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Prioria
Abitanti: 90
Vicariato: Montalbano occidentale
Provincia di: Firenze
IndirizzoVia La chiesa 122 – 50059 Vinci (Fi)
Telefono: 0571 56033

Parroco: Bellini Mons. Renato

Orario messe

Festivi: ore 16.00 (Estate: ore 17.00 – 18.00 (Solo Agosto presso la Chiesa di Santa Lucia)

Forse il toponimo ‘Sant’Amato’ (ma anticamente anche Sancto Mato) deriva da un monasterium S. Thome apostoli in territurio Pistoriense, del quale si ha memoria fin dall’VIII secolo (RCP, Alto Medioevo, 19, cartula rogata a Lucca il 23 Giugno 789), e che tra l’XI ed il XIII secolo risulta dipendente dal monastero di S. Antimo e possessore di numerosi beni fondiari in Valdinievole (cfr., tra gli altri, AAL, + G. 31, cartula del 1129 Marzo 3). Secondo alcuni autori quest’antico monastero andrebbe invece identificato nella località quasi omonima di Santomato (cfr. la scheda 133, Santomato); secondo altri, i monasteri sarebbero due, come forse è più probabile, anche se di quello di S. Amato non sono stati rintracciati ruderi, ma lo stesso toponimo assicura l’esistenza, in questa zona, di un antico ed importante luogo di culto dell’apostolo Tommaso. Più difficile però dire quale dei due fosse dipendente da S. Antimo, dato che i referti documentari sono per questo aspetto poco esaurienti ed in qualche caso contraddittori. Gli homines de Sancto Amato in curte de Vincio erano, nel secolo XII, decimali del vescovo (RCP, Vescovado, 2111). La ecclesia S. Petri de Santo Amato si trova registrata nel secolo XII come soggetta alla pieve di Quarrata (Decime, I, 1314; II, 1440) e più tardi, nei verbali delle visite pastorali (Visita 1447, c. 89r), come ecclesia S. Petri de Santo Mato comunis Vinci. La chiesa, costrui-ta in forme romaniche con aula unica absidata ed orientata, può essere attribuita al secolo XII: di essa è conservata, pur con qualche integrazione, l’intera struttura esterna.

BIBL. REPETTI, III, pp. 181-182; F. LEPORATTI, Precauzioni di topografia e toponomastica pistoiesi, BSP, LXXV, 1973, pp. 62-84; Immagini, n. 102, p. 111; Rilievo, pp. 136-137.