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GIOVANI SI INCONTRANO: UNA BELLA ESPERIENZA PROMOSSA DALLA CARITAS E DAI GIOVANI DI SAN GIORGIO E GELLO

Circa un mese fa dalle Parrocchie di Gello e San Giorgio è emerso il desiderio di far fare un’esperienza di incontro e scambio tra i giovani della parrocchia e esperienze di accoglienza di richiedenti protezione internazionale. La richiesta arrivata in Caritas è stata accolta con entusiasmo in quanto, in una società che troppo spesso vive di chiusure e diffidenze, è apparsa come segno di speranza e apertura.

Caritas ha quindi contattato il Consorzio CO&SO che gestisce l’accoglienza nel Convento dei Cappuccini, per definire un momento di incontro che si è concretizzato lunedì 11 aprile.

Circa 15 ragazzi delle Parrocchie di età compresa tra i 17 e i 19 anni, insieme ai loro animatori, sono stati accompagnati al Convento dove sono ospitati circa 30 ragazzi provenienti da diversi paesi e continenti.

I giovani della Parrocchia hanno visitato la struttura e poi, divisi in gruppi con i ragazzi ospitati, si sono presentati e conosciuti con uno scambio di domande sulla vita quotidiana e le aspettative. È stato molto bello, in quanto le domande non state semplicemente indirizzate agli ospiti riguardo il percorso migratorio -i giovani della Parrocchia avevano già fatto un percorso con i loro responsabili sull’argomento- ma piuttosto dettate dalla curiosità positiva di giovani che incontrano giovani. Ci preme, inoltre, metter in evidenza l’accoglienza dei ragazzi ospitati riguardo all’esperienza di incontro, erano curiosi, felici poiché per la prima volta erano a contatto con loro pari, giovani come loro, in un faccia a faccia positivo.

I ragazzi ospitati hanno rivolto ai giovani tante domande sulla loro vita quotidiana: “studiate, lavorate, che cosa fate nel tempo libero?” Uno scambio a tratti triste perché alcuni ospiti, con sofferenza, hanno dovuto confrontarsi con una realtà in cui è possibile studiare e sognare e non lottare per sopravvivere. Un ragazzo ha chiesto, inoltre: “quando andate a lavorare ci sono problemi con i colleghi?”, senza saper spiegare il motivo di quella domanda, forse dettata dal timore dell’incontro, dalla paura di trovare un mondo ostile.

I giovani della Parrocchia hanno chiesto di ascoltare le loro lingue di origine e sono rimasti sorpresi dal fatto che in molti casi le loro lingue non sono quelle che utilizzano a scuola (inglese, francese…), ereditate dal colonialismo, ma lingue locali che però sono considerate semplici dialetti.

Alcuni ospiti hanno voluto raccontare il loro viaggio, le motivazioni dalla partenza dal loro paese e l’obiettivo che li ha portati a sopportare il percorso migratorio. Un ospite ha raccontato di aver dovuto trascorrere un anno e mezzo in carcere in Libia senza motivo, se non il dover pagare per uscire, sopportando torture inenarrabili.

Giovani a confronto con giovani, della stessa età, in un clima, nonostante l’emergere di tanto in tanto di grandi sofferenze, di reciproca conoscenza e gioia che ha portato a darsi un nuovo appuntamento.

Martedì 19 aprile i ragazzi del Convento dei Cappuccini sono stati ospiti della Parrocchia di Gello, per una partita di calcio ed una pizza. Gli operatori della struttura hanno accompagnato i ragazzi ospitati. Una partita di calcio e poi tutti a mangiare insieme come un gruppo di amici, compreso il coro di buon compleanno per Yahya, una ragazza ospite che festeggiava 26 anni. Una serata di gioia, di amicizia e infiniti “grazie” da parte dei ragazzi ospitati ai Cappuccini.

Ciò che ci preme, come Caritas, oltre a ringraziare le Parrocchie di San Giorgio e Gello, i responsabili e i giovani, il Consorzio CO&SO, gli operatori ed i ragazzi ospitati, è mettere in evidenza l’importanza di queste esperienze per una società migliore e accogliente.

Per questo restiamo a disposizione, come Caritas, per sostenere chi vorrà ad intraprendere questi percorsi virtuosi, lanciando un appello alle Parrocchie affinché promuovano incontri, scambi che sono opportunità educative per la vita delle comunità stesse.

Francesca Meoni

CARITAS DIOCESANA

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