Sabato 30 agosto alle 18 in cattedrale messa in ricordo di monsignor Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia

                                                                                                                                                                                                                                                                                                

   
Arte e Cultura CHIESE S. Andrea (Pt)

Chiesa di Sant'Andrea

 


 

Notizie storiche

La fondazione della chiesa è antichissima, per alcuni storici sede della prima Cattedrale paleocristiana. All'interno è custodita la scultura più famosa della città: il pulpito di Giovanni Pisano.
La chiesa, la cui facciata (posta lungo un tratto della via francigena) è scandita da cinque arcate su esili colonne rappresenta (assieme a San Bartolomeo in Pantano) una delle più espressive architetture romaniche pistoiesi.
La chiesa potrebbe risalire al VII secolo, cioè al periodo missionario; in effetti, il privilegio che essa ebbe della somministrazione del battesimo durante la Pentecoste, protrattosi fino al XVII secolo potrebbe avvalorare questa ipotesi (altri studi indicano il protrarsi di questa funzione fino al XIX secolo). La chiesa era definita plebs magna.
L'impianto attuale risale al secolo XII. Nel 1174 la chiesa passò sotto la direzione del Capitolo s di San Zeno. In seguito all'incendio del 1202, durante il periodo nel quale la Cattedrale dovette momentaneamente essere chiusa, Sant'Andrea la sostituì in tutte le funzioni.
Sempre in questo periodo essa aveva il patronato sopra diverse chiese pistoiesi e disponeva di un'ingente disponibilità economica. Come per altre chiese pistoiesi di origine romanica Sant'Andrea subì, durante il Seicento, numerose modifiche alle strutture. Fu il pievano Bartolomeo a ordinare i lavori di restauro che compromisero l'originario assetto e modificarono parte delle strutture dell'edificio seguendo il gusto barocco dell'epoca (come la balaustra, posta sopra il cornicione in pietra che delimita la parte basamentale della facciata, decorata in marmi policromi, abbattuta nel 1906). Alla facciata lavorarono Gruamonte e Adeodato nell'anno 1166 (come si legge sull'architrave). Il tema è il Viaggio dei Magi e l'Epifania.
Gli scavi del 1960 individuarono la fondazione di un piccolo vano absidato forse del secolo VII. La navata è coperta da capriate lignee decorate a vista. Al lato sud fu costruito il chiostro sede dei canonici di cui si ha notizia già dal secolo XIII e XIV. Come per altre chiese pistoiesi i recenti restauri hanno annullato le modifiche seicentesche. Nel caso di Sant'Andrea, sono stati demoliti alcuni degli altari laterali e riaperte le monofore nell'abside. L'altare maggiore, del secolo XVII, era già stato sostituito nel 1786 con un altro in marmo. I restauri del 1930 lo hanno rimosso ponendovi un altare in stile.
All'interno si trovano due Crocifissi di Giovanni Pisano: uno collocato nell'edicola posta nella parete di sinistra; l'altro nella parete di destra proveniente da Santa Maria di Ripalta. Il pulpito (1298-1301) che originariamente era posto dinanzi al presbiterio, poggia su "arcatelle ogivali trilobate e colonne in marmo rosso con base alternativamente figurate". Nell'abside l'effige su tavola del Volto Santo proveniente dalla chiesa di San Bartolomeo in Pantano. Notevole è la raffigurazione nel catino absidale del Dio Padre benedicente di Bernardino del Signoraccio (1506). L'ultimo restauro della facciata è stato eseguito nel 1996.
Il pulpito è l'opera scultorea di Giovanni Pisano e risale al periodo a cavallo tra il XIII e XIV secolo (fu terminato nel 1301). Il pulpito si struttura attraverso tre livelli. Nella parte alta sono raffigurate scene del Nuovo Testamento (la Natività, i Re Magi, la Strage degli Innocenti, la Crocifissione, il Giudizio Universale; nella parte mediana sono rappresentati eventi dell'Antico Testamento (i Profeti). Infine nella parte più bassa, la base, sono raffigurati eventi in forma allegorica, il leone che azzanna il cavallo, l'uomo (Adamo) che sorregge la colonna, la leonessa.
In riferimento al tema della Strage degli Innocenti, scrive uno storico dell'arte: "il dolore che urla, piange e si rivolta disperatamente contro i carnefici, sconvolge i volti e lacera i cuori delle madri e nel suo pathos possente comunica tutta l'atroce verità allo spettatore". Senza dubbio la funzione pedagogica dell'arte mantiene in questa scultura tutta la sua potenza.

 
 
Utente
Password
 

 
powered by Webolik