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ROMA- SANTIAGO/ SANTIAGO- ROMA. SEGNI E MEMORIA DELL’EUROPA DEL PELLEGGRINAGGIO

Sale affrescate del Palazzo Comunale
Dal 16 luglio al 30 agosto 2015
Inaugurazione Giovedì 16 luglio alle ore 17
Orari: 10/13 – 15/18 lunedì chiuso
INGRESSO LIBERO
Venerdi 21 agosto alle ore 21 Incontro con il Professor Paolo Caucci von Saucken sul Cammino di Santiago

Mostra Fotografica a cura di Paolo Caucci von Saucken
L’ esposizione è promossa dal Comune di Pistoia in collaborazione con il Comitato di san Jacopo, La Diocesi di Pistoia, la Xunta de Galicia, Consellería De Innovación e Industria, il Centro Italiano di Studi Compostellani ed è organizzata nell’ambito dei festeggiamenti jacopei 2015.

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La via con i suoi paesaggi, le chiese, gli edifici del pellegrinaggio, i ponti che ne segnano il percorso, gli spedali che accolgono i viandanti, è la protagonista assoluta delle opere fotografiche esposte in questa suggestiva e unica rassegna.
L’epoca attuale segna una grande ripresa della civiltà dei pellegrinaggi realizzati a piedi sulle antiche strade. Santiago de Compostela e il Cammino di Santiago in questi ultimi anni sono divenuti l’immagine di una nuova sensibilità che ha determinato importanti conseguenze nel campo della fede, della cultura, dei fenomeni sociali, della economia e della politica. Da alcuni anni anche in Italia la via Francigena ha iniziato a strutturasi su questa base e a riscoprire e valorizzare gli antichi tracciati.
Ogni analisi spinge nella direzione che i due principali cammini di pellegrinaggio medievale, il Camino de Santiago e la via Francigena, così come avvenne storicamente nel Medioevo, tornino ad unirsi. I pellegrini già hanno iniziato a percorrerli da Roma a Santiago e da Santiago a Roma, lungo un itinerario agibile nei due sensi. Tutto ciò nella prospettiva di un suo ulteriore prolungamento fino a Gerusalemme, per vie terrestri e marittime, determinando in tal modo la ricomposizione degli itinerari delle tre peregrinationes maiores.
Roma, Santiago e Gerusalemme dunque, peregrinationes maiores e asse della civiltà e della cultura medievale, dove Santiago, a occidente, è il punto estremo della terra conosciuta e Gerusalemme, dalla parte opposta, la finestra che si affaccia su un mondo da conoscere. Al centro Roma, Caput Mundi e Sedes Petri, cardine intorno al quale girava l’ecumene medievale e che nella nostra epoca può tornare ad avere senso e significato.
Vero e proprio cammino dell’anima e della mente, il pellegrinaggio ha, da sempre, contribuito alla formazione di uno spazio in cui fede, sapere, diffusione delle idee e della conoscenza hanno agito da elementi attivi nel predisporre le fondamenta e le radici cristiane della civiltà europea.
Le immagini scelte mettono in evidenza le basi di una civiltà comune che si evidenzia nei caratteri di una via che è la stessa, ma che cambia nome, di volta in volta, a seconda della meta: così la via francigena è via romea per chi la discende dalle Alpi verso Roma, via gerosolimitana per chi la prosegue verso i porti della Puglia da cui si imbarcherà per la Terrasanta, via dell’Angelo o via micaelica per chi è diretto verso Monte Sant’Angelo sul Gargano; via compostellana per chi la percorre verso nord, verso i valichi delle Alpi e dei Pirenei. Lo stesso capita per il Cammino di Santiago: iter sancti Jacobi e iter sancti Petri, allo stesso tempo, nella meseta castigliana, come in Provenza.

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La mostra vuole cogliere i segni di questa unità lungo un percorso che da Roma segue la via Francigena, toccando Viterbo, Siena, Lucca, Fidenza, Piacenza, Vercelli, Pavia, Torino, Susa, entra in Francia per il valico del Monginevro, discende lungo la valle del Rodano, fino ad entrare nella via tolosana che lo porterà a Roncisvalle, dove confluisce nel Cammino di Santiago.

Info: Ufficio Cultura del Comune di Pistoia 0573/371690

L’Appennino Pistoiese era attraversato da più via romee, strade che i pellegrini percorrevano verso Roma, la città che costituiva una delle principali mete, con Gerusalemme e Santiago di Compostela della cristianità occidentale.
Come è noto la Via Francigena è la via Romea per eccellenza che veniva percorsa dai pellegrini provenienti da Occidente i quali, una volta giunti a Piacenza e Parma, attraversavano l’ Appennino da Fornovo a Pontremoli e quindi Lucca, Altopascio, Fucecchio, San Miniato, Siena per terminare a Roma.
In alternativa il pellegrino, una volta giunto a Piacenza, aveva la possibilità di percorrere la via Emilia oltrepassando l’Appennino da Bologna o Forlì raggiungendo così la via romea della Sambuca, detta anche via Francesca della Sambuca, o la via romea dell’Alpe di Serra.
Altra possibilità era quella della via Romea Nonantolana che prende il nome da una delle sue tappe, l’Abbazia Benedettina di Nonantola presso Modena. La strada attraversa il Frignano, raggiunge l’abbazia di Fanano e quindi il passo appenninico della Croce Arcana nei pressi di San Marcello Pistoiese. Qui la strada si biforcava verso Pistoia oppure seguendo le valli della Lima e del Serchio verso Lucca dove si congiungeva alla Via Francigena.
Di particolare rilievo è una piccola frazione del Comune di Pistoia, SPEDALETTO, con la presenza di un Ospizio nella valle del torrente Limentra che offriva un punto di riferimento ed un sicuro rifugio ai pellegrini che si trovavano sulla via Francesca della Sambuca. Sembra che il nome derivi da un Ospitale esistente e gestito dai Templari e successivamente dagli Ospitalieri di Altopascio.
Già dal XI secolo esistevano a Pistoia ospizi per i pellegrini , piu tardi nel 13OO esisteva la Magione dei frati Ospitalieri del Tau che avevano la loro casa Madre a Vienne in Francia.

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