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ADORAZIONE, PREGHIERA E RICONCILIAZIONE: 24 ORE PER IL SIGNORE

Anche quest’anno la nostra diocesi non è mancata all’appello del Papa per una maratona di adorazione, riconciliazione e preghiera ininterrotta. A partire dalle 17.30 di venerdì 4 marzo alle 19.00 del giorno successivo, infatti, le porte della Cattedrale di San Zeno sono rimaste aperte per l’adorazione eucaristica e la possibilità di vivere il sacramento della riconciliazione.

Papa Francesco ha ricordato spesso il valore della confessione, in particolare in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia: «Rimettiamo al centro – e non solo in questo Anno giubilare! – il Sacramento della Riconciliazione, vero spazio dello Spirito nel quale tutti, confessori e penitenti, possiamo fare esperienza dell’unico amore definitivo e fedele, quello di Dio per ciascuno dei suoi figli, un amore che non delude mai».

In occasione della 24 ore per il Signore in Cattedrale molti sacerdoti si sono resi disponibili per le confessioni. Uno di loro ci ha raccontato la sua esperienza.

Davanti ai confessionali si sono formate spontaneamente file di penitenti desiderosi di cogliere l’opportunità di confessarsi in preparazione alla Pasqua. Si tratta di un riferimento quaresimale voluto dal Papa che va accolto e favorito con ancor più viva partecipazione e offre un’immagine significativa di una Chiesa che abbraccia l’intera diocesi, superando la frammentazione nelle varie parrocchie che non sempre hanno la possibilità di curare bene il Sacramento della Riconciliazione. Le 24 ore hanno previsto momenti di adorazione che si sono prestati a preparare al meglio il Sacramento della Misericordia di Dio e ringraziarlo per la gioia del perdono.

L’appuntamento straordinario di venerdì 4 e sabato 5 marzo è stato animato da diversi gruppi e movimenti della diocesi. Abbiamo raccolto la testimonianza di alcuni dei presenti.

Il Rinnovamento nello Spirito Santo ha accolto con gioia, anche quest’anno, l’invito della diocesi di Pistoia a partecipare all’iniziativa “24 ore per il Signore”, voluta da Papa Francesco. La nostra ora di adorazione si è svolta, in continuità con le altre realtà diocesane, dalle 14.00 alle 15.00 di sabato 5 marzo. È stato un tempo di grazia per tutti i partecipanti.

L’Adorazione eucaristica è stata alternata con canti e preghiere spontanee, seguite da momenti di pausa e riflessione. Sono stati momenti di “Paradiso” nei quali si è percepita l’azione santificante e rigenerante dello Spirito Santo che dà la vita.

Gli aderenti al Movimento del R.n.S. hanno partecipato numerosi all’iniziativa. Infatti, è solo adorando il Signore Gesù che si ha la vita. Di questo noi siamo testimoni e ringraziamo il nostro Vescovo S.E. Mons. Fausto Tardelli che ci ha permesso di rendere testimonianza della nostra fede durante quest’ora di adorazione.

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Anche quest’anno la Cappellania Ospedaliera e alcuni rappresentanti del Consiglio Pastorale Ospedaliero hanno avuto la gioia e l’onore di partecipare alle 24 ore per il Signore.

Siamo sempre più consapevoli che il malato si possa servire soltanto stando davanti a Gesù Eucarestia che ci svuota di noi stessi e ci invia in missione di ascolto e accoglienza del più debole. È davanti a Lui che si diventa misericordiosi e ci si spoglia della veste del nostro egoismo. “Schiodami ti prego dalla croce della mia identità” scriveva Luzi e questo è possibile soltanto prostrandoci davanti al Signore della vita.

Nel nostro momento di preghiera il gruppo ha implorato dal Signore proprio i doni di compassione, di ferma difesa della vita dal suo inizio fino al suo termine ultimo e la disponibilità a servire i nostri fratelli colpiti dalla malattia, talvolta fisica, ma più spesso spirituale.

La Cappellania ha partecipato numerosa comprendendo che soltanto la preghiera comunitaria accresce la coesione e la gioia di procedere uniti nel nostro volontariato; ad una sola voce abbiamo chiesto al Signore di renderci attenti alla sofferenza, mettendo “più cuore nelle nostre mani” e rendendoci docili alla Sua guida.
La Cappellania e il Consiglio Pastorale Ospedaliero

Ci sembra bello e significativo, rileggere in occasione dell’iniziativa, il racconto di una confessione speciale di Papa Francesco, quando aveva appena 17 anni

Era il ‘Giorno dello studente’, per noi il giorno della Primavera – da voi è il giorno dell’Autunno. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo, e ho sentito la necessità di confessarmi. Questa è stata per me un’esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perché fosse quel prete là, che non conoscevo, perché avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verità è che qualcuno m’aspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote. Questa esperienza nella fede è importante. Noi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da Lui a chiedere perdono, ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui è prima! Noi, in spagnolo, abbiamo una parola che spiega bene questo: ‘Il Signore sempre ci primerea’, è primo, ci sta aspettando! E questa è proprio una grazia grande: trovare uno che ti sta aspettando. Tu vai peccatore, ma Lui ti sta aspettando per perdonarti”.

Daniela Raspollini

 

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