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SETTE DETENUTI IN PELLEGRINAGGIO VERSO ROMA NEL NOME DI SAN JACOPO

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PISTOIA – Un pellegrinaggio di straordinario valore simbolico e spirituale sulle vie della fede per riflettere sulla propria vita, i propri errori ed avere la possibilità di redenzione. È questa l’idea che sta alla base dell’iniziativa che vede coinvolti Diocesi di Pistoia, Confraternita di San Jacopo di Perugia e alcune carceri del Lazio: domani, 21 giugno, nella memoria liturgica di Sant’Atto, partirà dalla Cattedrale di San Zeno un gruppo di sette carcerati romani per compiere un pellegrinaggio piedi sino a Roma lungo la via Francigena. Una data significativa perché fu proprio il vescovo Atto a far arrivare a Pistoia da Santiago di Compostela nel 1144 la reliquia di San Giacomo Apostolo.

L’iniziativa nasce dalla cooperazione tra Diocesi di Pistoia, Confraternita di San Jacopo di Compostella (con sede a Perugia) e le strutture penitenziarie Rebibbia Nuovo Complesso; Terza Casa Reclusione e Rebibbia Casa Circondariale, coordinate dalla dr.ssa Cinzia Calandrino, Provveditore Regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Lazio l’Abruzzo e il Molise.

La Confraternita di San Jacopo, il cui rettore è il prof. Paolo Caucci von Saucken, professore di letteratura spagnola presso l’Università di Perugia e massimo conoscitore del Cammino di Santiago, ha messo a disposizione mezzi, strutture di accoglienza e volontari allo scopo di rendere possibile il cammino fisico, ma anche spirituale dei pellegrini, onde offrire una possibilità di cambiamento e redenzione.

I pellegrini in arrivo da Roma saranno a Pistoia nel tardo pomeriggio di oggi (martedì 20), quando verso le ore 19 verranno fraternamente accolti sotto il portico antistante la cattedrale e ospitati per la notte a cura della diocesi pistoiese. Domani, festa di Sant’Atto, parteciperanno nella mattina alla solenne celebrazione liturgica in cattedrale per poi iniziare il loro pellegrinaggio a piedi lungo il percorso Jacopeo toscano e poi sulla Via Francigena sino a Roma, accompagnati da un gruppo di volontari.

«Lo scopo dei pellegrinaggi giudiziari è essenzialmente favorire il processo di reinserimento dei detenuti nella società civile – spiega Marina Binda, avvocato, volontario carcerario e membro della Confraternita di San Jacopo – . La reiterazione dei reati rappresenta un altissimo costo per lo Stato e anche per questa ragione le istituzioni civili sono interessate a questi progetto».

«Durante il pellegrinaggio non ci sono detenuti, non ci sono volontari – continua l’avvocato Binda –; diveniamo, o tentiamo di diventare, un’anima sola. Tutti al servizio l’uno dell’altro, senza distinzioni».

Inoltre, sempre nella serata di domani, per celebrare la festa di Sant’Atto vescovo di Pistoia (1133-1153) il Comitato di San Jacopo ha organizzato una serata di approfondimento che inaugura un ciclo di incontri dedicati all’approfondimento e alla conoscenza del Vescovo Atto e di altri personaggi illustri della Chiesa Pistoiese.

Nella sala del Capitolo dei Canonici, presso la Cattedrale di san Zeno, alle ore 16.30 sono previsti due interventi: il prof. Silvestrini dell’Università di Firenze, medievista, parlerà della figura di Sant’Atto come abate generale Vallombrosano, mentre la Prof.ssa Maria Valbonesi illustrerà l’importante ciclo figurativo seicentesco con le Storie di Sant’Atto, esistenti nella chiesa della Badia di Passignano.  Alle ore 18 seguirà la Santa Messa. Al termine è previsto un momento conviviale.

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