DOMENICA 11 UN AVVENTO DI FRATERNITA’ PER LA MENSA DON SIRO BUTELLI

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Il prossimo 11 dicembre la Diocesi di Pistoia celebra l’Avvento di Fraternità, una giornata dedicata, in particolare, a sostenere la mensa Don Siro Butelli di Pistoia. Il direttore della Caritas Marcello Suppressa ci illustra questa iniziativa.

La giornata sarà dedicata a sostenere la mensa che da 30 anni accoglie persone in difficoltà fornendo vari servizi. Cosa ha significato fino ad oggi questo servizio?

La mensa è un’opera segno voluta dalla nostra Diocesi proprio per testimoniare quotidianamente l’importanza del servizio ai fratelli e alle sorelle che si trovano in situazioni di difficoltà. Come già detto, da oltre 30 anni, è un luogo di accoglienza che ha vissuto la trasformazione della nostra comunità. Da circa 10 ospiti alla sua nascita per arrivare ai quasi 180 accessi giornalieri di oggi. Cosa che non è cambiato è il ruolo del volontariato che è il valore aggiunto del nostro servizio. È un numero alto perchè oltre alla turnazione giornaliera c’è tutto il servizio svolto nei giorni festivi che è in carico ai gruppi giovanili che provengono in particolare dalle parrocchie e dall’agesci.

La mensa, quindi, si è trasformata adeguando il proprio servizio al continuo cambiamento della società.

Quale messaggio vuole dare in occasione di questo avvento di fraternità?

Caritas ha recentemente presentato il Dossier sulle povertà e le risorse, il messaggio che abbiamo ripetuto, oltre i dati, è quello della speranza che dobbiamo sforzarci di portare nei nostri servizi e in ogni nostra azione. Sentiamo l’urgenza di essere credibili e di portare, da credenti, il messaggio del Signore attraverso Isaia “aprirò anche nel deserto una strada”. È un‘esortazione a guardare il nostro tempo, con tutta la sua problematicità (stiamo davvero attraversando il deserto!) e ad aprirsi alla speranza, volgendo lo sguardo verso il futuro, perché Dio è sul punto di “fare una cosa nuova” e noi dobbiamo e vogliamo credere a questo!

In che modo possiamo collaborare…

La Caritas Diocesana fa essenzialmente 3 proposte:

volontariato, chiamando allo 0573976526 o scrivendo una mail a coordinamentoservizicaritas@diocesipstoia.it, per fissare direttamente una visita ai nostri centri operativi e valutare una proposta d’impegno;

raccolta di generi alimentari a lunga conservazione, da destinare direttamente alle persone in difficoltà che usufruiscono dei nostri servizi o per la preparazione dei pasti serali. Ricordiamo a tal proposito alcuni dei nostri numeri: 40 Colazioni – 82 Pranzi – 39 Ristori pomeridiani – 62 Cene – 39 Pranzi da asporto – Spese alimentari per circa 16 famiglie.

Contributo economico o offerte: donando attraverso il nostro cc postale C/C 10900512 INTESTATO A CARITAS DIOCESANA DI PISTOIA o direttamente presso l’ufficio della Caritas Diocesana in via Puccini 36, aperto dal lun al ven dalle 9 alle 13 – tel 0573976133

Fondamentale per noi, sia come mensa che come centri di ascolto, è il coordinamento con tutte le realtà presenti nella comunità dalle parrocchie alle associazioni fino ai Servizi Sociali territoriali. Dobbiamo sempre più costruire una rete solidale fra privato e istituzioni, fra famiglie, nelle nostre comunità, per non rimandare ad altri quello che ci compete, per essere in grado di sostenere davvero coloro che fanno più fatica

Qual è il messaggio che ci lascia il giubileo appena concluso? Il volto di Cristo nei poveri e negli abbandonati rimarrà a interrogarci e chiedere misericordia..

L’anno della misericordia appena trascorso ci invita a non dimenticarci di noi, delle nostre famiglie, delle nostre comunità per mettere al centro le persone, sempre, nel nostro agire. L’anno della Misericordia è stata un’opportunità per tutti per ricentrare le nostre priorità e riscoprire nei nostri cuori l’amore più sincero e vero per noi stessi e per i nostri fratelli. Dobbiamo fare nostre le parole di Papa Francesco in occasione della chiusura del Giubileo “Chiediamo la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza. Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza”.

 Daniela Raspollini

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