali attrezzati dalla Diocesi di Pistoia. Circa 100 sono stati già trasferiti in ambienti dove, con l’ausilio di operatori e volontari, sono accolti e accompagnati nei loro percorsi di vita verso l’integrazione e l’autonomia. Le poche persone ancora rimaste a Vicofaro stanno valutando, liberamente, se accettare o meno il trasferimento o se organizzarsi in maniera autonoma. Nessuno di loro, se vorrà, sarà lasciato senza collocazione.

Tra i rimasti alcuni presentano situazioni di varia fragilità. Per questi ultimi è stata attrezzata ed è già operante una struttura dove si sono già trasferiti alcuni dei fragili che erano presenti a Vicofaro. In questa struttura i fragili, oltre l’assistenza di base, saranno seguiti e curati in maniera idonea alla loro condizione.

Ci auspichiamo che il parroco faccia di tutto per aiutare tutti, soprattutto i più fragili rimasti, ad accettare il trasferimento nella struttura appositamente preparata per loro, dove con l’assistenza di operatori e specialisti saranno aiutati in percorsi personalizzati di cura e reinserimento.

Agli ospiti rimasti in struttura, fino al momento della chiusura non è mai stato impedito ne lo sarà l’accesso ai locali necessari per una corretta permanenza nella medesima, come la cucina e i bagni. Le operazioni di chiusura, ampiamente annunciate e comunicate al parroco, hanno interessato solo aperture che non impediscono ne la sicurezza ne la vita in struttura.

La pannellatura degli accessi si è resa necessaria per impedire il rientro o l’afflusso di nuove persone a Vicofaro, cosa che, come concretamente dimostrato da fatti concreti, è effettivamente avvenuta.

L’impegno della diocesi per i trasferimenti di tutti i ragazzi verso strutture idonee continua, così come quello di procedere alla ristrutturazione dei locali in vista di una loro riapertura.




Vicofaro si rinnova con i lavori di ristrutturazione e adeguamento

PISTOIA – 13/6/2025 Come ampiamente riportato dai media, lo scorso 6 giugno è stata notificata per conoscenza alla diocesi di Pistoia, nella persona del vescovo,  l’Ordinanza del sindaco che chiede al legale rappresentante e parroco di Vicofaro don Massimo Biancalani, lo sgombero dei locali della parrocchia di Vicofaro entro 20 giorni dalla data della comunicazione, per motivi di sicurezza e igienico-sanitari.

Pur avendo da eccepire sui termini di formulazione di detta ordinanza e sulla sua opportunità, la diocesi, come già fatto negli ultimi mesi e in ogni occasione in cui è stata chiamata in causa, assicura che agli ospiti di Vicofaro sarà trovata nel più breve tempo possibile una diversa collocazione perché, aldilà del dispositivo dell’ordinanza, è chiara la consapevolezza di superare questa ospitalità in modalità  emergenziale, che offre accoglienza ad un numero esorbitante di persone, lasciandole inevitabilmente in condizioni di alloggio gravemente precarie ed anche pericolose, prima di tutto per loro stesse e poi per il bene di tutti. Per i principi che muovono l’azione della diocesi, a tutti gli ospiti di Vicofaro sarà offerta accoglienza e assistenza in altre strutture messe a disposizione dalla diocesi stessa perché tutti gli ospiti di Vicofaro abbiano la possibilità di non rimanere per strada. Riteniamo infatti che ogni persona immigrata sia degna di rispetto e attenzione come ogni essere umano. Lo faremo in collaborazione con e il supporto della Caritas nazionale, degli enti diocesani preposti e di alcuni partner specializzati, che già da tempo ci affiancano.

La diocesi è sicura che don Massimo, in quanto ancora parroco di Vicofaro, ma sottoposto canonicamente all’obbedienza al suo vescovo, non solo accetterà ma favorirà questa operazione di ricollocamento.

La diocesi tiene infine a precisare che Vicofaro non chiude. Vicofaro si rinnova. Vicofaro chiuderà solo provvisoriamente perché  i locali della parrocchia infatti saranno sottoposti a un necessario – e doveroso – progetto complessivo di risanamento delle strutture. Subito dopo essi riapriranno, per essere ancora casa di accoglienza per un numero adeguato di persone, offrendo loro un ambiente conforme alle normative di sicurezza e igienico sanitari e salvaguardando anche gli spazi  – oltre la chiesa – per le attività pastorali della parrocchia.




Ecumenismo: rileggere insieme il Simbolo di Nicea

A 1700 anni dal Concilio di Nicea: un evento ecumenico a Pistoia per rileggere il Simbolo Niceno-costantinopolitano. Il prossimo giovedì 5 giugno, alle ore 20.45, presso la Sala incontri della Parrocchia San Biagio in Cascheri, si terrà un evento di rilevanza ecumenica e teologica intitolato: “Rileggere il Simbolo Niceno-Costantinopolitano – a 1700 anni dal primo Concilio di Nicea”.

Promosso dalla Diocesi di Pistoia, dalla Chiesa Evangelica Battista di Pistoia, dalla Chiesa Evangelica Valdese di Firenze, nonché dalle Parrocchie Ortodosse del Patriarcato di Mosca e del Patriarcato Romeno a Pistoia, l’incontro si pone come un’importante occasione di riflessione comune tra le diverse confessioni cristiane.

L’iniziativa si apre con la proclamazione del Simbolo (il Credo niceno-costantinopolitano), accompagnata da un interludio musicale. A seguire, una tavola rotonda vedrà la partecipazione di esponenti delle principali tradizioni cristiane: don Roberto Breschi (Chiesa Cattolica); pastore Raffaele Volpe (Chiesa Battista); pastore Francesco Marfè (Chiesa Valdese); igumeno Andrea (Chiesa Ortodossa). A moderare e introdurre il dibattito sarà la prof.ssa Beatrice Iacopini.

L’evento celebra i 1700 anni dal Concilio di Nicea (325 d.C.), il primo concilio ecumenico della Chiesa, che ha sancito la definizione dottrinale della divinità di Cristo e ha gettato le basi per l’elaborazione del simbolo di fede ancora oggi recitato in molte liturgie cristiane. Questa serata rappresenta non solo un momento di approfondimento teologico, ma anche un forte segno di dialogo e comunione tra chiese che, pur nella diversità, riconoscono una comune eredità di fede.




Azione cattolica, un’estate di divertimento

Presentati i campi scuola che avranno luogo a Lizzano a luglio. Per i bambini 6-13 anni l’appuntamento è a Greve

Un’estate all’insegna dello stare insieme quella che, come ogni anno, sta progettando l’Azione cattolica di Pistoia. Dando come sempre spazio alla dimensione comunitaria, tutti i settori dell’associazione sono già impegnati nel definire il calendario delle iniziative estive che li vedranno coinvolti in questo tempo di estate eccezionale, come si dice in AC.

Inizierà il settore adulti che dedicherà una tre giorni di convivialità presso la casa diocesana di Lizzano Pistoiese il 4, 5 e 6 Luglio; sarà  un’occasione per riunire tutti i settori dell’associazione, fare un momento di verifica del primo anno di questo nuovo triennio, dedicare tempo alla scoperta del luogo e alla preghiera comunitaria.

I Giovanissimi (14-19 anni) saranno invece protagonisti del campo estivo, sempre presso la casa di Lizzano Pistoiese dal 28 Luglio al 3 agosto; questa settimana sarà dedicata alla loro formazione spirituale e alla esperienza di vita condivisa attraverso attività e riflessioni sull’attualità e su testimoni significativi del nostro tempo.

Per i ragazzi dai 6 ai 13 anni invece l’appuntamento è dal 4 al 10 Agosto presso la casa della diocesi di Fiesole a Torsoli , Greve in Chianti, per vivere un’esperienza di crescita nella fede e nelle relazioni attraverso giochi, preghiera e bellissime avventure e scoperte.

Per informazioni e iscrizioni : Adulti Laura 3462184852,Giovani Elisa 3348350136, Ragazzi Giammarco 3803410318.




Una preghiera per la pace: l’appello del Vescovo Fausto

Pistoia-Pescia, 29 maggio 2025 – Il Vescovo di Pistoia e Pescia, S.E. Mons. Fausto Tardelli, ha rivolto questa mattina un commosso e fermo appello a tutta la comunità di Pistoia e di Pescia per un rinnovato impegno di preghiera e responsabilità condivisa in favore della pace, in particolare di fronte alla drammatica situazione che sta devastando Gaza.

«Il dramma delle guerre sconvolge le nostre coscienze – scrive Mons. Tardelli – e produce sofferenze immani, spezzando giovani vite, soprattutto quelle dei bambini innocenti. Quanto accade a Gaza ci angoscia profondamente: è insopportabile. Bambini, uomini e donne pagano un prezzo altissimo e ingiusto per la violenza di chi pensa addirittura di avere ragioni per sopprimere la propria stessa umanità e fare del male al prossimo».

Di fronte a questo scenario, il Vescovo invita con tutte le parrocchie, le associazioni ecclesiali e ogni credente a non lasciarsi vincere dal sentimento dell’impotenza, ma a rispondere con la forza della fede, attraverso momenti intensi di preghiera individuale e corale per la pace.

«Dobbiamo pregare con insistenza – continua – attraverso veglie, momenti di adorazione eucaristica, la recita del Rosario e durante le celebrazioni eucaristiche».

Da tutta la comunità di Pistoia e Pescia si alzi dunque una voce corale, un’invocazione intensa e condivisa, perché – è l’auspicio del Vescovo – «cessi il crepitio delle armi, gli animi si aprano al dialogo e al perdono, si trovino le vie della pace».