Uno strumento operativo contro la «cultura dello scarto»

Una nuova realtà che intende promuovere, coordinare e valorizzare le esperienze di carità, accoglienza e solidarietà nella diocesi.




Uno strumento operativo contro la «cultura dello scarto»: questo l’obiettivo della neo costituita «Fondazione Sant’Atto per l’inclusione e la solidarietà Onlus». Una nuova realtà che intende promuovere, coordinare e valorizzare le esperienze di carità, accoglienza e solidarietà nella diocesi.

La fondazione è guidata da un Consiglio di amministrazione composto da 7 membri rappresentativi di alcune delle opere di solidarietà di ispirazione cristiana già presenti sul territorio. Il Presidente, nominato dal Vescovo, è Mons. Patrizio Fabbri, vicario generale diocesano, il direttore, nominato dal consiglio, è Marcello Suppressa, responsabile della Caritas Diocesana. I soci fondatori – la Diocesi di Pistoia, il Ceis Onlus, la Casa dell’anziano – Monteoliveto, sono anche i principali promotori delle attività svolte dall’Ente, aperto alla collaborazione e all’inserimento di nuove realtà impegnate in ambito sociale.

La sede della fondazione sarà accolta nei locali del complesso del «Tempio», che nel 2017 saranno oggetto di una importante ristrutturazione destinata a creare la “Domus Jacobea”, una vera e propria cittadella della carità all’interno delle mura di Pistoia, con la presenza della mensa Caritas, del centro di ascolto e del nuovo centro di accoglienza. Quest’ultimo sarà dotato di 12 posti letto a sostegno di tutti i tipi di disagio abitativo: dai senza casa, all’emergenza abitativa, ai migranti e all’emergenza freddo. Anche i centri di ascolto, attualmente dislocati in più parti della città, troveranno collocazione in questi locali.



La fondazione nasce nel settembre 2016 in seno alla comunità diocesana di Pistoia con lo scopo di organizzare e gestire attività ed opere di assistenza sociale e socio-sanitaria, di beneficenza, istruzione, formazione, di tutela dei diritti civili, delle cose di interesse storico e artistico, di promozione culturale ed artistica ai sensi di numeri 1,2,3,4,5,7,9,10 del comma 1 dell’art. 10 d.lgs. 460/1997 e successive modifiche.

La fondazione è aperta a tutte le realtà diocesane che operano nell’ambito delle attività sopraindicate con possibilità per le stesse di farne parte o integrandosi nella fondazione da un punto di vista giuridico-economico oppure individuando opportune forme di collaborazione pur conservando la propria autonomia gestionale ed operativa.

In particolare la fondazione: persegue le attività di assistenza sociale, socio sanitaria e sanitaria di beneficenza, istruzione, formazione, di tutela dei diritti civili, delle cose di interesse storico e artistico, di promozione culturale ed artistica esclusivamente nei confronti di persone svantaggiate, laddove lo svantaggio può concentrarsi sul piano fisico, psichico, familiare, socio-educativo, dell’età o della capacità economica, in alternativa o in sommatoria tra loro.

La fondazione è priva di qualunque carattere politico, partitico, sindacale, associazionistico dei datori di lavoro e associazionistico di categoria. Conformemente alla volontà costitutiva ed alle disposizioni canoniche la presente fondazione è e rimarrà attenta ai suoi principi ispiratori e cioè alla difesa e promozione dei diritti inviolabili (diritto alla vita in primis) della persona umana ed ispira ed adegua, ora e sempre, la sua azione ai principi della dottrina sociale e del magistero della chiesa cattolica, della legge naturale e della carità cristiana, attenendosi - per quanto riguarda il profilo canonico - alle disposizioni del codice di diritto canonico e dell’autorità ecclesiastica canonicamente competente.

La fondazione sarà sempre ‘casa della vita’ e, in virtù dei principi sopra esposti, rifiuta pratiche contrarie alla dottrina cattolica, al magistero della chiesa ed alla legge naturale universale. Essa promuove, invece, sotto diverse forme - compresa quella culturale - la cultura della vita secondo le indicazioni della chiesa cattolica ed il patrimonio appartenente all’insegnamento morale e sociale della chiesa stessa ed opera ispirata al principio di amore e carità che anima ogni ambito.

La fondazione, non avendo scopo di lucro ai sensi dell’art.1, persegue esclusivamente fini di solidarietà sociale nell’ambito territoriale della regione toscana nei settori di cui all’art. 2.1. La fondazione opera nel campo del disagio, della disabilità, della malattia come in quello del disadattamento e dell’emarginazione nelle sue più ampie accezioni, con una visione integrale della persona, nel recupero e rispetto totale della dignità e libertà umana e contribuisce con tutti gli strumenti più idonei al superamento dei condizionamenti sociali e psicologici in cui può cadere la persona.

La fondazione, a titolo esemplificativo e non esaustivo, in coerenza con gli scopi di cui all’art. 2.2, si propone di: provvedere a gestire strutture di ricovero, mantenimento ed assistenza degli anziani, degli infermi cronici e degli inabili di ambo i sessi mediante gestione di RSA, centri diurni, servizi di assistenza domiciliare e similari; organizzare forme di assistenza alternativa al ricovero definitivo in residenza sanitaria assistenziale al fine di consentire la permanenza delle persone presso la propria abitazione e nel proprio nucleo familiare tra le quali: ricoveri temporanei di sollievo e ricovero diuturno; provvedere alla gestione di strutture residenziali di accoglienza per persone in situazione, anche transitoria, di disagio sociale, economico, o familiare, compresi gli immigrati ed i soggetti senza fissa dimora fornendo loro cibo ed alloggio specie in presenza dell’emergenza freddo; svolgere servizi di accoglienza all’immigrazione ovvero di educazione, ospitalità e formazione dei migranti cercando al contempo di fornire loro un aiuto direttamente nei paesi di provenienza; aiutare il reinserimento sociale e lavorativo di ex detenuti; favorire l’accesso al lavoro a soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione come il regime di semilibertà, l’affidamento in prova o gli arresti domiciliari; favorire l’inserimento delle persone svantaggiate (invalidi fisici, psichici e sensoriali, minori di età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare) promuovere la costituzione di un patrimonio, anche attraverso l’alienazione e la permuta di beni, nonchè l’accettazione di liberalità inter vivos o mortis causa ed altre elargizioni; la rendita di detto patrimonio dovrà essere permanentemente ed esclusivamente destinata a finanziamento delle finalità di cui al presente statuto; gestire opere di educazione ed istruzione e servizi socio educativi (es. Asili nido ed altri servizi per la prima infanzia) ed educativi e di istruzione (scuole d’infanzia e scuole primarie e superiori); gestire attività formative mediante eventuale istituzione di agenzie formative anche accreditate dalla regione per operare anche in rete con altre realtà del territorio e non; realizzare attività a favore di persone dipendenti da alcool, droghe e da altre patologie comportamentali (gioco d’azzardo, disturbi alimentari, ecc...) Attraverso specifici programmi terapeutico-educativi, residenziali, diurni e ambulatoriali, nel rispetto della dignità e della libertà della persona e nel rifiuto di ogni violenza fisica o psicologica.

Svolgere attività di prevenzione delle dipendenze di cui al punto precedente con particolare riguardo alla popolazione giovanile; aiutare il soggetto in difficoltà ad uscire dallo stato di dipendenza ed al recupero della piena dignità e consapevolezza delle proprie potenzialità umane al fine di poter agire nella società in piena libertà e positività; collaborare con le famiglie dei soggetti in trattamento, specialmente per aiutarle a superare i conflitti e ristabilire utili rapporti intrafamiliari, coinvolgendole nel processo rieducativo e in positivi interventi di risocializzazione; svolgere attività di studio e di ricerca sul disagio giovanile in genere e sui processi di emarginazione, specialmente quelli che inducono a dipendenza, usando tutte le metodiche sociali, psicologiche, terapeutiche e scientifiche atte a promuovere il recupero e la piena sanità fisica e psicologica; svolgere attività culturali e ricreative, anche in collaborazione con soggetti pubblici e privati, realtà associative ed istituzioni; svolgere tutte le opere di carità per le persone in difficoltà economica sotto le forme più diverse e normativamente consentite, in collegamento con la caritas diocesana.

Promuovere direttamente o indirettamente la raccolta di fondi da erogare, unitamente alle rendite e somme derivanti dalla gestione del patrimonio, per le finalità di cui al presente articolo.
STATUTO (file pdf)



Info utili

FONDAZIONE SANT'ATTO
PER L'INCLUSIONE E LA SOLIDARIETÀ ONLUS

Via Puccini, 29 - 51100 Pistoia (PT)
C.F e P.IVA 01900090471
Tel: 0573 976133

e-mail: fondaziones_atto@diocesipistoia.it
PEC: fondazionesantattoonlus@legalmail.it

 

Cariche sociali

Don Patrizio Fabbri Presidente
Diac. Sauro Gori Vice-Presidente
Piergiorgio Caselli Consigliere
Carla Tarani Consigliere
Tebro Sottili Consigliere
Franco Burchietti Consigliere
Riccardo Novi Consigliere

Marcello Suppressa Direttore Generale

 

Agenzia formativa 'FONDAZIONE SANT’ATTO'

L’andamento occupazionale in Toscana ed in Provincia di Pisa (file pdf)

Pubblicazione realizzata con il patronicio della Provincia di Pisa (PI) e della CISL Funziona Pubblica di Pisa (PI)

L'agenzia formativa ha sede presso:

VIA ENRICO BINDI, 16
Pistoia (PT) CAP 51100
tel. 0573 975064