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LA BELLEZZA DI «DONARSI CON GIOIA»

Il racconto di una vocazione e un messaggio ai giovani nelle parole delle religiose che festeggiano il loro anniversario di vita consacrata.

Il 2 febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata per la vita consacrata. In diocesi è l’occasione per festeggiare gli anniversari di professione religiosa e ricordare così l’impegno svolto nel tessuto del nostro territorio e della nostra città dalle religiose e dai religiosi presenti in diocesi. Di seguito abbiamo raccolto le loro testimonianze di vita.

 

60° Anniversario. Sr. Beatrice Libralato (Suore Mantellate, Casa di accoglienza e preghiera a Treppio)

Da quando ero giovane avevo desiderio di farmi suora e questo mio sogno si è realizzato nel 1958. Sono entrata in convento a Pistoia, nella nostra casa madre, con il compito di occuparmi della cucina. La mia vita è stata al servizio degli altri, ma sempre animata da tanta gioia. Sono contenta di aver consumato la mia vita per gli altri. Ho svolto il mio servizio anche fuori Pistoia a Roma e attualmente mi occupo dell’accoglienza agli ospiti che arrivano a Treppio, presso la nostra casa di preghiera e spiritualità.  Vorrei ai più giovani che l’importante è ringraziare il Signore, imparare a lodarlo con il Magnificat.

 

60° anniversario. Sr. Alda Capecchi (Suore Mantellate di Pistoia)

«Sono entrata in convento all’età di 22 anni. La mia vocazione è legata all’incontro con un sacerdote, don Dino Lucchesi che ha positivamente influenzato la mia scelta di vita, attraverso la mia partecipazione alle funzioni parrocchiali e mediante gli esercizi spirituali, durante i quali ho potuto avvertire la sua profonda preparazione teologica e psicologica e anche apprezzare la sua conoscenza delle problematiche giovanili. Ricordo, in particolare, una sua omelia dalla quale emerse l’attenzione alla vita consacrata e in cui affermava: “tale vita è la più bella”. Questa affermazione risuonò nel mio intimo facendomi intravedere quale sarebbe stata la mia vocazione. Dopo tre anni da questo episodio, sono entrata come postulante nella Congregazione delle Suore Mantellate Serve di Maria di Pistoia».

50° anniversario. Suor Teresa Lio (Suore Mantellate di Pistoia)

«Ho iniziato i miei studi fin dalla prima media, come alunna esterna, presso l’Istituto delle Suore Mantellate, a Pistoia e a scuola ho avuto la grazia e la fortuna di avere come preside la madre Claudina, donna aperta, di grande cultura e saggezza; inoltre negli anni, l’ho avuta come madre generale e superiora. Questa suora mi affascinava per la cultura e per quegli occhi che ti “scrutavano” dentro, fino in fondo, ma non riuscivo a comprendere come mai una donna simile si fosse fatta suora: lo ritenevo un grosso abbaglio! Una mattina capitò una vestizione religiosa nel nostro istituto, noi alunne volevamo partecipare alla vestizione; perdere qualche ora di lezione non era male, ma la madre Claudina, consapevole del fatto che la nostra classe era tremenda si guardò bene dal permetterci di assistere alla funzione, ma ci concesse di salutare le novizie dopo la cerimonia. Quel momento fu veramente come un fulmine a ciel sereno, perché mi colpì la gioia di quelle ragazze e ricordo anche l’ora esatta, mi viene in mente il Vangelo di Giovanni quando dice “Era l’ora decima”. In quel momento decisi che mi sarei fatta suora, pur di avere quella gioia!

Devo riconoscere che la scelta di essere religiosa è stata fulminea e, nonostante tutto, non ho mai avuto ripensamenti sulla vocazione, o voglia di tornare indietro e ho fatto il possibile, malgrado tutto, di vivere nella gioia, senza contare che ho ricevuto davvero il centuplo e anche di più!

Credo proprio che malgrado l’età e gli acciacchi vari, noi religiose dovremmo continuare ad essere portatrici di speranza per il mondo e riconoscere i segni di bene che esistono anche oggi e non lamentarci per come vanno le cose. Vedo, infatti, che molti giovani ci offrono motivi bellissimi ed evidenti di speranza, perché i ragazzi che conosco sono davvero “in gamba” e riescono a destreggiarsi in questo mondo che può sembrare un groviglio, ma essi invece hanno la “filosofia” di accoglierlo così come è e di lavorarci, con amore e generosità!»

50° anniversario. Suor Floriana Andreazza (Suore Mantellate di Pistoia)

«La mia vocazione è nata nella ricerca della volontà di Dio, in questo cammino di discernimento sono stata guidata da un mio direttore spirituale. La preghiera in questo mio percorso è stata di grande aiuto. Il mio messaggio per i giovani è quello che trovino la gioia nei diversi ambiti in cui vivono: io credo nella vita religiosa e spero che possano riscoprire la bellezza della vita consacrata».

50° anniversario. Suor M. Iginia Burasca (Suore Mantellate di Pistoia)

«Quando ero giovane ero alla ricerca della felicità. Come tanti altri coetanei di allora studiavo, passavo le giornate in compagnia, ma dentro di me provavo sempre un senso di insoddisfazione, di tristezza. Decisi allora di fare un percorso spirituale per setacciare, vagliare, distinguere le voci che sentivo dentro, così ebbi l’occasione di partecipare a degli esercizi spirituali presso l’istituto S. Ignazio. Qui ho abitato per tre anni: sono stati momenti di studio, di ricerca e di incertezze, nei quali ci si interroga se siamo pronti per mettersi alla sequela di Gesù. Nel mio cuore è poi arrivato nitido un “sì” e da allora ho scelto Gesù nella mia vita. Non è stato cosi semplice mettersi alla sequela, ma con perseveranza e fedeltà ci si riesce e oggi sono molto felice di aver raggiunto questo traguardo. Nell’occasione di questa ricorrenza rivolgo l’invito a saper ascoltare e cercare Dio nel profondo. La vera felicità è scegliere ciò che decide il nostro cuore. Bisogna saper distinguere le voci del cuore che lì vi abitano per poter fare scelte libere, responsabili e consapevoli».

25° anniversario. Suor Giuliana Florenin (Ancelle del Sacro Cuore agonizzante di Lugo – Ferruccia)

«Fin da giovane sentivo in me un profondo e innato desiderio di fare la volontà di Dio, quindi ho iniziato un cammino di discernimento, partecipando a numerosi incontri vocazionali anche in Emilia Romagna dove ha conosciuto l’Istituto delle “Ancelle del Sacro Cuore agonizzante di Lugo”. A farmi decidere di scegliere la vita consacrata è stata una frase di Gesù (Mt 10,37-42) che risuonava insistentemente dentro la mia anima da tempo: “Chi ama il Padre e la madre più di me non è degno di me…”. I giovani forse hanno paura di scegliere questo cammino. Pensano che si tratti solo di rinunce; in realtà è un donarsi agli altri con gioia, come ha fatto Gesù. Non devono avere paura, ma ascoltare la sua voce, la sua chiamata, confidando nel suo Aiuto».

Daniela Raspollini

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