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Propositura

Abitanti : 3400
Vicariato : Montalbano occidentale
Provincia di : Pistoia
IndirizzoVia Vitoni 103 – 51035 Lamporecchio (Pt)
Telefono : 0573 82079
Sito web : www.santostefanolamporecchio.it
Mail : posta@santostefanolamporecchio.it

Parroco : Don Andrea Mati
Vice-parroco : Don Elia Matija

Orario Messe 

Feriali : 8.00 (maggio-settembre)
Feriali : 16.30 (ottobre-aprile)
Prefestivi : 17.30
Festivi : 8.00 – 11.15

Potrebbe riferirsi a questa chiesa la plebs de S. Stefano de Cerbaria riconosciuta al vescovo di Pistoia dal diploma di Ottone III del 25 Febbraio 998 (RCP, Alto Medioevo 105). La plebs de Lamporeclo è poi esplicitamente citata nella bolla di Innocenzo II del 21 Dicembre 1133 e nelle seguenti (RCP, Vescovado, 22 e successive: 28, 34, 43) ed è ricordata anche negli statuti comunali come confine sud occidentale del districtus pistoiese (Statuti sec. XII, 143). Anche il castrum de Lamporekio, che il comune di Pistoia aveva fortificato (ibidem, 183), fu riconosciuto al vescovo Bono con diploma di Enrico VI del 28 Ottobre 1196 (RCP, Vescovado, 51), ma fu poi oggetto, insieme ad altri beni feudali, di una lunga vertenza tra il vescovo Soffredo ed il Comune di Pistoia (Liber Censuum, 134 142, anno 1221). La pieve dette il nome, nel secolo XIII, ad una frazione del comune rurale di Lamporecchio (Liber Focorum, B, I, a: de plebe) e si trova poi negli elenchi delle decime con tre enti dipendenti: Porciano, Orbignano, S. Baronto (Decime, I, 1358 1361; II, 1484/1487). Nei verbali delle visite pastorali è regolarmente registrata per Lamporecchio la plebs S. Stefani (Visita 1376, c. 96v e successive) ed anche l’hospitale S. Pauli (Visita 1447, c. 86v; Visita 1565, c. 75). La pieve fu elevata alla dignità di propositura con decreto del vescovo Debernardi del 3 Aprile 1937 (Annuario, p. 78). L’antica pieve si trovava nel castello che posto assai più a monte dell’attuale paese, nel Trecento era già stato abbandonato e citato come castrum vetus (Liber Censuum, 866, p. 496). Ricostruita più a valle nel secolo XIV fu poi demolita alla fine dell’Ottocento ed al suo posto fu edificata una nuova chiesa a tre navate su disegno dell’architetto Bernardini di Pescia.

BIBL. REPETTI, II, pp. 635 639; MATTOLI, II, p. 99; Patrimonio, p. 228; Immagini, n. 85, p. 97.